martedì 31 marzo 2026

Slayer - Reign In Blood

 An image of the album cover featuring a demonic creature being carried on a chair by two people on each side. These people are carrying it over a sea of blood where several heads of corpses are floating. In the top left corner of the album is Slayer's logo while in the bottom right corner is the album title "Reign in Blood".
Artista: Slayer
Anno: 1986
Tracce: 10 + 2
Formato: CD
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Me lo aspettavo diverso. Avevo in testa i Metallica ovvero il thrash che conoscevo o credevo di conoscere , che aveva struttura, melodia, momenti di respiro. Gli Slayer di Reign in Blood sono un'altra cosa. Non un po' più aggressivi, non un gradino più in alto nella scala della durezza: proprio un'altra cosa. Trenta minuti e poco più senza pause, senza mediazioni, senza il minimo tentativo di venire incontro a chi non è già nel loro mondo.

Il thrash metal e il death metal non sono mai stati i miei generi, li ho sempre trovati troppo veloci, troppo violenti, troppo ruvidi per entrarmi dentro davvero. E Reign in Blood è probabilmente il disco che più di tutti incarna queste caratteristiche, spinte al limite. Angel of Death apre il disco come un muro che ti cade addosso: Dave Lombardo alla batteria è una macchina da guerra, Tom Araya alla voce non canta, urla, e le chitarre di Hanneman e King non cercano mai melodia, solo aggressione. Raining Blood, con quella sua atmosfera plumbea che precede l'esplosione finale, è forse il brano che più rimane in testa e non perché sia accessibile, ma perché ha una coerenza oscura che funziona anche per chi, come me, non è esattamente il pubblico di riferimento.

Il disco dura poco anche se avrebbe dovuto durarne un po' di più: hanno tagliato tutto quello che poteva sembrare di troppo, e il risultato è un oggetto compatto e senza fronzoli che non chiede permesso a nessuno. È onesto nel suo essere estremo, e questo va riconosciuto.

Non è un disco che metto su vvolentieri. Ma capisco perfettamente perché sia considerato un punto di riferimento assoluto per un'intera generazione di musicisti. L'ho preso per completare la mia formazione di ascoltatore, e da quel punto di vista ha fatto il suo lavoro.

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