domenica 23 agosto 2015
Juventus 0 - Udinese 1
Rieccoci finalmente. Da quel 30 maggio siamo giunti alla fine di agosto. Se speravo si concludesse qui il campionato estivo delle chiacchiere e delle speranze, mi son dovuto ricredere. Il risultato finale ha del clamoroso: per la prima volta nella storia la Juventus perde la prima partita di Campionato giocando in casa. E lo fa contro un Udinese che fa il suo compitino di contenimento e poi all'improvviso segna. Evidenti le mancanze nel centrocampo e nella formazione bianconera, ma queste non possono prendere il nome di alibi. Pirlo, Vidal e Tevez, tre insostituibili è già un po' che sono stati ceduti, ed evidentemente non ancora rimpiazzati. Lo si nota fin dai primi minuti quando manca chi dovrà battere le punizioni ed addirittura Pogba, il nuovo numero 10, si reca ogni volta alla bandierina per battere i calci d'angolo. Manca inoltre la cattiveria agonistica con Coman che si ritrova una palla facile facile per poter iniziare le danze, ma telefona un passaggio al portiere avversario. Nonostante tutto questo, la Juventus fa la partita, gioca più o meno come sa, ma non segna. Anzi, fa segnare ed ecco la prima grande sorpresa di questo campionato. Non posso chiudere l'articolo dicendovi di salutare la capolista, che disdetta!!!
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Jack O. Lyroid
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Mortdecai (2015)
Regia: David Koepp
Anno: 2015
Titolo originale: Mortdecai
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
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Brutto. Navigando a spanne avrei pure detto che si trattasse di un mal riuscito film di Wes Anderson, ma per sua fortuna si tratta solo di David Koepp. Peccato però che a questo flop abbiano contribuito anche Johnny Depp, Gwyneth Paltrow e Ewan McGregor, Facciamo però un salto indietro: il soggetto si rifà ai romanzi di tale Bonfiglioli, e la scelta di portarlo sul grande cinema con i nomi che contano è un grande buco nell'acqua. Azione, commedia e spionaggio in un sadico intreccio che ha il solo risultato di annoiarti e farti scuotere la testa. Dialoghi mal riusciti, gag penose, una trama serrata, confusionaria, complicata nonostante avrebbe potuto essere semplicissima. Tralasciando che già i soggetti mi sono antipatici, non ho dubbi sul fatto che avrebbero potuto presentarli in maniera migliore, magari anche meno accattivante, ma più naturale. Non so se questi limiti sono dettati dai romanzi a cui si ispira oppure vi sono vere e proprie lacune, anche interpretative. Il lato comico è solo un'apparenza che mostra gag poco divertenti, ripetitive: il baffetto simpatico che provoca i conati alla Paltrow e quelli di riflesso a Depp avrebbe funzionato in altre occasioni ed in altri film, forse più demenziali, ma di migliore appiglio. Troppo spezzettato per non annoiarti, troppa azione messa a caso, troppa audacia nel mostrare al pubblico virtuosismi di cui non c'era assolutamente bisogno. Shift+Canc se lo avete scaricato erroneamente.
sabato 22 agosto 2015
Humandroid (2015)
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2015
Titolo originale: Chappie
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (7.0)
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Neill Blomkamp. Quindi il regista sudafricano famoso per il particolare District 9 e per Elysium (che non mi è piaciuto). Ci porta nuovamente in terra africana in una situazione simile a quella apprezzata nel primo Robocop, ma invertita: ovvero con le Intelligenze Artificiali che sono i "buoni" ed i robot comandati da umani che sono i "cattivi". E lo fa con questo Chappie che purtroppo ci ricorda Numero 5 di Corto Circuito 2 quando incontra i teppisti. Avevo posto parecchie speranze in Humandroid, essendo stato una vittima del trailer, e nonostante gli avvertimenti del Guru mi ci sono fiondato a capofitto. Che trambata!!! Il robot della polizia Chappie, non si sa bene come finisce nelle mani di un trio di delinquenti che gli insegnano a comportarsi come loro per fare un grande colpo: Chappie infatti, appena attivato, ha il cervello come quello di un bambino e deve imparare. Ok, tutto molto interessante, ci può stare: peccato le situazioni raggiungano il ridicolo e non si tratta di un film commedia. Troppe macchiette, troppi clichè sulla malavita, troppo infantile l'atteggiamento dell'androide. Un'intelligenza artificiale che sì impara a scimmiottare i suoi nuovi amici (i movimenti sono comunque belli a vedersi, se non fosse un continuo), ma poi fa poco altro. Sembra quasi che la regia voglia puntare sull'aspetto demenziale dei gangster piuttosto che su di una vera e propria evoluzione del personaggio. Tale evoluzione viene a mancare totalmente e viene sostituita con pensieri terra terra che riguardano "gli uomini cattivi", "gli uomini che dicono bugie", "il creatore che mi ha fatto nascere per farmi morire". Dai, ovvia, qualcosina di più era chiedere troppo? In fondo una macchina che cresce e si presume sia di una certa intelligenza avrei sperato che osasse di più a livello intellettivo. Eppure lo fa quando riesce a fare un backup (ma come? cosa? perchè?) della propria mente ed anche di quella umana attraverso un casco che altro non è che una periferica di input. Roba da matti: tutto si basa su questo casco che è in grado di esportare i pensieri o la "coscienza" delle persone e poi immagazzinarli in una qualsiasi memoria di massa. Una calati di stile per la parte scientifica, davvero senza ritegno. Odiosa poi la voce (almeno quella doppiata) di Chappie: avrei avuto voglia anche io di smembrarlo.
venerdì 21 agosto 2015
Ex Machina (2015)
Regia: Alex Garland
Anno: 2015
Titolo originale: Ex Machina
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Se aprite il manuale di VER a pagina 7 ci sta scritto chiaramente che se dopo aver visto un film, hai voglia di parlarne e discuterne è sicuramente una cosa positiva. E ieri notte sono stato a pensare, fatto non molto raro, al film ed ai suoi risvolti. Ma partiamo con ordine dalla regia: è la prima volta di Alex Garland, finora molto unito a Danny Boyle e sceneggiatore (anche) di The Beach, 28 Giorni Dopo, Sunshine. Il tema anche questa volta fantascientifico è l'esistenza di una Intelligenza Artificiale. Roba che solo a nominarla mi fa accelerare i battiti cardiaci. Storia semplice, ben delineata, pochissimi personaggi, location futuristica ed ai limiti dell'asettico. Le curiosità che sprigionano le intelligenze artificiali, dalla forma umana sono molteplici. Ed il fatto che i protagonisti siano un genio magnate dell'informatica (creatore di un impero grazie al suo innovativo e quasi onnipotente motore di ricerca) ed un programmatore che dovrà eseguire il test di Touring rappresentano un ennesimo valore aggiunto. Vuoi per contrasto caratteriale che mostrano i due, l'uno abbastanza stravagante e con un problema di alcolismo, l'altro chiuso e riflessivo, vuoi perchè è facile immedesimarsi e prendere le parti del secondo ed avere stima, rispetto e paura del primo. Un duo, Oscar Isaac e Domhnall Gleeson, leggermente statico, poco intraprendente a livello visivo, a sicuramente di un certo impatto. Il terzo personaggio, ma non meno importante è AVA, l'intelligenza artificiale con il volto (ed il corpo) di Alicia Vikander. Questi tre fanno in modo da rendere il film interessante e colmo di molti interrogativi sull'esistenza, la percezione di se stessi, la consapevolezza di essere umani o macchine. Insomma tante ricche cosine che ci piacciono. In certe situazioni la trama è scandita in maniera forse troppo lenta e tra un dialogo e l'altro si ha come l'impressione che il tempo debba in qualche modo essere riempito. Di sicuro c'è però che il flirt tra Ava ed il tester è una bellissima trovata scenica che suggerisce e rafforza gli interrogativi di cui sopra. Mettendo da parte eventuali altre considerazioni sulla trama e sul rapporto tra i personaggi (molto ben costruiti per l'economia della storia) c'è una scena su tutte che ha preso il sopravvento nella classifica delle mie preferite: quando il programmatore Caleb ha dubbi sulla propria esistenza umana e cerca la prova, ferendosi, di non essere lui stesso una macchina sottoposta al test. Ecco, scusate lo spoiler, ma questo è il punto più alto del film. Un incredibile omaggio (forse neanche voluto, ma necessario) o comunque un richiamo a Deckard e quell'unicorno che tanto ho amato. Ovviamente a questa va aggiunta tutta quella serie di atteggiamenti che l'androide Ava si trova a dover recitare per raggiungere la giusta empatia con chi dovrà esaminarla. Fingersi un robot che a sua volta dovrà fingere di essere umano, deve essere stato un compito per nulla facile per Alicia Vikander che riesce a vincere questa sfida a pieni voti. Il tassello vincente della pellicola sta comunque nel fatto che chiunque guardi il film si pone delle domande, degli interrogativi e pone delle speranze su ciò che avverrà e che potrà o potrebbe essere. Un film davvero riuscito senza dover scalare la vetta dei capolavori.
giovedì 20 agosto 2015
Cinquanta Sfumature Di Grigio (2015)
Regia: Sam Taylor-Johnson
Anno: 2015
Titolo originale: Fifty Shades Of Grey
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (4.2)
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DISCLAIMER: Hey voi! Donnina di mezza età che cerchi calore perduto nelle pagine dei libri di questo E.L. James, e tu ragazzina di sedici anni che diventi rossa scorrendo i capitoli, statemi alla larga e non venite ad infamarmi per il giudizio su questo film.
Allora, non ho letto i libri. Ovviamente. Ne ho però sentito parlare. Ovviamente. Ecco quindi il film di uno dei successi interplanetari degli ultimi mille anni. Sappiate che per giudicare un prodotto del genere non serve essere lettori e neanche scienziati. Il boom commerciale che ne è derivato è senza ombra di dubbio una mossa magistrale e ben eseguita. In cuor mio credo che esistano centinaia di prodotti del genere, alcuni migliori, altri indubbiamente peggiori. In sè il film si presenta come una semplice storia romantica, un po' piccante, ma niente di esagerato. Ai tempi di Nove Settimane E Mezzo che dovevano dire? Onestamente credevo ci fosse qualcosa di davvero più spinto e qualcosa che osasse molto di più. Magari i romanzi sono tutt'altra cosa, ci mancherebbe, allora punto di demerito per il film che non è fedele. Se invece rispecchia quanto scritto, mi duole dirvi che vi hanno preso bellamente per il culo. Ciò che mi aspettavo più solido e più evidenziato era non tanto la parte sessuale (si vedono due tette, un culo, cinque peli pubici e si sentono una decina di frustate) quanto quella psicologica. Il rapporto reale tra dominatore e la sua sottomessa. No, niente di tutto questo. Semplici giochini erotici che tutti possono provare a fare a casa, con un po' di ghiaccio ed una fragola. Ah no, questa è un'altra storia. Non me ne frega niente di fare la figura di chi cavalca l'onda per parlare male del film: se in tanti ne parlano male, e basta vedere i voti su IMDB (4.2) un motivo c'è. In effetti delude le aspettative. Ma come dicevo è una normale storia romantica tra la timida verginella (Dakota Johnson) universitaria ed il ricchissimo e sicuro di sé rampollo della finanza (Jamie Dornan). Questo tra i suoi vizi ha quello di fare il grosso ed avere gusti sadici sessualmente parlando. Ma è un bel fichetto, c'ha un monte di soldi ed altrettanto carisma, così l'indifesa ragazzina si innamora e si fa pigiare in più occasioni, senza troppo esagerare. Poi lui cambia un po' il suo atteggiamento, lei pure un po' ci ripensa, poi forse sono innamorati.. Ma deh lui non fa l'amore. Lui scopa duro. Boia deh è arrivato. Usa la frusta per scopare, sai che macho, mica la granata. Comunque tra un viaggio in elicottero ed uno sulle auto super lussuose i due neanche ci danno dentro. Sono troppo impegnati a scrivere e riscrivere contratti. Fatto sta però che i due si garbano e regole o non regole qualche bacetto i due piccioncini se lo danno con il VERo amore che vince su tutto. Ma subito dopo NO. Lui è fatto così. Ha un passato oscuro, tenebroso, c'ha da picchiare le donne per farselo venire duro. Purchè queste firmino il contratto già citato. E comunque un po' si fa ingabbiare anche lui, non è che si questo dominatore hitleriano. Lei, vabbeh che deve fare? Un paio di sculacciate ci possono anche stare in cambio di tutti i regali che riceve. In conclusione, NON guardatelo, è un ordine!!!
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Jack O. Lyroid
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I Delitti Del BarLume [Stagione 1 e 2]
Stagioni: 1 e 2
Anno: 2013 - 2015
Numero episodi: 4 (2 ogni stagione)
I Delitti Del BarLume è una mini serie televisiva italiana davvero ganza. Eh sì, dico ganza perchè ambientata nel livornese, il nostro livornese, e la sua particolarità sta nel fatto che gli episodi sono stati girati a Marciana Marina, nella nostra Isola d'Elba. Per noi che conosciamo questi luoghi è quindi una cosa quasi automatica rimanerne affascinati. Il cast poi parla toscano, non proprio livornese, almeno non tutti, ma comunque un bel toscano. I romanzi da cui prende ispirazione sono scritti da Marco Malvaldi e ne sono usciti cinque: dei primi quattro hanno tirato fuori gli episodi per queste prime due stagioni che definirei di successo immediato data la simpatia dei personaggi e delle situazioni. Nel cast, oltre al buonissimo Filippo Tini figura pure Carlo Monni, presente prima di morire, nelle due puntate iniziali. Le storie si sviluppano molto bene, in maniera intrigante con queste persone comuni, da bar, che si prodigano per risolvere casi polizieschi. Un misto tra thriller e le goliardate tipiche di Amici Miei, poichè i protagonisti principali sono quei "giovini pensionati" che giocano a carte dalla mattina alla sera e si annoiano profondamente. Ed assieme al loro barrista di fiducia in qualche modo dovranno pur sbarcarla la giornata no?
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