giovedì 9 novembre 2023

Huafeliz telecomando wireless universale

 
Purtroppo da qualche giorno il mio joypad della Shield TV ha cominciato prima a fare le bizze e poi a smettere definitivamente di funzionare, Considerando che il telecomando era già andato da un paio di anni, son rimasto senza possibilità di accedere ai contenuti interattivi proposti. Mi sono "arrangiato" con l'Android TV montato sul Sony BRAVIA, ma le vecchie abitudini son dure a morire e così mi son guardato intorno per tornare ad utilizzarla il prima possibile.Siccome i prodotti originali Nvidia costano una fiammata, e in caso di estrema necessità vado a prendere quello di Funflus, ho deciso di orientarmi su un prodotto veramente di basso costo. Senza troppi fronzoli ed incrociando le dita. Si tratta di un telecomando universale prodotto dalla Huafeliz, probabilmente una cinesata o sottomarca che non conosco. Fatto sta che è arrivato dalla Spagna in pochissimo tempo ed ergonomicamente è parecchio più comodo, anche se meno futuristico e più rigido, rispetto al prodotto originale per Shield TV. Si trata in effetti di un telecomando utilizzabile su qualsiasi Box TV Android e non specifico per qualcosa. La connettività è wifi e avviene in maniera automatica tramite il ricevitore da collegare ad una presa USB. Purtroppo non è a batteria ricaricabile, ma a pile AAA (non comprese). Ecco le sue caratteristiche principali:
  • Può essere usato come "air" mouse con puntatore:scomodo come qualsiasi cosa del genere nonostante il giroscopio anti tremore. 
  • Compatibile essenzialmente con prodotti per Android TV Box Mxq, M8,Mxq Pro, M8N, M8S,M8C,M10, M12, M12N, M12S, T95M, T95N, T95x, MX9, H96, x96s x96 max x96 mini H96 Pro + XBMC streaming media player
  • Ha un microfono incorporato che si connette a Google per le ricerche dei film etc

mercoledì 8 novembre 2023

Trentino – Castello del Buonconsiglio

 Visto che sta prendendo il via a scrivere i vecchi articoli, avendo un sacco di buchi a disposizione tra un'ora e l'altra, e considerando i quarti d'ora accademici che si susseguono repentinamente, ne approfitto anche io e pubblico i suoi manoscritti (trasposti in caratteri stampati grazi alla nostra Intelligenza Artificiale). Siamo arrivati al pomeriggio del mio secondo giorno di visita, quando siamo andati a  Trento.

Una volta abbeverati e rifocillati, decidiamo di scendere la montagna e passare il primo pomeriggio approfondendo la conoscenza di Trento; da prima una piccola passeggiata nel centro storico, successivamente la visita di uno dei più importanti e prestigiosi monumenti della città, ovvero il Castello del Buonconsiglio.

Torre Vanga

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Una volta effettuata la ricognizione nel centro storico, arriviamo alla nostra meta e qui, spinti anche dall'enorme sconto rivolto ai docenti italiani, ben due euro sul totale, accettiamo la proposta della visita guidata alla Torre dell'Aquila, che sarebbe partita di lì a poco. Per questo motivo facciamo a corsa l'intero complesso fino al terzo piano e una volta terminata questa prima visita, dovremmo procedere in senso contrario.

La zona più antica del castello, come ovvio, prenderà il nome di Castelvecchio, che verrà ampliata in varie fasi della sua storia a partire dal XIII secolo, ma in particolar modo sotto l'egida dei principi-vescovi Giovanni IV Hinderbach e Bernardo Cles.

Come accennato in precedenza, la prima parte del castello che visiteremo, è la Torre dell'Aquila con i suoi famosissimi affreschi inerenti al ciclo dei mesi del maestro Venceslao; ogni parete infatti è abbellita da varie scene di quotidianità divise per mese, a parte quello di Marzo andato perduto. Caratteristiche importanti, oltra alla vivacità degli affreschi, sono le scene rappresentate nel continuo rapporto tra nobiltà e ceto popolare. Possiamo notare come personaggi principali nobili, cacciatori, agricoltori e come essi siano rappresentati con minuzia di particolari; in tal modo è rappresentato anche il susseguirsi del tempo, infatti ogni mese ha delle proprie peculiarità. Molto suggestivo è il mese di gennaio che è da molti considerato come prima rappresentazione di un tipico paesaggio invernale col suo manto nevoso.

Vista nel suo insieme

Gennaio:

Una volta terminata la visita non ci resta che, a ritroso, riprendere dai piani alti la visita dell'intero complesso, divenuto un vero e proprio museo. Debbo affermare che alcuni di questi luoghi, vuoi per la stanchezza, vuoi per l'immensità delle sale e delle opere esposte, siano state da me sottovalutate. Nell'ultimo piano, oltre alla cappella hinderbachiana (con immagini dei quattro evangelisti e quattro dottori della chiesa), sono presenti anche collezioni di stufe in maiolica di stampo tedesco, vere e proprie opere d'arte.

Il terzo piano termina con la "Sala dei Vescovi" dove domina una serie di affreschi di ritratti vescovili in particolar modo eseguiti dal pittore Fogolino. Qui è presente l'effige di Bernardo Cles così come quella dell'ultimo vescovo Pietro Viglio Thun con il cui governo si conclude la storia del principato alla fine del settecento.

Gli altri due piani, così come quello terreno, sono pieni zeppi di opere d'arte che vengono un pochino snobbate e viste velocemente in quanto è presente anche una mostra intitolata "I Volti della Sapienza, Dosso e Battista Dossi nella biblioteca di Bernardo Cles" che ci prosciuga le ultime energie. Erano presenti una serie di ritratti di sapienti dell'antichità, addirittura alcuni pure stampe fotografiche degli originali, ma non sappiamo perché non era possibile fotografarli; Jack lo ha fatto e hanno sgridato me, questo ha dell''incredibile. La bellezza della mostra però è nell'ultima sala, dove sono stati disposti, per una migliore visualizzazione, affreschi che saranno riposizionati nel soffitto ligneo.

Il giro prosegue nelle altre sale contigue fino a giungere i piani interrati con il consueto chiostro; qui troviamo raccolte di epoca romana e pre-romana, per questo il nostro percorso non è stato cronologicamente perfetto.

La Cappella

Infine presente in una delle sale la Madonna col Bambino, una delle pochissime testimonianze di scultura in pietra policromata in area trentina.

La visita finisce con il Refettorio ubicato dentro il bar del castello e con il nostro pranzo alle 15.30 del pomeriggio, ma in una via adiacente. La giornata non è ancora terminata, ma decidiamo che è giunta l'ora di tornare a Folgaria, riposarci un po' prima di andare in paese e mostrare a Jack il luogo in cui vivrò per un anno. Tappa da Giorgio per cena e pronti per una nuova avventura il giorno successivo.

Sex Crimes (1998)

 
Two women, their heads just above water, staring intently. Two men stand in the foreground.
Regia: John McNaughton,
Anno: 1998
Titolo originale: Wild Things
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Lo vidi la prima volta quando uscì, ai tempi dei videonoleggi. Sempre piaciuti sia Dillon che Bacon che resta tra i miei preferiti, ed ovviamente anche la combo Neve Campbell e Denise Richards. Però al di là dei volti coinvolti nel cast, la sceneggiatura è sempre stata accattivante. Certo, a venticinque anni di distanza qualcosa lo si perde per strada e fare oggi un film su falsi crimini sessuali forse sarebbe da ban immediato, ragione in più perchè questo resti un grande film. Inoltre si conosce già il finale, ma i continui colpi di scena o plot twist come oggi fa comodo chiamare, possono generare ancora sorpresa ed interesse. Del resto al storia non è complicatissima e la si segue bene ed in maniera rilassata, così da potersi godere il finale con un ritmo ben studiato per essere in crescendo. Tra l'altro non ricordavo tutti (o forse neanche ero andato avanti ) i segmenti successivi ai titoli di coda, che chiariscono eventuali buchi di trama per i più puntigliosi. Mi piace inoltre pensare che la figura dell'avvocato interpretato da Bill Murray sia stata in parte presa d'esempio per quella di Saul Goodman. 

martedì 7 novembre 2023

Trentino – Sentiero Forra del Lupo e Forte Dosso delle Somme

 Vi ricordate quando sono andato in Trentino questo autunno per portare doni ed affetto a Funflus? Finalmente ha iniziato a scrivere i relativi articoli delle nostre scorribande in montagna. Ecco il primo:

Il buon Jack anche questa volta fa sentire la sua presenza in qualità di fratello maggiore; carica la macchina di ogni piccola necessità rimasta in quel di Piombino e si fa la bellezza di cinque ore di autostrada per portarmi ogni sorta di viveri. Ora, non esagerando con i complimenti, è qui anche per gustarsi nuovi cammini e nuovi monti, quindi il lato negativo della faccenda è il fatto di: "sveglia e caffè, barba e bidet.... presto che perdo il...."

Insomma sveglia come i marines, freddo glaciale, acqua, zainetto e sentieri ormai programmati da giorni.

Il sabato mattina decidiamo di avventurarci, partendo dalla frazione di Serrada, in un sentiero articolato e trincerato che percorre l'alto versante orografico della valle di Terragnolo, fino a raggiungere, con un dislivello di più di 400 metri, il grandioso Forte Dosso delle Somme. Per gli antichi cimbri Klebostuo, per gli austriaci Wolfsschlucht, la Forra del Lupo è una gola incastonata tra pareti di rocce dove abbiamo lasciato anche la nostra firma nel diario ben custodito in una grotta.

La partenza

La Forra del Lupo

Il Forziere

Il percorso continua con impervie salite che mi fanno perdere il fiato ma non la voglia di arrivare in cime; qui incontriamo anche una delle più antiche strade per slitte dei Terragnoli, ovvero la strada dei Trogari che percorriamo fino ad arrivare ad un altro punto fondamentale dell’apparato difensivo austro-ungarico della prima guerra mondiale.

La galleria dei fucilieri, mi pare si chiamasse così, ci fa capire quanto fosse completo il sistema difensivo sebbene lo avessimo già intuito dalle foto storiche che seguono tutto il cammino. Le condizioni erano estreme e se consideriamo che sono solo uomini che obbediscono a persone al calduccio, un po’ fa pensare.

La Galleria

il sentiero termina, o meglio, la prima parte, finisce con l’arrivo in quota al Forte Dosso delle Somme, ultimo tra le fortificazioni ad essere costruito nelle piane di Folgaria, tra il 1911 e il 1914. Uno tra i più importanti e tecnologici tra i forti austroungarici, tant’è che era classificato al quinto posto, aveva l’onere della difesa del Passo Coe e di tutto l’altopiano compresa la città di Rovereto. Pur rimanendo integro durante la guerra fu dismesso negli anni ’30 in modo da poter prelevare il metallo contenuto nella copertura.

Ad oggi il forte è così:

Ormai siamo a metà del cammino e il giro ad anello ci farà ritornare, passando per le piste da sci, verso il paese di partenza, ovvero Serrada. Non ci facciamo però mancare una gustosa e meritata colazione.

Serrada, piccolo paese già visitato, è la conclusione del percorso ad anello effettuato nella mattinata. Un altro tuffo in un passato glorioso quanto mai tragico.

Scacco matto!



Riciclare bottiglie con CORIPET

 
Come tutti sanno o dovrebbero sapere limitare i propri consumi e creare meno rifiuti possibili è fondamentale ai giorni d'oggi per la salvaguardia nostra e del pianeta. Oltre a questi passi, quando non è possibile riutilizzare i propri scarti, dovremmo riciclare nel migliore dei modi. Quasi tutti i comuni si sono attrezzati con cassonetti separati per la raccolta differenziata o per il porta a porta, quindi ormai dovremmo aver impostato le nostre abitudini sul corretto smaltimento. Voglio segnalare inoltre un'iniziativa interessante (tra le tante altre) proposta dal consorzio CORIPET, che si occupa del riciclo di bottiglie in PET (on tutte le bottiglie comunemente dette "di plastica", ma buonissima parte). Attraverso un sistema di economia circolare CORIPET ha installato nei pressi di alcuni supermercati (nel caso di Piombino, al Conad di Via Lerario o al BricoIo sulla Geodetica)) degli ecocompattatori per raccogliere le nostre bottiglie. Come funziona nello specifico? Basta scaricare l'apposita applicazione e registrarsi. A questo punto avremo un codice a barre univoco che ci contraddistingue e sarà possibile associargli anche altre carte relative a supermercati (ho aggiunto quella di Conad ad esempio). Dall'applicazione è possibile vedere i punti di raccolta più vicini a noi e se sono attivi o guasti (eventualmente segnalare un problema tramite l'app) e mostrare il codice a barre al lettore posto sull'ecocompattatore. Una volta riconosciuti possiamo procedere all'inserimento di una bottiglia per volta: importante è che non siano schiacciate (ci penserà la macchina) e che abbiano ancora attaccata l'etichetta. Questo è importante perchè il compattatore leggerà il codice a barre della bottiglia e capirà quindi che si tratta di PET, accettandola, o di altro materiale, rifiutandola. Dall'applicazione è possibile seguire i propri contributi (aggiornati il giorno successivo all'inserimento) con il numero di bottiglie raccolte, la quantità di PET che sarà riciclato e la quantità di CO2 risparmiata. Sono previsti dei circuiti premio con sconti e buoni da utilizzare nei supermercati. Ad esempio, direttamente con CORIPET è possibile utilizzare uno sconto del 2% per acquistare gift card Feltrinelli con appena 30 bottiglie, oppure uno sconto del 20% per piantare o adottare un albero con ZeroCO2 con 100 punti. Mentre associando anche le proprie carte fedeltà potremo avere dei buoni presso il proprio supermercato come Conad che prevede 3 euro di sconto a fronte di una spesa di 15 euro  con 200 bottiglie riciclate. Che aspettate? Unitevi anche coi a CORIPET,

Obbligo O Verità (2019)

 
Regia: Giles Alderson
Anno: 2019
Titolo originale: The Dare
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.1)
Pagina di I Check Movies
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Bruttoccio e di seconda categoria. Fin da principio richiama il primo irraggiungibile Saw, ma   la sceneggiatura non riesce a seguire una linea precisa e mischia horror violento con flashback mal montati e prova a dare spiegazione e senso a ciò che lo spettatore sta vedendo. Anche la parte chiarificatrice in cui i malcapitati protagonisti accendono la lampadina nella propria memoria risulta scritta malissimo, inconsistente e soprattutto per niente realistica. A confronto il resto, ovvero l'omaccione che li tortura con apparente motivo di vendetta sembra più logico. C'è da dire che almeno non si tratta del classico film tutto violenza fine a se stessa: il soggetto prova a dare un risvolto psicologico andando a cambiare punto di vista, a mio avviso però senza successo. Per colpa dei flashback è tutto molto telefonato e quello che può essere definito come colpo di scena, arriva ormai in un momento poco adatto. Violento sì, ma non estremo e soprattutto si frena quando non si dovrebbe e si accelera senza motivo. Così per dare il doppio volto umano e pazzoide all'aguzzino di turno.