martedì 11 agosto 2015

300 - L'Alba Di Un Impero (2014)




Regia: Noam Murro
Anno: 2014
Titolo originale: 300: Rise Of An Empire
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Ridicolo. Punto. Ma c'era da aspettarselo. Una specie di sequel di 300 che narra vicende più o meno contemporanee con protagonista il greco Temistocle invece dello spartano Leonida. Il plot narrativo è sempre quello dell'avventura grafica di Frank Miller, non ancora conclusa peraltro. Più che su di una trama da seguire tutta la pellicola fa leva sugli effetti grafici e scenici, prepotentemente pompati al massimo. Manca di pathos, eppure la storia avrebbe dovuto portarlo con sè. Al posto dei combattimenti corpo a corpo, che comunque sono presenti, si concentra su battaglie navali, qualche scorribanda, una furiosa scopata con Eva Green (che non si mostra nuda come in The Dreamers, peccato) ed alcuni discorsi relativi all'importanza della democrazia nella Grecia e nel mondo. Tutta roba molto noiosa anche per il regista che si sofferma di più sugli schizzi di sangue e sulla luna gigante piuttosto che sui temi che avrebbe dovuto trattare. Inutile insistere sul fatto che non mi sia piaciuto praticamente per niente. Buonissima la resa video del bluray, peccaminosa quella audio che vede ancora una volta l'Italia messa da parte con un lossy Dolby Digital 5.1 quando invece sarebbe stato più prezioso avere qualcosa di migliore. Gli extra sono:

  • The 300 effect (30 minuti)
  • Real leaders and legends (23 minuti)
  • Women warrios (12 minuti)
  • Savage warship (11 minuti)
  • Becoming a warrior (5 minuti)

lunedì 10 agosto 2015

Revolutionary Road (2008)




Regia: Sam Mendes
Anno: 2008
Titolo originale: Revolutionary Road
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Leonardo DiCaprio e Kate Winslet undici anni dopo Titanic , in una drammatica storia d'amore, ma non è un improbabile e fantasioso sequel. La trama è quella che possiamo leggere nell'omonimo romanzo di Richard Yates ambientato nell'America degli anni cinquanta. Mi soffermo un attimo per applaudire entrambi gli attori, in special modo la Winslet davvero devastante negli atteggiamenti e nel volto. Restano comunque una garanzia assoluta anche quando non splendono di luce propria. La sceneggiatura è solida ed i temi affrontati quali la speranza di veder realizzato un sogno, la crisi di coppia, la monotonia della vita di tutti i giorni, l'amore mal espresso e così via sono molto ben analizzati lasciando poco margine ai protagonisti che si muoveranno in un vuoto disperato senza troppe vie di scampo. Il fallimento perpetuo e la voglia di un riscatto lontano da raggiungere che vede un viaggio esasperato come unica ancora di salvezza per un matrimonio che potrebbe frantumarsi restano punti cardine di una trama forte, ben costruita, colma di dialoghi memorabili, di silenzi strazianti e di volti che sprigionano drammi. La coppia sembra avere tutto, ma guardandosi dritti negli occhi, scoprono di non essere felici: non basta la villettina elegante in Revolutionary Road, i due bambini, il lavoro sicuro negli anni del boom economico americano. Manca la felicità. La consapevolezza di essere arrivati, di aver coltivato i propri sogni e raccolto i frutti sperati. L'unica soluzione pare essere quella della fuga, vigliacca ed insensata da un lato, coraggiosa e non banale dall'altro. Un modo per ricominciare tutto da capo e riuscire a vivere la propria vita. Un film drammatico dalle molte sfaccettature, che merita di essere apprezzato. Gli extra contenuti nel bluray:

  • Commento del regista
  • Esistenze di tranquilla disperazione (29 minuti)
  • Il prezzo della verita (26 minuti)
  • Scene inedite con commento (25 minuti)
  • Trailer

10 Agosto #1

Non serve scriverlo, nella normalità delle cose neanche lo avrei mai fatto. E nella normalità delle cose saresti stato d'accordo con me. Come praticamente sempre. Però so che lo vuoi, così vado avanti, perchè la normalità delle cose non è stata per noi. E' un po' una necessità, una cosa automatica, come quando sovrappensiero prendo quattro forchette per apparecchiare. Oppure come quando la Juve vince, e ci ha abituati alla grande, ed ho già il telefono in mano. Sei uno dei più grandi lettori di VER e ok, il nome ti fa schifo, ma non si può cambiare, così ecco una mini letterina, di quelle tirate via, con divagazioni e senza nè inizio nè fine. Che tanto le parole se le porta via il vento, bastano i gesti. O anche i silenzi per gente come noi. Noi due ci siamo sistemati, nessun problema, nessuna preoccupazione. Tutto a gonfie vele, roba da essere orgogliosi. Lei è forte e siamo sempre uniti e ci vogliamo bene. E' questo quello che conta più di tutto perchè poi il vuoto è grande è vero, ma lo riempiamo immediatamente: esistono soltanto bei ricordi ed anche provandoci non mi viene a mente a nulla che possa essere stato brutto o sbagliato o che sia un rimorso. Ti ricordi Auster?  Ecco qualche tempo fa ho letto un suo libro autobiografico. Non sai che pena che m'ha fatto. Cioè hai capito che intendo: se quello che resta è buono, mentalmente è accettabile, da esserne fieri insomma. E non è mancato proprio niente, questo te l'ho già detto e lo sai già. E per inciso, le montagne russe a New York le facciamo lo stesso. Io e te. Basta che non hai paura di niente, che non c'è da averne. Di niente.

Into Darkness - Star Trek (2013)


Regia: J. J. Abrams
Anno: 2013
Titolo originale: Star Trek Into Darkness
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
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Come il precedente anche questo è girato da J. J. Abrams e si vede. Migliore in tutto rispetto agli altri, vecchi e ora possiamo anche dire noiosi, capitoli della saga di Star Trek. Grazie all'ingegnosa trovata dell'universo parallelo utilizzata nel suo primo film, il reboot de L'Ira di Khan è un prodotto più compatto, con tanta azione, molti risvolti psicologici, dialoghi per costruiti, una sceneggiatura che tiene il passo con i tempi moderni ed una scenografia che non è solo frutto di computer grafica. Le ambientazioni esterne sono innumerevoli, ben curate così come il rapporto tra i protagonisti. Ancora una volta sia Kirk che Spock riusciamo a goderceli. E ok, proprio Spock non è il massimo della simpatia, ma è un piacere vederlo recitato da Zachary Quinto. La pellicola purtroppo non è perfetta perchè la figura di Kahn avrebbe potuto e dovuto essere più meschina, più micidiale: il suo essere malvagio lo si nota solo nelle ultime battute, quelle in cui l'attenzione è catalizzata dall'azione piuttosto che dal dialogo o dall'evoluzione della trama. Insomma un po' troppo veloce e rocambolesca la conclusione nonostante si vada oltre le due ore di girato. Nel complesso Abramas ha voluto fare ed a ragione, un qualcosa di epico ripartendo quasi da zero e inserendo tutto ciò che di vincente era rimasto da prendere dalle serie classiche. Numerosissimi a questo punto i possibili risvolti futuro e le pieghe che il franchise può prendere. Davvero ben riuscito. Poi guardarselo in bluray è una goduria: peccato che non si sia arrivati ancora ad inserire un audio italiano degno di nota. Gli extra sono un making of diviso in più parti della durata complessiva di 40 minuti.

domenica 9 agosto 2015

J. D. Salinger - Il Giovane Holden





Autore: J. D. Salinger
Anno: 1951
Titolo originale: The Catcher In The Rye
Voto: 4/5
Pagine: 248
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista a "exemplum vitae". 

Recensione e commento personale:

Se davvero avete voglia di sapere perchè solo nel 2015 ho letto Il Giovane Holden, magari vorrete sapere prima di tutto come sono arrivato ad averne una copia tra le mani e compagnia bella, ma a me non mi va proprio di parlarne. Ad ogni modo erano anni che ne sentivo di tutti i colori su questo Salinger e su come ci sia uno di quei libri che vanno letti per forza, che sono stati un punto di riferimento per intere generazioni (non la mia ovviamente) e tutto quanto. Il guaio, con questi libri è che li giudico già da prima di aprire le pagine, prima ancora di mettermi seduto a scorrere con il dito indice ciò che vi è stato stampato e così sono passati anni ed anni ed anni ed io ancora non lo avevo letto. Ad ogni modo, capita quasi all'improvviso che mi viene consigliato fortemente, tanto da riceverlo in regalo. Anche per ammazzare il tempo, mi sono detto "magari sarà uno schifo di libro, ma male non può farmi" ed eccomi qui. Mi ha lasciato secco. Non che non immaginassi già di cosa trattasse e tutto quanto, ma mentre lo leggevo, sfogliavo le pagine e via dicendo, sono stato conquistato dal modo di scrivere diretto e semplice con cui Salinger fa parlare il suo protagonista. La gente non si accorge mai di nulla, ma accorgersi di questa storia può portare solo a cose positive. Ragazzi, quando lo leggerete, sarete estasiati di tutto punto dalla semplicità di linguaggio espressa e dai pensieri di questo Holden, che sebbene non sia un mostro di simpatia è un gran chiacchierone. Non si ferma un attimo, frasi su frasi e via discorrendo. Si giunge alla fine in men che non si dica e se ne apprezzano tutte quelle caratteristiche nascoste nel profondo, oltre le parole scritte che raccontano una storia vera, genuina.

MotoGP 2015: Indianapolis (Stati Uniti)

Le qualifiche sono il grande male di quest'anno in cui in gara si va davvero forte.Partire ottavi è penalizzante, anche arrivando già quarto dopo pochissimo, perchè là davanti Marquez, Lorenzo e Pedrosa non perdonano, non ci stanno a perdere. Così puoi fare anche una gara quasi perfetta, saltare più volte Pedrosa, farti riprendere e poi saltarlo di nuovo. Ad un certo punto mi sarei anche accontentato di quel vantaggio minimo (+1) in campionato con Lorenzo sul gradino più alto del podio e Rossi quarto, dietro i tre spagnoli. Poi però ecco che arrivano le belle notizie. Vince Marquez con una gara stupenda, Lorenzo altrettanto magnifico arriva secondo e il Dottore raggiunge il podio facendosi rosicchiare solo quattro punti. In una giornata che poteva raccontare cose ben peggiori. Rossi c'è.