sabato 14 ottobre 2017

Juventus 1 - Lazio 2

Ci sta che qualcuno faccia il pranzo di Natale insieme ad Ancelotti. Perchè se giochi in casa e sei in vantaggio, non puoi farti recuperare, ancora una volta ed andare sotto. Non puoi creare occasioni nitide sbagliate per una questione di testa, non puoi scambiare quaranta milioni per volta ed avere Costa che l'unica cosa utile che fa è buttarla dentro a porta vuota, mentre Bernardeschi non fa altro che correre in orizzontale. Non puoi attaccare senza essere realmente pericoloso, non puoi continuare a mettere Sturaro in qualsiasi luogo non sia la tribuna. Ma al di là di chi prende le decisioni fuori dal campo, manca il carattere, manca la voglia di riprendersi il risultato. Se sbagli due rigori decisivi allo scadere della gara (come a Bergamo), hai voglia a fare i sombrero, ma devi fare gol. Se, se, se... Insomma si doveva vincere, non s'è neanche pareggiata.

Death House (1972)




Regia: Theodore Gershuny
Anno: 1972
Titolo originale: Silent Night, Bloody Night
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
La trama che vede una vecchia casa degli orrori, abbandonata ed in vendita, omicidi violenti che sembrano avere uno scopo ben preciso, personaggi poco chiari che si muovono alla ricerca di segreti celati ed una voce fuori campo con svariati flashback, risulta articolata e complessa: più di quanto ci si potesse aspettare. Death House, conosciuto anche come Silent Night, Bloody Night o ancora con Night Of The Dark Full Moon, è una sorta di capostipite degli slasher movie, con le atmosfere inquietanti, killer che non sono mai inquadrati nel volto, guanti neri, lame che straziano. La pellicola però racconta l'horror, non si concentra tanto sull'immediato, quanto sul passato rivelatore e causa dei mali che stanno colpendo tutti i protagonisti che cadono uno ad uno. Le scene violente sono più immaginate o inquadrate quasi di sfuggita, relegate in una sorta di margine rispetto al fulcro di curiosità e tensione che si alimenta di atmosfere cupe. Stilisticamente inoltre ha il suo perchè, con una fotografia color seppia quando è il passato che torna prepotente e racconta fatti raccapriccianti come la pazzia, l'incesto o l'abuso su vittime giovani ed indifese. Ma anche le soggettive iniziali attraverso cui vediamo i movimenti del killer, riescono nell'intento di tenere sulle spine lo spettatore.

Edizione: DVD Opium Visions
Quinta pubblicazione Opium Visions (Penny Video) dopo A Bruciapelo. La pellicola è di pubblico dominio e questa particolare label a cui mi sto affezionando sempre di più è riuscita nell'intento di portarla nelle nostre case con un'edizione italiana senza censure e partendo da un master del 1981. Qualitativamente il risultato è più che accettabile, nonostante si intuisca fin da subito che si tratta di una pellicola datata: sicuramente non si ha l'effetto VHS, perchè anche il lavoro eseguito sui colori e sugli scuri dà la sensazione di "grunge" senza affaticare troppo la vista. Il disco porta con sè la sola traccia originale in inglese (in mono replicato su due canali), ma sono previsti i sottotitoli, opzionabili, in italiano. Non esiste in effetti un doppiaggio nella nostra lingua. Gli extra riguardano:
  • Intervista a Mary Woronov (9 minuti)

venerdì 13 ottobre 2017

S. Darko (2009)




Regia: Chris Fischer
Anno: 2009
Titolo originale: S. Darko
Voto e recensione:
Pagina di IMDB (3.6)
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Film:
C'è sempre un senso di disagio e paura quando ti appresti a guardare un sequel, o una continuazione, o anche uno spin off, di un capolavoro emotivo e psicologico come può essere Donnie DarkoSebbene, io credo anche giustamente in parte, la critica o i fan lo abbiano stroncato in ogni sua parte, io mi ritrovo ad averlo apprezzato: non negli intenti, ma per la sua struttura, la fotografia, il montaggio e la colonna sonora. Il primo però non lasciava spazio a nessun tipo di sequel, e la solita domanda che ci poniamo in questi casi è: perchè? A seguire gli extra, tale domanda se la sono posti un po’ tutti, dagli sceneggiatori al cast, ma si sa, quando parte un’idea c’è chi ci prova e la porta avanti fino in fondo. Approvo la scelta del concentrarsi sulla sorellina di Donnie e dare il via ad un prodotto tendenzialmente nuovo che seguisse in alcune scene o aspetti, quella magnifica opera che tanto amo, perchè appunto il primo era esaurito. Purtroppo è praticamente impossibile valutarlo come film singolo senza dover fare i conti con il predecessore: le storie sono prevalentemente slegate, ma l’eredità è troppo forte, un’ombra pesante che toglie molta, troppa luce. Io dividerei la pellicola in due parti: la prima è quella che ricorda le atmosfere dell’originale, introduce le due ragazze, crea una sorta di dramma adolescenziale con dubbi e quesiti sulla vita e così via. L’altra è quella in cui ci si accorge, che in effetti il film soffre troppo di una trama che risulta inconcludente, ed il cui finale risulta pasticciato. E’ riuscito tecnicamente a mio avviso, perdendo di originalità, ma non vive di una struttura propria e l’intersecarsi delle storie non ti lascia il segno, pur arieggiando un po’ di quella malinconia ed impotenza che mi gasano in questi film. E l’intrigo si fa seguire alimentando con giuste dosi la mia curiosità. Bocciato? No. Promosso? Solo per lo stile e quel nostalgico senso che si rifà al buon vecchio Donnie.

Edizione: bluray
Amaray classico esteticamente, ma il risultato visivo è eccelso grazie alla fotografia sensazionale con cui si ha a che fare. Doppia traccia, originale ed italiana, in DTS HD MA ed i seguenti extra:
·         Making of (15 minuti)
·         6 scene eliminate (6 minuti)
·         Videoclip di “Utah too much”
·         Trailer
·         Spot TV

mercoledì 11 ottobre 2017

Basket Case (1982)




Regia: Frank Henenlotter
Anno: 1982
Titolo originale: Basket Case
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Film:
Sicuramente una produzione di serie B in ogni suo aspetto: dalla trama semplice agli effetti speciali (utilizzato anche lo stop motion) risibili anche per il 1982. C’è però da dire che come storia è abbastanza malata e turbante, di quelle che per il genere in cui rientra, sono anche apprezzabili. Mostri, telepatia, sangue da splatter, invidia e gelosia... Peccato che sia recitato un po’ da cani, vuoi per colpa degli attori o del doppiaggio, non siamo certo davanti ad un qualcosa di esaltante o realistico.  Certe volte il successo di una pellicola è decretato anche da questi elementi, oggettivamente negativi, che però evidenziano la voglia di fare e di portare sul grande schermo un prodotto anche con mezzi ridotti. E nonostante non mi sia piaciuto nella sua quasi totalità, l’ambientazione di una New York buia, sporca, degradata e malfamata, non è stata una cattiva idea.

Edizione: DVD
Non poi così difficile da trovare. Esteticamente normale, la resa video è paragonabile ad una vhs, con alcune immagini un po' sporche. Audio italiano in dolby digital 5.1 e il trailer originale come extra. 

Un Papero Da Un Milione Di Dollari (1971)

Regia. Vincent McEveety
Anno: 1971
Titolo originale: The Million Dollar Duck
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.8)
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Film:
Commedia semplice targata Disney, quindi politically correct, senza volgarità, senza situazioni pesanti o di disagio. Un classico per famiglie che punta molto all'abbraccio collettivo che non turba e che lascia un segno morale. Fortunatamente non è da carie totale, anzi, l'inizio è quasi con il botto per la simpatia e l'allegria che emanano diverse scene o siparietti tra i due coniugi Dean Jones e Sandy Duncan.  Si perde però subito dopo che la trama sempliciotta deve evolversi con le gag che risultano forzate nella loro gabbia di giusti valori e moralità ed una lunga, troppo lunga ma per niente complessa scena d'azione. La paternale figura del giudice che sistema ogni cosa odora di Zio Tom ed ha una parola buona per tutti. Splash, le mie palle che cadono dal divano.

Edizione: DVD
Edizione DVD della Disney Family Classics con nome sulla copertina “Un Papero da 1 Milione Di Dollari” doppia traccia in stereo sia per l'originale inglese sia per quella italiana. Nessun extra.

lunedì 9 ottobre 2017

Codice 999 (2016)




Regia: John Hillcoat
Anno: 2016
Titolo originale: Triple 9
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.3)
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Film:
Sporco, cattivo, corrotto. Un gruppo di uomini, ed un cast eccezionale, per un poliziesco che guarda alla coralità, lasciando perdere il singolo. Non esistono eroi, non ci sono buoni, forse soltanto vittime ed ingenui. E' questa l'anima di un poliziesco moderno che si muove nei meandri più sudici della criminalità: quella contro cui non puoi fare nulla, perchè ne fai parte. Che siano soldi o ricatti poco importa, l'uomo non riesce più ad essere al servizio della legge. Una visione pessimista ed amara, che viene raccontata con tonalità e tinte fotografiche scure, buone scene d'azione, una meticolosità militare per portare a termine "i colpi", unico strumento per uscire da situazioni disperate e senza controllo. L'atmosfera è tutto e non un singolo personaggio o attore (Casey Affleck, Woody Harrelson, Anthony Mackie, Aaron Paul, Norman Reedus, Kate Winslet, Chiwetel Ejifor) prevale sull'altro, ma si muovono tutti all'unisono tra sparatorie, esplosioni e fughe che non limitano certamente la componente morale e psicologica della trama. 

Edizione: bluray
Amaray semplice ma di colore rosso, video ottimo anche se forse la tendenza alle immagini scure è troppo calcata in alcune scene principali. Traccia originale e italiana in DTS HD MA e gli extra sono:

  • Trailer
  • Making of (5 minuti)
  • Scene tagliate (7 minuti)