lunedì 30 marzo 2026

Queens Of The Stone Age - Songs For The Deaf

 
Artista: Queens Of The Sone Age
Anno: 2002
Tracce: 14
Formato CD
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Con i Queens of the Stone Age sono arrivato per curiosità più che per passione. Il gancio era chiaro: Dave Grohl alla batteria: (in)direttamente dai Nirvana, uno dei miei punti di riferimento. Volevo sentire cosa succedeva quando uno come lui si metteva al servizio di un progetto così diverso. E poi c'era la questione della completezza: Songs for the Deaf  era considerato uno di quei dischi che fanno parte della storia del rock moderno, e ignorarlo sarebbe stato come lasciare un buco.

Il disco è strutturato come una sorta di viaggio radiofonico attraverso il deserto californiano: tra un brano e l'altro (non sempre, ma spesso) si inserisce un finto speaker che annuncia il pezzo successivo, creando un filo conduttore che rende tutto più coeso di quanto sembri. Lo stoner rock di Josh Homme è ruvido, valvolare, volutamente grezzo, con suoni che sembrano usciti dagli anni Settanta pur essendo del tutto contemporanei. Le voci di Homme, di Nick Oliveri e di Mark Lanegan , tre timbri completamente diversi, si alternano e si intrecciano in modo che funziona meglio di quanto ci si aspetti.

Grohl fa il suo lavoro nel modo in cui sa farlo: potente, preciso, con una solidità ritmica che tiene tutto in piedi. Su Song for the Dead e Go with the Flow si sente eccome la sua presenza. No One Knows è il brano più immediato, quello che resta più in testa. Ma devo essere onesto: il disco non mi ha preso subito. Non rientra nelle mie corde in modo naturale poichè quello stoner desertico è un mondo che mi affascina da lontano più che coinvolgermi visceralmente.

L'ho preso e ascoltato per quello che è: un pezzo importante della storia musicale di quegli anni, un disco che chiunque ami il rock dovrebbe conoscere. Non è detto che debba necessariamente amarlo.

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