giovedì 20 agosto 2015

Jupiter - Il Destino Dell'Universo (2015)




Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 2015
Titolo originale: Jupiter Ascending
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
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Molto strano, è una via di mezzo tra la gran vaccata ed il film che potenzialmente potrebbe essere intrigante. I fratelli Wachowski (oggi fratello e sorella), ho pensato, amano complicarsi la vita. Come ad esempio di Cloud Atlas, che si ispira ad un soggetto molto più grande di loro, credevo che pure per Jupiter Ascending si basassero su di un romanzo o una serie di romanzi, di quelli in stile Hyperion... Invece vado a vedere e scopro che sceneggiatura e soggetto sono scritti da loro. Tanta, tantissima, troppa carne al fuoco per creare un universo fantascientifico ai limiti del fantastico e per spostare la trama tra improbabili mondi che esplodono se appena si toccano e la Terra, che è una fabbrica aliena di DNA. Idee buone nel complesso, ma non sufficientemente sfruttate (o magari già sfruttate in Matrix) per lasciare spazio ad un infinita serie di (alcuni magnifici altri meno) effetti speciali ed azione. Probabilmente una così audace e corposa storia avrebbe meritato un paio di ore in più, e non lo dico scherzando. Intendo che forse questo soggetto sarebbe stato adatto ad una saga, se ne vuoi sfruttare tutte le potenzialità e comunque lasciare inalterata la stucchevole ed inutile storia d'amore tra i due protagonisti (Mila Kunis e Channing Tatum) o altre amenità che fanno parte della versione finale. A me piace la fantascienza, piacciono certi concetti e soprattutto piacciono le storie epiche alla Star Wars, ma qui si esagera su punti non fondamentali e se ne tralasciano altri che avrei gradito. Ok la spettacolarità del combattimenti, ma se pare di essere all'interno dei moderni giochi per Playstation no. La buffonata quasi comica sulla burocrazia aliena era davvero necessaria? Ha spezzato in due il film, in maniera netta e poco sofisticata. L'introduzione russa e della famiglia posso capire che serva a dare importanza al legame che l'eroina ha con la sua vita, ma è fuori luogo e fuori tempo. Sembra che i fratelli abbiano voluto inserire tante di quelle proposte da non essere in grado di gestirne neanche una come si deve. Bello da vedere in alcune parti, difficilmente stanca se si superano i venti minuti iniziali e si apprezzano gli sforzi per portarlo ad essere un blockbuster di puro intrattenimento, eppure sono sicuro che gli intenti fossero differenti. Peccato.

mercoledì 19 agosto 2015

WALL-E (2008)




Regia: Andrew Stanton
Anno: 2008
Titolo origianale: WALL-E
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.4)
Pagina di I Check Movies
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WLL-E è un piccolo grande gioiello. Spesso si sbaglia ad utilizzare il termine cartone animato, ed in questo caso più che mai: è un vero e proprio film di animazione che racchiude fantascienza, distopia, commedia romantica e tantissima poesia. Quella poesia che non sempre riusciamo a trovare nella fantascienza se non ne capolavori. E non importa niente, anzi è un valore aggiunto, il fatto che non ci siano attori reali, ma il tutto sia eseguito con le più raffinate tecniche di animazione grafica della Pixar.  Già dai primi venti secondi di sfreghi le mani per la bellezza fotografica che ti si presenta e neanche ti accorgi che passano oltre venti minuti prima di ascoltare qualcosa che assomigli ad un dialogo, ed altrettanti successivamente per sentire una frase di senso compiuto. Sorvoliamo la bellezza, neanche troppo infantile, della trama di stampo ecologista (posso scomodare Miyazaki?) che tutti possono apprezzare in ogni forma e colore e concentriamoci un attimo sui vari omaggi ed ispirazioni voluti o casuali: Wall-e è molto simile al robottino di Corto Circuito e chiunque abbia vissuto un'infanzia felice, almeno nel subconscio ha fatto questo collegamento. Il computer cattivo Auto, a forma di timone e con un unico occhio rosso si ispira a HAL9000 di 2001: Odissea Nello Spazio (ci sarebbe anche la traccia "Così parlò Zarathustra") e queste sono cose che fanno venire letteralmente i brividi. Tecnicamente poi è superlativo: la creazione dei personaggi, il loro modo di interagire, l'esistenza dell'universo in cui si muovono e come lo fanno, l'amore e l'accortezza verso le cose antiche come la VHS con Hello, Dolly! o gli oggetti che il collezionista Wall-e raccoglie mentre esegue il suo compito. Oltre alle bellissime e molto intelligenti animazioni un merito speciale per il successo va anche al comporto audio: dalla colonna sonora agli effetti che sono strabilianti. Direi che un film del genere è praticamente perfetto in ogni sua forma. Il bluray che ho fa parte del cofanetto Pixar Collection (di cui fanno parte anche Cars e Ratatouille): se siete interessati vi consiglio questo in quanto, a differenza di altre versioni, qui ci sta quella con doppio disco. Non so comunque se i soliti contenuti nelle altre versioni el hanno infilate in un unico bluray. Comunque visivamente perfetto, da dieci e finalmente anche l'audio è di altissimo livello con un DTS-ES 6.1 a 1.5 Mb/s che davvero spazia in profondità con un suono nitidissimo. I contenuti sono così divisi all'interno dei dischi:

Disco 1

  • Film con visualizzazione normale, "cine-explore" e "computer con trivia"
  • Presto (cortometraggio di 5 minuti)
  • Burn-e (cortrometraggio di 8 minuti)
  • Burn-e e il pavimento (making of del precedente)
Disco 2
  • Tesori e gingilli (5 minuti)
  • Mille robot (storyboard interattiva)
  • Galleria Axiom (4 giochi interattivi)
  • Le funzioni dei robot (galleria interattiva)
  • Scene eliminate con commento (23 minuti)
  • Dietro le quinte (1 ora e 20 minuti)
  • Corti BnL (9 minuti)
  • Viaggio in 3D attraverso i set (interattivo)
  • Galleria
  • 7 trailer
  • Storia della Pixar (documentario di 1 ora e 28 minuti)

Mimic (1997)




Regia: Guillermo Del Toro
Anno: 1997
Titolo originale: Mimic
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies
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Guardando questo Mimic mi ero sempre più convinto che potesse essere un sequel o qualcosa di simile a Relic, o forse ad un romanzo sulla stessa onda di quelli scritti da Douglas Preston e Lincln Child. Non parrebbe invece così, ma non ho voluto indagare perchè che somiglio o no a questi, di sicuro somiglia a qualcos'altro. Già visto, già rivisto e già rivisto ancora. Poco originale insomma. E' la prima esperienza americana di Guillermo Del Toro, che in sè, neanche mi dispiace, ma qui la sceneggiatura non convince quasi mai, le ambientazioni, giustamente buie, sono troppo scure e diciamocelo: nonostante i bozzi ed i nidi non è Alien. Ecco, magari avevo troppe aspettative, c'è pure il nostro Giancarlo Giannini... Il mix iniziale è accattivante nonostante il già citato deja vu in cui inevitabilmente si incappa: un horror misto a fantascienza con gli scarafaggi che prendono il sopravvento e rischiano di divenire una gigantesca piaga per l'umanità. Gli spazi angusti e tetri gli permettono di giocare con i mostri rendendoli visibili per pochi istanti, però la parte action non funziona. Troppi frazionamenti ed una durata eccessiva per arrivare ad un dunque scontato come non mai. Insomma non è assolutamente un capolavoro, e merita leggermente di essere visto.

martedì 18 agosto 2015

Il Dittatore Dello Stato Libero Di Bananas (1971)


Regia: Woody Allen
Anno: 1971
Titolo originale: Bananas
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Uno dei primissimi Allen, ma non fatevi ingannare: se solo lontanamente vi viene da pensare che possa essere acerbo e poco maturo vi sbagliate. Bananas racchiude l'essenza della comicità e della commedia in neanche ottanta minuti. Alla base della trama, composta da una serie di gag che presentano un filo conduttore unico, ci sta l'amore. Quello che il protagonista (Woody Allen per l'appunto) , un normalissimo collaudatore di prodotti newyorkese (eh già) prova per un'attivista politica socialmente impegnata (Louise Lasser). Per una serie di rocambolesche casualità si ritrova ad essere suo malgrado Presidente dell'immaginaria, almeno nel nome, Repubblica di Bananas. Al di là delle evidenti situazioni da commedia, spesso esilaranti, il film ha un chiaro approccio satirico nei confronti della stampa, delle dittature, degli interventi americani. Ricordiamo che pochi anni primi (qui siamo nel 1971) è successo qualcosina tra Stati Uniti e Cuba. Rispetto alle altre pellicole che fanno parte del menù storico di Woody Allen, in questa si dà maggiore spazio alla rappresentazione visiva della situazioni ed al coinvolgimento che esse comportano, piuttosto che al dialogo in sè. Questi non mancano di certo, ma l'ilarità ed il divertimento è dato essenzialmente dall'assurdo che si mostra in situazioni bizzarre. Di sicuro tra le più riuscite commedie degli anni settanta.

lunedì 17 agosto 2015

Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984)




Regia: Ivan Reitman
Anno: 1984
Titolo originale: Ghostbusters
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.8)
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Acquista su Amazon (Ghostbusters Colection - 2 bluray)

Senza se e senza ma, un capolavoro. Ha fatto storia, non c'è che dire. Inutile anche star a parlare della semplicissima trama che vede impegnati Bill Murray, Dan Aykroyd, una tra le più belle Sigourney Weaver di sempre, Harold Ramis e Rick Moranis. Idea geniale, messa in pratica nel momento migliore. Non un horror, non una semplice commedia. Un film fantastico in tutti i sensi che è adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Effetti speciali validi ancora oggi se escludiamo qualche piccolo dettaglio imperfetto ed una colonna sonora che chiunque al mondo riesce a riconoscere e canticchiare. Sono tantissime le scelte vincenti che hanno reso culto, storia, adorazione: dai costumi, al simbolo, dalla Ecto-1 all'omino marshmallow e gli zaini protonici. Sono riusciti a non terrorizzare nessuno, a farci sorridere a dare il là per chi poi ha portato al cinema Casper o Men In Black e per milioni di fan di tutto il mondo che in vari party di cosplay, a carnevale o halloween si travestono da questi personaggi tanto amati. D'altra parte chi non lo ha mai visto è un fantasma e chi lo ha già visto, vorrebbe rivederlo appena gli capita l'occasione. E' uno di quei film come Ritorno Al Futuro o I Goonies, di cui non ti stanchi mai. Forse perchè quelli erano gli anni d'oro di un certo cinema di intrattenimento. Quei film magici che sprigionano una forza (magari paranormale) che ti inchioda al divano e ti ipnotizza. Riesce ad assuefarti con uan storia non complicata, veloce, divertente e che ti lascia il tempo di sognare. Che tua sia adulto o bambino non fa differenza. Poi ricordo che Bill Murray è semplicemente perfetto, così esattamente come la Weaver. Il primo riesce a dare quel mix di cinismo e comicità che va a braccetto con la figura di Dan Aykroyd, l'altra sa essere sensuale e principessa da salvare anche con poche battute. Una nota di merito anche per Moranis che in una sorta di nevrastenia alla Woody Allen è un personaggio secondario di prim'ordine. Insomma tutto perfetto, New York e la caserma dei vigili del fuoco compresi, con il pubblico che incita gli eroi del momento. Impossibile non restarne catturati, anche senza le ghost-trap.

Riccardz: un nuovo blog

E' nato un nuovo blog: Riccardz. Semplicimente Riccardz. lo trovate sulla piattaforma WordPress perchè così ha deciso. Non sarà un blog di concorrenza, anzi VER lo vuole supportare e sopportare proprio come negli anni ha fatto con gettons_in_uk e quindi tutti i miei amici hackers devono sapere che si tratta di un sito #amico. Capito? Amico. Bene. Non che meriti ancora tanta pubblicità, è stato inserito un solo articolo di pseudo presentazioni e come sappiamo ingranare sarà l'atto più difficile e spasmodico che esista. Ricordo ancora con nostalgia il mio primo articolo (Ancora un blog: che bisogno c'era?) datato 18 marzo 2009. Poi il nulla fino al 12 aprile con Pioggia nel deserto. Vuoto di nuovo fino ai 18 articoli consecutivi di agosto in cui la mission stava prendendo forma. Ebbene prima di prendere un vero e proprio via siamo arrivati addirittura al 6 febbraio dell'anno successivo con Una mattinata a lavoro per la WII :  da lì in poi è stata un'apoteosi di successi che ha riscritto il modo di fare giornalismo e diarismo a trecentosessantun gradi. Ma torniamo a  Riccardz:  adesso che è nato non può che crescere. Film, musica, libri, vacanze e tutto il resto. Era l'ora!!!