La premessa dell'intera saga è di quelle che fanno venire voglia di saperne di più: nel futuro remoto, due fazioni post umane in lotta tra loro decidono di intervenire sul passato per plasmare la storia a proprio favore. Da una parte i cosiddetti Nuovi Dei, che puntano tutto sull'Impero Malwa, in India, dotandolo di armi da fuoco e di una guida praticamente onnisciente, un'intelligenza cyborg chiamata Link, con l'obiettivo di soggiogare il resto del mondo, a partire dall'Impero Bizantino e dall'Impero Sasanide di Persia, per poi puntare dritti alla Cina. Dall'altra parte, entità cristalline provenienti da un futuro ancora più lontano scelgono come proprio strumento il generale bizantino Flavio Belisario, guidato da un gioiello senziente di nome Aide, capace di mostrargli in anticipo gli sviluppi di questo futuro nefasto.
"Isole" si inserisce in questo scenario da un'angolazione diversa e più intima rispetto al grande scontro tra imperi: segue la moglie di uno degli ufficiali di Belisario, decisa a raggiungere il marito rimasto cieco, mostrandosi disposta a tutto pur di riuscirci, è divenendo una sorta di leggenda vivente durante il suo viaggio. Rispetto al filone principale della saga, qui il taglio è più personale, quasi un racconto laterale che permette di respirare l'atmosfera di questo mondo alternativo senza il peso della grande strategia militare che invece dovrebbe essere alla base dei romanzi.
Si tratta quindi di un prequel e anche spinoff, ambientato prima degli eventi narrati nei romanzi principali della saga, che comprende titoli come "An Oblique Approach", "In the Heart of Darkness" e altri, fino alla conclusione con "The Tide of Victory" e "The Dance of Time". Un'ucronia storico militare che mescola Roma, Persia e India con tecnologie fuori tempo massimo, mitragliatrici , telegrafo e chissà cos'altro, e che dopo questo assaggio mi ha lasciato la curiosità di scoprire se, prima o poi, arriverà qualcos'altro anche da noi.

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