sabato 4 dicembre 2010

LG 55LE8800

Iniziare una recensione con le conclusioni non è forse molto professionale, ma non è alla professionalità che punto. I lettori quindi devono subito sapere, che la tv LG 55LE8800 è fenomenale. Faccio per questo motivo una veloce carrellata che evidenzierà gli aspetti principali della suddetta televisione. Tanto per cominciare le dimensioni: si tratta di un 55" ultra slim con una cornice molto ridotta ed il pannello che si fonde in essa. Per questo le dimensioni totali risultano meno ingombranti di altri prodotti: la superfice disponibile per lo schermo è quasi totale. Si tratta poi di un lcd illuminato con i led, e LG si differenzia dagli altri produttori (in special modo da Samsung) utilizzando una tecnologia full led (local dimming) che si contrappone ad edge led. I led, qui  sono presenti su tutto lo schermo e questo è il fiore all'occhiello di LE8800 in quanto permette un contrasto davvero superbo (9000000:1). La superfice è stata suddivisa in 240 zone e utilizza 1200 led, poichè ogni rettangolino (6,5 cm x 4,3 cm) ha al suo interno 5 led che provvedono alla retroilluminazione. Un'altra caratteristica che le rende differente dagli altri tv della sua stessa categoria è il TruMotion che sfrutta 200Hz, così che viene ridotto notevolmente l'effetto scia, da cui derivano le immagini sfocate, quando ci sono oggetti in rapido movimento (eventi sportivi o giochi).

venerdì 3 dicembre 2010

Ripartitore dei costi di riscaldamento

Doprimo 3 di ISTA
Una delle note negative riguardanti le abitazioni nei condimini può essere il riscaldamento centralizzato. Avere una caldaia condominiale può avere sì i suoi aspetti positivi, certo è che non tutti gli inquilini potranno essere contenti del consumo del calore. Fortunatamente esistono possibilità per pagare solo quanto consumiamo (e quello che decidiamo di consumare) pur non rinunciando alla caldaia centralizzata. Il palazzo dove vivo ha deciso di affidarsi ad ISTA per consentirci di pagare solo l'energia effettivamente consumata da ciascuno di noi. Dopo un attento calcolo dei milesimi e dei caloriferi (o termosifoni) collegati all'impianto, sono stati inseriti dei regolatori di temperatura per ognuno di essi, così da decidere il calore che effettivamente vogliamo in ogni stanza.

giovedì 2 dicembre 2010

Battle Royale (2000)

Immagine tratta da Wikipedia
Le distopie forse sono il mio genere preferito. Mi piacciono così tanto che dopo aver avuto pensieri contrastanti riguardo al libro Battle Royale di Takami, ho deciso di guardare il film. Non sono certo un intenditore cinematografico, ed al conrario di molti ad esempio il cinema  giapponese a me non piace un'esagerazione. Pure in questo caso. Boh, forse i volti che ai miei occhi da occidentale si assomigliano più o meno tutti, i nomi quasi impronunciabili (e guardando il film mi accorgo che ho sempre sbagliato l'accento mentre leggevo il libro), ma soprattutto una mimica facciale seguita da una gestualità che non comprendo, fanno sì che non apprezzo pienamente queste trasposizioni cinematografiche. C'è da dire inoltre che il film, per chi non ha letto il romanzo, può venire apprezzato ancora meno e ridursi ad un semplice splatter con il sangue che sprizza ovunque appena si recide un'arteria. Sì, forse se dovessi analizzare soltanto la pellicola, lo ridurrei ad un mero filmato sanguinario. La storia segue abbastanza fedelmente quella di Takami, con alcune differenze strutturali a mio avviso inutili e confusionarie. Manca la parte filosofica ed entropica che è presente leggendo le pagine, manca il senso di oppressione e di nuda crudeltà tipico delle distopie. Non è violento solo ciò che è macchiato con il sangue, è violento ciò che non lascia via di scampo. Il gioco fine a se stesso. Nel film questo fattore manca, o comunque è poco curato. Complici del fiasco sono anche gli attori, che per lo più ci regalano interpretazioni pessime. Il consiglio nel caso decidiate di voler guardare Battle Royale, è quello di leggerlo prima, almeno per non rilearlo nella categoria "boiata" ed alzarlo al rango di "scarso".

Aspettando Wired

Wired ha bisogno del mio aiuto. Mi hanno anche inviato un'email, quale possessore di un abbonamento. Urge fare qualcosa per aiutarli, nel frattempo resto in trepidante attesa della versione cartacea (quella online è disponibile gratuitamente come già annunciato). Sicuramente le pagine da sfogliare riporteranno tutti i documenti segreti di WikiLeaks (ne parlo anche io così avrò un milione di accessi al giorno). Gira voce che avendo articoli molto compromettenti, tutte le riviste siano state messe sotto ghiaccio per non essere intercettate da speciali apparecchiature della CIA che sondano le notizie "calde" e poi le bombardano. Tra le verità di Assange ricordiamo un'intervista in esclusiva con zio della ex fidanzatina alle elementari del killer di Kennedy, il 31° segreto di Fatima, la composizione della Coca Cola, rilasciata sotto licenza GNU GPL, e soprattutto un documento firmato in triplice copia da Cicciolina che Lele Mora è un finto gay.
Messe da parte queste scomode verità ho proprio l'impressione che per quanto riguarda la copertina di Wired non si tratti nè di bufala, nè di scherzo nè di mera azione pubblicitaria. Magari è "sporcata" con un qualche additivo sensibile al calore, del tipo "inchiostro simpatico" e potremo avere una gradita (?) sorpresa.

mercoledì 1 dicembre 2010

Stephen Gunn - Fuga da El Diablo

More about Fuga da El Diablo

Autore: Stephen Gunn (Stefano Di Marino)
Editore: TEA
Pagine: 279
Voto: 2/5
Pagina di Anobii

Trama del libro:

San Cristobal de las Cruces è una piccola isola a nord di Cuba. Gli indios la consideravano un luogo tabù e gli spagnoli vi costruirono una fortezza. Ma presto l'abbandonarono: troppo difficile rifornirla e l'aria era malsana. Poi, il regime di Fidel Castro istituì un carcere femminile. Il caldo, le malattie e gli effluvi delle paludi fecero presto dimenticare a tutti il vero nome dell'isola. Adesso carcerieri e recluse la chiamano semplicemente EI Diablo. Ed è proprio in quell'inferno in terra che finisce Chance Renard, alla fine di una serrata indagine sui legami tra la CIA e il narcotraffico: una lunga pista segnata da tradimenti e rivelazioni, arrossata da tanto sangue e resa ancora più pericolosa dall'ombra del Voodoo.

Preso! Preso! Preso!

Quasi un parto. La decisione, da giugno ad ora è iunta dopo innumerevoli studi di settore. Neanche avessi dovuto preparare un esame universitario. La scelta certosina della marca, delle prestazioni, del pannello. Non penso di esagerare se dico di aver letto più di mille pagine di recensioni su vari prodotti. Soprattutto LG, Samsung, Sharp e Toshiba. Senza dimenticare Sony, Jepssen, Philips e Panasonic. Vari forum specializzati e siti dedicati alla tecnologia, hanno visto sicuramente incrementare le loro visite a causa mia che non davo riposo ai miei occhi. Quasi sempre da lurker, forse son intervenuto in tre o quattro casi. Poi è stata la volta dei centri commerciali per poter vedere live, gli effetti prodotti da questi tv. Anche quelli di Tottenham Court Road sono stati assillati dalle mie richieste. Alla fine, ma già lo sapevo ho deciso per LG 55LE8800. Niente 3d, come già annunciato in altri articoli. Pannello full led, altissimo contrasto e tanto altro ancora che poi spero di potermi gustare e recensire con calma. Ieri sera ho avuto un momento di debacle psicologico. Infatti il pannello al plasma, era prepotentemente entrato nelle possibilità di acquisto. Fa niente, con lucidità, ho studiato al volo altre pagine, per ritonrare alla mia convinzione iniziale. Il progetto era di acquistarlo a mezzanotte precisa. Peccato che Cartasì, non avesse aggiornato la data, quindi per loro eravamo sempre a novembre. Ho dovuto posticipare a questa mattina. Speriamo che i tempi di consegna non siano lunghi.