domenica 14 dicembre 2014

Juventus 1 - Sampdoria 1

Secondo pareggio consecutivo in campionato e primo pareggio in casa dopo il record di venticinque vittorie consecutive. La squadra parte forte fin dai primi minuti. Sembra tutto perfetto, ma nel complesso e nei reparti se tutto fila liscio, non avviene altrettanto individualmente. Dopo la rete di Evra (finalmente segniamo su calcio d'angolo) Pereyra ha numerose palle gol, ma non riesce a rendersi mai pericoloso. E' un limite incredibile, perchè dal chiudere una partita, ci si ritrova poi a dover rincorrere. La Sampdoria nel primo tempo non mette insieme più di due passaggi di file, ed è assedio bianconero. Eppure riescono a non farsi sopraffare, così quando Gabbiadini in un'azione di contropiede esegue il primo tiro in porta, ecco il pareggio, enormemente immeritato, ma trovato. Parlavo dei singoli e non posso non citare Vidal, ancora una volta irruento, impalpabile, disattento, inconcludente. Avrebbero anche dovuto espellere per doppia ammonizione. Ma non avendoci pensato #noallegri a toglierlo, non ci pensa neanche l'arbitro. Due punti buttati via, regalati, ma il pareggio ci consente ancora un piccolissimo margine di vantaggio sulla Roma, che anche oggi gioca in vantaggio conoscendo il nostro risultato. Sarà er sistema corretto? Dovranno comunque salutare la capolista.

Cani Sciolti (2013)


Regia: Baltasar Kormàkur
Anno: 2013
Titolo originale: 2 Guns
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
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Classico film d'azione con due poliziotti (o simili) sotto copertura che si trovano incastrati: uno (Denzel Washington) dalla DEA, l'altro (Mark Wahlberg) dalla Marina. E nel mezzo ci sta pure la CIA. Siamo a cento per cento azione, intrattenimento ed anche divertimento: la coppia è uno stereotipo che ricalca decine di altri film simili, e sembra funzionare abbastanza bene. Anche perchè i due protagonisti sembrano trovarsi a meraviglia nei ruoli tipicamente anni 80 e 90 che devono interpretare, un po' spacconi, un po' ironici, un po' cinici. Funzionano inoltre sia da soli che quando sono fianco a fianco. La trama che devono seguire è semplice e lineare con questi agenti che inizialmente non sanno che anche il proprio compagno è in incognito, e che poi restano invischiati in una rapina che pesta i piedi non solo ai cartelli della droga, ma anche a funzionari corrotti. Tutto il resto è tanta azione ed intrattenimento, talmente piacevoli che le brutture passano in secondo piano. Non credo che Cani Sciolti abbia chissà quali pretese, quindi si apprezza per ciò che è, senza doversi soffermare troppo su una sceneggiatura che non risulta troppo originale, o su una fotografia che compie alla perfezione il suo lavoro. Un po' tirati via alcuni personaggi inseriti giusto per il plot (e l'appeal) come Paula Patton (topa) e James Marsden. Nulla di esaltante, ma guardabile e godibile mettendo da parte alcuni suoi limiti dettati dalla mancanza di novità, se non nella coppia proposta.

sabato 13 dicembre 2014

Liberaci Dal Male (2014)


Regia: Scott Derrickson
Anno: 2014
Titolo originale: Deliver Us From Evil
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Anche questo ha un breve antefatto in Iraq, come ne L'Esorcista non so se per una sorta di omaggio oppure per cercare di marciarci sopra visto che anche qui si parla di persone possedute, demoni ed esorcismo. Se vogliamo qualcosa di originale, non siamo nel posto giusto quindi. il tema è già stato affrontato in ogni salsa, e qui siamo sempre alle solite. Certo, visto in maniera un tantino diversa, con la compiacenza di basarsi su di un libro che a sua volta vorrebbe ispirarsi a fatti realmente accaduti, però si picchia sempre lì. E non c'è molto di nuovo ad esclusione di un senso di paranormale che torna in auge con l'aspetto religioso. Ed a questo punto, essendo un film horror viene da chiedersi: è inquietante? No. Fa paura? No. Ci stai male? No. Avrai gli incubi? No. insomma vuoi perchè in determinate scene hai un senso di serioso, ma banale, vuoi perchè già lo consideri poco originale, non raggiunge il suo scopo principale. D'altra parte il coprotagonista (Edgar Ramirez) che affianca Eric Bana è un prete tutto troio, ex tossico che è esperto di esorcismi e roba demoniaca. Convince l'altrettanto troio poliziotto che c'è male e male (lui intende quello del diavolo ovviamente) e così lo accompagna in questa storia investigativa che per certi versi rende il film più thriller che horror. Ma anche in quel caso fa molta acqua. Nel mezzo c'è il Bronx, la pioggia, gli avvenimenti principali che accadono sempre di notte e sempre senza che le luci funzionino, le frasi in latino e spagnolo e... I Doors. Eh sì. Avrei preferito i Black Sabbath a questo punto, ma forse erano troppo scontati. Se togliamo gli esterni e l'ambientazione fotografica da film di buon livello, ci resta molto poco. Sangue, scontri, voci rauche da indemoniati... Ok, non è da far vedere ad un bimbo di sei anni, ma sa davvero di poco perchè, come detto poco fa, anche se volessimo fingere che si tratti di un thriller manca tutta una serie di cose, che lo rendono tale. La parte investigativa si interrompe di botto con l'entrata in scena sempre più prepotente del gesuita alcolizzato e tutto si risolve con un cattivone che si è impossessato del corpo di un reduce del Vietnam Iraq. Ogni tanto ci prova con qualche discorso su Dio o sul Male, ma manca qualsiasi tipo di approfondimento.

I Pirati Di Silicon Valley (1999)


Regia: Martyn Burke
Anno: 1999
Titolo originale: Pirates Of Silicon Valley
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Il problema di film considerati (anche da me) di culto come può essere il non vecchissimo I Pirati Di Silicon Valley sta soprattutto nel fatto che ti condizionano nelle visioni successive e ti lasciano i ricordi in maniera abbastanza distorta. Ricordo che quando uscì mi piacque molto e lo considerai elettrizzante. Così dopo aver visto Jobs recentemente ho voluto rispolverarlo. Beh, devo innanzitutto chiedere scusa a Stern per il voto che a caldo ho dato al suo lavoro (4/10): ho provveduto alla correzione. E poi ho anche rivalutato il film di Burke, che alla luce di quanto visto la scorsa settimana trovo abbastanza approssimativo, con una raccolta di aneddoti poco sviluppati. Sì, Jobs (il film) è molto più preciso nonostante alcuni suoi difetti già descritti nella recensione, ma nel complesso oltre ad essere girato meglio, sottolinea le scene che ci mostra in maniera più delicata e completa. Cosa che non avviene certo con I Pirati, che magari non esalterà in maniera religiosa la vita di Steve Jobs, Bill Gates, Steve Wazniak, Paul Allen e Steve Ballmer, ma con il suo presentarsi a 360 gradi cerca di dare un sunto generico e comunque miticizzato di alcuni episodi che hanno reso il mondo informatico ciò che è adesso. Credo che per apprezzare meglio entrambi (così come magari anche Takedown) ci si debba documentare anche al di fuori delle pellicole stesse. Spesso l'esaltazione del romanticismo legato ad alcuni temi, distorce, anche se in maniera positiva alcuni avvenimenti. Senza creare santi in Terra, visto che sebbene ricordassi diversamente, l'aspetto psicologico dei personaggi è solo tirato in ballo casualmente e saltuariamente e viene fuori la parte critica nei confronti dei due magnati per antonomasia del mondo tecnologico ed informatico. Entrambi in effetti hanno saputo sfruttare e soprattutto vendere idee altrui creando standard, stili di vita e status symbol oggi all'ordine del giorno. Nessun tipo di forte reverenza, ma ci sono anche qui diversi buchi narrativi che possono venire integrati prendendo da altre fonti. Anche da Jobs.

venerdì 12 dicembre 2014

Trovata finalmente #7

Questa era difficilissima. Di quelle prepotenti, di cui neanche riesci a ricordarti il ritornello. L'avevo sentita in macchina, passata alla radio, alcuni anni fa. Almeno due o tre volte di fila, forse su Radio Piombino. Poi mi ritornò in mente, capita sempre così, dopo tanto tempo e ricordavo solo alcune parole. Sapevo che la ragazza era abbastanza giovane (è del 76, tutto è relativo, ma non potevo saperlo), bionda (non so come mai, ma pensavo fosse una frase all'interno della canzone ormai dimenticata) e che di sicuro era napoletana. Poi ricordavo solo un paio di parole ed esattamente "Arlecchino" e "gonnella". Questa fu la mia prima ricerca. Ho desistito. troppe filastrocche che non c'entravano nulla. Poi il lampo di genio: se è napoletana, Arlecchino, magari non è la maschera giusta no? e vai di Pulcinella e gonnella, che ci fa pure rima. Niente. un casino esagerato. Rinuncio. Un ultimo tentativo prima con "gonna" e già che ci siamo anche con "sottana". Eccola, è lei: Barbara Gilbo che canta "Che ne sai di me". Anche questa fatica è terminata! Ahè.


MySi: pagamenti NFC per Android

L'applicazione Android di Cartasì si è aggiornata ed ha preso il nome di MySi.Spesso, nei mesi passati, ha dato problemi (anche a me) impedendo di fatto di visualizzare oltre i primi dieci movimenti. La disfunzione è durata per moltissimo e nonostante i feedback negativi di decine di utenti, hanno sistemato con molto ritardo. Da poco, è stata nuovamente aggiornata, ma pare che anche questa volta un gran numero di utilizzatori abbiano i più svariati problemi di compatibilità. Credo però che si sia da fare una distinzione: la nuova applicazione ha sia le vecchie funzione relative alla gestione delle proprie (e questo credo che debba funzionare su tutti i dispositivi) sia quelle nuove relative ai pagamenti da effettuare con lo smartphone. Siccome il mio funziona penso che sia necessario NON avere i permessi di root ed avere un hardware compatibile con NFC. Al primo accesso (se lo si desidera) dovrete configurare la nuova modalità di pagamento MySi: si segue passo ed è semplice, devo dire però che una volta è andata in time out ed ho dovuto rifare tutto da capo. Nome utente, password e PIN vi permetteranno di poter pagare nei seguenti modi:
  • nei siti che presentano il marchio IoSi, inserendo i vostri dati quando accedete con lo smartphone registrato
  • pagare fotografando il QR Code
  • tramite la tecnologia NFC là dove disponibile un POS contactless. Funziona anche in assenza di rete dati
Questo è utilizzabile solo dai titolari di una Visa registrata con Cartasì e serve Android 4.4 o superiore. Al momento quello proposto da Visa e Cartasì con gli smartphone Android è il primo sistema di pagamento completo tramite NFC, presente in Italia ed utilizza la tecnologia Host Card Emulation (HCE). Come si può notare, arriva prima questo di ApplePay che non ha inventato nè NFC nè i pagamenti con lo smartphone. Giusto per dire.