martedì 30 aprile 2013

L'Ombra Del Dubbio (1943)


Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1943
Titolo originale: Shadow Of A Doubt
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Altra importante pellicola di Hitchcock ambientata negli Stati Uniti, ma il genere è sempre il più amato dal regista inglese: il thriller. Se visto oggi può sembrare un film normale, la sua particolarità sta nel fatto di essere tra i preferiti dello stesso regista in quanto racchiude al suo interno molti elementi a lui cari: la tranquilla cittadina di provincia turbata dall'avvenimento malvagio, il mondo raccontato e rappresentato da volti tipici e comuni, il dualismo ed il doppio. Già fin dalle prime battute il tema del doppio salta subito all'occhio grazie ad inquadrature molto simili: sia Carlo che Carla (zio Charlie e nipote Charlie omonimi in lingua originale) distesi sul letto non tanto a riposare quanto a pensare. Ed è proprio su questi due personaggi (Joseph Cotten - che sembra Tom Hanks - e Teresa Wright) che si gioca tutto quanto: l'uno il male, affascinante e colmo di sotterfugi, l'altra il bene combattuta tra giustizia e moralità. La storia ricama decisamente molto bene sul rapporto tra la nipote ed il fratello della madre, un po' misterioso, ma anche apprezzato ed amato. Eppure nasconde qualcosa che solo lei, adorante e pendente dalle sue labbra, riesce a cogliere e smascherare. La famiglia tipo [sic.] qui riportata è così normale e colma di clichè che possiamo rivedere in ciascun componente della famiglia un nostro qualsiasi parente o amico. La stessa Carla è una spensierata ( anzi, vorrebbe esserlo) e normale ragazza degli anni quaranta (americani) che si ritrova prima a giocare pericolosamente e suo malgrado alla spia, e poi vittima di un cinico assassino senza scrupoli. Sappiamo fin da principio chi sia il colpevole, ma con maestria riesce a farci pensare ad altro, a distogliere la nostra attenzione, a puntarla sul come e sul perchè. Eppure lui è lì ed è colpevole (reo confesso peraltro) pure quando le forze dell'ordine non lo considerano tale. Magari pensi ad un possibile, ma improbabile equivoco, proprio mentre la nostra eroina rischia la vita per una, due, tre volte. Quindi dalla spensierata commedia leggera si passa alla più macabra e nera, pur non arrivando ai livelli di horror ci mancherebbe. Nota negativa sul doppiaggio italiano: sembrano tedeschi immigrati, soprattutto la "pampina". Assolutamente immancabile nella collezione visiva di chi ama il cinema.
Il disco bluray presenta i seguenti extra:
- Oltre il dubbio: making of (35 minuti)
- Disegni di produzione
- Fotografie di produzione
- Trailer

domenica 28 aprile 2013

Soluzione Estrema (1998)


Regia: Barbet Schroeder
Anno: 1998
Titolo originale: Desperate Measures
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies

Il film non è brutto e scorre bene. Peccato sia solo uno tra i tanti d'azione che di sicuro non fa niente per restarti nei ricordi. Gli attori principali sono Keaton e Garcia, ma potevano anche essere sostituiti da due volti a caso meno noti e non sarebbe cambiato poi molto. Tranne magari che in una scena verso la fine, quella sopra il ponte. Per il resto trama semplice e lineare con due colpi di scena che salvano la pellicola dall'essere ancora più mediocre. Il fatto di essere intrigante e puntare i riflettori sul carcerato che può salvare il bambino afflitto dalla leucemia è senza ombra di dubbio una mossa particolarmente importante, ma escludendo al storia in sè resta ben poco da analizzare. Infatti il compitino è stato fatto a dovere, ma mancano uno o più ingredienti per poter rimanere affascinati. Niente di particolare quindi se non un po' di adrenalina, sparatorie, esplosioni (ma va?) ed un inseguimento in auto. Il copione dell'action movie da pochi soldi insomma.

Torino 0 - Juventus 2

Torino è e resterà bianconera. Almeno una metà. L'altra sarà livida, dopo il risultato pesante di questo pomeriggio che catapulta i granata in zona retrocessione. Nonostante il risultato netto e tondo, altra partita decisamente sotto tono, al limite del noioso e del senza senso. Però tre punti ci servivano e tre punti abbiamo raccattato. Nessuno sconto, niente da perdere, ma tanto da guadagnare. Ed il bello è che ci crediamo fino alla fine, su tutte le palle, anche quando la gara sembra finita. O se vogliamo mai iniziata. Vidal tocca bene un pallone solo e lo infila dentro. Marchisio va sul tabellino dei marcatori a tempo scaduto, altrimenti avremo ricordato un'altra prestazione buia. Ma noi ci siamo, manca un solo punto per la matematica certezza del titolo. Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno.

Fuga Dal Pianeta Delle Scimmie (1971)


Regia: Don Taylor
Anno: 1971
Titolo originale: Escape From The Planet Of The Apes
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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Il terzo capitolo della saga de Il Pianeta Delle Scimmie  è secondo me quello più riuscito e quello più profondo. Se infatti nelle due precedenti pellicole tutta la trama si svolgeva nella nella Terra del futuro, dominata da gorilla e scimpanzé, qui siamo tornati negli anni settanta, periodo in cui in America erano molto sentiti e dibattuti alcuni tempi come quelli della guerra e del pacifismo, dell'integrazione razziale e della voglia di avere un atteggiamento meno distruttivo nei confronti del nostro pianeta. In "Fuga" gli autori riescono a sottolineare tutti questi aspetti in maniera migliore rispetto al passato, proprio perchè lo spettatore si ritrova ad identificare i tre scimmionauti con gli astronauti dei capitoli precedenti. Solo che i "cattivi", da scrivere doverosamente con le virgolette, siamo noi: impauriti da ciò che non capiamo, ma anche da ciò che faremo. Pur trattandosi di una pellicola volta all'azione, i temi sopra indicati aleggiano sempre nell'aria e non passano assolutamente in secondo piano. Anzi, proprio la struttura della trama, spensierata ed allegra nel primo tempo, cupa e violenta nella seconda parte, riesce pienamente nell'intento. Nonostante il budget ridotto (le scimmie parlanti sono solo tre) chi sta difronte allo schermo si proietta con estrema semplicità all'interno della storia raccontata. Le scimmie ci sono amiche? Vanno temute perchè saranno i nostri bestiali padroni? Vanno ascoltate perchè (e mi ricorda molto Ishmael di Daniel Quinn) ci mettono in guardia sulla distruzione del nostro futuro?
La qualità video è di gran lunga superiore agli altri film, forse proprio per l'ambientazione e le location scelte che utilizzano scorci dei giorni contemporanei e per l'audio italiano abbiamo un normale DTS come negli altri dischi. I contenuti extra sono pochi:

- Commento del regista
- Colonna sonora (quindi senza dialoghi) per tutta la durata del film
- I segreti della fuga: solo sedici minuti di documentario
- trailer
- locandine promozionali
- galleria fotografica

sabato 27 aprile 2013

Che? (1972)


Regia: Roman Polanski
Anno: 1972
Titolo originale: Che?
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.7)
Pagina di I Check Movies

Fantastico, incredibile, onirico e soporifero. Ma anche noioso e senza senso. Che poi Polanski abbia voluto fare il ganzo  creando una storia confusionaria con la scusa del sogno per inserirci un bel nudo integrale, è un altro discorso. Ma il simbolismo e le metafore visibili non aumentano il valore alla pellicola, che a mio avviso resta indiscutibilmente basso. Una sorta di mondo all'interno di una campana di vetro, che vive con regole proprie assai deboli che lasciano intendere una forte voglia di liberismo sessuale, ma anche psicologico. Una pace dei sensi che però viene tormentata dai continui deja-vu e dal labirintico sistema di stanze che ospitano personaggi sempre più astrusi. La regola principale è quella dell'assurdo e se l'intento del regista era quello di propinarci alcuni elementi ricercabili del sogno, ci riesce , ma si prova anche un forte senso di disagio. Lo spettatore fatica a seguire un filo del discorso, che per volontà di Polanski stesso non esiste così come non esistono certezze. A mio avviso manca anche tutto il resto, ed il film risulta essere più tedioso che altro. Se la ragazza si fosse chiamata Alice, avremmo avuto spazio anche per il Bianconiglio ed il Brucaliffo. Un occasione persa per dormire e recuperare alcune ore di sonno.

venerdì 26 aprile 2013

Knockout - Resa Dei Conti (2011)

Regia: Steven Soderbergh
Anno: 2011
Titolo originale: Haywire
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies

Volevo dargli un punto in più nel voto perchè alla fine si tratta di un film di arti marziali con protagonista una certa Gina Carano che è professionista. Poi mi son ricordato che il regista, Soderbergh, è il solito di Bubble e così ho pensato che una punizione un po' più severa fosse da prendere in considerazione. Anche qui del resto fa il furbetto, usando nel cast nomi come quelli di Michael Douglas, Antonio Banderas e Ewan McGregor: poco più che comparse inutili. Per il resto sono tanti schiaffi e pedate, anche quando il tutto è risolvibile con una pistolettata o una bastonata sulle gengive. Insomma, ok che si voglia evidenziare l'importanza del corpo a corpo, ma mica siamo sul ring. Da un sicario professionista mi aspetto come minimo una raffica di Uzi a tagliare in due una vita. Invece qui si prende la rincorsa, in location per lo più desertiche e poco realistiche (nessun rumore anche dentro ai bar), si urla un po' e ci si scaraventa addosso ai muri. Qualche colpetto, una sorta di complotto, la CIA, e basta. Tutto già visto e tutto già studiato a memoria. Abbiamo il/la protagonista in gonnella, che mena come un uomo. E termina all'improvviso. Meno male.