venerdì 31 marzo 2017

Man In The Dark (2016)




Regia: Fede Alvarez
Anno: 2016
Titolo originale: Don't Breathe
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Gradita, graditissima sorpresa. Un misto tra un buon thriller ed un horror accennato. Semplice, claustrofobico con la una location da casa degli orrori in una Detroit che più di ogni altra città americana ha subito la crisi economica. Si presenta bene grazie ad un'ottima fotografia che non teme affatto ambientazioni scure ed un cast che riesce a muoversi risultando realistico. L'empatia dello spettatore si aggancia alla situazione dei protagonisti, giovani ladri che provano a fare il colpaccio. Il malcapitato, un cieco reduce dall'Iraq a cui uccisero la figlia in un incidente stradale, si rivela essere un mostro, il loro peggior incubo. Ritmo tendenzialmente alto, molte le scene di azione che creano anche tensione, una fuga interminabile dalle sue grinfie. Anche questa volta Fede Alvarez è riuscito a stupire, e dimostra di saperci fare sia nel genere sia nella gestione di una trama che in altre occasioni probabilmente sarebbe stata sprecata. Ho la versione steelbook uscita per il mercato scandinavo, presa grazie al gruppo di acquisto di CineMuseum. Ovviamente con audio italiano HD e un reparto video da far invidia. Gli extra non sono molto corposi, ma tutti localizzati e sottotitolati nella nostra lingua:

  • Commento audio
  • Senza via di scampo (3 minuti)
  • L'uomo nel buio (3 minuti)
  • Incontra il cast (4 minuti)
  • Creare la casa degli orrori (4 minuti)
  • I suoni dell'orrore (2 minuti)
  • Scene tagliate con commento (15 minuti)
  • Trailer vari


giovedì 30 marzo 2017

Loot Crate: Primal (marzo 2017)

E' arrivata, quasi in extremis per marzo. Ultimamente ho sempre il timore che vada persa, venga bloccata alla dogana o che le succeda qualcosa di brutto. Il fatto che il pacco non sia tracciato è un enorme handicap, per questo motivo qualche mese fa ho deciso di non rinnovare l'abbonamento, nonostante complessivamente sia rimasto soddisfatto dal contenuto delle varie scatole. Certo, con alti e bassi, ma tutto sommato ci possiamo anche stare. Il tema di questa LootCrate è Primal, ed ecco cosa possiamo trovare al suo interno, oltre appunto alla scatola che trasformabile, questa volta in... Boh qualcosa che non mi interessa di scoprire: va direttamente nella differenziata:
  • Targa metallica "electrified fence" dedicata a Jurassic World
  • Cavatappi in metallo raffigurante il Jungle Hunter di Predator (quello capitato a me) o Gort di Predator 2
  • Action Figure 100% in metallo della serie Die Cast Metal raffigurante Logan (Wolverine)  in tre varianti: normale (il mio), Old Man e Raw Adamantium. Qui sono stato sfortunato.
  • T-shirt grigia con raffigurata una scimmia e la scritta "Primal Rage" dedicata al veideogame Overwatch
  • Spilletta di.. A Journy In Other Wolrds?





mercoledì 29 marzo 2017

La Canzone Del Mare (2014)


Regia: Tomm Moore
Anno: 2014
Titolo originale: Song Of The Sea
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Boh, forse non ho sensibilità, ma ne dubito, o forse non è colto il profondo senso morale... Può darsi eh, nessuno è perfetto. Ma ho trovato questa specie di cartone animato molto noioso. Vuoi per quell’aria da fiaba nordica che imho cerca di prendere spunto (nel senso dell’animazione) dai prodotti nipponici dello Studio Ghibli, vuoi per i disegni che mi hanno riportato agli anni settanta (che non ho mai vissuto), ma mi aspetto dai cartoni animati moderni qualcosa di più. Specie se vengono osannati ai quattro venti. Sicuramente l’intento dell’uso bidimensionale del disegno vuole sia accentuare il legame con una storia antica, del passato, sia fare in modo che ci si concentri sulla trama e non sulla spettacolarità dell’animazione. E questo può anche andar bene in linea generale, l’essere legati alle tradizioni, ma se hai una storia talmente forte da dover essere incorniciata, illuminata ed esaltata o pitturata alla Kandinskij. Non è questo il caso. Sì, carina, toccante in alcuni versi, diretta però ad un pubblico di giovanissimi spettatori ed a nessun altro. Una tra le tante insomma. E le selkie, figure mitologiche irlandesi, ahimè, non se le incula proprio nessuno

lunedì 27 marzo 2017

Point Break (2015)




Regia: Ericson Core
Anno: 2015
Titolo originale: Point Break
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Partiamo con qualche "se". Se non si fosse chiamato proprio Point Break richiamando l'originale del 1991 avremmo tutti detto che sarebbe stato una scopiazzatura. E se il primo invece non fosse mai esistito, ci saremmo magari gongolati nel vedere questo thriller colmo di azione ed effetti speciali. Se poi non si fosse distaccato inserendo un così forte tema spirituale sarebbe stato troppo uguale a quello con Keanu Reeves e Patrick Swayze. Insomma siamo di fronte ad un remake che ha diverse cose da raccontare, ma che soffrirà sempre per l'accostamento al primo. E' purtroppo per lui un dato di fatto. Nonostante tutto però le numerose scene di azione e di sport estremo sono belle da vedere, così come il legame tra il ricercato e l'agente. Noi surfisti a tutti tondo sappiamo apprezzare anche le situazioni più impossibili, che ti portano al limite, e siamo in gradi di seguire questo thriller con ammirazione, pur sapendo per filo e per segno come andrà a finire. Se spesso mancano le idee, qui abbiamo fortunatamente un registro differente dal solito in cui però cozzano molti atteggiamenti: si rischia la morte, ci si mette all prova, si compiono azioni per un fine più elevato. Eppure la sceneggiatura vuole anche mostrare che l'FBI ha a che fare con dei delinquenti che uccidono chiunque, anche innocenti. Poteva essere fatto maglio? Onestamente non credo. Poteva essere evitato? Può darsi. Rimarrà nella storia? No, sarà solo uno dei tanti bei film d'azione in un mare di pochezza di intenti.

domenica 26 marzo 2017

MotoGP 2017: Losail (Qatar)

L'attesa è stata lunga, lunghissima. Giusto per ripetere le parole di apertura dello scorso campionato. Qatar, pioggia, qualifiche compromesse, partenza rimandata, un Rossi che sembra sconsolato e con la stagione già segnata. Ma la gara una volta partita porta con sè bellissime emozioni e risulta divertente, specie dalla seconda parte. Gli italiani martellano come non mai, peccato per la scivolata di Iannone. A stuzzicare però il comparto adrenalinico del tifoso che sta in piedi sul divano ci pensano Dovizioso, Marquez, Vinales e l'onnipresente Valentino. Bagarre finale tra il ducatista e Vinales (spero quest'anno possa dire la sua e lottare fino alla fine), mentre Rossi, al di fuori di ogni scommessa prevedibile, si sbarazza degli avversari uno dopo l'altro (parte decimo) compreso Marquez. La gara termina con Vinales primo, Dovizios (straordinario) secondo e Rossi (incommentabile) terzo.

Sabrina (1954)




Regia: Billy Wilder
Anno: 1954
Titolo originale: Sabrina
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Audrey Hepburn Collection)

Chiodo scaccia chiodo, e cosa c'è di meglio di un nuovo amore per farsi passare la sbornia di uno non corrisposto? Questa la storia romantica, con velati buffetti di commedia, che Billy Wilder ci propone inserendo nel cast due mostri sacri del cinema di Hollywood: Audrey Hepburn e Humphrey Bogart. Cinismo e giochi d'amore, per giungere ad un lieto fine sofferto ed insperato. Sabrina è una ragazza inizialmente sognatrice, ma che non si arrende, dimostra quindi la propria tenacia, la propria forza di volontà per raggiungere l'obiettivo. Fantastica nella risolutezza con cui affronta i problemi, ma anche emotiva e sensibile alle attenzioni del corteggiatore di turno. Il blurey fa parte di un mini cofanetto dedicato ad Audrey Hepburn, buona la qualità video, pessima quella audio con i due canali che almeno in tre occasioni danno dei disturbi e saltano. Nessun extra.