Visualizzazione post con etichetta Spike Lee. Mostra tutti i post
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domenica 19 novembre 2023

Oldboy (2013)

 
Regia: Spike Lee
Anno: 2013
Titolo originale: Oldboy
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Fermi tutti: con me è più semplice.  Dico davvero: ho apprezzato l'originale Oldboy, ma non ne sono rimasto stregato. Inoltre non sono neanche un fan di Spike Lee che si sente tradito dai suoi alti e bassi cinematografici. Insomma sono decisamente neutrale da ogni punto di vista, quindi posso giudicare in piena leggerezza questo remake. Non mi è dispiaciuto: la trama, che per me era tra i punti forti dell'originale, è ricalcata pari pari nel concetto. Ovviamente ci sono le dovute differenze d'ambientazione e temporali, che pesano fino ad un certo punto. Ok le Torri Gemelle che cadono ed il protagonista a stelle e strisce, ma Brolin qui è talmente perfetto che riesce a tenere in piedi una baracca occidentale che si muove in maniera orientale. Ci sono alcuni lati negativi anche in questa produzione come le scene d'azione d i combattimenti che risultano ancora più irreali nel nostro mondo, o il cattivo di turno che risulta quasi una macchietta. Sono però elementi, nel complesso, che non limitano il piacere della visione e neanche ciò che lo spettatore può aspettarsi. Secondo me sia se abbia visto l'originale sia se approccia a questo per primo. In definitiva non è da prendere a martellate.
 
Edizione: bluray 
Film in bluray che fa parte del regalo da parte di CG con traccia italiana in DTS 5.1ed i seguenti extra:
  • Trasformazione (2 minuti)
  • Making of (3 minuti)

martedì 26 maggio 2020

Lola Darling (1986)




Regia: Spike Lee
Anno: 1986
Titolo originale: She's Gotta Have It
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Primo vero lungometraggio del grande, ma giovanissimo Spike Lee: qui, come attore, sceneggaitore e regista aveva giusto 29 anni. Netflix ci propone la versione rimontata, della durata più breve di circa nove minuti rispetto all'originale proiettata solo durante il Festival di Cannes. Questa è quindi quella più conosciuta, per la quale era previsto anche il foppiaggio in italiano, ma Netflix ce lo propone in lingua orginale con sottotiroli. E già da lì si nota come il titolo nella nostra lingua sia stato parecchio rimaneggiato, cmabiando addirittura il nome del personaggio principale in Lola, come la mucca, invece che Nola, come New Orleans.Quindi abbiamo il nomer, camuffato, della protagonista invece che quello nello slang americano She's Gotta Have It che ha un chiaro richiamo erotico. Il film è infatti molto audace ed esplicito, anche se non visivamente. Se dobbiamo definire Spike Lee acerbo in considerazione diq eusto suo primo lavoro, mi viene soltano da ridere. Sia i temi come l'emencipazione sessuale femminile o la ricerca di un amore monogamo, sia il modo in cui è stato girato, con la maera che segue indagatrice i personaggi o diversamente li immortale come fossero parte di un documentario. fanno sì che l'intera storia risulti non solo interessante, ma anche bella da vedere. E', non solo era, un film nuovo in cui la protagonista di colore ha una forte caratterizzazione e socialmente risulta essere una donna indipendente pur con i suoi dubbi ed incertezze, pur con alcuni tratti superficiali.

martedì 2 luglio 2019

Il Sangue Di Cristo (2014)


Regia: Spike Lee
Anno: 2014
Titolo originale: Da  Sweet Blood Of Jesus
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.1)
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Film:
Unico horror per adesso (e speriamo per sempre) di Spike Lee che non decolla mai e poi mai. Noiosa la sua retorica, quella che può andar bene in altri film o in altri generi e che lo hanno resto appunto Spike Lee. Non esagera, ed è il suo coerente marchio di fabbrica, ma stucca. Però la cosa peggiore non è tanto data dai dialoghi dei protagonisti, ma dall'inconsistenza della trama. Ok, vuoi fare il ganzo e dare un punto di vista nuovo sui vampiri (o simili)? Fallo. Ma l'originalità utilizzala per portare un film sui nostri schermi, non per fare un casino assurdo tra il (boh) grottesco ed il (ariboh) raffinato). Onestamente fanno abbastanza cacare pure le musiche. C'è molto, troppo di meglio.

Edizione: bluray
Midnight Factory ancora una volta: semplicemente sempre ben curati i loro prodotto. Custodia che dà il senso di solidità contenuta in una slipcover. Doppio artwork quindi e qualità video ed audio come sempre al top. Abbiamo anche il solito booklet di 10 pagine a colori, mentre gli extra del disco sono composti solo dal trailer.

sabato 3 ottobre 2015

S. O. S. Summer Of Sam - Panico A New York (1999)



Regia: Spike Lee
Anno: 1999
Titolo originale: Summer Of Sam
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
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Magari voleva essere, per Spike Lee, la sua versione di American Beauty. In questo caso gli è riuscito male. In altri casi gli è riuscito un film noioso, quasi inguardabile, un po' nevrotico che in sostanza non mi è piaciuto molto. Prende spunto, e la usa come sfondo, da una vicenda vera avvenuta negli anni settanta a New York, con un serial killer che mostra la faccia pericolosa dell'America. Oltre a questo tipo di faccia, il regista ci mostra la vita terra terra, semplice ed ai limite di presa per il culo della comunità di origini italiane. Tanta, tantissima carne al fuoco, sia per la trama, sia per i registri stilistici con cui è girata la pellicola. La crisi di un mondo, essenzialmente periferico, che deve fare i conti con una globalizzazione che avanza. Sia essa musicale, o di costumi ed usanze, o ancora stravolta dal vicino di casa che fa fuori i ragazzi di quartiere. E' una crisi che si respira ad ogni passo e coinvolge tutto e tutti: la coppia, le amicizie, il potere del Don di quartiere, la sessualità. Questa macchiata da perversioni, tradimenti o eccessi. Un po' di confusione, una durata eccessiva, dialoghi e situazioni che più che per una buona economia del film, sembrano solo un forzato scimmiottare la periferia che va scomparendo. E' il suo primo film senza protagonisti di colore e senza la comunità nera a supporto della storia e di ciò che vuole raccontare, ma il registro sociale non cambia poi molto. DVD in ottimo stato, con audio italiano 5.1 ed una manciata di extra:
  • Trailer
  • Dietro le quinte (14 minuti)
  • Interviste (15 minuti)
  • Percorso tematico (interattivo)

domenica 5 aprile 2015

Inside Man (2006)


Regia: Spike Lee
Anno: 2006
Titolo originale: Inside Man
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.7)
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E' da tanto tempo che il questo bluray, mi pare fosse contenuto insieme ad altri nove titoli della Universal nel mio vecchio lettore Samsung. Ho aspettato diversi anni perchè lo vidi preso anoleggio ed è uno di quei film che se già conosci la fine perde parte dell'appeal. Riguardandolo mi sono ricreduto e non è proprio così. certo, il finale e tutto l'intreccio già lo conoscevo, ma come capita per certi thriller, non ti rovivano tutto quanto. Spike Lee è stato molto attento nel renderlo non obsoleto anche ad una seconda o terza visione che sia. E' d'altro canto un grande regista, non certo alle prime armi, sebbene si trovi inquesto caso a gestire una sceneggiatura che si distacca un po' dal suo solito modo di fare cinema. Oltre alla trama, il tutto è impreziosito da un montaggio intelligente e da un casta che vede Denzel Washingotn, Clive Owen (poco presente a dire il vero) e Jodie Foster. Gli amanti delle curiosità avranno notato le citazioni a Serpico e Quel Pomeriggio Di Un Giorno Da Cani insieme al cartone di pizza "da Sal" che richiama Fa' La Cosa Giusta. Ecco queste cose mi paicciono molto, lo devo ammettere. Come anche giocare a fare il detective. Scusate lo spoiler (ma non mi interessa), però voi come avreste condotto l'indagine? Io mi sarei guardato i video delle telecamere ed avrei segnato nomi e volti che entrano in banca incrociandoli con i dipendenti e quelli di tutti gli ostaggi. I quattro (anzi tre) che avanzano sono i colpevoli o perlomeno i complici. E allora via di bastonate sulle gengive per farli parlare. Semplice no?

lunedì 17 ottobre 2011

Fa' la cosa giusta (1989)


Regia: Spike Lee
Anno: 1989
Titolo originale: Do the right thing
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
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Bello il film, bravi gli attori (soprattutto Danny Aiello), ottima la regia, la fotografie ed i dialoghi. Tra l'altro non sarebbero stati degni di nota se lo stesso Spike Lee non ne avesse preso spunto per La 25° ora . Certo, tra i due film davvero non c'è paragone, ma questo di cui parlo soffre ovviamente anni di esperienza in meno ed un cast buono, ma non fenomenale. Oltre che la trama. Già, la trama ed il messaggio. Attorno a Fa' la cosa giusta, ci son state diverse polemiche per i temi trattati. Per il razzismo, la violenza, la rivolta. Pur guardandolo con molta attenzione deve essermi sfuggito qualcosa. Non ci vedo dentro nessuna giustificazione, anzi vedo solo gente di colore rappresentata in malo modo. Violenti, invidiosi, fannulloni, furbi ed egoisti. Non ci sono problemi di carattere sociale che fanno pensare ad una situazione disagiata obbligata dall'alto. Chi non lavora e bighelloneggia lo fa per scelta. Altri immigrati, italiani e coreani, hanno attività, offrono servizi ed assumono. I neri, seduti tutto il giorno, li guardano con sfida ed invidia. Cercano sempre lo scontro (vedi ragazzo in bicicletta oppure l'auto innaffiata senza motivo) e pretendono una sorta di giustizia per cose futili: le fotografie di personaggi di colore in un locale italo americano. Sono razzisti a più non posso e pensano di essere i padroni della strada. L'unico che ha un lavoro, grazie ai bianchi, cerca sempre di buttarlo nel culo al datore, è irriconoscente ed è un mezz'uomo anche nei confronti della moglie e del figlio. I neri si danno contro anche tra loro, storpiano la realtà ed incolpano gli altri per ciò che non riescono a fare. Ci scappa il morto, tra l'altro incidentalmente, mentre cercava di uccidere un'altra persona. Poi disordini, urla, scene da terzo mondo. Il morto è ovvio che se la sia cercata alla grande, ma per i neri non fa differenza: sono talmente razzisti che vedono solo il fatto che un nero è morto.
Quindi a mio avviso il film mette in risalto la pochezza di questo genere di individui rissosi e criminali. Se poi invece Lee intendeva giustificare nonostante tutto, gli atti di violenza, è solo un malato di mente.

venerdì 2 settembre 2011

La 25ª ora (2002)


Regia: Spike Lee
Anno: 2002
Titolo originale: 25th hour
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
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La vita non è uno scherzo. Mai. Se da una parte ho perculeggiato quella sorta di mantra alla fine di The Big Kahuna qui mi sento in dovere di filosofeggiare. La vita è una, ci dice Spike Lee, e dobbiamo trattarla bene, non dobbiamo bruciarcela e vederla dissolvere. Per quanto mi riguarda, uno dei migliori film drammatici di sempre. E non sono un estimatore di questo regista. Difficilmente però resto deluso dalle prove di Edward Norton, qui nei panni di uno spacciatore di droga che, pizzicato, dovrà scontare sette anni di carcere. La prigione fa paura a tutti, non importa quale sia il background sociale e di che pellaccia dura siamo fatti. Tutto si svolge, con l'ausilio di brevi e sporadici flashback, nella vigilia dell'incarcerazione di Monty. Tra rimorsi, rimpianti, pentimenti. Ogni singolo dialogo è creato ad hoc sia che si parli di amicizia, di fiducia, di amore o di piccoli problemi quotidiani. Nessun personaggio del film risulta debole, ognuno ha una sua psicologia ed una caratterizzazione realistica. Tutto il film è vero, lo si può quasi toccare con mano. Una New York post 11 settembre, con tanto di Ground Zero,  è una cornice quanto mai emblematica dove Lee riesce ad inserire stralci della moderna vita della Mela. Sì, NY è un ennesimo personaggio non inserito nel cast, ma che fa la sua parte con devozione e si inchina a raccogliere gli applausi. Penso che ogni frame della pellicola sia stato studiato nei minimi particolari: dalla locandina di Newman in Cool hand Luke (Nick mano fredda) alle effigi dei vigili del fuoco, dalla Wall Street cinica e azzardosa ai sensi di colpa del professore dopo il bacio alla studentessa. Ogni cosa ripeto, sta al posto giusto. Rifarsi una vita è un lusso che nella realtà non ci possiamo permettere, se non nella venticinquesima ora, quella onirica, colma di "se..." e condizionali. Da palpitazione tutti i dialoghi, ma anche i silenzi. Memorabile il monologo pseudo razzista di fronte allo specchio del bagno che rappresenta tutta l'arrendevolezza del protagonista: