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venerdì 26 maggio 2017

Airheads - Una Band Da Lanciare (1994)




Regia: Michael Lehmann
Anno: 1994
Titolo originale: Airheads
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Un po’ di nostalgia, non solo per i film degli anni ottanta, ma anche per questa chicca, forse dispersa nei meandri della memoria, che vede nomi iconici del cinema riuniti in una commedia giovane, dai volti giovani. I tre protagonisti infatti sono Adam Sandler, Steve Buscemi e Brendan Fraser. E sì, basterebbe questo, ma la pellicola risulta fresca e divertente anche se dal punto di vista musicale mi sarebbe piaciuto un qualcosa di più qualificato. Perchè del resto la commedia si concentra proprio sul mondo dell’hard rock e similari. , è quasi una scappatoia per non rendere la commedia troppo banale. La sua originalità ed il senso di cinema indipendente, restano comunque dei capisaldi. Godibile e divertente, qualche battuta un po’ scialba, ma nel complesso si apprezzano anche i dialoghi ed alcune situazioni con clichè. Capelloni e poche chitarre, ma si ascolta e si guarda ancora con una sorta di nostalgia, anche musicale.

Edizione: DVD Koch Media
Edizione DVD senza troppe pretese con cover italiana che riporta come titolo quello originale. La qualità video è buona sebbene la resa in alcune scene presenti una sottile banda verticale sul lato destro. Uno strano formato audio 4.1 Dolby Digital che si fa comunque apprezzare. Non esistono extra di sorta se non il trailer cinematografico

giovedì 5 gennaio 2012

Schegge Di Follia (1988)


Regia: Michael Lehmann
Anno: 1988
Titolo originale: Heathers
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Una delle migliori commedie nere di sempre in un cult movie degli anni ottanta. Protagonisti i giovani Christian Slater e Winona Ryder che riescono a portare una trama leggera, in un grottesco dai sapori sorprendentemente cinici. La storia è volutamente debole, puerile, scarna, ma vengono evidenziati alcuni particolari fondamentali come la generazione adolescenziale e gli umori, soprattutto negativi, che la accompagnano. Tutta la pellicola la si apprezza per i piccoli particolari piuttosto che per lo svolgersi degli avvenimenti. Non restano nascosti infatti elementi come un adesivo (I shop, I am) nell'armadietto, la firma di una petizione con il chewingum, gli occhiali 3D durante il sogno di un funerale. Piccole cose che proiettano all'interno di un modo di vivere e di essere tipico di alcuni anni, o almeno fa evolvere gli stereotipi ed i clichè dell'immaginario collettivo. Battute rapide e da copione, il ribelle figlio di papà, le cheerleader cattive, i deboli oppressi. La situazione scolastica e generazionale di un'epoca che ha posto le basi per ciò che siamo adesso. Tutto questo raccontato con un piccolo di malizia ed ironia, fino allo sfociare in assurdità pazzesche. Un film che non vuole insegnare niente, non vuole essere un documentario, ma che risveglia gli animi di chi osserva. Al di là dello schermo forse, una realtà senza troppa finzione.