venerdì 7 giugno 2013

Forrest Gump (1994)


Regia: Robert Zemeckis
Anno: 1994
Titolo originale: Forrest Gump
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.7)
Pagina di I Check Movies
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Alzi la mano chi non ha ancora visto Forrest Gump. Eccomi. Mi sa che fino a ieri ero rimasto uno degli ultimi. Quindi neanche sto a dirvi quanto sia bello, questo lo sapete già. Un po' mi sento in colpa, ma una serie di casualità e di non scelte, hanno fatto sì che trovassi il climax adatto soltanto adesso. Conoscevo già a grandi linee la storia, il mix vincente tra film drammatico, commedia e romantico. Non mi aspettavo però che Zemeckis (sebbene avessi molta fiducia in lui) riuscisse a creare qualcosa di così profondamente geniale. Le micro ucronie personali in cui il giovane Gump si imbatte vivendo anni fondamentali della recente storia americana sono un qualcosa di talmente ben costruito che alle volte sembra di stare ad ascoltare il racconto di uno svitato. Ed in effetti Forrest, Forrest Gump non è nel pieno delle facoltà mentali che possiamo attribuire ad una persona "normale". Attraverso questa figura, sostanzialmente buona ed ingenua, riviviamo marginalmente fatti che dall'enorme portata storica, politica e culturale: il Watergate, il movimenti di Elvis, la nascita della Apple, lo smile, Imagine di Lennon solo per citare le più frivole, ma anche il Vietnam, gli hippies, la Guerra Fredda, il razzismo... Astutamente e senza troppo clamore abbiamo anche una critica al modello scolastico USA, alla vita militare, ai movimenti rivoluzionari. Ma possiamo ritrovare anche l'esaltazione per l'amicizia, per il raggiungimento del sogno americano e per l'amore che aleggia per tutta la pellicola abbracciando diverse scene indimenticabili. Ecco quindi una sorta di Bignami scritto con le mani di un bambino molto sensibile. Standing ovation anche per gli attori: Tom Hanks tra tutti, ma anche Gary Sinise e Robin Wright . Aggiungiamo pure effetti speciali di grande rilievo senza però essere ingombranti ed una colonna sonora da brivido che abbraccia almeno due decenni pieni. Davvero indimenticabile, e se non volete essere stupidi non fate gli stupidi: guardatelo ancora una volta.
La versione bluray contine due dischi, il primo con il film, due tipologie di commenti e la segnaletica musicale interattiva, il secondo con gli extra: tra parentesi la durata in minuti.

- Diario da Greenbow (26)
- L'arte di adattare una sceneggiatura (27)
- Oltre l'impossibile - Forrest Gump e la rivoluzione degli effetti visivi (27)
- Il piccolo Forrest (15)
- Una serata con Forrest Gump (55)
- Make up di Forrest Gump (8)
- L'ingegneria del suono (15)
- Scenografie (7)
- Effetti visivi (30)
- Test sullo schermo (7)
- Trailer

giovedì 6 giugno 2013

Proteggere lo smartphone con Cerberus

Oggi ho approfittato della promozione presente su AppGratis per ottenere Cerberus in maniera del tutto gratuita per sempre (costerebbe altrimenti 2,99 euro). Nello specifico è un'applicazione che permette di controllare e tenere traccia del dispositivo su cui è installata, soprattutto in casi di furto o smarrimento. E' possibile controllare il proprio smartphone sia connettendoci e loggandoci su https://www.cerberusapp.com sia attraverso l'invio di SMS. E se viene tolta la nostra scheda telefonica? Niente paura: con i permessi di amministrazione possiamo usufruire dell'opzione SIM checker per conoscere il numero della SIM utilizzata e gestire comunque i comandi per abilitare GPS, cancellare la memoria e così via. Cerberus può inoltre essere nascosta dalla lista delle applicazioni in modo che l'eventuale ladro non sappia della sua presenza. Il sistema migliore, graficamente e non solo, per utilizzare i vari comandi è quello di loggarsi sul sito, sperando di avere sempre una connessione a nostra disposizione (se dovesse mancare abbiamo una lista di comandi da inviare via SMS) e quindi possiamo:

- Localizzarlo e farne il tracking (e vedere anche tutti i movimenti) periodicamente con la modalità emergenza
- Fare partire un forte allarme, anche se il dispositivo è in modalità silenziosa (utile anche se non sappiamo dove lo abbiamo perso)
- Cancellare la memoria interna e la scheda SD
- Nascondere Cerberus dalla lista applicazioni
- Bloccare il dispositivo con un codice
- Registrare audio dal microfono
- Ottenere la lista delle ultime chiamate fatte e ricevute oppure avere la lista degli ultimi SMS
- Ottenere informazioni sulla rete e l'operatore a cui è connesso il dispositivo

Secondo me, una volta provato, è un prodotto che vale anche il suo costo nel caso non fosse gratuito. Quindi se leggete questo articolo e siete comunque interessati, penso proprio che potete farci un pensierino sopra.

mercoledì 5 giugno 2013

Léon (1994)


Regia: Luc Besson
Anno: 1994
Titolo originale: Léon
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.6)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Léon, che nome cazzuto! [cit]. A pensarci bene la giovane Mathild (Natalie Portman) non aveva tutti i torti, visto che il sicario è italiano e lavora perlopiù per un padrino italiano. Ma chi se ne frega, ci sta che Luc Besson, il più americano tra i registi francesi, abbia voluto legarsi un minimo alle sue origini. Ad ogni modo Léon è un cazzuto, nel senso positivo del termine, ed è appositamente studiato per poter entrare fin da subito nelle nostre grazie: ogni minimo particolare che lo contraddistingue ha il sapore del ben fatto. Beve latte, è scontroso, ha gli occhialini scuri, indossa una papalina perchè non può permettersi di ammalarsi, ha delle regole da seguire. E' cazzuto nell'anima, così come tutta la pellicola che introduce nel mondo del cinema anche la strepitosa, magnifica, suprema e devastante Natalie Portman che ad un'età difficile (tredici anni circa) tiene in piedi (non da sola certo) tutta la baracca. Non da sola perchè Jean Reno ci mette del suo senza sbavature così come il pazzo schizofrenico Gary Oldman. Tutti e tre i personaggi hanno i bordi ripassati con l'Uniposca indelebile; sono marcati così tanto da essere stereotipi fantastici, ma credibili. Lei la Lolita in cerca di vendetta. Gli altri invece due facce della solita medaglia violenta: il killer professionista ed il poliziotto corrotto e deviato. Uno buono, nonostante sia un cattivo, l'altro cattivo nonostante sia un buono. Una contrapposizione vincente scandita da ritmi elevati, mai sottotono che vede sovrapporsi scene veloci e dedite all'azione con quelle più statiche, ma colme di dialoghi indimenticabili. Secondo me è il lavoro più riuscito di Besson, memorabile in quasi ogni suo passo, drammatico, triste, romantico. Ma soprattutto cazzuto.

Il Cacciatore (1978)


Regia: Michael Cimino
Anno: 1978
Titolo originale: The Deer Hunter
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.2)
Pagina di I Check Movies
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Michael Cimino, forse restando un nome non troppo conosciuto, con Il Cacciatore è riuscito ad entrare nella top qualcosa del cinema. Perchè ha creato un un capolavoro senza tempo che non perde il suo valore ed il suo significato neanche ad anni di distanza. E sebbene sia da considerarsi un film sulla guerra, questa è descritta solo in via marginale: è il sottofondo di una storia più ampia, sull'amicizia soprattutto e sulla vita dei protagonisti. Questi (Robert De Niro, Christopher Walken, John Savage, John Cazale, George Dzundza e Meryl Streep) di origine russa legati alla propria terra natia, ma anche all'America che li ha adottati e fatti partire per l'orribile Vietnam, vivono in un sobborgo fortemente industrializzato della Pennsylvania. Vivacemente, tra piccoli e grandi problemi che non sono certo insormontabili e fanno da cornice alle loro vite semplici e decisamente genuine. Da qui l'atto geniale di presentare i giovani per un buon terzo della pellicola (che dura circa tre ore) ed introdurre ogni personaggio in maniera decisamente corposa. Solo nella seconda parte vediamo gli orrori della guerra che mutano, soprattutto psicologicamente, i protagonisti. Tanto di cappello a tutte le prove recitative che ci proiettano vere sensazioni e volti ora impauriti, ora affranti, ora desiderosi di dare un senso alle vite. E' difficile mettere nero su bianco il mix poderoso di sentimenti che una regia così attenta cerca di trasmettere. Eppure sul Vietnam si è visto già molto (Cimino lo fa nel 1978) e molto vedremo, anche in maniera più descrittiva: certo è però che Il Cacciatore rappresenta uno dei migliori esempi di cinema su questo genere. Ogni scena ha il suo forte impatto emotivo, che si tratti di una festa di matrimonio (che coincide con l'addio) in cui tutti cantano ubriachi ed allegri, o nelle ripetute roulette russe che vedono "un solo colpo" come unica via di fuga dal baratro. "Un solo colpo" è anche ciò che si impongono di usare durante le battute di caccia, in contrapposizione alla guerra sull'altro fronte, dove forse gli uomini hanno meno possibilità di resistere rispetto ai cervi. Perchè l'uomo può anche crollare mentalmente, nonostante il valore dell'amicizia che cerca sempre, inesorabilmente di avere la meglio. Una pellicola comunque dal forte impatto: fotografico, scenografico e musicale in cui gli attori riescono ad avere un comportamento ultra realistico.

lunedì 3 giugno 2013

Il Tredicesimo Guerriero (1999)


Regia: John McTiernan
Anno: 1999
Titolo originale: The 13th Warrior
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies

Nonostante sia basato su Cacciatori di Morte di Michael Crichton, che mi ha abbastanza deluso, il film non è da buttare proprio per le sue differenze con il libro. La trasposizione cinematografica infatti lo rende più realistico, di quanto non faccia lo scrittore americano: e non servono tanti documenti e falsi storici. Basta essere meno fantasiosi del dovuto. Ad ogni modo, per la maggior parte ricalca le avventure già descritte nel romanzo, con alcune lievi modifiche nel personaggio (qui interpretato da Antonio Banderas) e dei suoi rapporti con il resto del gruppo o con la ragazza. Sinceramente però tutto sa di già visto, anche se non propriamente di noioso. Le battaglie, gli scontri, i cattivi che sono molto bestiali ed il buono che riesce a cavarsela. Ecco, almeno non è l'eroe assoluto, sebbene più saggio rispetto agli altri, un po' bifolchi del resto. Riguardo la scenografia siamo a buoni livelli con belle ricostruzioni nel complesso, anche se le scene più importanti peccano di una fotografia troppo scura e buia per essere goduta appieno. Ridicole le scene in cui i mostruosi uomini orso, che vivono nelle caverne e sono praticamente introvabili, arrivano a centinaia su cavalli per la lotta finale. Dove li nascondevano e come li tenevano? Vabbeh non è certo l'unica forzatura ed incongruenza che possiamo vedere, ma visto che hanno speso qualche soldo per arrangiare il libro potevano farlo ancora meglio.


domenica 2 giugno 2013

Hancock (2008)


Regia: Peter Berg
Anno: 2008
Titolo originale: Hancock
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Hancock è un supereroe stronzo. E serviva davvero una figura in questo modo: di colore tanto per cominciare, alcolizzato, scontroso, ed appunto stronzo. Come diceva il mì nonno, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ma non sempre riusciamo a mettere in pratica buoni propositi ed una buona riuscita del piano. Ed Hancock, almeno inizialmente sembra non volersi impegnare troppo. Eppure è buono e fa del bene. Poteva anche essere un super eroe stronzo, ma cattivo, non per forza una fichetta in calzamaglia. Nei primi minuti va tutto a gonfie vele, simpatico, divertente, atipico. Se la prende addirittura con il bulletto francese di dieci anni. Poi da quando a Will Smith e Jason Bateman si affianca Charlize Theron iniziano i guai: si cerca di dare un senso alla figura del personaggio, ma il tutto scade in qualcosa di noioso e scontato. Tirato via in maniera malsana e sbrigativa. Arrivi alla fine e pensi sia il primo tempo. Ok nel frattempo c'è lo scontro finale, ma chi se lo aspetta che è rappresenta l'epilogo? Ad ogni modo abbiamo dei discreti effetti speciali, realizzati in computer grafica che si fanno ben volere anche quando vi è un abuso degli stessi: il combattimento tra Hancock e Mary sembra più un cartone animato con loro all'interno, che una scena di un film. Se fosse stato più lungo e si fosse basato tutto sulle premesse iniziali a mio avviso sarebbe stato davvero molto meglio.