mercoledì 5 ottobre 2011

Iain M. Banks - L'Impero di Azad


Autore: Iain M. Banks
Editore: Nord
Pagine: 368
Voto: 4/5
Pagina di Anobii

Trama del libro:

Jernau Morat Gurgeh è uno dei più grandi giocatori che la Cultura abbia mai avuto, maestro insuperabile nella sua arte, è praticamente imbattibile in ogni competizione. Ma vincere sempre può essere piuttosto deprimente... per fortuna c'è qualcuno nell'universo della Cultura incaricato di scovare, investigare e, se è il caso, contattare altre civiltà, e sembra proprio che stavolta abbia trovato qualcosa che faccia al caso di Gurgeh... perché l'ultima scoperta è l'Impero di Azad, una misteriosa e potentissima civiltà a più di centomila anni luce di distanza in un angolo sconosciuto dell'universo, dove è stato creato un gioco talmente complesso e sfuggente, così rigorosamente modellato sulle regole dell'esistenza che il vincitore diventa... imperatore. Tuttavia Gurgeh non teme di accettare la nuova sfida e si accinge ad affrontare il lungo viaggio verso quel mondo strano e sinistro dove lo attende Azad, il supremo fra tutti i giochi dell'universo. E sarà una partita così importante che Gurgeh non potrà assolutamente rischiare di perdere... ma si può realmente vincere nel gioco di Azad? 

Rabbia per Wikipedia

E' incredibile ed atroce. Giusto questa mattina scrivevo sulla sospensione di Nonciclopedia e stasera arrivo a casa, e mi trovo chiusa anche Wikipedia. La vergogna assoluta è che non siamo ancora in dittatura. Lo fossimo stati magari ci sarebbe stata una motivazione plausibile. Ovviamente è soltanto una protesta, da parte del sito per urlare al mondo, o almeno agli italiani, che i nostri legislatori stanno cercando di imbavagliarci tutti. Il disegno di legge sulle intercettazioni infatti è qualcosa di mortale per qualsiasi tipo di sito internet, Wikipedia compresa (forse, sebbene non ne sia così convinto). Roba da Cina, da Cuba, da Siberia, da Germania nazista. Roba da matti. O da chiodi.
Riporto integralmente tutto il comunicato:

martedì 4 ottobre 2011

No Vasco no Vasco... Io non ci casco

Foto di ANSA di un nonno rimbambito che sembra Vasco
Eccoci ci risiamo. Ciclicamente arrivano alcuni dinosauri che vogliono sopravvivere ai cambiamenti climatici, ma fanno più danni della grandine. Era successo con i Metallica che miticamente hanno messo fine al p2p, terminato Napster ed ogni tipo di download illegale sulla faccia della Terra. Poi ci pensarono i Pooh a cui dobbiamo la dipartita di ogni sito italiano con link ed2k. Ed adesso arriva nonno Vasco che ha eliminato la satira da tutto il resto (sistema solare, galassia, universo). Non gli bastavano gli arresti domiciliari su FaceBook ed i suoi sproloqui sul mediocre ed arrogante Ligabue, la pubblicità non era abbastanza. Sentitosi tirato per la lunga chioma durante la sua quotidiana lettura di Nonciclopedia ha deciso che... Non si sa cosa abbia deciso, ha comunque fatto chiudere il sito incriminato. Del resto la vita spericolata non prevedeva simili emozioni, ed abbiamo passato il limite. "Liberi liberi siamo nooooooi" un bel paio di palle. Riprendo dal noto sito di terroristi quanto realmente accaduto:

Il segreto dei suoi occhi (2009)


Regia: Juan Josè Campanella
Anno: 2009
Titolo originale: El secreto de sus ojos
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Il voto dato a caldo sarebbe molto più alto, ma se ci si ferma un attimo a pensare ed a valutare vengono fuori dei punti deboli difficilmente sostenibili. Ok per il finale che riesce a liberare gli spettatori da un senso di oppressione e di ingiustizia. Ma come ci siamo arrivati? Semplicemente con una trama debole e frettolosa ed un miscuglio di generi quali drammatico, romantico, thriller, commedia che si danno repentinamente il cambio. L'ambientazione atipica, tutta argentina, ci permette di uscire dai soliti schemi dei film hollywoodiani o europei ed anche la prova degli attori è molto importante. Purtroppo è la storia ad essere debole e con troppe forzature, una dietro l'altra. Un omicidio con stupro, risolto senza alcuna prova concreta, solo grazie ad uno sguardo immortalato da un paio di vecchie fotografie; una caccia all'uomo risolta grazie ad alcuni "indizi" messi a caso in forma epistolari e riguardanti la passione per il calcio; un reo confesso messo in condizione di forte stress emotivo grazie a qualche offesa sulla sua mascolinità. Tutto questo condito che alcune parti ironiche e da commedia, una storia d'amore mai espressa esplicitamente ed una giustizia malata e corrotta che lascia a piede libero gli assassini. Troppi buchi temporali fini a sè stessi, ed il senso di appagamento finale dovuto ad una giustizia fai da te, acclamata con quel buon senso di vendetta leggermente sadica che fa ben sperare. Un film tuttavia buono ed interessante.

lunedì 3 ottobre 2011

Le Vite Degli Altri (2006)


Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Anno: 2006
Titolo originale: Das Leben der Anderen
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Davvero un bel film drammatico che racconta la Germania Est durante gli anni ottanta. Crudo ed asfissiante il controllo che la STASI opera sulle vite dei cittadini berlinesi, che non lascia ben poche vie di scampo. Corruzione ed abusi di potere, fino a pochi anni fa nel cuore di un'Europa forse troppo cieca. Le vite degli altri sono sempre spiate e piegati ai più biechi interessi personali piuttosto che a quelli relativi alla dittatura comunista. Il bello di questo lungometraggio è il senso di sfiducia che anche il più retto dei funzionari può avere. L'unica via di fuga è data da chi gioca sporco pur essendo all'interno. I controllati non sempre sanno dei controllori, e questi ultimi possono andare contro le regole per un proprio senso di giustizia. Si sottolinea inoltre quanto i traditi non siano solo i comuni cittadini, quanto anche gli stessi aguzzini (forse per necessità) che si sentono traditi e stuprati da un modello macabro e per giunta spietato. Al di là della trama, molto interessante, sebbene debole nel finale (troppo poco sanguigna, troppo teutonica), da premiare il comportamento degli attori, decisamente credibili. Le emozioni, soprattutto quelle relative alle paure, anche solo di raccontare una barzelletta, sono tangibili e lasciano un profondo senso di odio per le dittature. Disprezzo allo stato puro, pur senza alcun tipo di scena violenta.

sabato 1 ottobre 2011

Videosorveglianza online con Cammster

Avere una webcam non è utile solo per far fare video chiamate con Skype, Gtalk e simili. Come ho già avuto modo di descrivere, un altro utilizzo che si può fare è quello relativo ad una videosorveglianza fai da te grazie a Yawcam. Il software è molto personalizzabile e completo, ma presenta comunque alcuni limiti ed è maggiormente improntato sul controllo piuttosto che sul tenerci informati in tempo reale su quanto accade. Per questo motivo può essere interessante utilizzare anche un servizio online gratuito, Cammster che ci avvisa quando la webcam ad esso collegata rileva un movimento.Non è necessario nessun tipo di software da installare, per questo motivo la compatibilità con ogni tipo di computer (perchè connesso in rete) è ampissima. Non ci resta che determinare la webcam che vogliamo utilizzare (anche più di una) ed impostare la sensibilità relativa al movimento da registrare. Ogni volta che verrà rilevato qualcosa di strano il servizio scatterà delle istantanee e ci avviserà tramite email. Da lì sarà possibile vedere la galleria appena fatta. Un'altra caratteristica interessante è quella dell'attivazione di un segnale acustico, che può fungere come una sorta di allarme. Oltre che controllare tutta la cronologia fotografica direttamente dal sito, possiamo anche impostare il caricamento delle immagini sul proprio account di RapidShare o DropBox. Per quest ultimo verrà creata un'apposita cartella "Cammster" con all'interno un archivio zippato.