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| Quello di "Generale, i soldati avanzano!. Metteteli in frigo" |
sabato 8 dicembre 2012
Ed ecco tra noi anche Lisa
Nexus 7: leggere altre memorie
Nonostante abbia cercato di auto convincermi della buona utilità dei tablet non sono ancora riuscito a trovargli un compito definitivo. Ma diciamo che ci sono quasi riuscito. Come sappiamo il Nexus 7 è dotato di una memoria di 16GB non espandibile. Grazie al clouding possiamo fare anche a meno di maggiore spazio, e se vogliamo quello che abbiamo può bastarci per numerose operazioni. Però se si volesse utilizzare il tablet ad esempio per guardare film o ascoltare musica, senza dover ricorrere ad un collegamento internet, ecco che la scheda a disposizione può non essere sufficiente. Con una spesa minima però (sue eBay si trovano anche a due euro spese di spedizione incluse oppure su Amazon) possiamo prendere un cavo USB OTG (On The Go) e collegarci un qualsiasi sistema di archiviazione di massa, dalle pennine, agli hard disk, ai lettori di SD, alle macchine fotografiche. Poi con Nexus Media Importer (che costa 2,34 euro) abbiamo la possibilità di leggere i file a nostra disposizione. Senza dover avere i permessi di root. Una volta installata l'applicazione e collegato il dispositivo, questo riconoscerà subito la periferica (se formattata in FAT16, FAT32 o NTFS) e procederà alla scansione. Sono presenti anche delle tab per facilitare la navigazione tra i vari contenuti: photos, videos, music, docs e folders. Senza permessi di root purtroppo però abbiamo delle limitazioni riconducibili alla sola lettura dei file, non possiamo quindi modificarli o copiarli. Al contrario è possibile importare materiale sul dispositivo, anche selezionando più file per volta. Se usiamo infatti la visualizzazione avanzata compariranno tutte le cartelle del Nexus da poter scegliere per copiare foto, musica o video. Con la medesima operazione sarà possibile anche condividere il materiale sui vari social network, via email etc. Il player integrato permette di visualizzare o ascoltare numerosi formati (per la musica supporta pure i FLAC e supporta le playlist m3u) e qualora non li leggesse basta avere sul dispositivo un lettore compatibile per poterlo fare. Se siete interessati solo alle fotografie Nexus Photo Viewer è invece gratuito.
Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo (1975)
Regia: Milos Forman
Anno: 1975
Titolo originale: One Flew Over The Cuckoo's Nest
Voto: 8
Pagina di IMDB (8.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
Difficile non restare senza parole, ogni volta che lo si guarda. E' una di quelle pellicole senza tempo, che possono essere viste a distanza di anni e continuano a lasciare il loro segno. Senza colpi di scena, senza una trama intrecciata e complicata, senza rocamboleschi cambi di marcia, il cast sensazionale che recita nel film di Forman, lo rende una chicca entusiasmante. Qualcuno volò sul nido del cuculo va ben oltre la prova di Jack Nicholson. Abbiamo una straordinaria Louise Fletcher ed un magnifico Brad Durif che non a caso ottiene una nomination all'Oscar, attorniati da Christopher Loyd, Will Sampson e Danny DeVito. Anche chi tra loro ottieni parti marginali, risulta incisivo e contribuisce all'economia della storia. Nel complesso si tratta di uno di quei grandi capolavori di cui non vorremo mai disfarci e che trasmette emozioni, anche contrastanti dall'inizio alla fine. I valori umani che vengono fuori sono quelli relativi ai pazienti dell'ospedale psichiatrico, ma molto lo dobbiamo anche alla Fletcher (infermiera Ratched) che è l'elemento di disturbo, il cattivo, la ragione, l'autorità. Se pensiamo al 1975 inoltre possiamo dire che i temi trattati sono molto caldi e forti per l'epoca: addirittura oggi non dovrebbero più esistere casa di cura che agiscono sui pazienti con elettrochock o lobotomia. Cosa abominevoli, raccontate con grande maestria ed inserite tra le varie sedute ed una digressione (la gita in barca). Non risulta mai monotono, ripetitivo o noioso, pur insistendo su determinati punti senza mai stravolgere la reale natura della storia. Forse nel finale si ha un crescendo di avvenimenti, salvo poi tornare alla comune tranquillità che lo contraddistingue. Meraviglioso.
venerdì 7 dicembre 2012
Cowboys & Aliens (2011)
Regia: Jon Favreau
Anno: 2011
Titolo originale: Cowboys & Aliens
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
Anno: 2011
Titolo originale: Cowboys & Aliens
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
Già dal titolo non mi aspettavo molto. Far west e fantascienza? Mah, o
l'uno o l'altro. Poi per caso ho letto i nomi dei due protagonisti
(Harrison Ford e Daniel Craig) convincendomi che alla fine non poteva
essere così male. Beh, ho sbagliato. La pellicola non dice niente di
interessante, si evolve in maniera confusa e che segua o meno la trama
del romanzo grafico di Scott Mitchell, non è importante. E' assurdo. Non
la parte fantascientifica in sé, ma il connubio tra l'Arizona del 1800,
alieni che cerca l'oro, cowboys che perdono la memoria... Il tutto con
vari intrecci che vorrebbero dare un senso e maggiore spessore ai
personaggi. A mio avviso invece si butta benzina sul fuoco, rendendo la
boiata anche sentimentale. Almeno avessero avuto il coraggio di fare
pura azione e sparatorie. No, ci infilano dentro un po' di tutto. Dai
pellerossa agli alieni presi al lazo. E ripeto, già dal titolo che
qualcosa che non vada, uno lo capisce al volo a meno che non si tratti
di qualcosa di trash. Anche i film porno hanno titoli migliori. Ma non
ci si ferma qui: niente di incalzante o di curioso o di avventuroso. Due
generi mischiati tra loro in maniera tra l'altro pessima. L'unica cosa
che salva un minimo il film, sono i protagonisti, a mio avviso comunque
spaesati. Ian Solo è fatto per ben altre cose. Non state a guardarlo,
sia che amiate la fantascienza o se vi piacciono i western. Non fa per
nessuno.
Posted by
Jack O. Lyroid
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22:37
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fantascienza,
film,
Jon Favreau,
On Demand,
western
giovedì 6 dicembre 2012
Nexus 4: recensione
Già da alcuni giorni sono finalmente riuscito ad avere il Nexus 4, che
forse fino ad oggi è lo smartphone più desiderato della storia. Tanti
rumors, tante indiscrezioni, i problemi riguardanti le differenze di
prezzo tra Play Store e quello fissato da LG, la scarsissima
disponibilità, lo hanno reso un vero e proprio miraggio. Il Sacro Graal dei gadget di culto. Di cosa si
tratta nello specifico? Il Nexus 4 è l'ultimo device Nexus sul mercato
degli smartphone, prodotto da LG per Google. Il fatto che sia un Nexus
garantisce una longevità senza pari a livello software, montando una
versione pura di Android, che beneficerà sempre degli ultimi
aggiornamenti. Siamo infatti alla 4.2.1 (Jelly Bean). Oltre a questo
abbiamo un top di gamma senza pari che surclassa altri prodotti ben più
costosi (chi ha detto iPhone 5?) avendo al suo interno processore,
scheda grafica e chip di altissimo livello. Capiremo presto quindi il
perché della rincorsa a questo device con un prezzo che oscilla ancora
oggi tra i 300 ed i 600 euro e resta in ogni caso il più competitivo.
Anche se ora sono comparsi in rete miliardi di utenti che giurano che non compreranno mai un prodotto LG visto che la casa coreana ha deciso di non
vendere tale dispositivo in Italia. Acerba l'uva eh? Ma partiamo con
ordine andando a spulciare le caratteristiche principali che lo
contraddistinguono.
Struttura ed ergonomia:
Strutturalmente è ben disegnato e finalmente abbiamo su di un Nexus materiali di un certo livello: addio giocattolini plasticosi che non trasmettevano l'idea di solidità e serietà. Con LG si cambia marcia e tutta la struttura è rivestita di vetro (Gorilla Glass 2), con la parte posteriore che emana effetti brillanti e luccicosi: #megusta. Ai lati abbiamo una gommatura per facilitarne la presa ed un rivestimento in acciaio che segue tutto il perimetro regalandoci un'estetica veramente molto apprezzabile. E' il primo Nexus a non essere brutto. Nella parte frontale abbiamo la fotocamera (da 1.3 megapixel) posta in alto a destra vicino allo speaker per le telefonate ed il led per le notifiche (blu) in basso al centro. Lo schermo ricurva leggermente ai lati e dà la sensazione di essere un unico blocco. In alto abbiamo l'ingresso per le cuffie da 3.5 mm ed un microfono di abbattimento suono, a destra il pulsante fisico power ed a sinistra quello per il volume e lo slot per la micro SIM. In basso l'ingresso micro USB (che supporta la tecnologia Miracast), mentre sul retro la fotocamera (da 8 megapixel) ed il flash LED oltre che la scritta NEXUS ed il logo di LG. Con 139 grammi risulta essere leggero per le sue dimensioni, anche se esistono prodotti che lo sono maggiormente. Certo, le dimensioni non aiutano in questo campo. Nel complesso però anche una mano piccola come la mia lo tiene in tutta comodità. Discorso differente invece per quanto riguarda la grandezza del display: a mio avviso i 4,7" sono eccessivi per poter raggiungere facilmente ogni angolo con una sola mano. Ci si abitua certo, ma la mia sensazione di qualche mese fa a riguardo di questo aspetto degli smartphone, resta inalterata. Sensazioni a parte, la mia più grande paura è quella che l'elegante vetro posteriore possa frantumarsi cadendo o picchiando accidentalmente sulle superfici. Al momento non temo il problema del surriscaldamento: non so che ci fanno gli altri, ma per adesso mi pare a temperatura ambiente anche dopo che ci gioco.
Display:
Restando in tema di schermo ecco che possiamo vantarci di avere uno dei migliori ad oggi disponibili: il pannello è un True HD IPS+ LCD, che detto così non ci si capisce nulla, ma rispetto ai "vecchi" super amoled garantisce una migliore schermatura per quanto riguarda la luce riflessa. Non so se possiamo parlare di effetto placebo, ma l'LCD montato su questo LG non fatichi a vederlo neanche in condizioni difficili. Certo, non sarà mai la tecnologia eInk, ma il miglior compromesso provato tra colori brillanti e contrasto da favola. Non a caso la risoluzione è HD (1280x768) e garantisce 320 ppi. Non sono pochi, soprattutto con uno schermo di queste dimensioni. Il tocco è piacevole ed immediato, si parla di strati più sottili che dovrebbero aver eliminato quella impercettibile distanza che ci separa dai contenuti. Se devo essere sincero fino in fondo l'esperienza è piacevole, ma non di quelle che ti cambiano la vita. Fa molto più "rumore" il discorso fluidità, che peraltro dovrebbe dipendere da ottimizzazioni software e non da pregi dello schermo in sé. Tornando ancora un attimo sulla definizione, anche tenendo la luminosità impostata su automatico, i bianchi risultano tali e non ombrosi o azzurrini. Stessa cosa per i neri. Perdiamo un po' invece in vivacità dei colori, fino a quando non impostiamo il livello massimo cui può arrivare lo schermo e ci godiamo il tutto come un tempo. Quindi possiamo dire tranquillamente che è stato effettuato un passo generazionale grazie agli IPS che permettono di godere colori accessi, ma al tempo stesso anche più naturali, con un minore riflesso della luce.
Caratteristiche hardware:
Sotto lo schermo c'è di più. Tanto di più, e sebbene la rincorsa al processore più performante in uno smartphone possa quasi sembrare ridicola, possiamo godere senza alcun limite ogni tipo di applicazione, gioco o operazione. Lo Snapdragon S4 Pro 1.5 Ghz è un quad-core della Qualcomm dalle enormi potenziali, affiancato ad una GPU Adreno 320 che è tra le ultime realizzate. Come se non bastasse passiamo a ben 2GB di RAM, altro passo in avanti per gli smartphone visto che questa è la dotazione classica di memoria montata sui tablet di fascia alta. Sono solo dati e numeri che però riversano molti aspetti positivi anche sull'aspetto pratico e sull'utilizzo quotidiano garantendo performance molto elevate soprattutto visibili con il multi tasking. La memoria interna (nel mio caso da 16 GB) non è espandibile, ma grazie al clouding (che adoro) possiamo riuscire a farne a meno. Nel One S avevo occupato sì e no 4 GB. Certo è che avere un terminale del genere invoglia molto al suo utilizzo anche per la visione di filmati. Per questo motivo più memoria a disposizione uguale più libertà. L'apparato audio è molto buono, ma assolutamente non all'altezza di quello del già citato HTC One S. Lo speaker inoltre essendo posto sul retro, all'interno della scocca se poggiato su una superfice durante l'ascolto di musica non dà le stesse ottime sensazioni provate con l'altro device. Il comparto audio per le telefonare è invece buono, con un attimo abbattimento dei rumori. Per il resto c'è tutto: wifi, bluetooth 3.0, microUSB, NFC, GPS, giroscopio, carica wireless. Un capitolo a parte meriterebbe la batteria: 2100 mAh senza possibilità di essere tolta. Un punto a sfavore quindi rispetto ad altri terminali, ma se le prestazioni rimangono queste ben venga. Sinceramente in trenta mesi di di smartphone non ho mai sostituito una batteria, pur lamentandomi spesso della loro durata. Dopo cinque giorni, abbastanza intensi, invece quella del Nexus 4 mi ha sorpreso e non poco. Anche perché avevo letto diverse recensioni che ne parlavano non troppo bene. Ci arrivo finalmente a fine giornata senza stare troppo attento a doverlo ricaricare. E sono uno di quelli che lascia attivo il GPS, usa molti widget e ci naviga abbastanza. Forse è proprio il pannello IPS che consuma meno, visti i colori più reali e meno accesi, rispetto ai Super Amoled. C'è da dire che ormai sono anche abituato ad usare alcuni accorgimenti come Sentry per la gestione wifi o usare uno sfondo scuro e non animato. La batteria inoltre supporta gli 800 cicli a differenza delle più comuni da 500. Sempre se questo serve a qualcosa. I tempi di ricarica globale sono più lunghi rispetto alla (mia) media, ma dato il più alto amperaggio c'era da aspettarselo.
Come da consuetudine articoli separati verranno scritti per affrontare le caratteristiche software, e magari un confronto con HTC Sense 4, e quelle relative a fotocamera e videocamera.
Struttura ed ergonomia:
Strutturalmente è ben disegnato e finalmente abbiamo su di un Nexus materiali di un certo livello: addio giocattolini plasticosi che non trasmettevano l'idea di solidità e serietà. Con LG si cambia marcia e tutta la struttura è rivestita di vetro (Gorilla Glass 2), con la parte posteriore che emana effetti brillanti e luccicosi: #megusta. Ai lati abbiamo una gommatura per facilitarne la presa ed un rivestimento in acciaio che segue tutto il perimetro regalandoci un'estetica veramente molto apprezzabile. E' il primo Nexus a non essere brutto. Nella parte frontale abbiamo la fotocamera (da 1.3 megapixel) posta in alto a destra vicino allo speaker per le telefonate ed il led per le notifiche (blu) in basso al centro. Lo schermo ricurva leggermente ai lati e dà la sensazione di essere un unico blocco. In alto abbiamo l'ingresso per le cuffie da 3.5 mm ed un microfono di abbattimento suono, a destra il pulsante fisico power ed a sinistra quello per il volume e lo slot per la micro SIM. In basso l'ingresso micro USB (che supporta la tecnologia Miracast), mentre sul retro la fotocamera (da 8 megapixel) ed il flash LED oltre che la scritta NEXUS ed il logo di LG. Con 139 grammi risulta essere leggero per le sue dimensioni, anche se esistono prodotti che lo sono maggiormente. Certo, le dimensioni non aiutano in questo campo. Nel complesso però anche una mano piccola come la mia lo tiene in tutta comodità. Discorso differente invece per quanto riguarda la grandezza del display: a mio avviso i 4,7" sono eccessivi per poter raggiungere facilmente ogni angolo con una sola mano. Ci si abitua certo, ma la mia sensazione di qualche mese fa a riguardo di questo aspetto degli smartphone, resta inalterata. Sensazioni a parte, la mia più grande paura è quella che l'elegante vetro posteriore possa frantumarsi cadendo o picchiando accidentalmente sulle superfici. Al momento non temo il problema del surriscaldamento: non so che ci fanno gli altri, ma per adesso mi pare a temperatura ambiente anche dopo che ci gioco.
Display:
Restando in tema di schermo ecco che possiamo vantarci di avere uno dei migliori ad oggi disponibili: il pannello è un True HD IPS+ LCD, che detto così non ci si capisce nulla, ma rispetto ai "vecchi" super amoled garantisce una migliore schermatura per quanto riguarda la luce riflessa. Non so se possiamo parlare di effetto placebo, ma l'LCD montato su questo LG non fatichi a vederlo neanche in condizioni difficili. Certo, non sarà mai la tecnologia eInk, ma il miglior compromesso provato tra colori brillanti e contrasto da favola. Non a caso la risoluzione è HD (1280x768) e garantisce 320 ppi. Non sono pochi, soprattutto con uno schermo di queste dimensioni. Il tocco è piacevole ed immediato, si parla di strati più sottili che dovrebbero aver eliminato quella impercettibile distanza che ci separa dai contenuti. Se devo essere sincero fino in fondo l'esperienza è piacevole, ma non di quelle che ti cambiano la vita. Fa molto più "rumore" il discorso fluidità, che peraltro dovrebbe dipendere da ottimizzazioni software e non da pregi dello schermo in sé. Tornando ancora un attimo sulla definizione, anche tenendo la luminosità impostata su automatico, i bianchi risultano tali e non ombrosi o azzurrini. Stessa cosa per i neri. Perdiamo un po' invece in vivacità dei colori, fino a quando non impostiamo il livello massimo cui può arrivare lo schermo e ci godiamo il tutto come un tempo. Quindi possiamo dire tranquillamente che è stato effettuato un passo generazionale grazie agli IPS che permettono di godere colori accessi, ma al tempo stesso anche più naturali, con un minore riflesso della luce.
Caratteristiche hardware:
Sotto lo schermo c'è di più. Tanto di più, e sebbene la rincorsa al processore più performante in uno smartphone possa quasi sembrare ridicola, possiamo godere senza alcun limite ogni tipo di applicazione, gioco o operazione. Lo Snapdragon S4 Pro 1.5 Ghz è un quad-core della Qualcomm dalle enormi potenziali, affiancato ad una GPU Adreno 320 che è tra le ultime realizzate. Come se non bastasse passiamo a ben 2GB di RAM, altro passo in avanti per gli smartphone visto che questa è la dotazione classica di memoria montata sui tablet di fascia alta. Sono solo dati e numeri che però riversano molti aspetti positivi anche sull'aspetto pratico e sull'utilizzo quotidiano garantendo performance molto elevate soprattutto visibili con il multi tasking. La memoria interna (nel mio caso da 16 GB) non è espandibile, ma grazie al clouding (che adoro) possiamo riuscire a farne a meno. Nel One S avevo occupato sì e no 4 GB. Certo è che avere un terminale del genere invoglia molto al suo utilizzo anche per la visione di filmati. Per questo motivo più memoria a disposizione uguale più libertà. L'apparato audio è molto buono, ma assolutamente non all'altezza di quello del già citato HTC One S. Lo speaker inoltre essendo posto sul retro, all'interno della scocca se poggiato su una superfice durante l'ascolto di musica non dà le stesse ottime sensazioni provate con l'altro device. Il comparto audio per le telefonare è invece buono, con un attimo abbattimento dei rumori. Per il resto c'è tutto: wifi, bluetooth 3.0, microUSB, NFC, GPS, giroscopio, carica wireless. Un capitolo a parte meriterebbe la batteria: 2100 mAh senza possibilità di essere tolta. Un punto a sfavore quindi rispetto ad altri terminali, ma se le prestazioni rimangono queste ben venga. Sinceramente in trenta mesi di di smartphone non ho mai sostituito una batteria, pur lamentandomi spesso della loro durata. Dopo cinque giorni, abbastanza intensi, invece quella del Nexus 4 mi ha sorpreso e non poco. Anche perché avevo letto diverse recensioni che ne parlavano non troppo bene. Ci arrivo finalmente a fine giornata senza stare troppo attento a doverlo ricaricare. E sono uno di quelli che lascia attivo il GPS, usa molti widget e ci naviga abbastanza. Forse è proprio il pannello IPS che consuma meno, visti i colori più reali e meno accesi, rispetto ai Super Amoled. C'è da dire che ormai sono anche abituato ad usare alcuni accorgimenti come Sentry per la gestione wifi o usare uno sfondo scuro e non animato. La batteria inoltre supporta gli 800 cicli a differenza delle più comuni da 500. Sempre se questo serve a qualcosa. I tempi di ricarica globale sono più lunghi rispetto alla (mia) media, ma dato il più alto amperaggio c'era da aspettarselo.
Come da consuetudine articoli separati verranno scritti per affrontare le caratteristiche software, e magari un confronto con HTC Sense 4, e quelle relative a fotocamera e videocamera.
Justice - Nel Nome Della Legge [Stagione 1]
Anno: 2006
Stagione: 1
Titolo originale: Justice
Numero episodi: 13
Una cosa è certa: non è uno di quei telefilm di cui ti innamori. Soprattutto per l'originalità. E' una specie di di CSI in cui gli avvocati di uno studio legale si prodigano per vincere le cause. Sebbene ci sia un venata sorta di moralismo di fondo su alcuni personaggi che credono nella giustizia e nell'innocenza dei propri assistiti, il bello è vedere tutti i vari giochi di potere. L'importante è vincere, poi se il cliente è innocente tanto meglio. Non sempre si "tifa" per la squadra capitanata dal cinico Ron Trott, perchè alcuni atteggiamento sono stucchevoli ed improbabili. Ciò che c'è dietro è però interessante e fino a prova contraria una persona va considerata innocente. Il sistema giudiziario preso in esame è quello americano, veloce, spietato ed se si hanno gli avvocati giusti il migliore del mondo. Certo se paragonato al nostro, risulta vincente sotto ogni punto di vista. Anche sottolineando l'importanza che i media hanno sui processi, non si riesce a toccare lo schifo ed il pattume che abbiamo qui in Italia. Ogni episodio è essenzialmente slegato dagli altri e credo che questo abbia portato alla morte precoce della serie, che si è fermata alla prima stagione, ormai datata 2006. Simpatico il fatto di vedere al termine di ogni puntata il vero andamento dei fatti.
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