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martedì 13 gennaio 2026

Teatro dei Concordi - La Strana Coppia

 

Domenica  sono stato al Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima per assistere alla messa in scena di La Strana Coppia e questo merita un piccolo approfondimento. 

​Si tratta della rivisitazione al femminile del celebre capolavoro di Neil Simon (scritto originariamente nel 1965 per una coppia maschile e poi riadattato dallo stesso autore negli anni '80). La trama gioca sull'eterno scontro tra due personalità agli antipodi: l'ordine maniacale e il caos creativo, che si ritrovano a dover condividere forzatamente lo stesso tetto.

​Lo spettacolo, diretto da Gaia Bastianon e Mark Eaton, ha visto sul palco un cast energico composto da Elena Bellandi, Gaia Bastianon, Anna Bastiani, Ludovica Bertagni, Marco Bruciati, Simone Catalucci e Marta Gatti.

​Il punto di vista di Zizzi

​Dopo la visione, ho raccolto questa riflessione di Zizzi, che mette in discussione l'efficacia del "ribaltamento" dei ruoli in questa specifica opera:

​"[...] Ma il fatto che convivano due uomini sicuramente può già suscitare più ilarità della convivenza di due donne un po' isteriche con amiche nevrotiche... Non voglio generalizzare, ma uno spettacolo teatrale è generalizzante di suo [...] 

​Le donne di fronte ad un problema di una di loro ne godono alquanto e per natura sono più gregarie perché abituate a lavorare insieme. Gli uomini sono molto più empatici tra di loro in fatto di problemi sentimentali, ma non sono abituati a stare a stretto contatto con altri uomini, preferiscono l'individualità... Quindi ribaltare la storia al femminile ha già un meccanismo che non ingrana di fondo.

​Poi la mancanza di battute intelligenti in dialoghi così lenti ha condito il tutto. Peccato perché secondo me erano brave, non eccellenti, ma brave. Forse era semplicemente meglio far recitare loro un'altra opera teatrale. Riadattare spesso comporta grossi errori non scontati come in questo caso... secondo me."


​Qualche link utile per approfondire:


lunedì 8 dicembre 2025

Teatro dei Concordi - La Scommessa

 

Ammetto la mia colpa: le volte che sono andato a teatro (volontariamente) si contano sulle dita di una mano, eppure non sono rimasto mai deluso. Sono un neofita, un convertito tardivo, ma c'è un dato di fatto: ogni volta che metto piede in sala, ne esco puntualmente soddisfatto. E ieri sera non ha fatto eccezione, anzi!. Siamo andati al Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima — poiché a Piombino non ci sono più né cinema né teatri, ed è bene ricordarlo — per vedere una commedia intitolata, semplicemente, La Scommessa . Il cast era composto da Gaia De Laurentis, Fabio Ferrari e Emanuele Barresi, quest'ultimo anche regista e sceneggiatore (sì, si dice così anche a teatro, o per meglio dire autore e regista), un trio che si è rivelato subito competente e coinvolgente. Lo spettacolo, definito un "dramma ridicolo in due atti", mi ha colpito per le voci alte e ben calibrate degli attori e per il ritmo allegro, per niente soporifero, che ha tenuto la sala attenta. La storia era al tempo stesso divertente e intelligente, un mix riuscito che ha reso l'esperienza unica. Il trittico di attori ha funzionato alla perfezione (peccato solo per quelli dietro di me, pure troppo rumorosi nelle risate, ma purtroppo esiste il codice penale e non sono intervenuto). Sicuramente un'altra esperienza da ripetere. Mi ha ricordato quanto sia potente e diretta l'arte teatrale, un'esperienza che nessun film può replicare. Se siete amanti del teatro o, come me, siete in cerca di un'occasione per tornarci, questo tipo di spettacolo è l'ideale.

La Scommessa ci porta nelle vite di due giocatori incalliti: Enrico, un avvocato e un giocatore che sa quanto può giocare e quando è arrivato il momento di smettere e Michele un operaio che invece gioca tutto quello che ha e si indebita pur di continuare a giocare. La terza protagonista è Chiara, moglie di Michele, che continua a stare con lui nonostante la situazione rovinosa in cui suo marito ha fatto precipitare la famiglia, per colpa del suo inguaribile vizio. 

domenica 27 luglio 2025

Zorro, Un Eremita Sul Marciapiede

 


Ieri sera, nella cornice struggente di Piazza Bovio – che da sola meriterebbe una standing ovation eterna – ho assistito a Zorro – Un eremita sul marciapiede, monologo interpretato da Sergio Castellitto e scritto da Margaret Mazzantini. Evento gratuito, ma con prenotazione obbligatoria. Roba seria. E meritata.

Difficile mettere in fila le emozioni.
Sì, perché Castellitto non ha semplicemente recitato un testo. È entrato in un’altra pelle. Ha preso le parole, le ha masticate e poi sputate fuori con un’intensità che ti lasciava senza fiato. Una performance che, se sei vivo, non può non toccarti. Se sei morto dentro, ti fa almeno una carezza al cuore.

Il monologo racconta la storia di un uomo che ha perso tutto: lavoro, famiglia, dignità, e si ritrova a vivere per strada. Un clochard, sì, ma con l’anima pulsante. Con un cane simbolico nel nome – Zorro – e una visione acuminata di noi, "i normali", che lui chiama cormorani.
E lì, tra riflessioni amare, sarcasmi lucidissimi e improvvisi squarci poetici, emerge una verità: Zorro è Castellitto, Castellitto è Zorro. Non c'è distinzione. C’è solo un uomo – forse tanti uomini – che provano a resistere mentre il mondo li schiaccia. E lo fanno come possono: parlando, raccontando, camminando a piedi scalzi sul marciapiede della vita.

Il testo della Mazzantini è di quelli che non cercano applausi, ma ti piantano un chiodo nel petto. Castellitto, con quella voce graffiata e quel corpo che sembra stanco come il personaggio, gli dà vita in modo spiazzante. Ogni pausa è un colpo. Ogni sguardo al cielo, un grido. Un film nella nostra mente. 

Piazza Bovio, con il mare alle spalle, sembrava il luogo perfetto per questo naufrago d’asfalto. 

Ecco, Zorro non è uno spettacolo da vedere.
È una ferita da sentire. E da portarsi a casa.




domenica 29 dicembre 2024

Shen Yun a Firenze

 
Oggi scappatella in quel di Firenze per dedicarmi all'arte a teatro. Infatti sono qui per godermi la spettacolare e suggestiva esibizione di Shen Yun.
Spazio a ChatGPT visto che ho sonno :

Shen Yun Performing Arts è una compagnia fondata nel 2006 a New York da un gruppo di artisti cinesi che hanno lasciato il loro Paese per praticare liberamente il Falun Dafa (o Falun Gong), una disciplina spirituale tradizionale cinese. Il nome "Shen Yun" significa "la bellezza degli esseri divini che danzano". L'obiettivo principale della compagnia è riportare in vita i valori spirituali e morali della cultura cinese tradizionale, molti dei quali sono stati repressi durante il regime comunista cinese.

Caratteristiche dello spettacolo

1. Danza classica cinese
Shen Yun si concentra su uno stile di danza altamente tecnico e artistico. La danza classica cinese si distingue per movimenti aggraziati, salti, giri acrobatici e un’attenzione alla narrazione.


2. Danze etniche e popolari
Gli spettacoli includono anche danze rappresentative delle molte minoranze etniche della Cina, come tibetani, mongoli e manciù, mostrando la diversità culturale del Paese.


3. Musica dal vivo
L'accompagnamento musicale è eseguito da un'orchestra unica che combina strumenti occidentali con strumenti tradizionali cinesi, come l'erhu (violino cinese) e il pipa (liuto cinese).


4. Costumi e scenografie
I costumi tradizionali e vivaci sono realizzati a mano, riflettendo dettagli storici e culturali. La scenografia utilizza tecnologie digitali all'avanguardia per integrare i ballerini con sfondi animati, creando un effetto visivo dinamico.


5. Tematiche spirituali
Molte performance esplorano valori come compassione, lealtà, coraggio e fede, spesso ispirandosi a storie mitologiche, leggendarie o eventi storici della Cina antica.



Controversie

Shen Yun è legato al Falun Dafa, una pratica spirituale perseguitata in Cina dal 1999. Per questo motivo, il governo cinese ha criticato e tentato di ostacolare le loro performance a livello internazionale. Tuttavia, la compagnia sottolinea che il suo scopo è artistico e culturale, piuttosto che politico.

Riconoscimenti

Shen Yun è conosciuto a livello globale per la sua qualità artistica e per il messaggio universale di pace e speranza. I suoi spettacoli sono stati definiti un’esperienza unica che celebra la bellezza e la spiritualità dell’essere umano.

sabato 14 dicembre 2024

Livorno - Pisa 1 a 1 (disfida goliardica al Romito)

 
Qualche tempo fa ero incuriosito dalle cene con delitto. Così mentre cercavo una serata che proponesse questo tipo di spettacolo "in zona" sono capitato sul sito del ristorante Il Romito, storico e conosciuto nel livornese e non solo. Quando ho visto che per questa sera era prevista una sfida goliardica con l'utilizzo del vernacolo, non me la son fatta scappare. Tanto per cominciare non ero mai stato ospite di questo ristorante che mi ha sempre incuriosito non solo per la posizione: sono moltissime le recensioni che ne parlano favorevolmente riguardo al tipo di cucina. Inoltre il tipo di intrattenimento previsto faceva proprio al caso nostro, per una cena differente dal solito che si è rivelata davvero divertente grazie ai comici che in dialetto pisano e livornese si son sfidati a colpi di sfottò e barzellette. Lorenzo Gremigni, Fabiano Cambule, Leonardo Ferri, Aldo Corsi, Enrico Faggioni e Franco Bocci sono stati dei veri mattatori durante il menù di pesce servitoci. Avendo prenotato in tempo siamo pure stati sistemati in prima fila e con un prezzo praticamente ridicolo ci siamo spolverati gli gnocchetti cacciuccati, la frittura di calamari ed il dolce. Venerdì sera da tenere sott'occhio.

mercoledì 4 dicembre 2024

Vado A Vivere Con Me

 
A settembre, quando ho visto che a Piombino ci sarebbe stato uno spettacolo di Jonathan Canini, ci ho pensato giusto il tempo di avvisare una manciata di chat e già avevo preso il biglietto. E che biglietto: Extra VIP Golden Circle Ultra Rare Fatality. Uno di quelli che devi comunque stampare perchè ticketone è rimasta al Medioevo Giudicale. Il grande Jonathan Canini, amici da una vita, che volevo portare anche a mangiare il cinque e cinque al Pomodoro, lo seguo da diverso tempo: durante i bui giorni del lockdown ne ho pure approfondito la conoscenza allargando a tutta la famiglia ed ero veramente curioso di come potesse riuscire a trasporre a teatro i suoi sketch composti essenzialmente di corti o addirittura reel sui social. Per chi non è suo amico come lo sono io: il Canini monta video con una serie di personaggi molto spassosi (lo ho conosciuto iniziando dai quattro toscani) che interpreta lui stesso riuscendo a cogliere le sfumature dei molti accenti, dialetti e modi di parlare abbiamo in Toscana, ma non solo. Una sorta di moderno Panariello giovanissimo. Via via ne ha aggiunti tantissimi e lo spettacolo di questa sera si è dimostrato davvero divertente riuscendo a mostrarcene alcuni come il Fattone, Pamela, lo zio livornese e quello di Campocatino o la vecchietta napoletana. Unico attore presente con un monologo ben costruito ha svariato un po' qua ed un po' là seguendo un filo conduttore semplice, ma funzionale. Se volete farvi due risate, sarà nuovamente a Piombino al teatro Metropolitan il 24 gennaio.