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giovedì 9 novembre 2023
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mercoledì 8 novembre 2023
Trentino – Castello del Buonconsiglio
Una volta abbeverati e rifocillati, decidiamo di scendere la montagna e passare il primo pomeriggio approfondendo la conoscenza di Trento; da prima una piccola passeggiata nel centro storico, successivamente la visita di uno dei più importanti e prestigiosi monumenti della città, ovvero il Castello del Buonconsiglio.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Una volta effettuata la ricognizione nel centro storico, arriviamo alla nostra meta e qui, spinti anche dall'enorme sconto rivolto ai docenti italiani, ben due euro sul totale, accettiamo la proposta della visita guidata alla Torre dell'Aquila, che sarebbe partita di lì a poco. Per questo motivo facciamo a corsa l'intero complesso fino al terzo piano e una volta terminata questa prima visita, dovremmo procedere in senso contrario.
La zona più antica del castello, come ovvio, prenderà il nome di Castelvecchio, che verrà ampliata in varie fasi della sua storia a partire dal XIII secolo, ma in particolar modo sotto l'egida dei principi-vescovi Giovanni IV Hinderbach e Bernardo Cles.
Come accennato in precedenza, la prima parte del castello che visiteremo, è la Torre dell'Aquila con i suoi famosissimi affreschi inerenti al ciclo dei mesi del maestro Venceslao; ogni parete infatti è abbellita da varie scene di quotidianità divise per mese, a parte quello di Marzo andato perduto. Caratteristiche importanti, oltra alla vivacità degli affreschi, sono le scene rappresentate nel continuo rapporto tra nobiltà e ceto popolare. Possiamo notare come personaggi principali nobili, cacciatori, agricoltori e come essi siano rappresentati con minuzia di particolari; in tal modo è rappresentato anche il susseguirsi del tempo, infatti ogni mese ha delle proprie peculiarità. Molto suggestivo è il mese di gennaio che è da molti considerato come prima rappresentazione di un tipico paesaggio invernale col suo manto nevoso.
Vista nel suo insieme
Gennaio:
Una volta terminata la visita non ci resta che, a ritroso, riprendere dai piani alti la visita dell'intero complesso, divenuto un vero e proprio museo. Debbo affermare che alcuni di questi luoghi, vuoi per la stanchezza, vuoi per l'immensità delle sale e delle opere esposte, siano state da me sottovalutate. Nell'ultimo piano, oltre alla cappella hinderbachiana (con immagini dei quattro evangelisti e quattro dottori della chiesa), sono presenti anche collezioni di stufe in maiolica di stampo tedesco, vere e proprie opere d'arte.
Il terzo piano termina con la "Sala dei Vescovi" dove domina una serie di affreschi di ritratti vescovili in particolar modo eseguiti dal pittore Fogolino. Qui è presente l'effige di Bernardo Cles così come quella dell'ultimo vescovo Pietro Viglio Thun con il cui governo si conclude la storia del principato alla fine del settecento.
Gli altri due piani, così come quello terreno, sono pieni zeppi di opere d'arte che vengono un pochino snobbate e viste velocemente in quanto è presente anche una mostra intitolata "I Volti della Sapienza, Dosso e Battista Dossi nella biblioteca di Bernardo Cles" che ci prosciuga le ultime energie. Erano presenti una serie di ritratti di sapienti dell'antichità, addirittura alcuni pure stampe fotografiche degli originali, ma non sappiamo perché non era possibile fotografarli; Jack lo ha fatto e hanno sgridato me, questo ha dell''incredibile. La bellezza della mostra però è nell'ultima sala, dove sono stati disposti, per una migliore visualizzazione, affreschi che saranno riposizionati nel soffitto ligneo.
Il giro prosegue nelle altre sale contigue fino a giungere i piani interrati con il consueto chiostro; qui troviamo raccolte di epoca romana e pre-romana, per questo il nostro percorso non è stato cronologicamente perfetto.
La Cappella
Infine presente in una delle sale la Madonna col Bambino, una delle pochissime testimonianze di scultura in pietra policromata in area trentina.
La visita finisce con il Refettorio ubicato dentro il bar del castello e con il nostro pranzo alle 15.30 del pomeriggio, ma in una via adiacente. La giornata non è ancora terminata, ma decidiamo che è giunta l'ora di tornare a Folgaria, riposarci un po' prima di andare in paese e mostrare a Jack il luogo in cui vivrò per un anno. Tappa da Giorgio per cena e pronti per una nuova avventura il giorno successivo.
Sex Crimes (1998)
martedì 7 novembre 2023
Trentino – Sentiero Forra del Lupo e Forte Dosso delle Somme
La partenza



La Forra del Lupo

Il Forziere


Il percorso continua con impervie salite che mi fanno perdere il fiato ma non la voglia di arrivare in cime; qui incontriamo anche una delle più antiche strade per slitte dei Terragnoli, ovvero la strada dei Trogari che percorriamo fino ad arrivare ad un altro punto fondamentale dell’apparato difensivo austro-ungarico della prima guerra mondiale.
La galleria dei fucilieri, mi pare si chiamasse così, ci fa capire quanto fosse completo il sistema difensivo sebbene lo avessimo già intuito dalle foto storiche che seguono tutto il cammino. Le condizioni erano estreme e se consideriamo che sono solo uomini che obbediscono a persone al calduccio, un po’ fa pensare.
La Galleria

il sentiero termina, o meglio, la prima parte, finisce con l’arrivo in quota al Forte Dosso delle Somme, ultimo tra le fortificazioni ad essere costruito nelle piane di Folgaria, tra il 1911 e il 1914. Uno tra i più importanti e tecnologici tra i forti austroungarici, tant’è che era classificato al quinto posto, aveva l’onere della difesa del Passo Coe e di tutto l’altopiano compresa la città di Rovereto. Pur rimanendo integro durante la guerra fu dismesso negli anni ’30 in modo da poter prelevare il metallo contenuto nella copertura.
Ad oggi il forte è così:


Ormai siamo a metà del cammino e il giro ad anello ci farà ritornare, passando per le piste da sci, verso il paese di partenza, ovvero Serrada. Non ci facciamo però mancare una gustosa e meritata colazione.

Serrada, piccolo paese già visitato, è la conclusione del percorso ad anello effettuato nella mattinata. Un altro tuffo in un passato glorioso quanto mai tragico.
Scacco matto!




