Mentre i lavori procedono inesorabili e la sala risulta quasi completa, in questi giorni ho girato in lungo e in largo (neanche troppo a dir la verità) per le piastrelle di cucina e bagno ed i servizi. Il risultato si confà alle mie esigenze ed ai miei gusti. C'è anche da dire che ho zero gusto estetico ed artistico per cui son stato consigliato anche da alcuni fondisti, maschi e femmine, così da colmare le mie lacune. Per la cucina si va su piastrelle "Arenaria" prese dal Giuntoli che andranno a coprire la parte dietro ai mobili. Circa due metri quadri di spazio, da riempire con un colore abbastanza neutro che può accoppiarsi anche con la futura mobilia ancora da scegliere. Per il bagno è ancora Prontogros (come per il parquet) che mi viene in soccorso. Piastrelle bianche e piastrelle verdi da abbinare e sistemare per creare un effetto semplice, allegro e che non stanca e non viene a noia. I servizi comprendono vaso e bidet a muro, così da guadagnare in spazio e in fatica per la pulizia. Il lavabo (che io ho sempre chiamato lavandino) non ha la canonica forma standardizzata ma è più squadrato e con il bordo più a "mento di tedesco" ed alto. La doccia, che metto al posto della vasca, l ho scelta da 72x100 una via di mezzo per averla abbastanza grande, ma non troppo da occupare tutto lo spazio disponibile.
Insomma via, qualcosa si sta muovendo.
martedì 29 giugno 2010
Altri elementi per Home 2.0
lunedì 28 giugno 2010
Frederick Forsyth - Nessuna conseguenza
Autore: Frederick Forsyth
Pagine: 262
Editore: Mondadori
Voto: 1/5
Pagina di Anobii
Commento personale:
Sembra quasi di scrivere un commento come quando lo si faceva a scuola... Questa serie di racconti, ambientati per lo più alcune decine di anni fa in Irlanda o in Inghilterra, sono decisamente poveri. O meglio: cercano di avere una sorta di morale o filo conduttore dedicato alla furbizia o al semplice fai da te. Peccato che il risultato sia decisamente basso. Spesso Forsyth si perde in dettagliate, ma prolisse e quanto meno noiose, descrizioni di avvenimenti marginali che sanno di brodo allungato. Il fato, la sorte o la sfortuna caratterizzano alcuni racconti come "Nessuna conseguenza" e "In Irlanda non esistono serpenti". L'astuzia prevale invece negli altri, ma si tratta di storielline semplici e frivole come appunto "una lunga esperienza". Noiosissimo poi "L'imperatore" ed anche il modo di scrivere non è per niente accattivante.
AC Fondo - Ice Palace San Vincenzo : 8 - 5
![]() |
| Foto di Riccardo Giulivi |
Partita iniziata benissimo con ritmi sostenuti, assente Squama causa concerto dei Pearl Jam ad Hyde Park, London. Quindi il buon Rase rispolvera i guantoni e si piazza in mezzo ai pali. Qualche disattenzione da parte di tutti nel finale fa sì che vengano accorciate le distanze, ma nel complesso i nostri avversari erano di tutto rispetto. Peccato per l'ammonizione presa, ma l'arbitro deve capire che non può perculeggiare i giocatori, soprattutto dopo che ha fatto due vaccate clamorose. Cate fondamentale sostituito solo negli ultimi cinque minuti di ogni tempo, come sempre, per dare respiro a lui e spazio a tutti. Le Fasce (con al F maiuscola) andavano con le sfere e il Nardo si è sbloccato come bomber segnando cinque reti. Le restanti sono del Piero (1), di Elvin (1) e di New Mirko (1).
Dai così, aspettiamo di conoscere i prossimi avversari.
domenica 27 giugno 2010
Notte bianca (white night) a Grosseto
Eh ok è stata ieri sera, ma la mia condizione di gitano fa sì che abbia difficoltà ad avere un collegamento ad internet stabile. Con il ritorno non annunciato di Topper & Paola Bresaola (o Laura?) mi son trovato costretto a far le valige e trasferirmi momentaneamente per il week end da zia. Nel frattempo la mia situazione di povertà assoluta ha dilagato. Fortunatamente siamo in estate altrimenti mi sarei sentito come la Piccola Fiammiferaia. Dopo un venerdì sera passato a San Vincenzo ad ammirare un possibile nuovo acquisto da parte dell'AC Fondo - uno yacht da inserire nel mio mutuo o in quello del Cate - ci siam ritrovati ieri ed oggi a Perelli 3 ad ustionarci le nostre delicate pelli. Dovrei iniziare a credere maggiormente ai benefici delle creme protettive, perchè adesso sono fosforescente ed emano luce radioattiva.
giovedì 24 giugno 2010
Vergogna nera
Boia deh, si so ingozzati troppa Nutella quelli della Nazionale. Penso che un Mondiale di calcio così vergognoso un s'era mai visto. Ultimi, a soli due punti, nel girone più facile della storia. Neanche la consolazione dei mangia ranocchie che se ne tornano a casa rischiando una rivoluzione interna, può affievolire la magra figura di merda fatta. Se la colpa deve ricadere sull'allenatore mai come in questo caso, gliela si può sputà addosso. Lippi ha sbagliato fin da principio, e si sa con sessanta milioni di allenatori sul suolo italico era una cosa che tutti hanno già detto e pensato e poi ridetto ancora. Lascia a casa i più in forma, ne rimanda a casa altri ancora in forma, porta dei derelitti vecchi ed asmatici. La Juve che con un miserrimo esimo posto ha fatto bellamente cacare in questo campionato poteva vantare il maggior numero di convocati. L'Inter che ha vinto tre coppe, l'Italia manco sa cosa sia: tutti stranieri ovviemente, come tradizione vuole. Il gioco c'è a sprazzi, lento statico e macchinoso. Si pareggia con i poco irresistibili paraguaiani facendo praticamente un solo tiro in porta, e si fa rete grazie ad una vaccata del portiere. Con la Nuova Zelanda, di cui abbiamo scoperto solo pochi giorni fa che non giocassero solo a rugby, s'è fatto di nuovo schifo segnando su rigore che un c'era. Chissà se Lippi e tutti gli altri della combriccola avranno il coraggio di dire che contro la Slovacchia (ma che roba è?) ci hanno rubato 2 * 0,5 reti valide....
Vergogna nera.
Vergogna nera.
mercoledì 23 giugno 2010
Irvine Welsh - Tutta colpa dell'acido
Autore: Irvine Welsh
Editore: Guanda
Pagine: 308
Voto: 1/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Una raccolta di racconti turbolenti, cattivi, sarcastici, a tratti atroci, ma sempre molto, molto divertenti.
A seguito di un’invasione aliena, la comunità internazionale affida le sorti della Terra a un gruppo di ultras scozzesi che ha iniziato gli aggressori alle delizie del tabagismo. E come al solito finisce tutto a tarallucci e acido. Albert Black, bigottissimo insegnante di religione ormai a riposo, va a Miami per riflettere sulla precarietà della vicenda umana, irrimediabilmente segnata dalla presenza del maligno. Ma qui incontra per strada due ex allievi molto speciali (Gas Terry e N-Sign, protagonisti di Colla) e nel volgere di una serata si trasforma nel formidabile DJ Black. La domenica del derby, Malky rischia di perdere il fischio d’inizio perché sua moglie finisce sotto il treno. Tra ambulanza e bambini che strillano, la giornata sportiva sembra compromessa: menomale che la partita finisce zero a zero. Sono solo alcuni degli spunti narrativi di Tutta colpa dell’acido, che riunisce una serie di racconti di Irvine Welsh composti nell’arco di un decennio, a partire dai primi anni Novanta, e usciti all’epoca in antologie e pubblicazioni ormai quasi introvabili. Cinici o indifesi di fronte alla spudorata incommensurabilità del mondo, i protagonisti di queste storie sono sempre animati da una scrittura fresca e ispirata, carica di quell’irresistibile forza esilarante che redime ogni peccato nell’universo amaro dell’autore di Trainspotting.
A seguito di un’invasione aliena, la comunità internazionale affida le sorti della Terra a un gruppo di ultras scozzesi che ha iniziato gli aggressori alle delizie del tabagismo. E come al solito finisce tutto a tarallucci e acido. Albert Black, bigottissimo insegnante di religione ormai a riposo, va a Miami per riflettere sulla precarietà della vicenda umana, irrimediabilmente segnata dalla presenza del maligno. Ma qui incontra per strada due ex allievi molto speciali (Gas Terry e N-Sign, protagonisti di Colla) e nel volgere di una serata si trasforma nel formidabile DJ Black. La domenica del derby, Malky rischia di perdere il fischio d’inizio perché sua moglie finisce sotto il treno. Tra ambulanza e bambini che strillano, la giornata sportiva sembra compromessa: menomale che la partita finisce zero a zero. Sono solo alcuni degli spunti narrativi di Tutta colpa dell’acido, che riunisce una serie di racconti di Irvine Welsh composti nell’arco di un decennio, a partire dai primi anni Novanta, e usciti all’epoca in antologie e pubblicazioni ormai quasi introvabili. Cinici o indifesi di fronte alla spudorata incommensurabilità del mondo, i protagonisti di queste storie sono sempre animati da una scrittura fresca e ispirata, carica di quell’irresistibile forza esilarante che redime ogni peccato nell’universo amaro dell’autore di Trainspotting.
Iscriviti a:
Post (Atom)
