In the Grey, l'ultima fatica di Guy Ritchie, portava con sé la solita promessa: gente elegante che spara, borse di soldi che passano di mano, un gruppo di specialisti che deve recuperare una fortuna rubata da un tiranno di turno. Sulla carta Henry Cavill e Jake Gyllenhaal nei panni dei due mercenari, Eiza González e Rosamund Pike a completare il cast, tutta gente che con Ritchie ci ha già lavorato altre volte e che quindi dovrebbe garantire un minimo di affiatamento. E invece io l'ho trovato tendente al brutto, senza anima. Come un compitino fatto su commissione da un freelance con partita Iva.
Il problema non è la messa in scena, che resta quella patinata e un po' fighetta a cui Ritchie ci ha abituati da Snatch in poi. Il problema è la struttura della storia, che butta giù basi confusionarie, si prende tutto il tempo per spiegartele mostrandoti quanto siano complicate da risolvere, e poi le liquida con una risoluzione semplicistica. Tipo: abbiamo il cattivo che ha tutti questi ingranaggi di sicurezza ed economici, ma noi siamo più furbi e facciamo in questo modo, così lo freghiamo. Fine. Tutto qui il colpo di genio che dovrebbe reggere novanta minuti di montaggi esplicativi.
E' un film che riassume tutto come farebbe un riassunto automatico, con le fasi dell'estrazione elencate in grandi liste su schermo, ripetute fino alla nausea in montaggi che dovrebbero sembrare tecnici e finiscono per sembrare solo un modo per allungare il brodo. E il risultato, anche lì, è lo stesso: rendere tutto troppo facile per i buoni, come se il film avesse paura di davvero mettere alla prova i suoi personaggi.
Dei personaggi, va detto, resta ben poco comunque. Sono superfici, involucri con la faccia giusta e il completo giusto addosso, ma dentro non c'è nessuno. È il marchio di fabbrica di Ritchie da sempre, e chi lo segue lo sa, ma qui la cosa pesa di più perché la trama stessa chiede di stare al gioco della complessità, di credere che ci sia della sostanza dietro ai piani elaborati, e invece si scopre che è tutto scenografia. Bello da vedere, vuoto da vivere.

Nessun commento:
Posta un commento