martedì 6 giugno 2017

Angoscia (1944)



Regia: George Cukor
Anno: 1944
Titolo originale: Gaslight
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Un noir vincente dei primi anni  quaranta, con personaggi intelligenti, alle volte goffi e simpatici, tristi ed austeri: ci sono Ingrid Bergman, Joseph Cotten, Charles Boyer, Angela Lansbury, Dame May Whitty... ed  ognuno di loro riesce ad entrare nella parte, rendendola accattivante e d’impatto. Per essere un film drammatico che si basa su circostanze serie, è anche molto ben curata la parte investigativa relegata alla curiosa e pettegola Miss Bessie. Il dramma psicologico ed introspettivo lavora bene sui personaggi, facendoli crescere e mutare all’interno della storia. Sebbene non ci siano omicidi, se non quello misterioso avvenuto in passato, riusciamo fin da subito a conoscere il colpevole: e pur sapendolo, la regia ci guida piano piano nella ricostruzione degli avvenimenti. Mai pesante, nonostante il tema della psicanalisi ed i raggiri sulle menti più deboli, simpatico anche all’occorrenza, acuto in determinati passaggi.  Sicuramente migliore, più elaborato e di rilievo rispetto all’originale Goslight di cui è un remake. Mi riferisco soprattutto ad alcune scene che sono state elaborate per creare maggiore pathos, ma dobbiamo anche considerare la presenza della Bergman che non è da poco

Edizione: doppio DVD
Nella custodi abbiamo alloggiati due dischi per questa edizione speciale della Sinister. Il primo (nonostante le informazioni sul retro dicano diversamente) è totalmente dedicato al film Angoscia e prevede doppia traccia, originale e italiana in Dolby Digital stereo. E’ stato riutilizzato il doppiaggio del 1980 fatto dalla RAI, e non quello originale  In un occasione ho notato un lieve ritardo, non bene sincronizzato con il video, che invece è molto buono. Il secondo disco prevede invece:
-          Riflessioni su Gaslight (14 minuti)
-          Gaslight (il film originale del 1940 con traccia inglese e sottotitoli in italiano, che possono essere esclusi.) Avere come extra un’intera opera non è proprio uno scherzo e queste cose sono davvero molto ben gradite.
 
 
 Regia: Thorold Dickinson
Anno: 1940
Titolo originale: Gaslight
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

lunedì 5 giugno 2017

Buon viaggio, mio caro Skyliner

Ebbene sì, è arrivato il momento di salutarci e separare le nostre strade. Hai contribuito a trasformarmi nel vero centauro alpha che sono oggi, compagno di mille avventure e mille scorribande. In molti ti hanno denigrato, ingiustamente peraltro, ma io ti ho sempre difeso e creduto in te. Questo saluto infatti è perchè arrivati ad un certo punto le nostre strade polverose, o anche  asfaltate, prendono due direzioni diverse. Io dovrò mantenermi più sicuro e tranquillo, si cresce e si si diventa più giudiziosi, in poche parole non ci tengo ancora a morire e il rischio di guidare il mitico Skyliner era troppo alto per la mia gloriosa aspettativa di vita. D’altro canto, tu, potente motore Yamaha che non hai alcun rivale, so che ci tieni ad essere cavalcato per altre decine di migliaia di chilometri. Ed è così che probabilmente andrai in missione speciale in Senegal, o Burkina Faso, o capace percorrerai la Muraglia cinese. Ormai ti manca solo quella, ed il resto è fatto. Ciao, campione, stammi bene, e richiedi sempre il gas a martello.

domenica 4 giugno 2017

MotoGP 2017: Mugello (Italia)

Il Mugello è tutta un'altra storia. Vale può anche non arrivare al podio, ma fare una gara bellissima, Lorenzo può anche partire fogato, ma in fondo fa cacare, Marquez può anche essere inquadrato solo per dovere di cronaca e di sponsor... Ma il Mugello è il Mugello, ed avere due italiani tra i primi tre è goduria. Specie se nei primi giri ci sono bagarre su bagarre e Dovizioso, con la sua Ducati si impone andando a vincere, dopo una gara studiata ed ai limiti della perfezione. Secondo arriva Vinales, dopo diversi giri abbastanza fenomenali anche da parte sua, e terzo il mitico Petrucci che di volta in volta ci regala soddisfazioni. Bene così, anche dopo l'infortunio di Rossi con la motocross, che ha comunque tenuto con il gruppo di testa. Campionato ancora lungo, ed imprevedibile.

Torino (Tappa 3)

Che palle, si ritorna in giù. E nonostante il Frecciabianca dichiari di andare veloce, sappiamo tutti che sta mentendo. E ci siamo fermati dopo La Spezia... Ore e ore perché pare che qualcuno sia finito sotto ad un treno. Io i treni li odio. Davvero. Sono pericolosi. Ma a parte sta premessa, oggi è terminata la gita a Torino. La mattina è filata liscia, ma con un po' di velata tristezza nei volti che incrociavo. Inevitabile. Passo la mattina approfittando dei musei gratuiti e mi sparo il Palazzo Reale (eh.. Real) con i giardini, l'armeria e la collezione Sabauda. Poi un po' di vaganti giratine tra negozi e bancarelle. E sto cazzo di treno ora.  Si deve aspettare: accertamenti giudiziari, ed eccoci in ostaggio. Povero me, sono sfortunato coi trenidimmerda. La prossima volta in bici. Sì, o a corsetta, ovunque vada.

sabato 3 giugno 2017

Torino (Tappa 2)

Giorno importante, salgono l'ansia e la tensione. Mi riprometto di dormire qualche ora in più, ma caldo e rumori dalla strada si mettono d'accordo per farmi alzare. Girovago per la città, oggi più gremita di turisti non dormiglioni rispetto a ieri, e raggiungo il GAM ancor prima che apra. Mostra contemporanea dedicata ai colori, ma io penso già in bianconero. Ho tempo per arrivare al Museo Egizio, trovare un saltafila e visitarmi un luogo che non credevo così suggestivo e ben organizzato. La giornata prosegue calda e soleggiata nel Parco del Valentino: mi accolgono, ad ondate, decine di ragazzi neri, premurosi che non abbia bisogno di niente. E non si riferiscono certo a braccialetti e collane. A parte il benvenuto, il parco è davvero un'oasi nella città, con tanto di borgo medievale da visitare. Ma c'è un avvenimento che mi attende: si ritorna in centro a scaldare gli animi con il popolo juventino. La piazza è calda, e salgono i brividi su tutto il corpo mentre si alzano ininterrottamente cori da stadio. Un'emozione incredibile, irripetibile, Torino torna la capitale d'Italia e la Juve unisce tutto lo stivale, come neanche Garibaldi ha saputo fare. Grazie alle mie doti da ninja riesco anche ad intrufolarmi e godere di una posizione niente male, ma onestamente ne ho già abbastanza di essere pigiato e subire la calca. Col senno di poi, sarà veramente una fortuna l'aver deciso di guardare la partita al Jumping Jester. Purtroppo le speranze di alzare la tanto attesa Coppa, si vanificano nel secondo tempo, buio e tempestoso. La Juventus non fa la gara e subisce gli attacchi dei madrileni. Orgoglioso però della mia squadra, seguita con rispetto e dedizione #finoallafine. In piazza San Carlo nel frattempo succede il caos. Un infondato allarme bomba scatena il caso e sono in centinaia i feriti. In molti si riversano, di corsa come una mandria impazzita, anche nel nostro pub. Tavoli e sedie rovesciati, bicchieri in frantumi, ma soprattutto il timore reale di qualcosa di inquietante come un atto terroristico. Anche perché non avendo notizie certe e di prima mano, il telefono senza fili fa scherzi bruttissimi. Una volta tornata la calma e chiarito il grande equivoco si torna a casa a farci consolare dalle amiche spagnole.

venerdì 2 giugno 2017

Torino (Tappa 1)

Temo sempre che possa succedere qualcosa ogni volta che mi sposto con il treno, ma ieri le mille ore per giungere a destinazione sono filate lisce. Casualmente ed inaspettatamente mentre attendevo la coincidenza a Genova ho pure trovato un incorruttibile Tony, diretto a Cardiff, che non ha voluto infilarmi nella sua valigia. Sognando la finale quindi passo la notte solo soletto al Montevecchio ed essendo abituato al primo, mi sveglio di buon ora: alle 7.30 sono già per le assolate, ma deserte via della città. Maps mi porta indisturbato tra le vie e le piazze principali, mentre il resto dei turisti e della popolazione, commercianti compresi, si gode il giorno di festa. Arrivo così per primo alla Mole Antonelliana ed al Museo Nazionale del Cinema. Godo. Un po' meno quando arrivo al Caffè Al Becerin, che fa caldo bestia, ma io voglio fare le cose tipiche a tutti i costi, così prendo la tipica e storica bevuta a base di caffè e cioccolata calda che dà il nome al locale. Gustosa comunque, come la visita allo Juventus Stadium. È stata la mia prima volta, ed ero emozionato: un tempio del calcio. E quelle, coppe, quei trofei! Instancabile ed avendo voglia di toccare più tappe possibili mi spingo dalla parte opposta della città (o almeno così sembra) e raggiungo il Museo dell'automobile ed il Lingotto con tanto di Pinacoteca e quindi autodromo sul tetto (chissà il mio Skyliner vicino al pensionamento se farebbe la sua porca figura). Torno stanco verso il centro, ma non mi arrendo. Proseguo a vagare per la città. Conscio del fatto che su al Nord cenano come le galline mi adopero per conquistare un posto in piazza San Carlo e studiare la zona per la grande sfida di domani sera. Fingendo di non essere me, divento loquace ed attacco bottone, ma trovo rumene o americane. Boh è sculo. Aperitivo (taak) in postazione fashion e cena tranquilla, ma la stanchezza regna sovrana e sabauda. Silenzioso torno verso l'albergo ed inizio a scrivere il mio diario.