giovedì 28 agosto 2025

Brunico

 

La pioggia oggi è stata compagna fissa, e allora meglio non intestardirsi con dislivelli assurdi. Ho deciso di prendermela con calma, limitandomi a un piccolo trekking di circa 9 km nei dintorni di Brunico, dentro e fuori dal bosco che avvolge la città come una cornice naturale. Atmosfera diversa dal solito: sentieri bagnati, silenzio rotto solo dal tamburellare della pioggia e dal profumo intenso di resina.

Il percorso mi ha portato fino al Cimitero Monumentale di Guerra sul Kühbergl, poco sopra il centro. Un luogo che tocca subito corde profonde: più di 600 soldati austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale riposano qui, provenienti da varie regioni dell’impero. Croci in legno scuro allineate, circondate da alberi alti e dal tappeto di aghi di pino. Non c’è monumentalità retorica, ma un silenzio potente che racconta la tragedia della guerra in maniera più forte di qualsiasi discorso. Camminare tra quelle tombe, sotto la pioggia, è stato come ritrovare un tempo sospeso: la montagna che custodisce le storie di chi non è mai tornato a casa.

Dal colle ho poi proseguito fino al Castello di Brunico, che domina dall’alto l’abitato. Ed è qui che ho trovato riparo e cultura: all’interno delle sue mura si trova infatti il MMM Ripa, un altro dei sei musei di Messner, dedicato ai popoli di montagna del mondo. Tibetani, sherpa nepalesi, mongoli, indios andini, ma anche culture alpine più vicine a noi: abiti tradizionali, oggetti di vita quotidiana, strumenti musicali, immagini e racconti. Un viaggio etnografico che, grazie alla cornice medievale del castello, diventa doppiamente suggestivo.

Il castello stesso, poi, è una piccola perla: costruito nel XIII secolo dai Principi Vescovi di Bressanone, conserva ancora torri, cortili interni e affreschi. Le finestre si aprono sulla città e sulla valle, oggi avvolta dalle nubi basse: un contrasto perfetto tra il grigio del tempo e i colori delle case laggiù.

La pioggia, insomma, non ha guastato la giornata: l’ha semplicemente resa diversa. Meno fatica fisica, più introspezione. Dalla memoria dei caduti nel bosco al viaggio tra le culture del mondo in un castello medievale, Brunico ha mostrato un volto più intimo e raccolto, da vivere senza fretta.

Per finire il pomeriggio ho avuto la stressa idea dei sette milioni di turisti presenti in Trentino, oltre a quelli arrivati in Alto Adige: andare ad una spa. C'è da dire che meno male sono organizzati bene. E per cena spatzle! 

Album fotografico Brunico 


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