
Tra i film in lista ho tirato a caso, e mi è uscito L'Inganno di Sofia Coppola. Non era esattamente quello che avrei scelto di mia spontanea volontà: è un film in costume, ambientato intorno al 1860 nella Virginia del Sud, con quel ritmo meditativo e quella fotografia algida che sono la firma della regista. Probabilmente sarebbe stato più adatto a una visione con Zizzi, che per questo tipo di cose ha più pazienza di me.
La storia è quella di un soldato unionista ferito, Colin Farrell, che viene raccolto e curato in un collegio femminile del Sud gestito da Nicole Kidman. Intorno a lui si muovono insegnanti e studentesse, e tra le mura di quella casa isolata dalla guerra si sviluppano tensioni, desideri repressi, gelosie. La Coppola prende un soggetto che di per sé ha tutto: ambiguità, pericolo, seduzione, violenza trattenuta, e lo porta sullo schermo con una sobrietà tale da svuotarlo quasi completamente di tensione. Il risultato è un film che sfiora continuamente qualcosa di interessante senza mai decidersi ad affondarci dentro.
Farrell fa quello che può con un personaggio che alterna la furbizia al patetismo, la Kidman è sempre efficace anche quando il materiale non la aiuta, e il cast femminile nel complesso funziona. Ma la trama, nonostante la serietà del soggetto, scivola verso una semplicità quasi disarmante. I meccanismi narrativi sono talmente espliciti, le dinamiche talmente prevedibili, che a un certo punto smetti di aspettarti sorprese. Devo dire che mi ha anche fatto pensare che quella stessa trama ( un uomo solo in una casa piena di donne con desideri repressi in un'ambientazione isolata ) con scelte diverse avrebbe potuto diventare materiale per tutt'altro tipo di pellicola. orientata al soft porn o anche più spinto. Non è una critica, è solo la constatazione di quanto il soggetto originale fosse intrinsecamente esplosivo e quanto il film abbia scelto deliberatamente di non farlo esplodere.
Edizione: bluray
- Cambiare prospettiva (7 minuti)
- Lo stile del Sud (6 minuti)
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