martedì 16 luglio 2019

Quella volta che Jack sbagliò ad ordinare (Jack & Cindy #4)

Quella volta che Jack sbagliò ad ordinare, gli servì da lezione. E generalmente gli piace fingere che sia stato così per ogni suo errore, anche se sa non essere per niente vero. Comunque spesso lo ricorda anche agli altri, con quell’aria un po’ furba che vorrebbe essere da santone zen, e che spesso funzionava su tutti. Non si conoscono ancora le motivazioni, ma succedeva realmente così. Ad ogni modo raccontò a Jane di come le cose presero quella piega: possono sembrare ovvietà, ma soltanto una volta che ti ci focalizzi e se lo hai fatto significa che sei già a buon punto. Lei comunque ascoltava e rideva, sia perché lui riusciva a farla ridere con poco, forse era solo quel suo modo di spiegare le cose appunto ovvie, forse perché si rendeva conto di avere una Verità sotto gli occhi, ma non averci mai fatto caso. E succede infatti che viene da ridere, esattamente come quando ci danno la soluzione di un indovinello. Jack aveva sottolineato il fatto, non con il tono della voce, ma attraverso quegli abitudinari movimenti della mimica facciale che neanche si rendeva conto di attuare, di quella volta che aveva una voglia matta di sedersi al tavolino e mangiare. Aperto il menù subito all’istante si era fatto ingolosire da tutto ciò che leggeva. La classica fame con gli occhi, ma non solo: non voleva sprecare il fatto di potersi permettere (erano tempi abbastanza difficili) una cena al ristorante. In quel ristorante. Così dopo un antipasto di salumi e formaggi, annaffiando il tagliare con un corposo rosso, passò ai tortelli con ragù di cinghiale, ma per finire e fingere di stare leggero pur concedendosi un secondo ordinò sei ostriche. Giusto per non farsi mancare niente. Ecco, quelle ostriche furono un errore, e come spiego con la solita aria zen, non c’è troppo bisogno  di spiegare il perché. E di tutta questa conversazione Cindy ne restò completamente all'ascuro fino a quando la stessa Jane non le raccontò l'aneddoto, sempre ridendo.

domenica 14 luglio 2019

Amiata - Anello Integrale

Dopo la conquista della vetta del Monte Amiata, passiamo all'anello integrale. Un percorso che non tutti fanno, non tanto per la lunghezza (variabile dai 31 ai 34 Km, ma domani potrebbero essere 40), ma in quanto il percorso non è ben segnato e prevede diversi tranelli che non tutti possono vedere. Ad aumentarne il livello di difficoltà ci sono anche dei creativi ed artistici tagli boschivi che prevedono tronchi di alberi abbattuti lungo il sentiero. In questo modo la traversata, da comune passeggiatina nei boschi (con un dislivello positivo di 1500 metri) si trasforma per un tratto in un vero e proprio percorso di sopravvivenza ad ostacoli. I più duri ce la fanno. E non importa che tu sia un soldato pluridecorato (sic.) abituato a dormire all'addiaccio ed a farsi i selfie mentre i commilitoni cambiano una ruota bucata. Non importa affatto se finisci con il culo per terra (e quindi la caduta è valida al 100% secondo la scala di Maremma Trek) per prima, in una gara silenziosa fatta di sorrisini e sospiri che va avanti da mesi. E importa però se per superare il tuo coppio preferito, neanche cinque minuti dopo finisci nuovamente per terra (la giuria convalida ancora come caduta al 100%) e quindi hai da pagare la birra per il post trekking. Sfida vinta, pegno non ancora pagato, articolo scritto con tutta la VERità.

Album fotografico Amiata - Anello Integrale

sabato 13 luglio 2019

Puppet Master III - La Vendetta Di Toulon (1991)





Regia: David DeCoteau
Anno: 1991
Titolo originale: Puppet Master III: Toulon's Revenge
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Cofanetto)
Film:
I film brutti, soprattutto se fanno parte di una saga, ho deciso che vanno visti tutti di seguito nel più breve tempo possibile, esattamente come quelli belli. Se ce la fai e se ne hai il coraggio ovviamente. Non sempre è fattibile però. Qui si trattava di un prequel, anche se non en ero a conoscenza inizialmente, quindi sono partito speranzoso. Cioè non esageratamente, ma si cominciava anche con un corpo abbastanza morto e tumefatto quindi l'effetto splatter poteva essere maggiore. Invece il film non si discosta troppo dal basso livello di suoi predecessori, ma sono arrivato al termine illeso vista la poca durata complessiva del tutto.

Edizione: DVD
Il disco è contenuto nel cofanetto Charles Band's Puppet Master Collection che propone i primi tre film della saga in formato DVD. Traccia audio italiana in stereo e come extra soltanto trailer promozionali.

Chernobyl [Stagione 1]




Anno: 2019
Titolo originale: Chernobyl
Numero peisodi: 5
Stagion: 1

31 morti. Questo il numero ufficiale. Non ne esiste uno però le serie di bugie e menzogne che hanno cercato di coprire la verità. E su questo si basa la mini serie sulla tragedia di Chernobyl che in queste settimane è stata tra le più viste in assoluto. Una storia drammatica, solo in parte romanzata per essere adattata alla visione casalinga e non passare come un mero documentario, ma lo fa riuscendo ad incidere anche dal punto di vista scientifico, storico ed umano. Un bellissimo esempio di prodotto maturo, anche se non sono d'accordo con l'esaltazione forse troppo a caldo di chi la definisce la migliore serie in assoluto. Anche se su questo si sfocia nei gusti personali e soggettivi. C'è da dire che è cupa, ben ricreata dal punto di vista della scenografia, dettagliata ed assolutamente carica di emotività. E sono molto felice di poter averla vista ed aver ampliato (perchè poi funziona anche  così: ti interessa quindi ti interessi e ti informi maggiormente) i miei orizzonti per un fatto successo quando ero ancora un bambino e dovevo iniziare le elementari. Sono momenti di vita che comunque ti ricordi, anche se passano, magari tra un telegiornale neanche ascoltato ed i discorsi dei genitori preoccupati sul dovere acquistare latte e verdure. Sono momenti epocali che fanno parte della tua vati, ma restano anche leggermente sullo sfondo come la caduta del Muro o la Prima Guerra del Golfo. Speriamo riescano a farne altre, senza menzogne e bugie, di questo tenore.

venerdì 12 luglio 2019

Aperitrekking a Buca delle Fate #2

Era quasi un anno fa. La considero la mia prima escursione (volontaria, nel senso che ho cercato e scelto) in un gruppo con una Guida Escursionistica. Quindi quell'AperiTrekking con Capaerrante lo considero una sorta di spartiacque riguardante le mie "gite" nella natura. Oggi molte cose sono cambiate, ed un anno è abbastanza lungo se colmato con diverse esperienze, e sebbene scelga quasi sempre di rifiutare le uscite di gruppo in zona (hanno senso quando hai la possibilità di farlo in solitaria ogni volta che vuoi?) o anche di non fare "doppioni", questa volta dovevo partecipare. E' una sorta di revival, un compleanno, o magari anche un remake. Ed ero pure curioso di vedere se a distanza di un anno esatto si trattava di un'escursione ancora longeva da poter rifare con interesse, sia per un percorso conosciuto sia per gli aneddoti riguardo la storia del territorio sia ancora per le canzoni popolari legate al mare intonate dai Radicanti o per il buon vino con sfondo il sole sulla via del tramonto. E sì, è da poter rifare senza remore.


Album fotografico Aperitrekking a Buca delle Fate #2

giovedì 11 luglio 2019

Puppet Master II (1990)


Regia: Dave Allen
Anno: 1990
Titolo originale: Puppet Master II
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Cofanetto)

Film:
Secondo capitolo della saga Puppet Master,  ed il primo neanche lo ricordo molto, quindi per niente memorabile. Anzi, una ciofeca sicuramente. E questo non è da meno. Proprio roba da B movie ed in questo magari rispetta ogni aspettativa che pubblico può farsi, Il problema maggiore è che entriamo negli anni novanta, ma regia, cast, scenografie e sceneggiatura sembrano non volersene curare. Onestamente neanche capisco il senso di fare un sequel di un film decisamente brutto che, pur divenendo un cult anni dopo, è uscito soltanto nel 1989. Insomma molto azzardo, ma evidentemente qualcuno ci ha trovato buoni elementi per poterci costruire sopra una saga. Identificato come horror, ma siamo chiari: non lo è. Giusto un paio di scene con alcune gocce di simil sangue e manichini che prendono fuoco.

Edizione: DVD
Il disco è contenuto nel cofanetto Charles Band's Puppet Master Collection che propone i primi tre film della saga in formato DVD. Traccia audio italiana in stereo e come extra soltanto trailer promozionali.

mercoledì 10 luglio 2019

Stranger Things [Stagione 3]

Anno: 2017
Titolo originale: Stranger Things
Episodi: 8
Stagione: 3
Attesissima terza stagione di Stranger Things: questa volta ho dovuto vederla tutta d’un fiato. Se la seconda era (comunque bella) più lenta e forse più di passaggio per introdurre nuovi personaggi e situazioni, questa risulta fenomenale. Supera le precedenti in un colpo solo, è intrigante, è anni ottanta anche dal punto di vista citazionistico, ci hanno messo i russi cattivi, sa di spionaggio, ha il sapore del thriller e dell’avventura, più vai avanti e più hai paura perché sai che stai per terminarla. Quindi rallenti volutamente, metti pausa, respiri e poi prosegui. Le atmosfere sono quelle giuste, anzi anche di più: a manciate potrei tirar fuori King, Carpenter, Spielberg, tutto quanto. Perderei un sacco di tempo inutilmente perché poi dovrei passare a Terminator , a Ritorno al Futuro, a La storia Infinita. Non ci sarebbe spazio e potrebbe sembrare una mera raccolta di situazioni e scopiazzature, ma è tutto tranne questo. E’ l’idea, è il sentimento di base, è una delle più belle avventure per ragazzi (intendo tutti noi) che ci siano mai state. E’ una crescita continua, dei personaggi e delle loro azioni: da bambini diventano adolescenti e crescono anche le loro azioni, i loro sentimenti e tutte le aspettative. Anche quelle del pubblico. Cambiano i problemi e con essi le priorità. Questa serie poi… è semplicemente perfetta, dovete guardarla, ed ascoltarla perchè pure la colonna sonora è stupefacente. In ordine sparso poi abbiamo altre chicche piacevoli, come la presenza di un nuovo personaggio (che nelle mimica facciale è già mostruosa secondo me) ovvero Robin, interpretata dalla figlia di Ethan Hawke ed Uma Thurman... O il poliziotto che guarda Magnum PI alla televisione, i vestiti, le auto... Goduria, e ripeto, guardatelo perchè dobbiamo parlarne.

lunedì 8 luglio 2019

La foresta della Lama

Alcune salite sono lunghe, ripide e non ne vedi la fine. Una volta che sei abituato non senti il loro peso e vai avanti senza fatica, passo dopo passo, affrontandole. L'unica titubanza che hai riguarda il fatto di non sapere quando possa finire e cosa ci sarà una volta terminato il cammino: ti accorgi però poi che resta sempre la soddisfazione di avercela fatta, migliorando te stesso e sentendoti finalmente leggero. Anche se ti coglie la pioggia all'improvviso, eppure sei preparato. Perchè il percorso che ti metti dietro le spalle resta ricco di emozioni, come quelle che il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi riesce a darti. Un'esperienza suggestiva all'interno dei boschi, partendo dal passo dei Fangacci, attraversando boschi quasi incontaminati (e vedendo quelli veramente incontaminati della Riserva del Sasso Fratino), scendendo per il Fosso degli Scalandrini ed ammirando le varie cascate, incontrando salamandre e gustandoci la natura. Questa parte degli Appennini non ha forse il fascino rude ed impervio delle Apuane, ma sa colpire quando serve con la natura rigogliosa che sovrasta Camaldoli. Abbiamo avuto anche il tempo di una visita all'interno del suo Sacro Eremo.

Album fotografico La foresta della Lama

Ammentos, Monte Castello

Una chicca sarda nell'entroterra romagnolo, sugli Appennini che costeggiano il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a Monte Castello. Arrivando da un’escursione di cui non conoscevo l’orario della fine, ed essendo anche parecchio distante, per stare largo con i tempi avevo prenotato alle 21.30. Una volta capito che sarei potuto essere a cena con un bel po’ di anticipo, ho chiamato il ristorante e spiegato che se fosse stato possibile, avrei volentieri anticipato (di un’ora) la mia prenotazione. Tutto ok, per loro poteva andare bene. Arrivo al locale, che è in paese di quattro case messe in croce lungo una strada, e vengono accolto con gentilezza e sistemato al tavolo. Attendo qualche minuto prima di ricevere il menù, ma la sala era praticamente piena, ed ero io quello arrivato con troppo anticipo. Do una lettura veloce ai piatti, tutti della tradizione sarda ed opto per un tagliere misto con salumi e formaggi (strepitoso), chiedo consigli riguardo ai culurjones (una specie di ravioli ripieni) e per dolce la sebada (una sfoglia con formaggio di capra e miele). Ovviamente come pane, quello sardo, da bere una bottiglia d’ acqua ed una Sprite (avevo terminato l’acqua, ero assetato ed il dolce lo mandavo giù a fatica). Il conto totale è stato 40 euro, trasformato in 20 grazie allo sconto del 50%. Come piatti sono molto ben curati ed anche il sapore è moto buono. Non sono in grado di fare paragoni perché non conosco la cucina sarda, ma direi che con tale sconto ne vale davvero la pena.






Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

sabato 6 luglio 2019

Le Grotte Urlanti, con Andare a Zonzo

Andare a Zonzo è stato il primo gruppo con GAE, che ho seguito su Facebook. Non sapevo bene cosa fossero questi gruppi o come funzionassero, però cercavo di prendere spunto o vedere se passavano in zone più vicine. Alla lunga ho sempre preferito, per le più disparate ragioni, agganciarmi ad altri, ma proprio oggi ho scelto quella che forse è tra le escursioni da me più lontane... Neanche a farlo volontariamente quindi. E dopo la risalita del Torrente Pavone, è la seconda consecutiva in acqua. Anche questo non è stato calcolato volontariamente. Le Grotte Urlanti si trovano all'interno del Parco delle Foreste Casentinesi, che abbraccia sia la Toscana che l'Emilia Romagna ed abbiamo avuto modo di bagnarci e rinfrescarci sul fiume Rabbi. Se si considera che chi da ArFiSi si sveglia presto, fa tre ore di fila per venire a Baratti e tre ore di fila per tornare a casa, io ho voluto azzardare con quattro ore per raggiungere Premilcuore, farmi suo 20 km a piedi nei boschi dell'Appennino (versante extra Toscana) per farmi un tuffo rigenerante. E credo di aver vinto. La cosa ganza è che nonostante non abbia mai fatto nulla con Andare a Zonzo e mi trovi a centinaia di km dai miei luoghi, becco ancora gente conosciuta in altre escursioni.

Album fotografico Le Grotte Urlanti

giovedì 4 luglio 2019

Io Sto Con Gli Ippopotami (1979)



Regia: Italo Zingarelli
Anno: 1979
Titolo originale: Io Sto Con Gli Ippopotami
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Classicissimo da TV anni ottanta. Lo avrò visto decine di volte da piccolo. E se non era esattamente questo era uno dei tanti quasi in copia carbone del duo Bud Spencer e Terence Hill. Ma che importava? Anzi, mi sbilancio: che importa? Al presente insomma. Resta spassoso, divertente, anche già sapendo cosa ti aspetti e anche già conoscendo la psicologia dei personaggi pre costruiti e che tanto sono piaciuti al pubblico. Inoltre è un cult di stampo ecologista, avanti coi tempi, senza risultare tedioso: è solo un tema sullo sfondo, da sfruttare per questa avventura africana. E nonostante la coppia abbia già girato moltissimi film insieme, alla regia abbiamo una novità: Italo Zingarelli, produttore di numerosi loro lavori, ma praticamente inesperto regista. Però per lui sostituire lo storico ed amato Colizzi non sembra molto complicato. Lo fa con semplicità utilizzando i soliti ingredienti di sempre. Risse, botte da orbi, schiaffi, arguzie, dialoghi efficaci, musichette e canzoni orecchiabili a cui aggiungere una location, quella sudafricana (o su di lì), che è un vero e proprio valore aggiunto. Onesti e simpatici anche i luoghi comuni e la mancanza di un politicamente corretto che oggi non permettono la creazione e la sopravvivenza di una genuinità davvero apprezzabile. Resta memorabile nei miei ricordi il "se non si piega, si spezza"

Edizione: bluray
L'età del film non consente miracoli e la qualità video, forse per un master non eccelso, si avvicina all'accettabile, ma soffre in alcuni punti. La traccia audio, soltanto italiana, è in DTS HD MA multicanale, ma anche questa non brilla. Gli extra sono:
  • 2 trailer
  • Continuano a chiamarlo Trinità (7 minuti)
  • La mia vita da bambino (8 minuti)

Rim Of The World (2019)




Regia: McG
Anno: 2019
Titolo originale: Rim Of The World
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.1)
Pagina di I Check Movies

Anche stavolta sarò breve. Sebbene in prodotti negativi riescano a scatenare ante parole, in fin dei conti non se lo meritano. Rim Of The World cavalca l'onda del ritorno agli anni ottanta: lo fa con successo peraltro, perchè in attesa della nuova stagione di Stranger Things (oggi 4 luglio), ieri sono stato colpito dalla locandina di questo originale Netflix. Ragazzini che salvano il mondo dagli alieni. Una bom,ba atomica di clichè e luoghi comuni per roba che il Giffoni Fil Festival ci ha già fatto vedere decenni fa. Dialoghi imbarazzanti e scopiazzati con qualche citazione, situazioni fotocopia e davvero niente di nuovo. Salvo però il senso di nostalgia, quell'arma va sempre bene.

martedì 2 luglio 2019

Il Sangue Di Cristo (2014)


Regia: Spike Lee
Anno: 2014
Titolo originale: Da  Sweet Blood Of Jesus
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Unico horror per adesso (e speriamo per sempre) di Spike Lee che non decolla mai e poi mai. Noiosa la sua retorica, quella che può andar bene in altri film o in altri generi e che lo hanno resto appunto Spike Lee. Non esagera, ed è il suo coerente marchio di fabbrica, ma stucca. Però la cosa peggiore non è tanto data dai dialoghi dei protagonisti, ma dall'inconsistenza della trama. Ok, vuoi fare il ganzo e dare un punto di vista nuovo sui vampiri (o simili)? Fallo. Ma l'originalità utilizzala per portare un film sui nostri schermi, non per fare un casino assurdo tra il (boh) grottesco ed il (ariboh) raffinato). Onestamente fanno abbastanza cacare pure le musiche. C'è molto, troppo di meglio.

Edizione: bluray
Midnight Factory ancora una volta: semplicemente sempre ben curati i loro prodotto. Custodia che dà il senso di solidità contenuta in una slipcover. Doppio artwork quindi e qualità video ed audio come sempre al top. Abbiamo anche il solito booklet di 10 pagine a colori, mentre gli extra del disco sono composti solo dal trailer.

lunedì 1 luglio 2019

Il Fantasma Del Pirata Barbanera (1968)

Regia: Robert Stevenson
Anno: 1968
Titolo originale: Blackbeard’s Ghost
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
E’ un classicone Disney degli anni sessanta, quindi praticamente tutto ciò che di negativo possiamo trovare in questi film, è all’interno della pellicola di Stevenson. Ma con moderazione, è meno stucchevole e smielato del solito, pur essendo un prodotto sparato per le famiglie con i bambini. Fantasmi, pirati, i faccini di Dean Jones e Suzanne Pleshette, le battutine ironiche, le smorfie a bravi ragazzi, onesti e puliti, le gag comiche. Tutti ingredienti che si possono digerire senza eccessivi conati, anche oggi. Non scrivo in questo modo per fare lo sbruffone o l’hater di ogni cosa che sia uscita dal cilindro di Paperon Disney, ma è oggettivo che si tratta quasi sempre di bombe da botteghino con trame ridicole: i Marvel di ieri l’altro in poche parole. Quindi per quanto mi riguarda un premio alla longevità di tali pellicole, ed un premio all’esser riusciti ad ammaliare il grandissimo pubblico (grazie ai piccini), ma per il resto li trovo davvero ripetitivi.

Edizione: DVD
Parte della collezione Disney Family Classics, video accettabile per l’età e per il formato, traccia italiana in stereo e nessun extra a coredo.

domenica 30 giugno 2019

Torrente Pavone - Risalita in acqua

Non sembra, ma è stancante. Sto scrivendo in una sorta di collasso da sonnambulo per quella che doveva essere la mia escursione di chiusura prima della stagione estiva. Poi ho cambiato idea, e sono vittima degli eventi messi su Facebook, non posso farci nulla. Questa, ancora con Maremma Trek, comunque l'avevo già adocchiata, bloccata, e marcata già all'Isola del Giglio. Comunque deciso che il mare lo faccio durante la settimana, l'escursione al Torrente Pavone, nella Val di Cecina, può essere considerato come una valida alternativa alla spiaggia. L'escursione è stata un mix su strada ed alcuni chilometri proprio all'interno del torrente, per risalirlo ed approfittare di tanto in tanto per un tuffo refrigerante. Contrariamente a quanto credevo (esperienza Orrido di Botri) la temperatura dell'acqua era piacevole, non gelida e più volte abbiamo provate anche i classici tuffi a bomba. Il mio fondamentale abbigliamento tecnico era composto da una sacca impermeabile (Cressi Dry Bag) ed una busta per lo smartphone (Yosh Custodia), che consiglio a chiunque voglia adoperarsi in questa pratica, non dotato di gambe lunghe, e voglia fare foto.

Album fotografico  Torrente Pavone - Risalita in acqua


sabato 29 giugno 2019

Shaft (2019)

Regia: Tim Story
Anno: 2019
Titolo originale: Shaft
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies

Durante la non breve introduzione del film, con i vari titoli di testa, cerco qualche informazione in più sul film, e scopro che si tratta del quinto film, tra sequel, remake o reboot della serie Shaft, che non conosco, o non mi viene in mente. Ma più probabile la prima. Quindi si inizia maluccio, per i miei standard: come se iniziassi con Creed senza aver mai visto Rocky. La sensazione è più o meno quella, e non voglio dare la colpa a tale regista Tim Story, a Netflix o agli sceneggiatori: la mancanza è soltanto mai, ma influisce sulla visione. C’è da dire che preso singolarmente non noti poi troppe mancanze a livello di trama, anche se senti che alcune situazioni o magari frasi sono legate ad un passato che non fa parte del mio repertorio. Shaft infatti va avanti dai primi anni settanta. Questo del 2019 non so quanto ne ricalchi le impronte, ma ha il sapore di thriller leggero misto a commedia, con effetti speciali e fotografia semi ganzi, ma davvero per niente originali. Lo si guarda certo, non ci si diverte questo è chiaro, però si sente che manca qualcosa. Qualcosa di troppo per poterlo apprezzare fino in fondo.

mercoledì 26 giugno 2019

Allucinazione Perversa (1990)


Regia: Adrian Lyne
Anno: 1990
Titolo originale: Jacob’s Ladder
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Il titolo italiano dice già tante cose, anche se quello originale Jacob’s Ladder ne spiega molte di più pur essendo maggiormente criptico. Se foste soliti leggervi qualche passo della Bibbia, prima della vostra sessione serale di addominali, sapreste che ce ne è uno in particolare (Genesi 28, 12) che recita: [Giacobbe] fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, una vera e propria metafora sul tema ricorrente del film, che resta comunque un'allucinazione perversa in quasi ogni scena. La bellezza del lavoro di Adrian Lyne sta nel riuscire ad immergere lo spettatore, quanto il protagonista (Tim Robbins) in un turbinio di sogni, flashback, incubi, situazioni al confine tra la realtà ed il fantastico. Un'insieme proprio di allucinazioni che si snodano tra uno scontro in Vietnam, la vita di un reduce con le sue paure ed i suoi dubbi, i momenti sempre più complicati nel gestire la vita ed i rapporti di coppia. La fotografia che ci racconta la maggior parte delle scene, è cupa, sporca, surreale, ma adotta anche effetti speciali (per la prima volta) decisamente efficaci come le teste che si muovono velocizzate, poi riutilizzate successivamente anche in altri film. Allucinazione Perversa è un grandioso sali e scendi tra la vita e la morte, tra emozioni reali e sentimenti artificiali.

Edizione: bluray
Ancora una volta grazie a CGE ed alla linea StartUp! che ha portato in alta definizione questo film per la prima volta in Italia. La slipcover orizzontale questa volta è una lenticolare con effetto 3D dell'immagine. Cosa gradita, nonostante qualche ragazzino abbia creduto di aver inventato le lenticolari (così come le card da collezione, la numerazione e magari proprio il disco stesso). Tornando a cose ben più serie, sul retro abbiamo la numerazione (253/600 per questa copia) ed all'interno della custodia (con i nomi dei partecipanti al crowdfunding) un disco BD 50. Nonostante il master di partenza non sia eccezionale, un po' di grana qua e là, i risultati paiono molto confortanti dal punto di vista video, per l'audio abbiamo una traccia italiana in DTS HD MA 5.1. Gli extra sono i seguenti:
  •  Trailer
  • Making of (26 minuti)
  • Scene tagliate (14 minuti)
  • A vision (24 minuti)

martedì 25 giugno 2019

Happy! [Stagione 2]



Anno: 2019
Titolo originale: Happy!
Stagione: 2
Numero episodi: 10
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 La prima stagione era stata davvero una gradita sorpresa, di quelle insperate e parecchio casuali. Così appena ho visto la disponibilità per il seguito mi ci sono catapultato, sperando che mantenesse lo stesso livello. Non tutte le ciambelle escono con il buco però, e la trama di questi dieci episodi di Happy! pur cercando di ricalcare i primi, risulta un po’ acerba e troppo sconclusionata. Prima di ingranare ci mette un po’, per poi affievolire e contorcersi su se stessa nuovamente ed arrivare ad un finale che non ha rispettato le mie aspettative. I personaggi principali, escluso il buon Nick, cambiano un po’ repentinamente faccia, come se avessero da dire qualcosa in più e che il resto fosse già esaurito. Ma nella totalità non si tratta di una serie non riuscita o negativa: solo che i livelli visti in precedenza vengono solo sfiorati in alcune sporadiche occasioni. Tanto splatter, molto distante dal politically correct, divertente in molti dialoghi o situazioni, questo sì, va detto. Però anche un ben cesto di carne al fuoco che cuoce ora lentamente, ora si carbonizza. A questo punto sembra inevitabile una terza stagione con il “nuovo” Nick che resuscitato in stile Misery Non Deve Morire: forzatamente per un continuum. C’era bisogno? Sì. C’era bisogno di farlo morire? No

lunedì 24 giugno 2019

Pratomagnissima! , con AltreVie

Ne faccio tante di escursioni ultimamente, e spesso funziona così: ne scelgo una "importante" e poi mi organizzo di conseguenza. In base al posto, al gruppo, alla distanza, a l'interesse personale per ciò che non ho ancora visto. Purtroppo il sabato, caldo, afoso e soleggiato, ho dovuto lavorare, quindi i piani sono saltati, ma l'escursione "importante", prenotata ormai da tempo andava fatta ugualmente nonostante le due ore e mezzo che mi separavano dal punto di ritrovo. E' che il Pratomagno non lo avevo mai fatto, pur vedendo che in molti gruppi organizzavano trekking in quella zona. E prima o poi volevo metterci i piedi sopra ed arrivare alla croce. Ho scelto la proposta di AltreVie perchè gasava già nel nome (Pratomagnissima!) e veniva descritta come la più "tosta" organizzata dal gruppo. In cima fino ai 1592 metri, con un'ascesa totale di circa 1250 metri, e circa 23 Km di lunghezza. E' stata davvero una bella prova, e anche faticosa a tratti, pur accessibile con un buon allenamento. La cosa straordinaria però, oltre al manipolo di partecipanti, è stata la varietà di punti d'interesse trovati sul percorso. Abbiamo toccato i quattro borghi di San Clemente, Poggio di Loro, Rocca Ricciarda e Trappola, passando per boschi, torrenti e cascate, trovando ciliege e consumando le ottime frittelle di farina di castagne ripiene di ricotta. Ci siamo rilassati sui prati in erba del massiccio, abbiamo salutato le mucche e trovato il grande Franco Chioccioli, campione del Giro d'Italia del 1991. Insomma di cose in queste quasi dieci ore di cammino ne abbiamo fatte: stanchi sì, ma anche pieni di soddisfazioni.

Album fotografico Pratomagnissima!

venerdì 21 giugno 2019

Bright (2017)




Regia: David Ayer
Anno: 2017
Titolo originale: Bright
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Magari la letteratura a riguardo, così come e forse soprattutto i fumetti, hanno una vasta gamma di storie fantasy, ambientate nel presente con orchi, elfi e qualcosina del genere. A me di esempi cinematografici su questo verso invece non vengono in mente, almeno dal punto di vista ucronico in cui le specie convivono, bene o male appunto e sono l’una a conoscenza dell’altra. Insomma non un qualcosa in stile vampiri, licantropi, maghetti con le bacchette e streghe con le valige: parlo proprio di un sistema propriamente fanasy inserito in un contesto moderno. E’ il caso di Bright, che magari per ignoranza mia, lo considero più unico che raro, e questa cosa mi è piaciuta molto. Anche se i lettori più attenti sapranno che questo genere non è che mi faccia poi chissà quale bella impressione. Ho trovato intrigante comunque il plot da thriller con gang nelle strade malfamate di Los Angeles che si danno guerra, assieme ai poliziotti, quelli buoni e quelli cattivi, agli elfi ed agli orchi per conquistare l’anello, la spada, la bacchetta magica. Un po’ scontato invece il fatto di etichettare le creature dandogli una sorta di “ghettizzazione” moderna: gli orchi che sono un po’ gli afroamericani, gli elfi l’elite (ebraica? Massonica? Boh metteteci cosa vi pare) e gli uomini che fanno gli umani, corruttibili, eroici, e così via. Non è District 9 purtroppo, ma si lascia guardare davvero bene.

giovedì 20 giugno 2019

Soldado (2018)


Regia: Stefano Sollima
Anno: 2018
Titolo originale: Sicario: Day Of The Soldado
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Sequel di Sicario, con i soliti protagonisti, ma diretto dal nostro Stefano Sollima. Riprende bene i concetti, i temi e la voglia di azione sul confine messicano degli USA ed invoglia fin da subito a proseguire nella visione. Brolin e Del Toro sanno il fatto loro, grazie anche a dei personaggi che riescono a farsi amare dal pubblico. Ho trovato però alcune scelte della sceneggiatura forzate per renderli eroi anche caratteriali. Senza contare (occhio allo spoiler) Benicio del Toro che sopravvive ad un proiettile in faccia, a proposito di forzature. L'intrattenimento da film di azione è però ben studiato, con la giusta tensione ed i giusti momenti di ragionato. Non ci si annoia mai, ma neanche si sta a guardare un prodotto di esclusivi muscoli e fucili. Questa prova oltreoceano di Sollima è superata a pieni voti.


mercoledì 19 giugno 2019

Connected (2008)




Regia: Benny Chan
Anno: 2008
Titolo originale: Connected (保持通話)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Film:
E' il remake nella versione cinese (Hong Kong) del film Cellular. Ben fatto, tanta azione, tanti inseguimenti, molto rocambolesco e con alcuni colpi di scena che tengono incollato lo spettatore allo schermo. Un po' cinese negli effetti ed agli affetti, ma è giusto che sia così. Abbastanza credibile nel plot narrativo sebbene si tratti di un prodotto la cui percentuale è quasi totalmente dedicata all'azione. Non un capolavoro, ma rimane un buon prodotto adatto a tutti.

Edizione: bluray
Semplice amaray con scritta mista inglese e cinese. Video buone, diverse tracce audio italiane ed originali, tra le nostrane anche una multicanale DTS HD MA. Molto corposo il reparto dedicato agli extra, sebbene non ci sia la voce per riprodurre tutta una categoria in una volta:

  • Teaser
  • Making of (20 minuti)
  • 4 interviste (45 minuti)
  • 24 sequenze estese, tagliate e alternative 
  • Dietro le quine (1 ora e 29 minuti)
  • Trailer della linea Far East

martedì 18 giugno 2019

See You Yeterday (2019)




Regia: Stefon Bristol
Anno: 2019
Titolo originale: See You Yesterday
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.9)
Pagina di I Check Movies

Male strutturato, male assortito. Non si capisce bene se è un film per teenager, di denuncia (il produttore è Spike Lee) o un qualcosa di fantascienza che utilizza il viaggio del tempo come tema. Come se non ce ne fossero stati abbastanza, e fin qui niente male, che abbiano potuto dire la loro. E non è il caso di You See Yesterday: ha davvero poco da aggiungere, anzi. Forse l'unica cosa positiva è la comparsa di Michael J. Fox che in veste di professore pronuncia "Grande Giove". Poi la parte iniziale è un susseguirsi di figure che entrano prepotentemente nelle scene in cui basterebbero i protagonisti. Un continuo, che spezzetta la trama, la allunga svogliatamente. Riguardo al viaggio nel tempo, è praticamente a zero la parte scientifica, ma anche qualsiasi altra componente. Un The Butterfly Effect venuto coi piedi.

lunedì 17 giugno 2019

Monte Rovaio - Alpi Apuane, con AltreVie

Restiamo in zona Apuane, ormai quasi di casa, ormai troppo nel cuore per lasciarle andar via prima di concentrarsi sul mare e sulle spiagge. Questa volta il gruppo è quello di AltreVie con cui ho già avuto modo di fare altre escursioni, ma questa tra le loro risulta secondo me la più impegnativa. Nonostante il Rovaio non sia tra le cime più alte, il dislivello non è tra i più semplici, partendo infatti da Isola Santa ed arrivando in vetta. Il giro, con parte centrale ad anello per un totale di circa 11 Km e 750 metri positivi, aveva anche come filo conduttore Fosco Maraini, avventuriero ed etnologo fiorentino che ha trovato in queste terrazze e panie posti a lui cari. Siamo saliti prima nella boscaglia fino ad arrivare alla località Pizzorno. Il sentiero è passato vicino al torrente Rimondina ed il fosso del Burrone, attraverso vecchi castagneti e rigogliose faggete, quasi di colpo scomparse una volta trovata una pietraia nei pressi del Colle Panestra Abbiamo poi scoperto un suggestivo insediamento montano che presenta ancora una capanna con tetto in paglia, e successivamente la casa di Fosco Maraini, etnografo, scrittore, poeta fiorentino, innamorato di questa area montana, dove peraltro vicino ha deciso di essere seppellito.

La montagna mi fa da chiesa.
Le vere chiese, a parte la loro musica d'architetture e d'arti, mi danno un'angosciosa sensazione di Dio in scatola.
La montagna invece è Dio fresco.
Dio libero.
Dio diretto


Album fotografico Monte Rovaio - Alpi Apuane

La perla dell'Ostricaio, Livorno

Livorno, durante il Cacciucco Pride: cosa mangi? Io ho puntato su La Perla dell'Ostricaio e pur non avendo foto da mostrare, e non avendo preso personalmente il cacciucco, posso dire che è una meta da tenere in considerazione. Si trova vicino al mare (non con vista però) nei pressi nella Terrazza Mascagni, quindi ideale per la sera anche dopo o prima una bella passeggiata. Ampio spazio esterno ed una piccola salta interna, arredata modernamente, dove ci siamo accomodati. Prosecco offerto come aperitivo, acqua, e cibo ben impiattato e servito. Si vedeva anche da come gestivano le comande, molti puntavano su carpacci, cruditè etc.I prezzi non sono bassi, ma se vai sul pesce è chiaramente giusto così. I cacciucchi sono però praticamente un piatto unico, soprattutto quello alla livornese (25 euro). Su altri piatti, come antipasto burrata e acciughe, piccolo e semplice, ben curato, ma 14 euro, mentre come primo paccheri alla Mascagni (con sugo di totani) ben più abbondante e appetitbile, mi pare sui 12 euro. Il personale è attento e preparato, e con The Fork è possibile utilizzare gli yums, usufruendone ho avuto uno sconto di 20 euro sul totale.

Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

domenica 16 giugno 2019

Monte Sumbra 1765 m - Alpi Apuane

Viandante sul mare di nebbia
Eccoci ancora sulle Alpi Apuane, con il gruppo di Maremma Trek, quello che ormai è divenuto il mio punto di riferimento per certi tipi di escursioni. E le Apuane stanno diventando la mia meta preferita. Sali in vetta, continui a goderti ciò che sta sotto che si allontana e le cime più alte che si avvicinano, puoi toccare il cielo e riposare lassù per poi ridiscendere e tornare alla normalità. Sono solo pochi attimi, ma nonostante le membra stanche, ti senti rigenerato. La giornata sul Sumbra è inoltre stata particolare dal punto di vista meteo: entravamo ed uscivamo dalle nuvole, la nebbia ci oscurava la visuale e subito dopo si apriva per mostrarci il nostro premio. Ad intermittenze non regolari, scandite casualmente dal vento, strumento bizzoso di questa esperienza completamente appagante. Grazie a La Piso, che ha tirato fuori dal suo cilindro il Viandante sul mare di nebbia, mi sono emozionato cercando significati superiori su quella bruma che ci nascondeva l'infinito, dietro alla quale poteva esserci tutto e niente. Ero contemplativo come il viandante, e tutti noi lo siamo nella vita, di fronte a ciò che non conosce, celato da fattori esterni su cui poco può. Quel mistero che ci induce ad andare avanti, o ad attendere che la nebbia si diradi, per scoprire cosa ci riserba, è un qualcosa di sorprendentemente commovente.

Album fotografico Monte Sumbra 1765 m

venerdì 14 giugno 2019

Il Cattivo Tenente (1992)




Regia: Abel Ferrara
Anno: 1992
Titolo originale: Bad Lieutenant
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Crudo. Come il protagonista interpretato da Harvey Keitel, un tenente della polizia di New York, corrotto, depravato, alcolizzato, drogato, meschino, succube del gioco d'azzardo... Ma ha anche dei difetti. La trama, con il continuo sottofondo di una finale al meglio delle sette partite tra Caps e Dodgers. non ha un vero e proprio fulcro e non si sviluppa come i soliti thriller e polizieschi: racconta lo scampolo della vita miserabile del Cattivo Tenente e la sua discesa psicologica verso gli inferi, l'illuminazione che sembra colpirlo, ed un'espiazione che crede di affrontare. Il compito di questo individuo, nella visione di Ferrara si limita nel vagare per le strade del Bronx, non tanto per (anzi mai) servire la legge, ma per arraffare denaro o droga, riscuotere favori, piazzare scommesse. Un circolo vizioso che lo porterà ad affondare nella buca che lui stesso si è scavato. Un viaggio senza ritorno che attraversa tutta la perdizione e la regia attenta non si lascia scappare un colpo, mostrando tutto quanto sullo schermo, senza la possibilità che lo spettatore possa essere empatico e riconoscere il tenente (sempre senza nome) come una qualsiasi sorta di anti eroe noir. Un lavoro spietato e realista dell'animo umano.

Edizione: bluray
Partecipo spesso e con interesse alle StartUP! di CG Entertainment di cui questo lavoro fa parte. Slipcover orizzontale con sul retro il numero della copia (412/500) e Scanavo all'interno. Hanno utilizzato due artwork differenti. La versione presente nel disco bluray è quella estesa di 96 minuti, senza tagli, la cui qualità video non sembra eccelsa soprattutto in alcune delle numerose ambientazioni scure. Per quanto riguarda la traccia audio italiana abbiamo un DTS HD MA stereo. Abbiamo anche un booklet a colori di 16 pagine curato dalla RaroVideo, mentre gli extra su disco sono:

  • Making of (34 minuti)

I Am Mother (2019)


Regia: Grant Sputore
Anno: 2019
Titolo originale: I Am Mother
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies

Mi è venuto da pensare a tanti film di fantascienza, ma quelli la cui componente era più forte sono Terminator ed Ex Machina. Il mondo è (forse? presumibilmente?) privo di esseri umani, estinti o per una guerra o per cambiamenti climatici o perchè divenuto invivibile a causa di radiazioni e virus. O magari per i robot hanno avuto il sopravvento. Attraverso la clonazione embrionale però la protagonista ragazzina vive una vita solitaria accudita dalla madre robot che si prende cura di lei e di cui si fida (quasi) ciecamente e si affida per la vita quotidiana e futura. Molto bello ed intrigante questo rapporto che può anche essere visto come come una sorta di religione (tutte le risposte, anche se scientifiche, hanno un0unica fonte) che viene meno quando subentra il fattore esterno (Hilary Swank) che inonderà di dubbi esistenziali e metterà a dura prova la ricerca della verità o di ulteriori domande a cui dare risposte. La pellicola si basa molto sul dialogo, le immagini si basano quasi essenzialmente sulla scenografia e l'ambientazione interna, molto curata. Gli esterni lasciano invece a desiderare, sembra che ci sia troppo utilizzo di CGI. Il rapporto di fiducia ed ambiguità, tra made e figlia , creatore e prodotto, guardiano ed accudito, sono sia inquietanti che naturali e spingono la visione del film, che però sembra decollare, ma lo fa con scarsa presenza di informazioni. Lento in alcuni passaggi, il finale cerca di rispondere a molte domande, ma inserisce volutamente anche una zona interpretativa con cui lo spettatore dovrà fare i conti.

giovedì 13 giugno 2019

Linea Mortale (1990)





Regia: Joel Schumacher
Anno: 1990
Titolo originale: Flatliners
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Linea Mortale fa parte di quella nutrita schiera di pellicole a cavallo tra gli anni ottanta ed i novanta che entrano di diritto, nonostante alcuni limiti, in quelle che per me sono dei cult. A partire dai nomi che compongono il cast, vere e proprie icone di un cinema che mi ha accompagnato in quei bellissimi anni: Kevin Bacon (da sempre tra i miei preferiti), Kiefer Sutherland, William Baldwin e Julia Roberts. Ma non è soltanto una questione di volti (giovani che accendono adesso un po’ di nostalgia) visto che anche l’ambientazione, con quella punta di mistero, quelle sporadiche luci al neon, quella giusta dose di emozioni da horror che però ti permettono di godere della visione anche se sei decisamente giovane. Cioè, gli ingredienti che lo compongono sono molti, ed hanno tutti contribuito, assieme ad una corposa messa in onda in TV, a renderlo appetibile per i ragazzi della mia generazione. La storia, che punta ad avere una valenza parascientifica, però ha diversi limiti strutturali ed un’abbondanza di semplicismo che non lo rendono un prodotto troppo longevo, soprattutto se visto oggi. Scoprire cosa ci sia dopo la morte con un approccio di tipo medico – scientifico è interessante: peccato che questa sia soltanto una base, praticamente mai rispettata per tutta la lunghezza della pellicola. Con tanto di messaggino, scontatissimo, morale per cui dobbiamo sistemare i conti con il passato, chiedere scusa se siamo stati cattivi, altrimenti faremo i conti con il karma, i fantasmi che ti mettono in riga e così via. L’elemento horror insomma non è di quelli sensazionali, ma la visione resta un crogiuolo di belle e simpatiche emozioni e lo spettatore resta incuriosito dalla promessa dell’approccio logico sull’aldilà.



Edizione: steelbook
Bella, carina anzi, la steelbook con un artwork secondo me accattivante, ma non troppo. Il video è ok, sembra un prodotto più giovane, non del 1990, la traccia audio italiana non mi ha esaltato pur essendo una PCM multicanale. 

mercoledì 12 giugno 2019

Risvegli (1990)




Regia: Penny Marshall
Anno: 1990
Titolo originale: Awakenings
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
La trama che vediamo in Risvegli, con Robert De Niro e Robin Williams come protagonisti, si basa su una storia vera. Certamente romanzata, certamente riadattata al mondo cinematografico, ma essendo il Dottor Sacks ed i suoi pazienti esistiti realmente, il cast e gli sceneggiatori hanno avuto modo di prepararsi documentandosi ed incontrando i soggetti reali. Sottolineo questo perché le prove di recitazione, non solo dei due grandissimi succitati, così come la sceneggiatura e le ricostruzioni degli ambienti risultano al tempo stesso curate e minuziose, ma anche un po’ celebrative in positivo. E’ un bene perché, tralasciando una breve parentesi centrale troppo da favola miracolata, la drammaticità di ciò che ci viene proposto è bene delineata. Non si esagera quasi mai, i più sensibili riusciranno anche a commuoversi, ma senza forzature. La veridicità del raccontato è sempre in bella presenza, eppure come dicevo c’è un “quasi” su qualche punto che stona. Vuoi un po’ di ilarità (che sia chiaro non guasta mai eh), vuoi un po’ di romanticismo, vuoi un po’ di fretta nel portare avanti determinate scene.

Edizione: bluray
Scarna amaray con traccia italiana in DTS HD MA stereo e nessun extra.

lunedì 10 giugno 2019

La Locanda di Fonte alla Vena, San Quirico d'Orcia

Eccoci di nuovo con TheFork: coem tutti sanno, sconti o non sconti, per facilitarmi le cose e rischiare di non trovare posto, mi organizzo un po' prima e prenoto tramite l'app, scorrendo il menù, i prezzi e guardando la distanza generica della zona. Comodo essenzialmente, ma certe volte ci sono delle vere e proprie chicche. La Locanda di Fonte alla Vena si trova a San Quirico d'Orcia, paese molto piccolo, ma sta fuori dalle mura, quindi non può essere considerato in centro sebbene a piedi siano meno di cinque minuti. Ci siamo messi fuori, al venticello, in quanto eravamo accaldati, ma l'esperienza è stata piacevole nonostante la strada fosse trafficata (molto poco, ma è la via principale) da automobili. L'interno, occhiata veloce, sembra carino e  ben curato. Il personale si dimostrato gentile, accogliente, interessato a noi ed ha proposto anche consigli senza essere invadente. Ci sapevano fare. Acqua, due calici di rosso della zona, antipasto di crostini toscani, uno splendido carpaccio di funghi, pici all'aglione, tagliatelle (sciocche) alla nana (con ragù di anatra ), due fette di torta ed un agrumato del Monte Amiata. 76 euro, su cui non vi erano sconti. Forse l'unico neo è la posizione, tutto il resto molto buono.






Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

Val d'Orcia - Il meglio ad anello, 24 km

Ne ho fatte tante, anche tantissime se vogliamo. Sicuramente più lunghe, sicuramente più impegnative per dislivello e per tecnica da impegnare. Il maxi anello San Quirico d’Orcia, Pienza, Bagno Vignoni e ritorno a San Quirico passando da Vignoni Alto, ti mette alla prova. Sono i classici, truffaldini, 24 Km su strade bianche con soltanto l’ultimo tratto di salita impegnativa. Se vogliamo tutto tranquillo e fattibile, con un po’ di allenamento e la dovuta calma. Ciò che ha reso questa escursione maggiormente provante rispetto alle altre è stato il caldo esagerato e senza ritegno che ci ha accompagnato dall’inizio alla fine. I paesaggi sono quelli bellissimi della primavera: arrivata con u po’ di ritardo ha fatto sì che questo giugno fosse godibile per i mille colori che dipingono i campi, i quadri o le cartoline. Dipende cosa vogliamo osservare ed apprezzare. Il sole però non è stato affatto clemente con noi viandanti che partiamo la mattina presto e ci impegniamo per una traversata in cui mettiamo alla prova noi stessi ed in nostri limiti. Difficile possano esserci posti e colli più suggestivi, difficile trovare sensazioni migliori, grazie alle persone che compongono il gruppo. Ognuno pronto ad ascoltare e ad aiutare l’altro. Un cammino da ripetere più volte, in diverse stagioni dell’anno.

 Album fotografico Val d’Orcia – Il meglio ad anello, 24 Km.

sabato 8 giugno 2019

Trekking sul Monte Cetona, con Kilomero Inverso

E' bello variare, non restare sulle solite posizioni, spaziare dai veri Monti delle Apuane, a quelli più bassi, ma altrettanto suggestivi come il Monte Cetona. Con i ragazzi di Kilometro Inverso che ci mostrano una veduta a 360 gradi su Toscana, Umbria e Lazio. C'è davvero di tutto, Val d'orcia, val di Chiana, salite e discese, ma soprattutto le emozioni forti del gruppo che si muove. Ognuno con il proprio passo. Chi va forte, chi va piano, chi si ferma per riposare, chi lo fa per aspettare gli altri. Chi cammina per ammirare il paesaggio, chi lo fa per conoscere gente e chi si mette alla prova. Per Cammini più importanti. Ma tutti sono e belli, e domani si ricomincia.

Album fotografrico Trekking sul Monte Cetona

venerdì 7 giugno 2019

Aggiornamento Oxygen OS 9.0.6





Questa volta non ho atteso l'aggiornamento OTA, ma appena ricevuta la notifica da parte di Oxygen Updater ho proceduto all'installazione di Oxygen OS 9.0.6 a distanza di circa un mese dall'ultima volta. In questi giorni ho ricevuto diverse notifiche da parte dell'applicazione che eliminavo senza badarci troppo: riguardavano il supporto ai nuovi prodotti di OnePlus, quelli della serie 7, che al momento non mi interessano. Questo che è credo sia lo smartphone più longevo che abbia tenuto, ed i continui aggiornamenti mi invogliano a proseguire per questa strada. Le novità della versione 9.0.6 riguardano:

  • Aggiornamento della patch di sicurezza Android a maggio 2019
  • Correzione di bug e miglioramenti generali
  • Supporto per Quick Paring del Bullets Wireless 2
  • Fissati problemi riguardanti la stabilità del bluetooth

giovedì 6 giugno 2019

Black Mirror [Stagione 5]

Anno: 2019
Titolo originale: Black Mirror
Stagione: 5
Numero episodi: 3

Appena arrivata su Netflix, non potevo non guardarla, anche se ormai non tutti gli episodi di Black Mirror hanno quel che di sensazionale presente nelle prime stagioni. C’era però da aspettarselo eh, nessuna sorpresa. Resta però il fatto che sia chiacchierata ed anche solo per curiosità scommetto che gran parte del suo pubblico, anche quello più deluso e critico, ogni volta che escono nuovi episodi, siano curiosi di testarli. Anche Bandersnatch, il film interattivo del medesimo franchise, in me ha riscosso molte aspettative. Ed a dire il vero, le ha pur rispettate. Cosa che però non è avvenuta con questi ultimi tre episodi, in cui si perde ancora di più il senso iniziale della serie a mio avviso. Manca l’effetto WOW, manca la componente pesante, quella oppressiva e se vogliamo distopica, in cui la tecnologia ci sovrasta. Sono tutti e tre abbastanza poco futuristici, forse troppo legati al presente: resta sì la componente critica, ma forse orma siamo talmente assuefatti dai videogame, dai social network e dai vari gadget che non facciamoi più caso a niente e difficilmente queste trame riescono a stupirci

mercoledì 5 giugno 2019

Il Detenuto [Stagione 1]

Anno: 2018
Titolo originale: El Recluso
Stagione: 1
Numero episodi: 13

Solitamente film o serie TV ambientati nelle carceri hanno sempre il loro fascino. Non cito le numerose pellicole, ma almeno le serie che mi vengono in mente: da OZ che è sensazionale a Prison Break che pur scivolando con le stagioni successive nel ripetitivo è altrettanto fenomenale almeno inizialmente, ed arrivando a OITNB che ha un suo perché fino a quando non si trasforma in serie troppo leggera. Ho fatto questa semplice lista perché il genere più o meno funziona sempre, con qualche alto e basso, ma diciamo che è intrigante. Credevo e speravo potesse essere così anche per Il Detenuto. Si tratta invece di una serie, lunga peraltro con i suoi ben 13 episodi, davvero imbarazzante. Una trama che vira qua e là in cerca di un obiettivo da raggiungere, che si rivelerà inconsistente, un’accozzaglia di personaggi senza spessore fanno sì che si perda interesse fin dalle prime battute. E non basta dargli incarichi sopra le righe per renderli interessanti. Purtroppo le nuove produzioni offrono anche questa roba di poco conto.

martedì 4 giugno 2019

King Of New York (1990)




Regia: Abel Ferrara
Anno: 1990
Titolo originale: King Of New York
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Il genere è quello legato alla malavita, una sorta di thriller e gangster movie, che Abel Ferrara sa come  mostrare al pubblico. Grazie anche ad un cast giovane per l'epoca, ma di estrema rilevanza. Walken, Fishburne, Buscemi, Snipes... Non mancano certo i nomi ad impreziosire questa pellicola. La trama fa leva sul re, l'unica figura possibile nello stupendo sfondo di una New York pericolosa che funge da scrigno per chi vuole imporsi e dominare gli altri. La figura di Frank White è una di quelle al limite, tra il farabutto senza pietà ed il quasi eroe mecenate che lotta per il proprio quartiere. Non abbiamo però uno scontro emotivo e psicologico tra queste due componenti caratteriali: il protagonista è semplicemente così, ambiguo nel modo di gestire gli affari ed i sentimenti. Crudo come film, non lascia intendere niente perchè riesce a mostrare tutto, senza però sforare oltre il limite dell'accettabile. E' proprio questo il suo punto di forza.

Edizione: bluraay
Versione senza arte nè parte, scarna, nessun extra, ma traccia italiana in LPCM 2.0 e una resa video che va per le vie giuste.

lunedì 3 giugno 2019

Pania della Croce, 1858 m, la Regina delle Alpi Apuane

Foto di Renzo Ciolfi
Dopo la sgambatella di allenamento fatta sull'Amiata, rinunciamo ancora alle spiagge affollate e prese d'assalto dagli "arfisi" e puntiamo ancora una volta sulle Apuane. Si tratta del mio quarto monte (in ordine: Monte Forato, Monte MatannaMonte Croce), ma la Pania della Croce è a tutti gli effetti il più alto, con i suoi 1858 metri. Quindi ascoltando i consigli di Maremma Trek ho proceduto per gradi di difficoltà, tecnica e fisica. Il bello della montagna non sta esclusivamente nella salita e nella pendenza, ma nel fatto di arrivare in cima, guardare in alto quanto manca, guardare in basso quanto percorso ed infine avere una visuale che riesce a dominare ciò che ti circonda. Osservare altre cime, future sfide ed emozioni, osservare gli Appennini da una parte, il mare dall'altra, volgere lo sguardo fino alla Gorgona, Capraia, la Corsica e l'Elba, vedere Palmaria e le Cinque Terre. Ma anche entrare in sintonia con il gruppo, non è cosa da meno, parlare di altri obiettivi comuni, viaggi campati in aria che potranno concretizzarsi, fare progetti a breve, medio e lungo termine e condirli di valutazioni filosofiche su aspettative, idealizzazioni ed improvvisi cambi di programma.

Album fotografico Pania della Croce, 1858 m

sabato 1 giugno 2019

Monte Amiata 1738 m, con Maremma Trek

Finalmente è arrivato un weekend in cui non piove, o in cui non dobbiamo preoccuparci delle negativissime condizioni meteo. Fa caldo, c'è il sole, non si lavora. Tre elementi fondamentali per passare una bella giornata al mare, sotto l'ombrellone, o sdraiati sulla spiaggi ad oziare piacevolmente. Ed il dolce suono delle onde come sottofondo...  Ed invece no!! Per il mare c'è tempo, anche se inizio a sentirne un po' il bisogno. Ormai anche giugno voglio dedicarlo per quanto possibile alle escursioni, e si torna in compagnia di Maremma Trek, al fresco, a tratti glaciale, del Monte Amiata. Per me non è certo una novità quella zona, ma non mi ero mai addentrato per il bosco di faggi in una salita fino alla vetta che tocca i 1738 metri. Si sale e si scende e si risale per circa 650 metri dichiarati, anche se in cuor nostro sappiamo essere qualcosa di più, come del resto i 13 km del programma. Lascio come al solito in fondo all'articolo il link per le foto.

Album fotografico Monte Amiata 1738 m

giovedì 30 maggio 2019

What / If [Stagione 1]



Anno: 2019
Titolo originale: What / If
Stagione: 1
Numero episodi: 10

Miniserie, probabilmente senza seguito, che lascia molto titubanti. Già dal titolo, mi ero fatto un’altra idea sul tema. Totalmente diversa. Credevo si giocasse sul fatto, un po’ fantascientifico magari (in stile The Butterfly Effect) di cosa potesse accadere se… O cosa invece se non… E così via. No, What / If è una sorta di thriller, intrigante se vogliamo, ma molto pretenzioso e con un brodo estremamente allungato. Abbiamo una storia principale che è davvero positiva, sebbene non rispecchiasse ciò che avrei voluto vedere, con alcuni colpi di scena che si diramano per i dieci episodi che compongono la serie. Peccato che gli autori abbiano deciso di inserire forzatamente, sì proprio con la forza, delle trame parallele che non c’entrano quasi nulla con quella dei tre protagonisti. C’hanno infilato la minoranza afro, aggredita da una pazzo psicopatico che li rapisce e li tortura… Un tantino esagerato no? E poi hanno inserito la minoranza gay, giusto per dare un po’ di pepe ed infilare un’ennesima storia romantica. Insomma, storie abbondantemente slegate da tutto il resto, infilate per allungare e fare un politically correct forzato come contentino per ogni tipo di minoranza. Però mancava il rabbino ebreo.