sabato 4 maggio 2013

Sette Anime (2008)


Regia: Gabriele Muccino
Anno: 2008
Titolo originale: Seven Pounds
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Muccino si merita tanto. Non è semplice approdare ad Hollywood e tirare fuori dal cilindro lavori come questo. Sebbene la prova cinematografica punti molto (quasi tutto) sulla trama piuttosto che su altri aspetti, questo film non può lasciare indifferenti. E' intelligentemente toccante, quasi ti strazia: questo grazie anche ad uno Smith che difficilmente possiamo trovare altrove (o magari sempre in un Muccino). Una prova sopra le righe che lo vede distrutto e dilaniato nell'animo. Ma anche decisamente umano, una mina vagante di guai ed errori che lo vedono costruire una storia d'amore con la persona sbagliata. Sembra un macabro gioco masochista, forse creato per dare maggior respiro alla trama, creare un legame affettivo e regalare una parte più centrale a Rosario Dawson che sarebbe stata sprecata se tenuta troppo distante dalla telecamera. Abbiamo infatti una storia nella storia, forse ancor più triste  e spietata se vogliamo: ferire il cuore della persone a cui lo doniamo. Mi chiedo come sarebbe stato il film senza questa parte, che rende Tim / Ben reale e realistico, un uomo che non ha perso totalmente la voglia di vivere, ma cerca di portare avanti l'espiazione dei suoi peccati. Sarebbe stato tutto più lineare e più moralmente accettabile, ma avrebbe perso la spinta che lo porta a sacrificarsi e far sacrificare. Muccino alterna momenti drammatici a scene romantiche in cui sempre si riflette l'eco disperata della morte. Toccante dall'inizio alla fine.

La Morte E La Fanciulla (1994)


Regia: Roman Polanski
Anno: 1994
Titolo originale: Death And The Maiden
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies

Particolarissimo film drammatico tendente al thriller in cui psicologia, inganno e dubbio sono padroni indiscussi della tram, tutta teatrale, che come protagonisti gli unici personaggi presenti: Sigurney Weaver, Ben Kingsley e Stuart Wilson. Un storia di fantasia che però si rifà agli anni bui delle torture e delle sevizie in un non meglio precisato (Argentina? Cile?) Paese del Sud America. Il tutto senza far uso di rimandi, flashbak o immagini per riportare ai nostri occhi la cruda realtà: soltanto dialoghi, forti, sconnessi, alle volte privi di una certa coerenza. La Weaver riesce, con il suo essere prorompente, un leader nella trama quanto di fronte alla telecamera, evocando lo strazio degli orribili avvenimenti degli anni settanta. Con una sorta di processo, tirato su alla carlona, ecco la ricerca della verità ed il forte contrasto tra emozioni e ragione. Nel mezzo la falsità e le bugie che immancabilmente non possono che insinuare il dubbio. In una manciata di ore il palcoscenico si anima e si deturpa: cosa può essere giusto e cosa può essere sbagliato? Quale è il limite che ci porta ad invocare una vendetta di stampo personale? Polanski gioca egregiamente su questi temi camminando sull'orlo, certe volte mettendo un piede nel baratro. Non esiste nessun tipo di scossa per lo spettatore che si ritrova ad essere giuria senza diritto di voto e senza poter conoscere (o vedere) la realtà dei fatti. Sarebbe stato troppo semplice mostrarci le angherie perpetrate, dobbiamo solo fidarci dei dialoghi e studiare i pochi indizi che emergono lentamente. L'attesa per la rabbia scatenata, o per il perdono. Un finale tranquillo, forse troppo, quasi quanto l'inizio fanno perdere un po' di vivacità al film.

venerdì 3 maggio 2013

Il nuovo Airdroid mi fa impazzire

Da circa un anno e mezzo utilizzo l'applicazione AirDroid per gestire lo smartphone dal pc e poter fare con estrema comodità alcune operazioni anche da lontano. Da qualche giorno però la versione 2 di questo programmino è uscita dalla beta pubblica e sono partite le pratiche per l'aggiornamento. Felicissimo mi appresto a provare le numerosi funzionalità in più di cui vanta il nuovo AirDroid: registrazione attraverso il proprio account Google (ma anche Facebook, Twitter o proprietario AirDroid) per facilitare il collegamento dei dispositivi, funzione "trova telefono" e l'utilizzo della fotocamera da remoto. Oltre questo anche una nuova interfaccia che sembra più pulita e tante cose che sembrano migliorate. Già, sembrano... Perchè sono più le volte che inspiegabilmente non trova il dispositivo (sotto nessun tipo di rete, ne ho più di una in casa) di quelle in cui si collega. Via 3G mai riuscito a collegare, eppure l'utilizzare un solo account dovrebbe servire proprio per questo. Inoltre le poche (adesso rare) volte che ci riesce ecco una fastidiosa lentezza o problemi causati dal tipo di account: eh già, perchè anche se si ha un Premium (facile da ottenere semplicemente condividendo l'applicazione sui social network) alcune basilari operazioni adesso sono a pagamento come ad esempio l'installazione di file.apk da pc a smartphone. Prima era tra le cose più comode che ci potessero essere, adesso un inferno. Non finisce qui. Se disgraziatamente lo smartphone va in standby (cosa peraltro normalissima) ecco rallentamenti e immensi. Meno male (si fa per dire) a leggere i nuovi commenti sull'applicazione non sono il solo a trovare questi fastidi. Cercherò una qualche valida alternativa, con il cuore che mi si stringe.

Men In Black (1997)


Regia: Barry Sonnenfeld
Anno: 1997
Titolo originale: Men In Black
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Special Limited Edition)

Men In Black, conosciuto anche come MIB necessita davvero di poche presentazioni: fantascienza e fantastico con una vena abbastanza importante di ironia. Non si tratta del solito film sugli alieni cattivi che invadono la Terra e neanche della solita pellicola in cui gli extraterrestri sono i buoni da cui imparare il senso della vita. Qui piuttosto abbiamo un prodotto che se vogliamo è simile ai romanzi di Douglas Adams, ed essere mostruosi e cattivi convivono (pacificamente o meno) con quelli più simpatici e carini. Nel mezzo ci sono questi fantomatici Uomini In Nero, omaggio incondizionato a certa fantascienza anni sessanta. Continua la fortunata leggenda di Re Mida Spielberg: qualsiasi cosa tocca la rende importante e sensazionale. Qui come produttore esecutivo, lascia la regia a Sonnenfeld che ad ogni modo sa il fatto suo, coadiuvati anche da una strabiliante scenografia e da effetti speciali di primo ordine che non fanno storcere il naso neanche quasi venti anni dopo. Punto di forza poi sono Tommy Lee Jones e Will Smith, leader indiscussi della trama e della pellicola, ironica ed allegra senza essere troppo comica, con tanta azione ed una storia abbastanza leggera per essere apprezzata anche da un pubblico più giovane, ma senza dimenticare la parte poliziesca che stuzzica i palati più maturi. Notevoli e numerosi i giochi, gli scherzi ed i rimandi su alcuni luoghi comuni: i taxisti di NY, Elvis, la fiera del Queens e così via, apprezzabili anche da noi italiani. Un collage di vari generi cinematografici , sapientemente sistemati ad arte per creare il primo capitolo di quella che sarà una fortunata saga.
La versione bluray che ho è quella in cofanetto Special Limited Edition contenente tutta la trilogia. Il primo disco è interamente dedicato al primo capitolo che si fa apprezzare oltre che per il buon comparto video anche per l'italiano in Dolby TrueHD 5.1 (peccato però che i sottotitoli sia per la traduzione dallo spagnolo che dall'extraterrestre, siano in inglese se non attivati quelli fissi in italiano). Il bagaglio di contenuti speciali è molto ben fornito anche se di documentari veri e propri ne abbiamo solo uno, gli altri sono per lo più interattivi. Decisamente lento il menù, ma ben organizzato:

- Commento illustrato del regista
- Gioco a quiz
- Chiedi a Frank il cane carlino (in inglese)
- Scene estese ed alternative (4 minuti)
- Metamorfosi di MIB (23 minuti)
- Filmato originale (6 minuti)
- Decostruzione effetti speciali (interattivo)
- Studi animazione dei personaggi (interattivo)
- Creature: dall'idea al compimento (interattivo)
- Gallerie
- Storyboard a confronto
- Laboratorio di montaggio (interattivo)
- Video musicale
- Trailer


giovedì 2 maggio 2013

Cop Land (1997)


Regia: James Mangold
Anno: 1997
Titolo originale: Cop Land
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies

Nonostante il cast colmo di nomi di un certo rilievo (Stallone, De Niro, Liotta, Patrick, Keitel) il film non è eccezionale, forse un po' sottotono, ma ampiamente guardabile e godibile. Tutto si svolge a Garrison, la città degli sbirri, tra affari sporchi, amicizie pericolose, corruzione, favori ed uno sceriffo buono ed un po' troppo arrendevole. Almeno fino alle battute conclusive. Un poliziesco di discreta fattura che vede proprio nell'interpretazione di Stallone il suo punto di forza, stanco nel fisico e nell'animo, non più giovane e lontano dalla gloria che vede riflessa negli altri poliziotti. Gli altri pur essendo un po' più marginali, fanno da ottimo collante per tutta la trama che scorre liscia e fluida, piena di elementi interessanti. Il marcio ed il viscidume che sono nascosti nel sottobosco vengono piano piano a galla e si inscena una lotta tra giustizia e potere in cui anche la moralità ha la sua buona parte. Senza troppi rocamboleschi colpi di scena il buono ha le meglio ed un po' di ordine viene fatto in quella che potrebbe essere una particolare forma distopica: una cittadina piena di poliziotti. Corrotti in questo caso.

mercoledì 1 maggio 2013

Confessions (2010)



Regia: Tetsuya Nakashima
Anno: 2010
Titolo originale: Kokuhaku (告白)
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies

Non vado particolarmente matto per i film giapponesi, sebbene qualche volta esce qualcosa che accende la mia attenzione. Qui si inizia con con il secondo quarto d'ora: si capisce immediatamente che la trama può essere cupa e violenta, totalmente incentrata sulla vendetta proprio come la cultura asiatica riesce a fare. In una classe di Pokemòn ragazzini di terza media ci sono due assassini che hanno ucciso la figlia di una loro professoressa, la quale è intenta a costruire una machiavellica e spietata ritorsione. Fantastico, bellissima idea, da sfregarsi le mani. Oltre a questo vengono trattati i temi del disagio giovanile e della crisi generazionale che vede alcuni pre adolescenti soccombere sotto i colpi della noia e della banalità. Per alcuni mancano i buoni valori o le buone guide e si lasciano andare abbracciando il male, l'odio la violenza. Spesso vista solo come uno strumento, neanche troppo malvagio, per raggiungere un fine neanche troppo importante. Ed a proposito di importanza, quanto conta la morte di una persona? Di una bambina innocente? Di due assassini non pentiti? Ma la colpa sta soltanto in questi disgraziati senza basi su cui camminare oppure si dà un giudizio anche sull'inadeguatezza delle figure che dovrebbero esser loro da esempio? Vogliono una disperata attenzione che gli viene negata? Oppure le troppe difese da parte di genitori ed insegnanti rischiano di rendere superficiali tutti i sensi di colpa? Nakashima ci racconta questa storia cruda con una fotografia zeppa di moviole e slow motion, specchi convessi, musiche occidentali che increspano la trama. Purtroppo a tratti è decisamente troppo lento e cervellotico, forse per restare fedele al romanzo omonimo di Kane Minato, ed alcuni personaggi spiegando i loro movimenti ed i loro pensieri rischiano (anzi, ci riescono) di rallentare ulteriormente una trama in cui l'azione è già poca. La psicologia spicciola e le seghe mentali, il bullismo a comando, i blog e la forza dei media... Tanti temi alcuni ben sviluppati, altri che fanno semplicemente parte di un insieme. Se non fosse per alcuni forzati rallentamenti, la trama si seguirebbe in maniera agile.