Artista: Queen
Anno: 1973
Tracce: 10
Formato: CD
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È un disco acerbo, e lo si sente. Non c'è ancora la grandiosità orchestrale che avrebbero sviluppato negli anni successivi, non ci sono gli inni da stadio, non c'è quel senso di inevitabilità che i Queen migliori trasmettono. C'è però già tutto il materiale grezzo: la chitarra di Brian May, costruita artigianalmente, che ha già un suono riconoscibile e unico. La voce di Freddie Mercury, che già qui mostra un'ampiezza e una duttilità fuori dal comune. E una voglia di mescolare hard rock, glam, prog e teatralità che non aveva ancora trovato la forma definitiva ma era già chiaramente lì.
Keep Yourself Alive è il singolo d'esordio con il riff di May potente e diretto, Mercury che canta come se stesse già riempiendo arene che all'epoca non aveva ancora visto. Liar è il brano più ambizioso del disco, quasi sei minuti in cui la band esplora cambi di tempo e dinamiche che anticipano quello che avrebbe fatto di lì in poi. Seven Seas of Rhye chiude in modo forse un po' brusco ma lascia intendere dove stessero andando anche se la versione completa sarebbe arrivata nell'album successivo.
Non è il disco da cui consiglio di iniziare. Ma è quello da avere e da ascoltare con la giusta prospettiva, non come un capolavoro, ma come il punto zero di una delle band più grandi della storia del rock. Ascoltato dopo tutto il resto, ha un suo fascino particolare: si riconoscono i semi di cose che sarebbero diventate enormi.
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