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lunedì 5 gennaio 2015

Sayonara & Arigatou

Shhh. Questo è un comunicato scritto con mezzi di emergenza. Il capsule hotel è gestito da severissimi samurai che non vogliono che beva la mia Fanta grape in camera. Internet non avrebbe dovuto esserci, ma c'è. Non so quanto possa durare questa mia trasmissione clandestina. La chiameremo radio Tokyo, almeno fino a quando non verranno a perquisirmi la branda in cerca di un telefono o di una lattina. Devo stare attento, guardarmi intorno, essere vigile. Questi piccoli forni crematori non sono dotati di uma porta, ma di una stuoia che funge da tapparella. Io ed il mio compagno di cella gettons faremo due turni di guardia. Tanto domani sarà un giorno rilassante... Le foto cervatele su Google Plus.  E con questo chiudo. Sayonara & arigatou.

domenica 4 gennaio 2015

Bukkake & Sushi

Visto che siamo persone di una certa cultura, in una citta' di una certa cultura, abbiamo deciso di iniziare la giornata andando alla ricerca di una certa cultura: Nintendo, quartier generale nuovo, e Nintendo Playing Card, il vecchio stabile e la vecchia societa' del 1889. Foto di rito alla targa, lacrimuccia di gettons che rimembrava il suo buon gameboy e poi ancora a giro per la citta'. I metodi che preferiamo per spostarci in Kyoto sono le gambe ed i taxi. Anche quando sbaglio moneta e lo pago dieci volte il dovuto: ma se ne accorge e pensa che lo abbia messo alla prova. Commovente invece la faccia della cameriera quando vede la mancia e dopo sessanta inchini e la faccia imbarazzata scappa via (senza prenderla). Boh sono strani, neanche ci si puo' liberare degli spiccioli. Il pomeriggio lo passiamo tra altri templi, palazzi, shrine e la foresta di bamboo, che innevata secondo me fa un effetto stupendo. Durante il ritorno applico il vecchio detto "paese che vai barbiere che trovi" e mi integro alla perfezione con il mondo giapponese facendomi un taglio da urlo, mentre gettons in sala d'aspetto puo' godersi alcuni manga da leggere. Cen moderna e di alto livello (tutti sti yen vanno finiti) in un locale di sushi e sashimi (speriamo abbiano l'abbattitore) in cui la particolarita' stava nel poter fare le ordinazioni tramite un tablet di una famosa marca americana. Avviso per i lettori: probabilmente questo sara' l'ultimo articolo in quanto domani torniamo a Tokyo e nel capsule hotel non dovrebbe esserci la wifi. Uattameru'.

Foto del giorno

Video:

sabato 3 gennaio 2015

Ninja & Samurai

Si sono dati da soli la tecnologia e da soli non la sanno usare. Per questo non c'e' paragone tra Tokyo e Kyoto: vince nettamente quest'ultima perche' non e' occidentalizzata il giusto, senza gli eccessi della megalopoli, che poi a dire il vero non sono riconducibili a quelli dell'immaginario collettivo. Il futuro, non sta di casa nella capitale giapponese. Piuttosto invece il passato e' ben rappresentato ad ogni angolo di strada di Kyoto. Al di la' degli aspetti religiosi riconducibili alle decine di templi e luoghi di culto presenti in citta', che hanno senza dubbio il loro fascino, la differenza sta anche nella dinensione umana che Gion porta con se'. Gran parte della storia del Giappone si e' fatta qui ed essendo una sorta di Norimberga nipponica, cio' che di antico c'era e' rimasto. Persone per strads vestite con l'abito tradizionale, sale da te, giardini zen... La giornata inizia a piedi: la zona che abbiamo deciso di vistare e' quella che racchiude il maggior numero di templi di nostro interesse, e dopo il te' alla banana e la banana al te' migliori che abbia mai assaggiato, ci mettiamo in marcia per la nostra dose di cultura. Non sto ad elencare tutti i nomi in lingua jappo, che sono lunghi e faticosi da scrivere. In serata, stanchi, ma soddisfatti del cambiamento di citta' dobbiamo sorbirci un altro cambiamento: quello della casa per il classici problemi a cui il Giappone ci ha abituato. Ma siamo forti, non ci facciamo piegare, anzi barattiamo un refound per il disservizio subito e ne spendiamo una parte in una super cena in quei locali con il bancone attorno alla cucina aperta. Piu' comodo rispetto a quello del pranzo in cui abbiamo avuto la fortuna di trovare posto in uno di quei ricercatissimi e tipicissimi ristori con cuscini e tavolo basso. Basso anche per me, si capisce. Ed eccoci qui alla nostra seconda notte Kyotiana. Uottameruuu.

Foto della giornata

I video:



venerdì 2 gennaio 2015

Tsunami & Origami

Mentre lo stoico gettons, detto il siesta, ma da oggi il tosse, combatteva contro una febbre di Murdock  arrivata fino a 36,8 e terminate le cure da crocerossino, saggiamente consigliate da me medesimo, mi reco in solitaria per la citta' di Tokyo, ormai conosciuta come le mie tasche. Ho anche imparato a saltare da una linea delle metro all'altra senza consultare piu' di due volte la cartina. Arrivo cosi' in tempo per l'apertura dei primissimi sconti del 2015 che arrivano a detta loro al 50%. Inconcludente pero' la ricerca di un barbiere aperto per avere un taglio asiatico ed immedsimarmi con il nermico: i viet_fottuti_cong sono ovunque.Al mio ritorno nonostante il grave stato di malattia che ha colpito lo stoico massiccio, decidiamo di seguire gli ultimi piani fatti. Taxi fino alla stazione, Shinkansen fino a Kyoto e assistiamo ad un evento mai visto prima. Treno in ritardo, manco fosse il regionale per Pisa. Arrivati qui la situazione sembra promettere molto bene: il tassista ci mette del suo per rovinarci la giornata, ma l'appartamento che abbiamo e' una perla da godere. Centralissimo e molto spazioso per due persone, vicino a molti luoghi di interesse ed ai ristoaranti tipici. Gion e' in mano nostra. Dopo una buona cena a base di ramen e spiedini (e sake) con sottofondo musicale i mitici "L'Arc~en~Ciel" ci imbattiamo in una tormente di neve e torniamo a casa. Riposo, relax nella nostra furoba ed aspettiamo il domani. Sayonara Nadir.

Foto Tokyo / Kyoto
Foto Kyoto 1





giovedì 1 gennaio 2015

Banzai & Kamikaze

Eccoci al primo giorno del 2015 in questa terra nipponica che devo essere sincero non e' ne' bella ne' brutta: strana e diversa. La cosa che colpisce di piu' e' proprio la cultura legata al modo di essere dei giapponesi. Ci sono molte contraddizioni: ipertecnologici in alcuni settori, precisi e metodici, ma con il volersi complicare la vita, silenziosi e pacati, ma felici e ed allegri mentre cantano, legati alla tradizione culturale e religiosa, incapaci di imparare tre parole a fila di una lingua straniera, ma ossequiosi e gentili, impauriti e vergognosi eppure violenti e depravati. Insomma non basta il mio blog per poterli descrivere, cosi' provo leggermente ad entrare nel loro pazzo mondo "con la uairDles" ed in mattinata mi reco, come fa tutta Tokyo nella zona dei templi: credo che buona parte dei quindici milioni di abitanti si sia data appuntamento li' a fare una capatina in quelli buddisti. Una fiumana di gente che si riversa per le strade oggi chiuse al traffico. Successivamente cambiamo totalmente quartiere ed andiamo al santuario Meiji che e' shintoista e riceve le medesime attenzioni. Ci s'ha culo che saltiamo a pie' pari una fila disumana (davvero alienante) entrando dall'uscita. Involontariamente eccoci nel bel mezzo del Naien anche noi a tirare la nostra moetina porta fortuna. Dopo la religione ci aspetta un'altra particolarita' culturale giapponese: e' la volta del negozio di fumetti manga, modellini e roba simile. Piace anche a chi non ci resta sotto abitualmente, ma vedere Gizmo, Gundam, i Masters e qant'altro fa sempre piacere. Nota per Funflus: in Giappone Naruto non se lo inculano. Tutti gli altri si'. Nella vitsita della citta' ci infiliamo anche una foto alla statua di Hachicko che sarebbe il nostro Lampo. Merenda cena assaggiando l'insalata di mare di Nagasaki. Ah dopo mille peripezie abbiamo deciso di tornare sui nostri passi: domani si va a Kyoto, tanto il mercato del pesce e' chiuso.

Foto di oggi

Video (ne feci uno piu' bello ieri ma lo ho cancellato per sbaglio)

mercoledì 31 dicembre 2014

Pokemon & Tamagotchi

VER a tutti i popoli di tutte le nazioni. Punto. Messaggio di fine ed inizio anno. Punto di nuovo. Aperte virgolette, inizio testo: "fate da bravi e sperate in un anno migliore, ci sta che funzioni" chiuse virgolette. Saluti e firma. Ecco, come avrete capito qui siamo nel futuro, gia' ad anno nuovo, il 2015 e lo siamo da alcune ore. Vi anticipo che per adesso non sembra male, o perlomeno non peggiore del precedente. Sebbene i fuochi d'artificio di Tokyo ci abbiano dato un'impressione di sobrieta' che ben si sposa con la crisi corrente. Questi cinesi comunque ne sanno una piu' del diavolo e gli importa una sega dei botti, mica stanno a Napoli. Qui cantano e saltano con le lucine colorate (vedere video in seguito che lo dimostra) e raggiungono stati di apoteosi. Sono pazzi nel loro essere un tantino diversi. Lo avevo anche un po' visto con alcuni negozi visitati oggi tra Ginza, Akihabara e Shibuya. Tolte alcune cianfrusaglie elettroniche, anche di seconda mano, anfratti del manga e delle anime, si rincorrono in maniera sconclusionata. Sono anche entrato in una maxi sala giochi (qui di solito pero' hanno atttrazioni a scommessa tipo luna park) per guidare e comandare un Gundam. Quando si tratta di divertimenti e e di cose virtuali o disegnate, danno tutti il loro meglio.

Foto della giornata


(poi la security mi ha impedito di continuare il video)
(se non li vedete non e' colpa vostra, ma il vostro monitor non [ compatibile con le frequenze dei nuovi iper fuochi cinponesi)
 


martedì 30 dicembre 2014

Hattori Hanzo & Hokuto

Una volta che gettons (d'ora in poi lo chiameremo "il siesta") decise di svegliarsi, uscimmo in quel che fu la serata di ieri. Ho perso il conto e sembra tutto molto lontano, quindi e' bene ripartire da dove ci eravamo lasciati. Nella mia uscita in solitaria provo a capire qualcosa sul come funzioni la metropolitana: e' un casino (le linee non appartengono ad una sola compagnia), ma con l'esperienza si migliora. Ci proiettiamo comunque a Shinjuku, scegliendo di vivere il Golden Gai e cercare qualcosa per mangiare. Il palazzo e' abbastanza fico, colorato al neon e con l'ascensore che da' sull'esterno. Aggiudicato. Purtroppo non siamo ancora in grado di capire bene la lingua e ci infiliamo per sbaglio in un ristorante cinese dove digerisco il peggior crudite' di pollo che abbia mai mangiato. La notte comunque prosegue, nel quartiere ed in quelli limitrofi giusto per per fare esercizio con la metro. Alcuni imbonitori che ci consigliano delle "choie" o simili, ma pare di essere in alcune vie di Amsrerdam che danno sul commerciale. Torniamo alla base stanchi, ma questa mattina sveglia di buon ora. Ancora Shinjuku in quanto abbiamo appuntamento all Hyatt Regency per essere trasportti in giro per la citta'. Era l'unico modo per poter salire sullo Sky Tree, e la pena e' quella di dover ascoltare la nostra guida che non si cheta mai. Ma saltare una fila abnorme per salire a 450 metri e godersi il panorama totale e'una buona ricompensa. C'e' spazio anche per un assaggio veloce di Electric Town e Ginza, mentre ci fermiamo a visitare il tempio Sensoji : buddismo, calma e tranquillita' in contrasto con una megalopoli di questo genere. Avessi fatto maggiore attenzione nelle settimane scorse avrei imparato il "nam myoho renge kyo" e lo avrei provato a recitare. Terminato il tour e' la volta dell'isola artificiale di Odaiba , location fondamentale per fotografie (anche senza luce) suggestive ed ammirare installazioni natalizie a base di LED. Per la cena ci pensa Paul: entriamo in un locale tipico (piu' di quelli di Sanpei e Forza Sugar) che si rivela essere il non plus ultra di autenticita'. Menu' solo in lingua autoctona, manco un hello da pronunciare, brutti ceffi seduti ai tavoli, lanterne appese al soffitto, fumi e odori alla Blade Runner. Questa cena da sola vale il prezzo del biglietto aereo, La serata si conclude tardi dopo Ropponji e Cisco giapponese. Sayonara, alla prossima.

Foto (giorno 30 dicembre)

Video:


lunedì 29 dicembre 2014

Dojo & Sensei

Passato il primo giorno di fatiche a causa del jet lag e delle numerose ore di volo e di treno, inizia la vacanza vera e propria.  Sveglia sul prestino come piace a me e neanche c'e' la necessita' di chissa' quali spostamenti visto che il personale del Seifuso e' ben organizzato e ci offre: due mele, gli scarponi da neve (meno male) ed un passaggio fino allo Snow Monkey Park . Funziona in questo modo: e' tutto innevato e sta nevicando, il bosco ed il sentiero sono ricoperti da un manto bianco e soffice che ovatta ogni suono e la natura che ci circonda. Solo il rumore della neve che cade e dell'acqua (calda) che scorre vicino a noi. Circa trenta minuti di camminata e raggiungiamo il parco. Mentre discutiamo se i piedi sono tenuti piu' caldi con i calzini o con i guanti (gettons ce lo sapra' dire), ecco che arriva la prima scimmietta. Io mi aspettavo di dover fare i salti mortali per fotografarne una, ed invece questi esserini pelosi e giocosi, stanno in mezzo a noi e si godono il calduccio nelle acque termali. Non hanno paura dell'uomo e si prestano ad essere immortalate mentre si divertono o si riposano. Terminata la visita, marcia forzata fino alla fermata della "corriera" che ci riporta a Yudanaka. Decidiamo di infischiarcene dell'orario sul biglietto del treno gia' acquistato in precedenza e scopriamo che possiamo essere a Tokyo in anticipo rispetto a ruolino di marcia, Dopo una colazione con sushi ed una merenda tra le vie di Shinjuku che mi picca ancora in bocca, adocchiamo alcuni locali ganzi da rivisitare in seguito. Doccia al Hundred Stay per poi ricatapultarci nella notte di Tokyo

Foto Snow Monkey Park


Video:







domenica 28 dicembre 2014

Yatta & Olsen

Ci sono giornate lunghe e faticose che iniziano il sabato e finiscono la domenica. Se va bene.  Piombino, Pisa, Roma, Narita, Tokyo, Nagano, Yudanaka. Un tragitto senza esclusione di colpi e di sonno. Tra l'altro per la prima volta risulta impossibile dormire in aereo: poltroncine Alitatalia dedicate ai fachiri. Mi diletto con un paio di film e la musica. Terminate le 12_alla_seconda ore di volo inizia il viaggio nipponico. Incontriamo il mitico Paul che ci consegna i biglietti del treno (domani sara' veramente grossa), il telefono, la SIM, il routerino per ogni evenienza. Ricambio con un panforte, sempre ben gradito. Poi una inesorabile marcia sulle rotaie giapponesi. Prendiamo anche il famoso treno proiettile sulla Shinkansen e mentre appunto ci sparano verso Nagano il paesaggio inizia a farsi freddo ed innevato. Arriviamo a Yudanaka con meno sette gradi e la strada ghiacciata che ci agevola nel trasporto delle valige. Il Seifuso e' proprio a due passi ed e' qui che iniziano i primi approcci con la cultura del sol levante (notare bene: una volta ho detto giapponesi, una volta nipponici ed ora del Sol Levante). Mentre gettons si devasta a causa del jet lag piu' massiccio del mio, vado subito a provare il bagno e le meraviglie di cui tutti narrano. E' vero: nella tazza e' incorporato un bidet che ti fa il lavaggio automatico del deretano. Ne sanno una piu' del diavolo. Mi sono anche vestito con il tipico kimono (che magari ha un altro nome specifico) ed ho fatto il ganzo andando a fare il il bagno in un olsen (a quanto pare l'unico modo per lavarsi qui dentro). Mille gradi dentro e zero assoluto fuori. Mi manca ancora un po' di pratica, ma presto mi integrero', e comprero' anche io una mascherina bianca da indossare.

Alcune foto

martedì 7 ottobre 2014

東京 Ormai e’ fatta

C’è paura in questo dojo? No, sensei!!! Quindi, senza timori e remore il mio fidato compagno di viaggio gettons ed io partiremo per la volta del Giappone. Ahhh, il Sol Levante con tutti quei Pokemon che si muovono incessantemente tra viuzze elettriche e luminescenti, il paese dei bimbi yakuza che si sfidano con i videogiochi della Konami, la Nazione che ci ha stregato con Goldrake, walkman e tamagotchi, senza tralasciare il bukkake, ma che nel profondo ha un’anima (e pure anime) dalle radici millenarie che ci mostra i samurai, la tradizionale cerimonia del tè e gli inchini come fossero tic. Insomma ci sarebbe tanto da parlare del Giappone e dell’influenza che ha avuto su tutti noi, o su di me in particolare, che potrei stare qui ad ore a scrivere e scrivere e magari continuare ad annoiarvi. Eppure è sempre stato un tipo di vacanza che non mi ha mai attirato troppo. Non sono un fanatico dei jappo, mi piace il sushi, ma non ne vado pazzo, guardo i cartoni animati, ma non conosco i nomi dei protagonisti a menadito, in pratica so decisamente molto poco sulla loro cultura eccezion fatta per clichè comuni o ciò che è arrivato fin qui. La gita invernale era ad un passo dall’avere come meta addirittura lo Yucatan. Poi in una notte l’improvviso cambio di programma e la luce mi ha destato l’interesse per Tokyo. Una sola mattinata per convincere gettons che pende dalle mie labbra e poi l’acquisto del biglietto aereo (Alitalia diretto da Roma) che mi vedrà per la prima volta nella storia osservatore e studioso dei suoi riti propiziatori e scaramantici. Nonostante millenni di vacanze insieme infatti, mai era capitato che rischiassimo la vita sul medesimo volo. Documenterò a dovere, non temete. Pur nutrendo forti dubbi sulla riuscita di tale gita, mi son piano piano ricreduto con il passare dei giorni. Oltre al volo infatti come avviene nelle migliori compagnie di viaggi faidate ci siamo buttati sulla prenotazione degli alberghi (o simili). E’ fatta ancora di più quindi. Il viaggio a grandi linee (se qualcuno volesse dare suggerimenti o scazzarci pesantemente per le scelte effettuate, può utilizzare i commenti al termine dell’articolo) prevede l’arrivo all’aeroporto di Narita alle 11:00 di mattina. Così anzichè dirigerci direttamente nella capitale, ci proietteremo grazie ai treni super veloci in quel di Yudanaka (vicino a Nagano) dove c’è un parco termale in cui vivono le famose scimmie bianche. Pernotteremo in una sorta di ryokan (Yudanaka Seifuso) immersi nella gelida natura coni suoi suggestivi bagni caldi e vaporosi. Terminato questo raggiungeremo Tokyo, nel centralissimo quartiere di Shinjuku per dormire all’Hundred Stay quattro notti. Le cose da fare sono molte, ma il ruolino di marcia non ci ha mai spaventato. Così già che c’eravamo ecco che fiocca dall’alto anche la prenotazione per lo Skytree (sul sito inoltre è tutto scritto in Klingon). Una volta che riusciremo a fare tutto ciò che ci interessa, prendiamo di nuovo il treno proiettile e voliamo a Kyoto, nel quartiere di Gion dove abbiamo affittato una vera e tipica casetta in stile jappo. Tre notti nella capitale culturale e poi nuovamente a Tokyo, dove per l’ultima strepitosa avventura rilasseremo le nostre stanche membra al Kuyakusho-mae Capsule Hotel . E' fatta, basta non essere claustrofobici. Nel frattempo porterò anche a termine il libro di Murakami che mi diletta. Ormai è fatta...