mercoledì 9 novembre 2016

Donald Trump alla Casa Bianca

Foto di Sage Skldmore
Ecco i miei 5 cents sulla vittoria del 45° Presidente degli Stati Uniti: Donal d Trump. Non parlo quasi mai di politica, perchè basta poco e si perdono milioni di euro in borsa o milioni di followers. Questa volta però voglio scrivere due righe, visto che sui social tutti, e dico tutti, hanno già espresso la loro contrarietà sul risultato delle Elezioni Americane. Dopo i sessanta milioni di allenatori, ecco a voi e sessanta milioni di esperti di politica. La maggior parte sono quelli che vedevano in Obama l'uomo del cambiamento: d'altra parte bastava fosse nero. O nella Clinton: bastava fosse donna. L'unica cosa che poi sanno riportare è l'Obamacare, senza scendere nei particolari ovviamente. Non sono da meno eh, ci mancherebbe, sappiate solo che negli otto anni di Presidenza di Obama non è stata affatto allargata l'assicurazione sanitaria a tutti i cittadini. Ma veniamo al punto. Trump è la scelta giusta? Secondo me assolutamente no, ma la ritegno la scelta migliore, sebbene dettata da un forte sentimento populista. "Oh hai visto? Ha vinto Trump, ora fuoco e fiamme ovunque, guerra da tutte le parti". Beh resto, stupito da queste affermazioni: se un minimo avete seguito i programmi ed i dibattiti (ma ne dubito) saprete che fa dell'isolazionismo, anche in termini militari, il suo cavallo di battaglia. Poi pronti a crederci o no, ma le bugie in politica son all'ordine del giorno. Purtroppo ha vinto un'idea fortemente conservatrice che per quanto riguarda i diritti civili potrà fare dei terribili passi indietro:
  • Leggi più ferree contro l'aborto
  • Minori diritti per l'ambiente gay (anche se qui in campagna elettorale ha fatto dei passi indietro)
  • Minore libertà riguardante le espressioni religiose (in special modo legato ai permessi di immigrati di fede islamica e protetti con asilo politico)
E che queste siano cose brutte o su cui mi trovo in totale disaccordo non ci piove. Passiamo però al resto, che non lo vedo assolutamente peggiore rispetto alla controparte democratica. D'altra parte che gli USA stessero vivendo un periodo assai allungato in cui lobby, globalizzazione estrema, corruzione e poteri economici concentrati in poche mani, è palese. Accade lì, come accade di qua, in Europa.
  • La rinegoziazione di alcuni trattati economici che riguardano gli USA (NAFTA e TPP, il primo per il Nord America il secondo per l'area del Pacifico). Non so come funzionino e cosa voglia cambiare, ma fa parte del tipico isolazionismo di stampo repubblicano di decenni fa. Anche la Clinton non vedeva di buon occhio il TPP, che apre aver fatto chiudere o fallire diverse imprese made in USA
  • Tagli esorbitanti alla tasse, non tanto per i grandi gruppi economici quanto per i cittadini americani e le imprese "casalinghe". Populismo?  Dall'altra parte invece promessi maggiori investimenti sulle energie alternative (per adesso sempre in mano a grandi gruppi)
  • Un freno all'immigrazione, addirittura creando, rafforzando, rendendo reale il muro di confine tra USA e Messico. O negando i visti dai Paesi considerati fucine di terroristi (Siria). Su questo è come parlare del sesso degli angeli. La giusta misura non esisterà mai.
  • Veniamo ai rapporti militari. Trump vuole alleggerire il rapporto degli USA nella NATO, considerata un carrozzone mangia soldi, risorse, uomini. Di conseguenza anche limitare i numerosi interventi a giro per il mondo da parte delle truppe USA. Rafforzamento dei rapporti con quel pazzo di Putin ed impegno a concludere la guerra contro ISIS anche utilizzando rimedi estremi. Qui non è il massimo, un po' di contraddizioni ci sono, ma si punta sempre all'isolazionismo.Di sicuro in questi anni di Obama, le presenze militari non sono diminuite.
  • Altro punto di forza sta nel cercare di eliminare la corruzione o la presenza di lobbysti in posti chiave del Governo, che non fanno gli interessi del popolo, ma di nicchie commerciali (assicurazioni, case farmaceutiche, compagnie petrolifere etc).
Alla fine sono uscite più di due righe, e sicuramente mi sono perso qualcosa, ma almeno un paio di servizi me li sono guardati. Il bello è che in oltre un mese, entrambi hanno cambiato più volte le proprie posizioni, in base agli umori degli elettori, e sono passati all'attacco dell'avversario, senza concentrarsi troppo sul proprio programma. Quindi da ultimo (o anche dall'inizio) la stampa ha pubblicato essenzialmente gli atti per screditare l'altro.

martedì 8 novembre 2016

Ghost In The Shell Arise: Border 3 - Ghost Tears (2014)



Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2014
Titolo originale: Kōkaku Kidōtai Araizu -Gōsuto In Za Sheru (攻殻機動隊ARISE -GHOST IN THE SHELL)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Border 3, ovvero terzo capitolo di Arise. Avete presente Ghost Pain e Ghost Whispers? Ecco questo prosegue sulla medesima linea, tracciando la formazione della fantascientifica Sezione 9. Mettendo da parte il fatto che adoro Ghost In The Shell in ogni sua forma, devo dire che questo è l’episodio peggiore finora trovato: forse meno rocambolesco rispetto agli altri, ma anche con meno mordente. Non riesci ad essere coinvolto nella storia ed anche l’aspetto fantascientifico risulta meno evidenziato. Quello cyberpunk poi, è praticamente sparito del tutto, nonostante in Arise di per sè, non sia mai stato accentuato al massimo. E quindi ok, da una parte le bellissime sensazioni di una serie che si fa apprezzare in ogni modo, ma dall’altra la delusione di avere a che fare con una trama un po’ scialba e per niente incisiva. Adesso mi manca solo l’ultimo capitolo e la seconda mandata di anime, ma sono nel complesso assai soddisfatto, nonostante piccoli passi falsi.

The Invitation (2015)




Regia: Karyn Kusama
Anno: 2015
Titolo originale: The Invitation
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (limited + booklet)

Il voto è una punizione, merita di più. Ma mi piace punire. Mentre lo guardi pensi che la parte iniziale sia lenta, però poi ti accorgi che non si arriva praticamente mai al dunque. E che prima o poi ci si debba arrivare è sacrosanto, altrimenti non avrebbe senso. Sarebbero solo le paure, giustificate, di un uomo sofferente invitato ad una festa che ha come tema l'inquietudine e l'imbarazzo. Amici che si ritrovano dopo anni, dopo la morte del figlio del protagonista, dopo che i legami interpersonali sfuggono e diventano meno saldi. Il sentore che qualcosa non quadri, l'aleggiare misterioso di una setta spirituale, personaggi ambigui, situazioni al limite dell'educazione. Ma manca qualcosa di importante: il ritmo giusto che ti porti ad essere teso. E nei venti minuti finali succede già quello che ormai sei pronto ad attendere. Nessun colpo di scena. Eppure la claustrofobica casa è ripresa molto bene all'interno e le presenze degli estranei riescono a soffocare il quieto vivere della semplice riunione. Per quanto mi riguarda non basta. Ancora un titolo della Midnight Factory, impeccabile nel video e con audio lossless, gli extra sono:
Disco:

  • Speciale dietro le quinte (10 minuti)
  • Trailer
 Booklet (10 pagine):
  • Verso l'apocalisse
  • Ansia & paranoia
  • L'orrore al femminile

domenica 6 novembre 2016

Chievo 1 - Juventus 2

I primi della classe restano i primi. Anche in un campo difficile come quello di Chievo che nel 2016 ha permesso i tre punti agli avversari solo in altre due occasioni (noi ovviamente siamo tra questi ancora una volta). Partita che inizia subito male: al primo minuto di gioco Barzagli va ad inserirsi nella lunga lista degli infortunati, ed il presentimento che non sia facile portarsi a casa il risultato è sempre più forte. Poi quando vedi Sturaro titolare te ne convinci ancora di più: poverino non ce l'ho con lui, ma è tra i giocatori più scarsi del Campionato. Mai in anticipo, perde ogni contrasto, entra scomposto, ha due ferri da stiro al posto dei piedi, non fa un inserimento a modo. E sono anche altri giocatori a non brillare, ma ad esempio Hernanes ha capito il ruolo, si è impegnato, ha giocato a modo. Poi Pjanic: quasi invisibile per i primi sessanta minuti, in quella posizione non fa praticamente niente. Gol partita per lui su punizione splendida ed un finale di gara che lo vede protagonista in più occasioni. Sensazionale Mandzu, un vero guerriero, ai limiti del pazzesco, molto bene anche Benatia, ma poco incisivo Sandro sulla fascia. Insomma tanti alti e bassi con un risultato che al conto delle occasioni ci va molto stretto. Ma noi staremo lì, #finoallafine.

Backcountry (2014)




Regia: Adam MacDonald
Anno: 2014
Titolo originale: Backcountry
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.0)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (steelbook limited edition)

Benino sì, migliorabile, ma certamente non da buttare. Senza pretese, eppure girato bene: soltanto tre protagonisti, di cui uno ai limite della comparsa ed la grande avventura nella natura che termina in tragedia. Non è certo un film nuovo per questo genere, ma la tensione riesce ad essere tenuta alta. Forse però, più nella fase semi iniziale in cui i due campeggiatori si imbattono nella strana figura della guida, piuttosto che quando hanno il vero e proprio incontro con la bestia. I ritmi sono corretti per quasi tutta la pellicola: l'introduzione è leggermente anonima e noiosa, ma buoni i tagli e le inquadrature, forse eccessivo l'uso della messa a fuoco e fuori fuoco per delimitare l'ambiente che comunque non è un spazio infinito: un bosco perlopiù. Sopravvivenza e azione vanno di pari passo ed è facile immedesimarsi nei due personaggi in quanto uno è esperto, ma non così tanto, l'altra è alla prima esperienze, ma in caso di pericolo riesce a dare il meglio di sè. Molto buona anche la caratterizzazione: uno è convinto della full immersion boschiva, l'altra spippola col telefono e non è a suo completo agio. Vanno d'accordo, ma non sempre, anzi, rischiano pure una rottura mentre litigano, eppure l'affiatamento resta, ed è giusto così. Abbastanza realistico il loro rapporto, umano senza esaltazioni e forzature romanzate. Ci sta tutto insomma. Ed un'altra cosa piacevole è che non si tratta di un found footage, che proprio non li sopporto più. Nel complesso qualcosa di buono e sul bluray della solita fantastica Midnight Factory abbiamo un video molto curato (soffre leggermente nelle scene più scure all'interno della tenda) un audio in HD per la nostra, ma solo il trailer negli extra. L'edizione steelbook ha comunque un booklet di 10 pagine con i seguenti capitoli:

  • Persi nel bosco
  • Dentro il film
  • Storie di orsi e altri animali

sabato 5 novembre 2016

Armageddon - Giudizio Finale (1998)




Regia: Michael Bay
Anno: 1998
Titolo originale: Armageddon
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Potrà sembrare impossibile, ma non lo avevo ancora visto. E quando guardo i cult di questo genere, come potrebbe essere ad esempio Independence Day, spesso mi chiedo come sarebbe se lo vedessi oggi per la prima volta. Eccoci con questo titolone e devo dire che a distanza di anni, quasi venti, non delude. Si fa guardare bene, non annoia, ti prende ed ha una carica sensazionale. Anche la fotografia, il montaggio, gli effetti speciali ed il variegato cast non riescono a deludere. La cosa più stramba è la sceneggiatura: difficile pensare ad una trama più fantasiosa fatta passare per un qualcosa di realistico. Improbabile, anzi decisamente impossibile. Tralasciando i buchi nella trama e le non corrispondenze scientifiche, ecco che viene chiamato a salvare il mondo un trivellatore. Non un marine, non un vigile del fuoco, non uno scienziato pazzo, non un professore di astrofisica tutto muscoli: proprio un trivellatore. Perchè beh, c'è bisogno di fare un buco nella cometa che sta per venirci addosso a velocità incredibile. Ed il bello è che tutto va avanti in maniera talmente epica, esagerata, mastodontica che non si può parlare di semplice boiata. E si sa che lo è, ma te la presentano talmente bene che devi fargli i complimenti. E non puoi fare altro. Diverso invece il discorso per il bluray. Non lo rimando indietro perchè è uno dei miei pochi steelbook, però all'interno non ci sono due dischi BD, ma uno dei due è un DVD. Inoltre non presenta nessun extra, come falsamente, truffaldinamente, bugiardamente riportato sul retro. Sulla qualità video nulla da dire: mentre per l'audio il bluray è ha un DTS ed il DVD un Dolby Digital. Gli extra contenuti solo nel BD (nell'altro c'è solo il film senza le scene tagliate) sono 

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