giovedì 8 agosto 2013

Day 5: Yellowstone atto secondo

Siamo arrivati al quinto giorno di questo life changing trip, ma sembra quasi di essere qui da una vita. Ogni ora e' differente dall'altra ed ogni luogo toccato e' cosi' diverso e distante dal precedente che pare di vivere storie parallele. Lo spettacolo che la natura ci mette di fronte non puo' essere buttato giu' in due righe. Ne' tantomeno essere fotografato nel migliore dei modi per poter raggiungere l'obiettivo. Oggi abbiamo terminato (saltando diversi punti di interesse, dovendo fare una cernita) la visita a Yellowstone, partendo da Mammoth e proseguendo verso est per poi dirigerci a sud. Ancora molti trial da percorre a piedi, nonostante la caviglia menomata, ma in ottimistica via di guarigione. Certo e' che la forza di volonta' e la curiosita' ti spinge a superare ogni limite; terminati geyser e zone termali e' la volta dei canyon, delle foreste e delle cascate. Yellowstone e' un parco infinito, che non si vergogna certo di avere mille attrattive. In serata entriamo nel Grand Teton National Park, e nessuno  me ne voglia, per certi aspetti sembra ancora piu' bello del fratellone maggiore. I monti ed il lago creano una cornice descrivibile solo con il "boia deh" che anche gli americani capirebbero. Alloggiamo al Flat Creek Inn con connessione internet degna di essere chiamata cosi' e festeggiamo il mio compleanno al Million Dollar Cowboy Bar di Jackson: dico solo che al posto degli sgabelli al bancone, hanno le selle da cavallo... Giratina per la cittadina, tutta negozietti molto interessanti e di un certo rilievo (soprattutto quelli fotografici ed artistici) per poi goderci un gruppo live con tanto di pista da ballo. Alcune note a ie' di pagina:

  • Per non disidratarsi e' bene bere molto. Ai piu' "pomatina" e' permesso l'uso di crema idratante
  • Devi sempre salutare chi incontri per strada
  • Quando hai fretta, troverai i lavori in corso sulla strada, e non puoi rilassarti
  • Tutti gli invitati al mio compleanno si sono presentati alla cena

mercoledì 7 agosto 2013

Day 4: Yellowstone atto primo


Avrei voluto scrivere un resoconto abbastanza dettagliato sulla visita dentro al Parco fatta oggi, ma due calamita' di un certo livello me lo hanno impedito. La prima e' che internet qui dentro e' accessibile tipo l'ora d'aria per i carcerati (ed un po' ci sentiamo così' in effetti) quindi e' probabile che la pubblicazione di questo articolo sarà' in differita. L'altra e' che gettons ha lasciato in macchina la cartina con tutti i punti d'interesse visitati ed ora zero voglia di scendere a prenderla. Quindi per adesso, niente foto, niente video, niente nomi. Ci sarà' tempo e maniera per tutto. AD OGNI MODO dopo una colazione americana al Lake Lodge ci siamo messi in viaggio abbastanza presto per procedere con alcuni trip sulla spiaggia del lago per poi giungere a West Thumb per guardare i primi geyser. Non ne avevo mai visto uno, ed in tutta la giornata ne abbiamo fatta una bella scorpacciata, quasi da star male. Del resto (vado a memoria) Yellowstone ha circa il 75% dei geyser del pianeta e ce ne sono di tutti i tipi: dal mitico Old Faithfull che schizza ogni 91 minuti, al Castle che mantiene sempre una colonna di vapore a tante altre decine. Colorati, bianchi, azzurri, neri, profondi, piatti, piccoli come una pallina da tennis o grandi come una piscina olimpionica, difficili da raggiungere come il Lone Star che ci ha visto percorrere a piedi alcune miglia o quelli che si trovano lungo il bordo della strada. Prendete la cartina dal sito, e cercate di contare tutti quelli indicati: ecco, ce ne sono tanti di più'. Ma Yellowstone non e' solo geyser, ci sono anche laghi, torrenti (creek), canyon, animali, foreste e cascate cristalline. Oltre ad i trial da effettuare a piedi (o in bici) abbiamo trovato il tempo per goderci un bel bagno nel fiume, Credevo che l'acqua fosse gelata, ed invece simile a quando da noi non e' troppo calda. Sara' per la composizione termale o solo perché' s'e' avuto culo, NEVVERO? Poi altro trial al tramonto all'artist_qualche_cosa ed uno al quasi buio lungo un fiume. Ora eccoci qui al Mammoth Hotel dopo una buona cena. C'e' internet in camera? GIAMMAI. Alcune note a pie' di pagina:
  • anche se e' una cosa tipica, bere il caffe' americano necessita di tanta forza di volontà. E' uno dei mali del mondo.
  • Ho preso una storta alla caviglia tanta roba, da restare immobili a vita. Ma soffro in silenzio senza dirlo a nessuno
  • Fare il bagno in mutande e cambiarsi sulla spiaggia sa un po' di zingaro, ma tante'…
  • La grappa con la mosca, invece della sambuca senza, fa cacare.
  • Il segnale telefonico non c'e' ne' con la Tre ne' con la Wind. Mi va su di una compagnia che non mi fa chiamare all'estero. 
  • Buon compleanno a me.

martedì 6 agosto 2013

Day 3: attraversando il Wyoming

Ci lasciamo alle spalle Cheyenne ed affrontiamo una traversata di circa settecento chilometri che ci porterà' all'interno del Parco Nazionale di Yellowstone. Si', quello famoso, quello dell'orso Yoghi, quello istituito nel 1872 quando tutto il resto del mondo neanche sapeva cosa potesse essere un Parco Nazionale. Gli spazi, sono immensi, si perdono a vista d'occhio e che si tratti di praterie verdi e piatte o di ammassi rocciosi brulli ed incolti, ti si riempie comunque il cuore. Sei nel deserto, non di quelli aridi e sabbiosi, ma di quelli dove per miglia e miglia non trovi neanche un'uscita, una costruzione, una casa qualsiasi. Solo la tua auto e la strada che si lancia dritta verso Nord. Poi vedi altri come te , con il desiderio del lungo viaggio in terre remote e spaziose. L'America si presta bene per queste cose: i nostri compagni di viaggio guidano Harley come da noi le Vespe ed i caravan, o le case mobili portate da grandissimi SUV sfrecciano vicini alle cas(s)ette delle lettere lungo la strada. Il costo della benzina aiuta: neanche quattro dollari a gallone, men di un euro a litro. Le poche cittadine che vediamo sono ben attrezzate per ospitare i viaggiatori con campeggi, aree di sosta, motel. Quando servono questi ci sono. Durante il nostro percorso ci facciamo anche attraversare la strada da un cervo, che curioso ed indispettito rischiava di finire trofeizzato. Immersi dalla natura arriviamo attorno alle quattro del pomeriggio a Cody dove possiamo pranzare al Proud Cut Saloon, una delle tante costruzioni di legno, dove se gli avventori sono armati di fucile, quello strano sei te, non loro. Saliamo cosi' verso il Buffalo Bill State Park e poi finalmente questo primo assaggio di Yellowstone, che promette bene. Siamo alloggiati al Lake Lodge, proprio sul lago, in una casettina di legno ben integrata nel paesaggio montano. Mentre scrivo sono con un Porto di fronte ad un camino acceso. Manca la pelle d'orso per terra, ma credo che qui la prenderebbero come un'offesa. Note a pie' di pagina:
- ho ritrovato la salsa piccante assassina gia' provata a San Francisco quattro anni fa. Dovrebbe chiamarsi horse radich, o qualcosa del genere. E' da infarto
- per la strada ci sono diversi copertoni e non ne capiamo il motivo
- abbiamo visto Bamby in un giardino a Cody
- questo articolo rischiava di non venire scritto perché la connessione e' praticamente inesistente qua dentro e gettons si e' dovuto prostituire con il barista per averla. Ma e' molto ballerina. Domani dovrebbe essere peggio.

lunedì 5 agosto 2013

Day 2: Rocky Mountain National Park

Gira voce che Denver sia stata colpita da pallottole di grandine delle dimensioni di palle da golf: noi non ci siamo accorti di nulla, impegnati come eravamo a configurare il fucking Garmin che ci hanno dato con la macchina a noleggio (un bel Chevrolet di quelli grossi). Cosi' lo abbiamo restituito, ci siamo catapultati ad un Best Buy in centro e ci siamo affidati al buon vecchio Tomtom. Sempre il migliore. E' stato lui quindi che ci ha salvato la vita e condotto verso l'Estes Park per poi raggiungere il Rocky Mountain National Park. Il tempo li' non sempre e' stato clemente, ma abbiamo potuto guidare tra vallate e monti, seguendo percorsi non sempre dei piu' semplici. Paesaggi alpini con tanto di ghiacciai e foreste onnipresenti durante il nostro cammino. Laghi, sentieri, salite ed ancora discese. Pranzo tipico con carne essiccata, merenda con succo di mela e pronti nuovamente per l'avventura. Soltanto oggi abbiamo percorso 350 miglia, le prime circondati dalle vette su citate, le seconde con distese piatte ed infinite che si perdono a vista d'occhio. Sono iniziati i primi book fotografici e le prime riprese con la Gopro. Purtroppo a Cheyenne siamo arrivati tardi e non abbiamo trovato immediatamente un posto dove poter dormire. Quindi eccoci qua al My Place che stiamo caricando immagini e video: ci vorra' tutta la notte, salvo nessuna interruzione. Domani ci attende una lunga giornata. Fossero tutte cosi' pero'... Con sfondo musicale il Boss e gli anni settanta a guidarci in questa stupenda gita. Piccole note a pie' di pagina:
- se chiedete un'aranciata media ricordatevi di avere tanta sete
- con il cambio automatico non serve cambiare
- potete essere anche in culo al mondo, ma la prima famiglia che vedrete uscire dall'albergo sara' italiana
- puo' darsi che un treno vi sbarri la strada ed inizi a suonare come un matto. E per spregio lo fara' per tutta la notte
- ditelo subito che la carne essiccata vi piace, altrimenti verra' finita seduta stante da gettons

domenica 4 agosto 2013

Day 1: la mattanza

Sono circa trenta ore che sono in piedi. E' stata la giornata delle file, della pazienza, della noia. Da Piomba a Pisa, poi il check in in compagnia di una ungherese, che ovviamente sarebbe andata a Budapest. Poi a Roma altro pit stop, con una italo venezuelana che non poteva non partire da sola per Caracas. Il volo di circa undici ore con una schermitrice pisana, ma che si lanciava a Portland, Oregon. Poi finalmente Chicago, in cui mi sono fatto ispirare dal nome stesso della citta'. Ed anche qui sette ore di attesa, estenuanti, massacranti, con ben due cambi di gate improvvisati giusto per dare un po' di sale alla faccenda. Giratina qui, giratina la', ma dopo aver visto due film in aereo, aver letto mezzo libro di Auster e spippolato un po' con lo smartphone ti passa la voglia di fare quasi tutto. E sai che non e' ancora finita. Poi entri in una scatoletta con le ali marcata American Eagle, in cui invece della compagnia femminile hai un tipo del ghetto che ascolta musica a palla dalle cuffie, lasciate penzolare sul collo. Tutti devono sentire. E se non lo fanno ci pensa lui ad improvvisare un po' di karaoke. Il volo fa anche la sua buona mezzora di ritardo perche' a Denver c'e' una tempesta. Finalmente scendo, trovo gettons ad attendermi ed aspettiamo la valigia. Invano, visto che era gia' pronta. Ancora attesa per il taxi e finalmente al Days Inn, che ce la fa prendere bene. Un motel come si deve. Abbastanza tipico e con un buon wifi gratuito che ci permette di collegarci con tutti voi. Domani inizia tutto, sveglia tra meno di sette ore e auto a noleggio. Domani, sara' un altro giorno.

sabato 3 agosto 2013

Si (ri)parte da qui

Levataccia, poco sonno, tante aspettative, alcuni ricordi. Qualcosa si lascia indietro, altro lo troverò più avanti. Non è solo una gita, è LA gita. Che poi sia ai Parchi, o altrove non importa. Tornerò certo, non è un addio ci mancherebbe, ma è la realizzazione di un'attenta preparazione che va a avanti da ottobre scorso. Sono cambiate molte cose dai progetti iniziali e non solo per quanto riguarda la mera preparazione del viaggio, ma con questa partenza avremo un nuovo inizio. Eccoci quindi al Day 1, che mi vede impegnato in più tappe: Piombino ---> Pisa, poi volo per Roma, ed ancora per Chicago. Quindi dopo solo sette ore di stop in aeroporto sarà la volta di Denver, tappa iniziale del nostro tragitto. Se tutto procede secondo quanto dichiarato da Alitalia ed America Airlines atterrerò alle 22:15 ora locale, quindi dopo oltre un giorno dal rilascio di questo articolo. Conto di riuscire a sopravvivere, ma soprattutto conto di trovare gettons ad attendermi. Dio non voglia che succeda qualcosa al suo volo: deve portare il pc ed il caricabatterie da auto. Tutti coloro che mi amano, quelli che mi odiano e quelli a cui resto indifferente, ma non possono fare a meno di leggere le mie avventure, potranno acquistare il numero di ottobre di National Geographic e quello di settembre di Playboy. Se invece avete fretta, fate un salto qui sul blog o seguite uno dei miei profili dei social network a cui partecipo: dovreste trovare articoli quotidianamente se troviamo accesso wifi. Ciao, a tutti, ci vediamo presto (se non sbanco a Las Vegas).