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venerdì 12 dicembre 2014

Trovata finalmente #7

Questa era difficilissima. Di quelle prepotenti, di cui neanche riesci a ricordarti il ritornello. L'avevo sentita in macchina, passata alla radio, alcuni anni fa. Almeno due o tre volte di fila, forse su Radio Piombino. Poi mi ritornò in mente, capita sempre così, dopo tanto tempo e ricordavo solo alcune parole. Sapevo che la ragazza era abbastanza giovane (è del 76, tutto è relativo, ma non potevo saperlo), bionda (non so come mai, ma pensavo fosse una frase all'interno della canzone ormai dimenticata) e che di sicuro era napoletana. Poi ricordavo solo un paio di parole ed esattamente "Arlecchino" e "gonnella". Questa fu la mia prima ricerca. Ho desistito. troppe filastrocche che non c'entravano nulla. Poi il lampo di genio: se è napoletana, Arlecchino, magari non è la maschera giusta no? e vai di Pulcinella e gonnella, che ci fa pure rima. Niente. un casino esagerato. Rinuncio. Un ultimo tentativo prima con "gonna" e già che ci siamo anche con "sottana". Eccola, è lei: Barbara Gilbo che canta "Che ne sai di me". Anche questa fatica è terminata! Ahè.


martedì 24 dicembre 2013

I Cani - Glamour


Artista: I Cani
Anno: 2013
Etichetta: 42 Records
Numero tracce: 11
Pagina di MusicBrainz
Acquista su Amazon


E' già passato un paio di anni da quando scoprii molto casualmente questo gruppo mono persona (Niccolò Contessa) di Roma ed ho sempre ascoltato il cd più o meno regolarmente. Nuovo, genuino, innovativo. Almeno per me ed almeno dal punto di vista dei testi: musicalmente è un po' povero, ma ci basta ascoltarlo per poterne apprezzare i testi. Così da circa un mese ho preso il loro ultimo album Glamour. Come spesso accade, il primo ascolto non è semplicissimo, fai paragoni che le tracce che ormai hai memorizzato come le filastrocche alle elementari e cerchi al suo interno un motivo simile. Questo secondo album, lo trovo comunque diverso al precedente, pur seguendone lo stile ed il modo di essere. E' decisamente più maturo, però questo non significa che sia essenzialmente un bene in quanto potrebbe perdere alcuni ingredienti di genuinità e spensieratezza (almeno sulla carta) che ti piacevano. Comunque finiamo con le cose negative schiaffeggiando l'idea di inserire delle parti strumentali: ma che lo fate a fare? Non è Transylvania degli Iron Maiden... Tutto il resto è un bell'ascoltare. Già perchè nonostante non sia tanto a favore della maggiore maturità, e dell'essere forse più monotematico in chiave personale, tutto questo si traduce in un outing. Se nel primo ci faceva conoscere il suo modo di fare musica, adesso prende in mano il microfono e ci racconta con testi abbastanza importanti la sua storia. Anche il solo fatto di ricordarci che lui paga 10 euro i suoi Long Island rappresenta un'autocitazione inserita tra le tante letterarie ed artistiche che non annoiano, non stancano e sono pure inserite in un contesto moderno ed attuale in cui si usa Tumblr o si ascolta Jay-Z. Resta più snob e meno hypster, rivolto ora ad un pubblico anche adulto (visto che passati i trenta, bene o male adulti lo siamo per davvero) senza spolverate nostalgiche. Si guarda al presente, non indietro. A me in alcune parti ricordano anche un po' Max Gazzè e Tre Allegri ragazzi Morti. Potete ascoltare tutto l'album su Spotify:


lunedì 14 ottobre 2013

The Killers - Day & Age


Artista: The Killers
Anno: 2008
Tracce: 11
Tipo album: studio
Pagina di MusicBrainz
Acquista su Amazon

In anni meno sospetti non li avrei neanche degnati di uno sguardo. Ma le cose cambiano ed ogni situazione è singolare e differente dalle altre. Per questo Day & Age è entrato prepotentemente nella lista degli album indimenticabili che hanno tracciato la colonna sonora della mia vita. Ci sono infatti strade lunghe, desertiche, ma variopinte che ci portano in un viaggio tanto desiderato quanto aspettato da sempre. Queste strade hanno bisogno di essere percorse, almeno una volta, per capire la bellezza del mondo e della vita. I Killers mi hanno preso per mano, in due momenti totalmente differenti tra loro: lungo la via della felicità, in cui puoi aprirti e svagarti con chi ti sta accanto, e nel tragitto in cui non sai cosa viene dopo. In loop, a ripetizione, Che si tratti di tremila miglia o di centoundici chilometri, ci sono stati sempre loro e le emozioni che mi hanno tirato fuori. Non è quindi l'album in sè, quanto ciò che rappresenta a renderlo mitico. La voce di Brandon Flowers è Las Vegas. Una voce che è una città, un ricordo. Giovane e vecchia, speranza nel riuscire. Così quando mi è giunto a casa il cd ho capito che magari la neon tiger deve scappare, ha troppi pensieri per la testa. Luci spente ed accese ad intermittenza, non sempre posso pensare lucidamente, ma si può correre, con un amico a cui non serve dire grazie ed in solitaria per crescere più forte.


mercoledì 10 aprile 2013

Il Cile - Siamo Morti A Vent'Anni


Artista: Il Cile
Anno: 2012
Tracce: 9
Tipo album: studio
Pagina di MusicBrainz
Acquista su Amazon

Era un bel po' di tempo che non scrivevo qualcosa sulla musica. Ed un bel po' che non acquistavo un cd: l'ultimo è stato quello de I Cani, nel 2011. Quindi è già un evento di per sè, che merita un accenno di recensione. Appena arrivato, l'ho scartato e dato in pasto ad EAC in modo da creare un'immortale copia digitale in FLAC. Ma chi è Il Cile e perchè ho comprato il suo cd? Ho circa mille album, e mille modi che sembra stupido elencare, per poter ascoltare musica, gratis o al pago che sia. Inoltre il panorama delle etichette indipendenti o di chi si distribuisce gratuitamente, è talmente vasto, che anche pescando a caso avrei sicuramente beccato qualcosa di decisamente più spinto verso i miei gusti. Ma a me il video della title track mi ha gasato fin da subito, con il ritornello orecchiabile e una quasi somiglianza con i Negrita di XXX e Reset. Mi ha fatto tornare ad anni ed anni fa, quando ascoltavo il gruppo aretino a nastro. Così mi son fatto coraggio, nemmeno troppo considerando il prezzo, ed ho preso il cd a 4,99 euro su Amazon. Praticamente se siete fumatori, costa meno di un pacchetto di Marlboro. Pur avendo solo tre o quattro tracce su nove che meritano qualcosa, apprezzo alla grande lo sforzo. L'album inizia davvero bene, grazie anche a Cemento Armato che pur non essendo velocissima, diventa noiosa solo dopo molti ascolti. Manca di originalità se paragonato ad altri lavori in un arco di tempo ampio, ma la voce nel complesso è superiore a quella di tanti ragazzetti ben pettinati e con la faccia da duri. A mio avviso quindi promossa anche la parte dei testi, il punto più debole sta nella musica e negli strumenti. Tutto un po' troppo piatto, un dose di cattiveria maggiore avrebbe dato maggiore risalto e personalità ad un debuttante. Ok speravo meglio, ma resto affascinato ed ingabbiato nostalgicamente dal video:



martedì 25 ottobre 2011

Franco Battiato - L'era del cinghiale bianco


Artista: Franco Battiato
Anno: 1979
Tipo album: studio
Numero tracce: 7
Pagina di MusicBrainz

E' uno dei primi album di Battiato che ho ascoltato in modo completo, anche se il mio apprezzamento non è stato totale. Sapevo che avrei amato questo atipico cantautore siciliano, ma alla prime armi, provai a pescare un po' qua un po' là qualche album anni settanta o ottanta. Questo, debbo ammetterlo non fu il caso più fortunato. Siamo infatti a cavallo tra il suo periodo sperimentale ed il periodo pop rock ricolmo di successi.  I cavalli di battagli qui sono presenti, basti pensare alla title track o a Il re del mondo, la mia preferita del progetto. Le altre non sono mai riuscito ad adorarle appieno, come invece è avvenuto per album precedenti o successivi che li ho goduti in ogni traccia. Strumentalmente resta sempre qualcosa di ben fatto con la giusta armonia tra una sonorità moderna (anche a distanza di otre trenta anni) dettata dall'uso di chitarre elettriche, ed i violini. I testi sono assolutamente mistici e spirituali, ma sorprendentemente intensi. Di sicuro tutto questa rappresenta un'attenta introduzione al Battiato che sarà ed una giusta postfazione per gli esperimenti che ha fatto gli anni precedenti. Ripropongo qui la mia traccia preferita :


venerdì 14 ottobre 2011

I Cani - Il sorprendente album d'esordio dei cani


Artista: I Cani
Anno: 2011
Edichetta: 42 Records
Tracce: 11
Tipo album: studio
Pagina di MusicaBrainz

Un caso. Un attimo. Un secondo in più di attenzione nei confronti di un video postato su FaceBook. Uno dei tanti. Uno di quelli che ti deve capitare proprio sotto gli occhi per farlo partire. Ed eccolo qui. E' subito amore. Un colpo di fulmine. Chi è questo? I Cani? Ma chi sono? Non seguo troppo attentamente il panorama musicale italiano o l'indie rock, mi oriento su altri generi e sono un po un Matusa su certe cose... Ma... No, questi so bravi. Senti lì che culo, la canzone (Velleità) ed il video non sono male. E poi... Che testo!! Stoppo dopo appena poco più di un minuto o due. Lo riprendo, riparte, ascolto con maggiore attenzione. Cazzo deh! Il testo è ganzo davvero. Anzi, di più. E' intelligente, è alla Max Gazzè o Silvestri forse. Forse no. E' moderno, addirittura attuale. Lo riascolto ed accedo direttamente a YouTube. Ma no... Ne hanno altre!! Non è solo una traccia sparsa, casuale. L'emozione cresce, come ai tempi dei primi Negrita o dei poetici Tiromancino, quando le scoprivi piano piano. Ed il primo pezzo ascoltato non è un caso. Anche gli altri sono ben studiati, per niente scontati. Adolescenziali sì, ma solo nelle fotografie che raccontano. Per il resto maturi, sorprendenti. Devo sapere chi sono: nel senso che li voglio. Li trovo su SoundCloud  e subito dopo sul sito dell'etichetta. La 42 Records li distribuisce a 10 euro (spese di spedizione comprese) pagabili, al volo con paypal. Sono miei. Finalmente. Non sono per tutti, sono per me. Magari in pochi possono apprezzarli appieno, anche musicalmente. Magari in pochi li capiscono appieno. Appieno... Appieno... Un piccolo sforzo va fatto. Di sicuro non vanno presi alla leggera. Sia per come hanno scelto di intitolare la loro prima release " Il sorprendente album d'esordio dei cani" sia per la cover, sfrontata, forte, aggressiva. Come ogni singola traccia, purtroppo non troppo differente l'una dall'altra nella forma, ma decisamente autonome se ascoltate e non soltanto sentite. Un'accozzaglia di termini abusati nell'uso quotidiano della (non) lingua, messi in prosa e cantati. Non in maniera vergognosa alla 883 però. In modo intelligente. Chi scrive testi ha davvero una marcia in più. Chi li ascolta e li apprende, può esaltarsi, riconoscersi, sentirsi anche offeso, tornare con i piedi per terra. Fanno ben sperare, davvero. Ti ridanno voglia di ascoltare la musica, sai che quella buona esiste ancora.

martedì 27 settembre 2011

R.E.M. - Up


Artista: R.E.M.
Anno: 1998
Tipo album: studio
Numero tracce: 14
Pagina di MusicBrainz

Un cambio di tendenza nella mia collezione musicale, che si allontana pesantemente dal metal o dall'hard rock, ma che non lascia per niente deluso. Oltre che discostarsi dai miei abituali gusti musicali, UP riesce ad essere sperimentale anche per quanto riguarda la produzione dei R.E.M. stessi, avendo caratteristiche prettamente legate all'elettronica ed abbandonando (per forza di cose) una batteria di tipo fisico. Abbiamo quindi un forte uso del sintetizzatore e note decisamente pulite, cristalline, da campionatura. A leggerla così potrebbe sembrare anche quasi un insuccesso, non fosse per le straordinarie chitarre di Peter Buck e per i testi, vere e proprie poesie, che vengono fuori dalla penna di Stipe. Tracce per lo più lente, ma non soffocate, piuttosto introspettive che lasciano spazio a pensieri e parole. Testi impegnati e rassegnati (Sad Professor e The apologist), romantiche dichiarazioni d'amore (con la mia preferita At my most beautiful) , permettono la presenza anche di sonorità più accattivanti (Lotus, Hope e Walk Unafraid). L'elemento elettronico è presente in ogni traccia, pur non oscurando il lavoro di arpeggi, distorsioni e tastiere pure. Un fiume di parole che si susseguono a ritmi riflessivi che nascondono veri e propri capolavori indimenticabili come anche la più conosciuta Daysleeper. L'immediatezza dei pezzi non è il fulcro dell'album, in quanto per apprezzare ottimi lavori spesso ci si deve dedicare ad ascolti più attenti. Ed è proprio per questo che Up piace a dismisura: le tracce iniziano a far parte di te stesso. Un album minimalista se vogliamo, ma che subentra in punta di piedi, onesto ed educato nella (mia) storia musicale.

sabato 20 giugno 2009

Sting - ...Nothing Like The Sun




Artista: Sting
Anno: 1987
Tracce: 12
Album: studio
Pagina di MusicBrainz
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