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domenica 10 aprile 2022

Assassinio Sul Nilo (2022)

 
Regia: Kenneth Branagh
Anno: 2022
Titolo originale: Death On The Nile
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
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Sequel diretto di Assassinio Sull'Orient Express che vede  come soggetto e protagonista Poirot, venuto fuori dalla penna di Agatha Christie. Si tratta di un riadattamento moderno, ma non in chiave moderna, in quanto anche in questo caso l'epoca degli avvenimenti è quella della prima metà del novecento. La ricostruzione storica, almeno graficamente, è molto accurata, però sembra di essere in un set da videogioco dai colori HDR che ti colpiscono. Tanti attori per tanti personaggi, ma nessuno spicca in maniera particolare, neanche il noioso Poirot (Branagh). La storia, basandosi sul romanzo di Christie, che non ho letto e non conosco, probabilmente è proprio questa. Credo allungata nella parte iniziale ed in alcune sequenze di stampo romantico e di attualità (amore gay, amore interrazziale, amore esplicitamente sessuale) che mette molto in ombra la parte, presumo, relativa ad indizi ed investigazioni. Il tutto si risolve in maniera sì elaborata, ma spiegata in pochi semplici attimi con flashback e sistemi in stile Signora In Giallo. Non mi ha preso per niente ed anzi è stato troppo lungo e per niente intrigante.

mercoledì 27 aprile 2016

Crimen (1960)




Regia: Mario Camerini
Anno: 1960
Titolo originale: Crimen
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Divertentissimo, acuto, ben fatto. E pensare che mi sono perso un sacco di "questa vecchia roba" in cui viene fuori tutta l'italianità di Sordi, Gassman, Manfredi, Gray, Valeri, Mangano. Un giallo di altri tempi, semplicissimo (chi se non il maggiordomo?), ma con un intreccio di tre differenti storie per tre differenti coppie. Il fascino del gioco d'azzardo, l'ispirata terra straniera monegasca, i fraintendimenti misurati ed i giochi di parole. Tutto in una pellicola mitica ancora oggi, fresca di battute sottili, un velato romanesco da sempliciotti che vivono un'avventura al di sopra delle loro possibilità ed al di sotto dei loro sogni. Se una buona percentuale di successo la dobbiamo allo straordinario cast, non possiamo dimenticarci della sceneggiatura bizzarra e della regia che riesce a fondere commedia e poliziesco. Senza peraltro che uno dei due generi rischi di smorzare l'altro. Un vero esempio di come il cinema italiano abbia potuto dire la sua con genuina eleganza e senza prendersi mai sul serio. Restare impassibili e fuori discussione, il divertimento e l'ironia sono elementi che ottimamente si amalgamano con il pathos e le scene investigative. Un prodotto di cui essere orgogliosi.

martedì 19 aprile 2016

La Signora Scompare (1938)



Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1938
Titolo originale: The Lady Vanishes
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Il solito Hitchcock, anche se datato, uno degli ultimi del filone inglese: vincente, interessante, curioso. La pellicola si divide in più parti ed ognuna pone l’accento su di un determinato genere, facendo in modo che lo sviluppo sia incessante, senza sosta, anche claustrofobico per via delle ambientazioni: un albergo a corto di camere, un treno. La lunga introduzione ci presenta i personaggi, in maniera divertente, a tratti forse comica o in ogni modo facendoci pregustare quel senso di commedia che aleggia per tutto il film, poi passiamo per il thriller misterioso, il giallo psicologico che ti coinvolge e ti crea numerosi dubbi. Infine ecco la  parte in cui azione e spionaggio prendono il sopravvento e trasformano il tutto in maniera più rocambolesca, in una spy story dei vecchi tempi Sceneggiatura riuscita, sebbene a mio avviso comprenda in contemporanea troppi generi per avere una propria anima. Le scene più divertenti sono a discapito di un realismo che forse non era in voga all’epoca, ma che fa perdere un po’ di mordente in momenti dove il pathos e l’adrenalina avrebbero potuto essere maggiori. Fa sorridere oggi l’attrezzatura utilizzata per alcuni effetti speciali, come modellini o schermi su cui proiettare l’esterno o ancora oggetti ingranditi che catalizzano l’attenzione dello spettatore, ma sicuramente per gli anni trenta erano davvero una bella trovata. Non meno interessante inoltre l’insieme dei dialoghi, all’avanguardia, moderni, acuti che lasciano anche intendere che i tempi stanno cambiando. Un'opera meno conosciuta rispetto ad altri lavori, che merita però di essere vista ed apprezzata.

mercoledì 23 dicembre 2015

Blow Out (1981)


Regia: Brian De Palma
Anno: 1981
Titolo originale: Blow Out
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Forse è passato un po' in sordina questo Blow Out che vanta oltre trent'anni rispetto magari a lavori più blasonati spesso ricordati in maniera più fitta quando si disquisisce di cinema, però qui Brian De Palma riesce a creare quel giusto connubio tra poliziesco ragionato e drammatico d'azione. Blow Out è inoltre quasi un film politico, o comunque di fantapolitica, di quel genere in cui il complotto esiste veramente e chi vuole smascherarlo (John Travolta e Nancy Allen) non lo fa tanto per senso di giustizia o moralità (inizialmente i due paiono volersi e potersi mettere da parte), ma per garantire la propria sopravvivenza. Se chi muove i fili dei burattini è in grado di mettere tutto a tacere, volesse chiuder loro il becco per sempre? Quanto venderanno cara la propria pelle? Nel film è ottima la caratterizzazione dei due personaggi principali, inseriti alla perfezione nel contesto americano decisamente anni ottanta e settanta. La politica, chi vive di essa, e chi ne resta ai margini o chi proprio non se la fila affatto, se non per racimolare qualche spicciolo in modo subdolo e truffaldino. Ma facendo parte comunque di una cospirazione più ampia, di cui tra l'altro ignora pure l'esistenza. E' il debole che soccombe ai poteri forti. E' l'uomo comune che cerca, con i propri mezzi (moderni per l'epoca quelli messi a disposizione di un "rumorista") di venirne a capo. Tutta la parte poliziesca è costruita in maniera veramente interessante, ma non catalizza tutto l'interesse, lasciando ampio spazio ad azione e suspense. Tecnicamente poi De Palma ci delizia con numerose meraviglie ottiche grazie ad inquadrature che si allontano adesso, o si avvicinano poi, grazie a ombre e riflessi, grazie a panoramiche e primi piani che ci mostrano (o ci nascondono) tutto quanto. Decisamente un grande film sotto molti aspetti, forse troppo sconosciuto ancora.

giovedì 20 agosto 2015

I Delitti Del BarLume [Stagione 1 e 2]




Stagioni: 1 e 2
Anno: 2013 - 2015
Numero episodi: 4 (2 ogni stagione)

I Delitti Del BarLume è una mini serie televisiva italiana davvero ganza. Eh sì, dico ganza perchè ambientata nel livornese, il nostro livornese, e la sua particolarità sta nel fatto che gli episodi sono stati girati a Marciana Marina, nella nostra Isola d'Elba. Per noi che conosciamo questi luoghi è quindi una cosa quasi automatica rimanerne affascinati. Il cast poi parla toscano, non proprio livornese, almeno non tutti, ma comunque un bel toscano. I romanzi da cui prende ispirazione sono scritti da Marco Malvaldi e ne sono usciti cinque: dei primi quattro hanno tirato fuori gli episodi per queste prime due stagioni che definirei di successo immediato data la simpatia dei personaggi e delle situazioni. Nel cast, oltre al buonissimo Filippo Tini figura pure Carlo Monni, presente prima di morire, nelle due puntate iniziali. Le storie si sviluppano molto bene, in maniera intrigante con queste persone comuni, da bar, che si prodigano per risolvere casi polizieschi. Un misto tra thriller e le goliardate tipiche di Amici Miei, poichè i protagonisti principali sono quei "giovini pensionati" che giocano a carte dalla mattina alla sera e si annoiano profondamente. Ed assieme al loro barrista di fiducia in qualche modo dovranno pur sbarcarla la giornata no?

lunedì 14 luglio 2014

Ray Bradbury - Il Cimitero Dei Folli


Autore: Ray Bradbury
Anno: 1990
Titolo originale: A Graveyard For Lunatics
Voto: 3/5
Pagine: 377
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e lettura noir.

Commento personale e recensione:

Quando penso a Bradbury, inevitabilmente mi viene in mente la fantascienza o  comunque un tipo di letteratura dai connotati fantastici. In questo libro invece (conosciuto anche con il titolo La Follia E’ Una Bara Di Cristallo) abbiamo un’altissima concentrazione di noir, poliziesco ed hard boiled, generi che apprezzo davvero molto e che mi incuriosiscono. L’America degli anni cinquanta in una storia narrata da un autore che decenni prima, prediligeva trame ambientate nel futuro. L’intreccio narrativo è abbastanza complesso e stimolante, con un’andatura veloce, difficilmente noiosa senza lasciare un attimo di respiro, con un ritmo molto alto. Certe volte anche troppo, perché non c’è tempo di soffermarsi adeguatamente su quanto descritto.  Ad ogni modo molti personaggi, molte situazioni e un mondo quasi magico, come quello cinematografico fanno di questo libro un’interessante chicca di lettura, quasi da rilegare ad altri tempi. Un bel salto nel passato con elementi molto interessanti, che avrebbe potuto essere migliore con una trama più lineare. Perché nel complesso, non è semplicissimo districarsi all’interno della storia e farlo in maniera rilassata.

lunedì 30 settembre 2013

Roger Jaynes - Sherlock Holmes E Lo Squartatore Di Chilford


Autore: Roger Jaynes
Anno: 2005
Titolo originale: Sherlock Holmes And The Chilford Ripper
Pagine: 160
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Sulla scena del crimine, con il supporto del fedele dottor Watson e l'ispettore Lestade, Sherlock Holmes indaga su un efferato Serial Killer disposto a tutto.
Il maestro della logica deve risolvere un intricato puzzle, cercando di non finire tra le vittime del folle assassino.
Un killer sconvolge la quiete della cittadina inglese di Chilford, nell'Essex; si tratta di un feroce assassino che non solo uccide, ma mutila senza apparente ragione i corpi delle sue vittime.
Chiamato ad aiutare l'ispettore Lestrade di Scotland Yard che brancola nel buio, Sherlock Holmes e il suo fido amico dottor Watson giungono sul posto proprio nel momento in cui accade l'ennesimo efferato omicidio.
Con l'impareggiabile acume abduttivo che contraddistingue il segugio inglese, il fedele Watson ci racconta questa sua nuova cronaca, richiestagli a gran voce dall'editore dello Strand Magazine, che non solo ci rivela i misteri che si celano dietro queste brutali morti, ma anche le implicazioni di una cospirazione agli alti vertici del governo inglese dell'epoca vittoriana. 

Commento personale e recensione:

 Non avendo mai letto un originale di Arthur Conan Doyle non posso sapere quanto questo romanzo apocrifo sia coerente alle storie che hanno reso famoso Sherlock Holmes ed il suo aiutante Watson. Per come parte, può sembrare che l'autore stia parecchio attento ad inserire questa avventura in un contesto plausibile. Peccato che lo faccia in maniera assolutamente maldestra e poco convincente (la lettera introduttiva di Watson pare uno scherzo). Tutto sommato però la lettura è veloce ed incalzante: in poche pagine si entra nel vivo della storia e ci immaginiamo già come possa andare a finire e chi possa essere il colpevole. Anche Sherlock, fa abbastanza in fretta, tanto che le ultime pagine sono un inutile accozzaglia di liquidi vari per allungare la minestra. Comodo da portare a giro e leggere velocemente in sala di attesa o fermi ad un semaforo.

giovedì 12 settembre 2013

Michael Crichton - La Grande Rapina Al Treno


Autore: Michael Crichton
Anno: 1975
Titolo originale: The Great Train Robbery
Voto: 4/5
Pagine: 229
Pagina di Anobii
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Trama e quarta di copertina:
Anno 1855. L'Impero Britannico manda al suo esercito impegnato in Crimea 12.000 sterline in lingotti d'oro custoditi in casse a prova di tutto. Le casseforti vengono caricate sul sorvegliatissimo espresso Londra-Parigi. A Parigi, però, ecco la sorpresa: le casseforti sono giunte con i sigilli intatti, ma dentro non c'è oro, solo pallini da caccia. L'incredibile storia del più audace colpo del secolo e del suo geniale ideatore, il ladro gentiluomo Edward Pierce.



Commento personale e recensione:
Crichton è quasi sempre una garanzia. Non che ogni suo lavoro mi abbia particolarmente colpito, però sai che puoi aspettarti da lui una buona dose di realismo e tanto amore per i particolari. Lo fa fin da subito, nell’introduzione con cui anticipa al lettore l’ambientazione ed il tema. Il romanzo, suddiviso in parti temporali narra la storia di una rapina che sebbene non sia la più grande in assoluto o la più audace e remunerativa, resta tra le migliori mai fatte. Lo stile è sensazionale: usa termini dell’epoca facendoti entrare nel vivo della storia e le pagine si voltano da sole a ritmi impressionanti. Conosciamo già, o ci attendiamo, un certo tipo di finale, ma nonostante tutto la preparazione prima e la messa in opera dopo mantengono il loro indiscutibile fascino. Crichton sa cogliere ogni aspetto importante della narrazione e non stanca mai i suoi fan. Consigliato a tutti gli amanti del thriller e del poliziesco, anche vecchio stile.

venerdì 21 settembre 2012

Le Regole Della Truffa (2011)


Regia: Rob Minkoff
Anno: 2011
Titolo originale: Flypaper
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies

Ganzo. Ed anche originale se vogliamo, perché riuscire a gestire una commedia con tratti spiritosi ed ironici, inserendoci ingredienti tipici del giallo, del thriller e dell'azione non è per niente semplice. Di solito poi vediamo alcuni prodotti di questo genere in maniera troppo poco realistica, dove non esistono morti, sangue e violenza. O se questi elementi ci sono, vengono ridicolizzati ed esasperato. Rob Minkoff, incassando solo mille (1000) dollari nelle uniche due sale USA che hanno proiettato il film, sa mischiare con estrema abilità più generi. Sia chiaro non si tratta di un capolavoro, ma la struttura con cui si evolve la trama non risulta mai tediosa. Anzi, è proprio frizzante e tra una gag e l'altra lo spettatore viene reso partecipe dell'aspetto investigativo e poliziesco fai da te. Se i personaggi coinvolti sono troppi è solo alimentare quell'effetto in stile Signora in Giallo in cui prima o poi, tramite logica ed analisi verrà fuori il colpevole. Od il presunto tale. O anche no, magari non subito.Peccato solo per il finale che sì carino, ma niente di più. Visto l'evolversi della storia mi attendevo qualcosa di veramente geniale, ma non si può voler tutto dalla vita. Rapinare una banca del resto può essere un sogno, ma non sempre è facile metterlo in pratica. Ed è proprio questo ciò che ci insegna la morale inesistente all'interno della pellicola. Per farsi due risate, anzi due sorrisi senza scadere nel banale o nel già visto. Ah, la voce di uno dei malavitosi sembra quella di Homer Simpson, ma purtroppo non so se il doppiatore è il solito.

venerdì 6 gennaio 2012

Sherlock Holmes - Gioco Di Ombre (2011)


Regia: Guy Ritchie
Anno: 2011
Titolo originale: Sherlock Holmes: A Game Of Shadows
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Dopo diverso tempo sono tornato al cinema e l'ho fatto per Sherlock Holmes. Cosa penso del riadattamento cinematografico è stato ampiamente spiegato nella pseudo recensione fatta per il primo episodio del regista Guy Ritchie e la mia posizione non cambia di una virgola. Non ho ancora letto niente di Doyle e non posso quindi giudicare la metamorfosi che viene applicata (indubbiamente) a Holmes, Watson e Moriarty. Sicuramente anche in Gioco di Ombre i personaggi sono molto più moderni ed ironici di quanto debbano esser stati quelli originali, o quanto meno prendono le forme dei personaggi dei fumetti: il super eroe, il fido aiutante ed il super cattivo. Bene così però se il film è un piacevole successo. E non solo dal punto di vista video ludico, con effetti speciali con i contro coniglioni. Hollywood ci è andata giù pesante, ma non è certo un male. Combattimenti alla Matrix e slow motion da capogiro, alta definizione ovunque, audio avvolgente. Se vogliamo trovare un difetto, lo si ha nelle ambientazioni a mio avviso troppo scure e poco colorate.Qualche godimento in più con delle luci lo si poteva osare. Il cast ancora una volta si presenta bene ed oltre ai già noti Jude Law e Robert Downey abbiamo la gradita presenza di Stephen Fry (V per Vendetta tra gli altri). I costumi, le varie location, le ambientazioni ed i pirotecnici effetti speciali si sono ben integrati tra loro. Le riproduzioni di Londra, Parigi, i boschi, la Svizzera ed i treni ti proiettano alla fine del 1800 con maestria (forse una cartina geografica errata o un po' troppo datata che vede l'Italia suddivisa in varie nazioni, se non ho visto male). Per quanto riguarda la trama non abbiamo niente di vicino al capolavoro: un po' confusionaria ed esagerata, troppo repentina nel finale esagerato. La storia può essere inserita perfettamente in un contesto differente, in cui l'investigatore privato (super eroe) non necessariamente deve essere il famoso Sherlock Holmes. Tutta l'azione però si prende i meriti per l'attenzione a cui si rivolge l'interesse dello spettatore: il grande complotto politico passa in secondo piano, così come la dualità Holmes / Moriarty . Il film resta quindi spettacoloso e spettacolare, magari ha poco a che vedere con l'originale, ma è difficile che possa non piacere.

martedì 3 maggio 2011

Andrew Vachss - Contro il male

More about Contro il male

Autore: Andrew Vachss
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 352
Voto:  
Pagina di Anobii

Trama del libro:

Burke, dato per morto da amici e nemici di New York, è nascosto a Seattle. Ha bisogno di soldi e accetta di mettersi sulle tracce di una ragazzina svanita nel nulla. Il padre, un architetto di grido ex hippy, è disposto a far di tutto per riaverla. Nella sua ricerca incontra un gruppo di "terroristicontro il dolore", pronti a mettere ospedali a ferro e fuoco e a rapinare ambulanze purché a malati cronici o terminali venga garantito il diritto di non soffrire. Fino al ricorso all'eutanasia. Burke, diventato loro alleato,trova più di una verità. Non ultima quella sulla ragazza scomparsa. 

domenica 17 aprile 2011

Quarto Potere (1941)


Regia: Orson Welles
Anno: 1941
Titolo originale: Citizen Kane
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

"La gente penserà... Solamente quello che voglio io". Un incredibile viaggio diretto ed interpretato da uno strabiliante Orson Welles. Un viaggio forte, potente, carico di significato, all'interno della vita mediatica americana di un secolo fa. Un sistema ancora oggi attuale, così come tutta la pellicola e la sua regia, la sua fotografia. Una bianco e nero che in certi passaggi sembra studiato e scelto ad hoc, invece di essere una limitazione dell'epoca. La vita dell'eccentrico magnate dei media viene narrata con un buon uso di flashbacks ed un susseguirsi di fatti, messi insieme durante lo scorrere del film, che fanno sembrare la figura ricca ed onnipotente del manipolatore della realtà sempre più triste e solitaria. Riesce ad ottenere quasi sempre ciò che vuole, per poi abbandonarlo. Una personalità complessa, forse neanche troppo in fin dei conti, difficile da comprendere per come è strutturata la storia, con aneddoti sparsi qua e là che non colgono l'essenza stessa dell'uomo. Il tutto si svolge come una "parata di notizie", che possiamo ammirare anche nel necrologio raccontato dal cinegiornale. Altro non è che un riassunto scarno ed inespressivo di quanto poi avverrà per bocca e memorie di chi ha conosciuto Kane. La megalomania dell'imprenditore sarà vista per certi versi come un modello da seguire, come un fiume in piena che travolge e si impossessa dei propri desideri, ma verrà anche vista come un limite, una bizza continua per ciò che non si compra. I cinque racconti ricostruiscono parti diverse e sensazioni differenti riferite allo stesso uomo. Alcune cozzano tra loro, altre si amalgamano, senza mai riuscire però ad inquadrare chi sia veramente Charles Kane. 
Decisamente un ottimo film degli anni passati, ma godibilissimo ancora oggi.