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domenica 2 novembre 2025

Space Jam (1996)

 
Regia: Joe Pytka
Anno: 1996
Titolo originale: Space Jam
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDb (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Non so come ci sia riuscito, ma ho attraversato quasi trent’anni di cultura pop senza mai vedere Space Jam. Forse perché il basket non mi ha mai preso più di tanto – e sì, lo ammetto, nonostante il rispetto assoluto per Michael Jordan, non mi è mai venuta la curiosità di guardarlo palleggiare in mezzo ai Looney Tunes. Eppure eccoci qui, con un film che nel suo assurdo miscuglio tra live action e animazione è diventato un piccolo feticcio degli anni ’90, un simbolo generazionale che oggi, visto per la prima volta, fa quasi tenerezza.

La trama è semplice e fuori di testa: gli alieni vogliono rapire i Looney Tunes per trasformarli in attrazione del loro parco a tema intergalattico. Bugs Bunny, Daffy Duck & co. non ci stanno e sfidano i rapitori a basket. Solo che gli alieni rubano il talento ai campioni NBA, e allora serve un rinforzo d’eccezione: Michael Jordan, appena ritirato dal basket per provare (malamente) la carriera da giocatore di baseball. Ecco, già questa premessa meriterebbe un premio per la più improbabile idea di crossover mai scritta, ma incredibilmente funziona.

Il film è un gigantesco spot pubblicitario travestito da commedia sportiva – e non si fa nemmeno troppi scrupoli a nasconderlo. Tutto è brandizzato, scintillante, ipercinetico, costruito per il pubblico dei bambini che negli anni ’90 vivevano di merendine, videogiochi e cartoni Warner. Eppure, nonostante l’evidente natura commerciale, Space Jam ha un suo fascino. Forse per quella leggerezza disarmante, per la nostalgia che sprigiona ogni volta che appare Bugs Bunny con la sua faccia da “che succede amico?”, o per quella patina vintage che oggi fa tanto “film del pomeriggio su Italia 1”.

Michael Jordan, pur non essendo un attore, regge la scena con una naturalezza che sorprende: è carismatico anche quando parla con un coniglio disegnato. Non serve che reciti: basta che sia se stesso, l’icona perfetta che i Looney Tunes eleggono a loro eroe terreno. A proposito di “icone”, la colonna sonora è un concentrato di anni ’90, con “I Believe I Can Fly” di R. Kelly che – al netto di tutto ciò che è venuto dopo – resta ancora oggi una delle power ballad più epiche dell’epoca.

Certo, visto oggi, Space Jam è un film che mostra tutti i suoi anni: gli effetti speciali sono datati, la sceneggiatura è un pretesto e i momenti comici non sempre colpiscono nel segno. Ma riesce comunque a strappare sorrisi genuini, soprattutto se ci si lascia trascinare dal suo spirito giocoso e dall’assurdità delle situazioni. È un film che non ha mai voluto essere “grande cinema”, ma solo un gigantesco, coloratissimo divertissement.

In fondo, lo scopo è quello: intrattenere, mescolare sport e fantasia, e far sognare una generazione che ha imparato da Bugs Bunny e Jordan che, con un po’ di immaginazione, puoi davvero volare.

Anche se l’ho visto con trent’anni di ritardo, mi ha ricordato che a volte il cinema non ha bisogno di logica o profondità: basta solo un canestro impossibile e un coniglio parlante.

Edizione: bluray
Classico amaray senza fronzoli con audio italiano in DD 5.1 ed i seguenti extra:
  •  Commento audio
  •  Seal's like an eagle (video musicale)
  • Monstars anthem hit 'em high (video musicale)
  • Jammin' with Bugs Bunny and Michael Jordan (23 minuti)
  • Trailer 

lunedì 21 novembre 2022

Quando C'Era Marnie (2014)

 
Regia: Hiromasa Yonebayashi
Anno: 2014
Titolo originale: Omoide No Mani (思い出のマーニー)
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Lo so, lo so, a voi vi piace sta roba. E già il fatto di definirla "roba" è offensivo, vero?
Ma io dopo che ne ho visti ben tanti ed alcuni mi son pure piaciuti, vi chiedo "con permesso" la possibilità di poter giudicare almeno quest'opera in negativo. Innanzitutto, credo che Cannarsi, colui che gestisce il doppiaggio, sia o sia stato un raccomandato. No, non conosco la lingua giapponese e no, non saprei fare il suo lavoro. ma sentire parlare i personaggi in questa maniera datata e distante non fa di loro persone ganze (sic). Stuccano notevolmente, o al quanto, come dir si voglia. Sentirli parlare fa davvero pena. E questa è una. Un'altra cosa è che il romanzo originale inglese, forse troppo datato (del 67) per un riadattamento del genere, in cui io ho trovato odiosa sia la protagonista Anna (specialmente quando senza motivo bullizza una ragazza grassa) che questa Marnie, tutta pippirilla ed aristocratica, oltre che bionda. E' una "roba" troppo tradizionale per i mie gusti e quindi irritante se abbinato appunto a quel tipo di doppiaggio.

Edizione: steelbook (bluray + DVD)

La Collector's Edition con cui vengono presentati questi lavori dello Studio Ghibli presenta un colore monocromatico (azzurro in questo caso) e delle figure di stampo minimalista sia sul fronte che sul retro. Anche i dischi contenuti (un DVD ed un bluray) riportano il solito colore dello steelbook, ma con diversi disegni. Su entrambi abbiamo il film e la doppia traccia audio (originale giapponese ed italiana) in un caso Dolby Digital 2.0 e nell'altro DTS-HD Master Audio sempre stereo. L'altra differenza sta nei contenuti:

  • Storyboard
  • Dietro le quinte (42 minuti)
  • Trailer e spot
     

lunedì 27 aprile 2020

Your Name. (2016)




Regia: Makoto Shinkai
Anno: 2016
Titolo originale: Kimi No Na Wa (君の名は。)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (8.4)
Pagina di I Check Movies
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Your Name. è delicato. Troppo secondo me e non mi sento di esaltarlo positivamente come invece è avvenuto un po' da tutti i lati. Freschezza e novità ci sono, è innegabile e devo dire che anche la trama ha un che di accattivante, ma il ritmo è quasi insostenibile. Passano circa cinquanta minuti (vado a memoria) prima che si delinei un qualcosa che possa avere il classico effetto WOW, ma mentre sei lì che attendi quindi un cambio di marcia o magari un colpo di scena o anche una sorta di spiegazione scientifica, ti accorgi che arriverà con difficoltà. Non è che ci debba essere lo spiegone finale, ma come anticipato inizialmente ogni movimento avviene in maniera delicata. Forse un po' troppo giapponese diciamo, con alcune situazioni enfatizzate dall'imbarazzo dei timidi e goffi protagonisti. Ok, è una storia in cui gli eroi non esistono e non devono essere neanche immaginati, ma se da un lato si calca la mano su di una specie di romanticismo adolescenziale, dall'altro si vanno a perdere alcuni valori di stampo fantascientifico (o fantastico) che stanno alla base della trama. Con questo non voglio dire che non mi sia piaciuto, anzi neanche sono stato a menzionare i disegni ed i dettagli grafici perchè do per scontato che tutti li apprezzino, ma credevo di aspettarmi qualcosa di più completo o audace. O forse soltanto di diverso.

mercoledì 22 aprile 2020

Neon Genesis Evangelion: The End Of Evangelion (1997)




Regia: Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
Anno: 1997
Titolo originale: Shin Seiki Evangerion Gekijō-ban: Air/Magokoro O, Kimi Ni (新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に)
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Mega strippata finalmente, dopo il praticamente inutile riassuntone ecco gli episodi 25 e 26 alternativi a quelli della serie. Questa ho volta sono riuscito a rivivere le belle sensazioni provate nella seconda parte dell'anime originale. Non sono tra i fan sfegatati di questo franchise, quindi onestamente il vecchio finale non mi ha fatto ribrezzo così come non mi ha stupito positivamente. Stessa cosa per questa versione alternativa che ho comunque apprezzato anche se nel capitolo 26 abbiamo troppi ragionamenti che ok lo rendono epico, ma stroncano abbastanza il ritmo, essendo un film. C'è da dire che la trama è completamente legata a tutto ciò che è accaduto nella seria, quindi è possibile consigliarlo a chi ne è a digiuno. E nemmeno può pensare di capisci qualcosa guardando il Death & Rebirth. La storia e le sottotrame sono troppo complesse ed elaborate. Per quanto mi riguarda nonostante sia stato a secco di memoria riguardante tutti gli avvenimenti passati, sono riuscito a godermelo totalmente. Ed è un film davvero ben fatto e riuscito.

domenica 19 aprile 2020

Neon Genesis Evangelion: Death(true)² (1997)


Regia: Hideaki Anno:
Anno: 1997
Titolo originale: Shin Seiki Evangerion Gekijō-ban: DEATH & REBIRTH Shi To shinsei(新世紀エヴァンゲリオン 劇場版 DEATH & REBIRTH 死ト新生)
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon Death & Rebirth 

Che casino. Non ci ho capito niente e continuo a non capirci proprio nulla. Partiamo dall'unica cosa certe: Neon Genesis Evangelion sono riuscito a vederlo, con discreto piacere diverso tempo fa con i suoi 26 episodi in crescendo. Adesso mi son voluto avvicinare i film, terminato il clamore della loro presenza su Netflix con il nuovo doppiaggio curato da Cannarsi. Sono partito, dopo aver studiato un po' in rete con questo Death(true)². Perchè di film ce ne sono ben due. Anzi, sarebbero di più ed in varie vesti, ma per non complicare le cose utilizziamo solo quelli presenti su Netflix. Questo appunto, e The End Of Evangelion che guarderò a breve. Il primo è una sorta di maxi riassunto fatto di merda secondo me, con spezzoni ripresi dalla serie per la sua quasi totalità. E' vero che l'ho vista diverso tempo fa, ma neanche è passato un secolo, eppure con questo montaggio non è cambiato molto a livello della mia memoria. Anzi, lo ho trovato molto confusionario. E' ovvio però che comprimere in sessanta minuti tutti quegli episodi non sia stato semplice, quindi facciamo che la colpa è anche mia che mi aspettavo un qualcosa di più lineare. Da quello che ho capito, originariamente sarebbe stato Death & Rebirth, con la prima parte riassuntiva come ho già spiegato, e la seconda  riguardante invece i nuovi capitoli 25 e 26. Che saranno presenti in The End, seguendo però un'altra trama. E' così? Boh, resto dubbioso.

giovedì 9 aprile 2020

Laputa - Castello Nel Cielo (1986)




Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 1986
Titolo originale: Tenku No Shiro Rapyuta (天空の城ラピュタ)
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Il primo lavoro ufficiale dello Studio Ghibli (Nausicaa è stato creato prima della sua fondazione) ha con sè quel fascino di quelle produzioni anni ottanta di Miyazaki che mi riempiono il cuore di gioia. Un po' mi riporta alla mente anche Conan Il Ragazzo Del Futuro: c'è sempre quell'aria sorprendentemente fantascientifica con un occhio di riguardo all'avventura ed alla natura. Perchè le storie non necessariamente debbano essere complesse ed articolate con numerosi colpi di scena per poter essere apprezzate dal pubblico. Qui abbiamo un qualcosa di davvero semplice, ma potenzialmente devastante, sia come immagini che colori, impreziosito da personaggi simpatici e mai stucchevoli. Lo spazio rilegato all'avventura ed all'azione è veramente ampio, ma non sterile, la descrizione del soggetto quindi avviene per trasporto, la trama si muove da sola e ci delizia con macchine volanti, robot, pirati, militari e le magie della natura. Non abbiamo una morale toccante e fiabesca, un qualcosa di leggiadro come in altri cartoni futuri, ma il messaggio di fondo è ugualmente chiaro. E con questi disegni e tale inventiva, puoi fare veramente di tutto. L'edizione presente su Netflix è quella della seconda edizione e che ha quindi il nome semplificato in Il Castello Nel Cielo ed il secondo doppiaggio del 2003.

mercoledì 22 gennaio 2020

Cosa offre Disney+ ?

Si trova tutto sul sito dedicato a Disney+, il nuovo servizio di streming ovviamente proposto da Disney. Nonostante mi stucchi alquanto, forse un pensierino ce lo farò. C'è da dire che hanno dalla loro numeri davvero importanti, anche se un catalogo ufficiale per il nostro mercato ancora non c'è, sia come potenziali contenuti che come aggressività di prezzo. La mia psura sta nel fatto però proprio dei contenuti che vorranno proporci, tenendo un'altissima percentuale di materiale per under 13. Vero che molti film o cartoon datati sono diventati cult, alcuni anche di difficile reperibilità (legale), però c'è da capire quanto nell'arco temporale di un abbonamento (mensile a 6,99€ o annuale a 69,99€) il tutto abbia una longevità di interesse, almeno per me. Si parla comunque di contenuti tutti scaricabili illimitatamente su un numero massimo di 10 dispositivi, mentre quelli utilizzabili contemporaneamente sono 4 come nella concorrenza. Ma è il prezzo la vera killer app, per adesso. Quindi magari una simpatica condivisione per vedere The Mandalorian è abbastanza probabile. Ed in risoluzione 4K e HDR, così come altri prodotti (quali?). Aspettiamo e vediamo.

sabato 17 ottobre 2015

Il Castello Errante Di Howl (2004)


Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 2004
Titolo originale: Hauru No Ugoku Shiro (ハウルの動く城)
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.2)
Pagina di I Check Movies
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Beh cosa posso dire senza risultare peccaminoso nei confronti del Maestro Miyazaki? Pochissimo: riesce nell'intento di creare un connubio tra il fantastico e quella piccola vena di fantascienza (qui chiari i caratteri steampunk) che piace a tutte le persone serie. Il romanzo da cui è tratto è della occidentale Diana Wynne Jones e così, come spesso accade, anche l'ambientazione che ricorda un po' un Austria dei primi anni del secolo scorso, con l'aggiunta della magia e di quei tipicissimi temi che lo Studio Ghibli ha sempre trattato: una morale non velata che aleggia per tutto l'anime. La trasposizione è del 2004 e si ha un'opera di rinnovamento con l'utilizzo, mai prepotente, della computer grafica che muove ad esempio il Castello Errante di cui il titolo. Non mi dilungo oltre sulla tecnica utilizza, sul capolavoro delle tavole disegnate a mano, sui contrasti dei fondali nelle scene notturne e sui preziosi dettagli che coinvolgono volti dei protagonisti e paesaggi, strutturi, mezzi di trasporto. Passo quindi alla trama, senza notare le differenze con il soggetto originale (non ho letto il libro) e soffermandomi sull'audacia con cui vengono presentati i protagonisti. Sophie è sicuramente la regina di tutto quanto, l'eroina amata da famiglie, nerd dell'ultim'ora, appassionati di fiabe e semplici spettatori, ammaliati dal disegnatore giapponese. Però la trama non si limita a lei soltanto: sono continue, e mutevoli, le aggiunte di animi umani modellati sulla storia: da Howl stesso a Rapa, dalla Strega delle Lande a Calcifer, da Markl a Madam Suliman, sono tutti quanti ben caratterizzati sebbene appaiano alquanto improvvisamente, ed altrettanto repentinamente muta il loro modo di agire. Le quasi due ore di pellicola sono impegnative, di spessore e ed i numerosi cambi di registro sono un tantino difficili da seguire, eppure si resta incollati allo schermo ammaliati dalla magia ora e dalle macchine volanti dopo. Sullo sfondo, sempre quella inutile e distruttiva guerra che arriva senza motivo e senza motivo apparente cessa. Quasi a sottolinearne la bruttezza in ogni sua forma, compresa l'esistenza stessa. Forete e d'impatto la parte drammatica come quella romantica, che lo rende un film adatto a tutte le età. 
Il bluray è fenomenale: video strepitoso ed audio originale giapponese ed italiano in HD Master Audio 5.1 che lo rende ancora più prezioso come i seguenti extra:
  • Intervista a Diana Wynne Jones (7 minuti)
  • Miyazaki visita la Pixar (16 minuti)
  • La computer grafica (20 minuti)
  • Storyboard
  • trailer


venerdì 19 settembre 2014

Cattivissimo Me 2 (2013)


Regia: Pierre Coffin, Chris Renaud
Anno: 2013
Titolo originale: Despicable Me 2
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
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 Secondo divertente capitolo riguardante le avventure di Gru che questa volta prende il sopravvento rispetto alle tre orfanelle, messe un po’ in ombra. D’altra parte il Cattivissimo dovrebbe essere lui, anche se pure in questa storia di malvagio non c’è proprio niente, e qui addirittura veste i panni di un agente speciale che combatte il male. Come già detto tutto molto simpatico, e risulta genuino nonostante il pubblico abbia avuto ben tre anni a disposizione per digerire i personaggi. Ovviamente il tutto è rivolto ad una platea di giovanissimi, ma mancano, per fortuna,  le stucchevoli morali in stile Disney ed i Minion sono un’arma in più: roba tipo gli Oompa-Loompas, ma con una parte molto più importante all’interno della trama. Il fatto che siano entrati prepotentemente nelle vite di alcuni, lo dobbiamo soprattutto al grande successo del primo capitolo, al fatto che sia divertenti (anche se non esilaranti) ed all’ottimo marketing che ha saputo sfruttare diverse vie per accedere al nostro interesse. Ad esempio io ho passato diversi mesi a giocare a Cattivissimo Me in versione per Android, e molte situazioni o personaggi sono ben legati al film. Dai cattivi (quelli veri) ai buoni. Ed è qui, per questo motivo che vedo come fondamentali i Minion. Non stanchi poi, e soprattutto per non sspossarci, hanno inserito bene anche un personaggio secondario (ma fino ad un certo punto) come la sbadatella Lucy che completa la storia e rende Gru più realistico, umano e piacevole. E’ così possibile costruire un timido flirt tra i due, oltre che un capitolo essenzialmente volto alle più comuni spy stories. Vincente anche l’utilizzo di una colonna sonora non modernissima, ma con diversi successi orecchiabili (anche in minionese). E queste parti colmano quelle in cui l’ex cattivo non compare, fungendo da collante. Così alcuni buchi narrativi risultano sistemati e non si nota il fatto che questo 2 sia una sequel: lo si guarda liberamente senza troppe aspettative. Quindi promosso da parte mia.

martedì 19 novembre 2013

Neon Genesis Evangelion [Stagione 1]


Anno: 1995
Titolo originale: Shin Seiki Evangerion (新世紀エヴァンゲリオン)
Stagione: 1
Episodi: 26

Siamo ai livelli di tanta roba. E davvero. Se ci si ferma alla prima blanda impressione, potrebbe sembrare anche un prodottino debole, quasi puerile, forse neanche troppo moderno. Eppure basta spingersi un pochino oltre per vedere che si tratta di un grande, grandissimo anime. Con estremo coraggio gli autori raccontano la storia in un futuro assai vicino (NGE è uscito nel 1995 ed è ambientato appena nel 2015) molto in stile post apocalittico, sebbene la devastazione della Terra sia causata da mostri simil extraterrestri detti Angeli. Il protagonista (ma non c’è solo lui) è il timido ed introverso teenager Shinji Ikari, nel quale è impossibile non riuscire ad immedesimarsi. Anche a distanza di anni e con la dovuta differenza di età che abbiamo oggi, Shinji è l’alter ego perfetto per chi si ritrova ad essere anti nei primi anni ottanta. Comunque se non ci soffermiamo alla singola trama di ogni episodio possiamo vedere quanto cresce Shinji (ma appunto non solo lui) dal punto di vista psicologico e sociale. Mano a mano che la trama prende piede, o decolla anzi, lui e le varie Rei o Asuka, iniziano una danza dai risvolti drammatici e sempre più epici. Si mettono da parte gli atteggiamenti adolescenziali, le battutine erotiche e primitive e ci si addentra in ciò che più conta: la sopravvivenza della razza umana, permessa grazie ad un’organizzazione paramilitare di stampo distopico e da un gruppo di ragazzini che rinunciano alla loro giovinezza. Qualcosa di più grande degli stessi predestinati alla lotta. Siamo quasi a metà a dire il vero, episodio 16 (Splitting Of The Breast), in cui i produttori, la regia o chi per loro, decide di cambiare marcia e dare una svolta decisiva alla serie. Di colpo, l’anime diviene maturo ed adulto. Di quelli da leccarsi i baffi. Basta giochini, qui si fa sul serio. Ogni eroe della saga è disturbato ed ha un problema interiore che cerca di risolvere nonostante il disastro che è all’esterno. Dal punto di vista grafico non siamo assolutamente ai livelli di Ghost In The Shell, e forse da poco esperto in materia dico che per un prodotto di metà anni novanta potevo aspettarmi qualcosa di meglio. Abbiamo però un mix di tecniche tra quelle computerizzate e quelle disegnate a mano che si fondono. Il risultato più piacevole lo abbiamo negli episodi finali, non so se per caso o perché siano più nuovi. Poi vabbeh miliardi di milioni di fan e di esperti del genere hanno già scritto pagine sbavando su questa serie. C’è Wikipedia che inoltre ha un articolo da sega per tutti gli appassionati, che essendo appassionati magari lo sanno già. A breve spero di potermi godere i lungometraggi.

lunedì 11 febbraio 2013

Ponyo Sulla Scogliera (2008)


Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 2008
Titolo originale: Gake No Ue No Ponyo (崖の上のポニョ)
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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Non nascondo il fatto di essere rimasto profondamente deluso: mi aspettavo di più da molti punti di vista. Parlo sia della trama che del concetto stesso di animazione. Partiamo dalla prima: ormai Miyazaki ricalca se stesso e ci propone un'ennesima favola dal forte contenuto ecologico moralista, senza nè cattivi veramente cattivi, nè problemi bestiali, nè buoni che siano eroi. Il nefasto cataclisma sotto forma di tsunami, non è però causato da disattenzioni umane, dal poco rispetto che possiamo avere per la natura o per il mare, da una sorta di squilibrio dettato dalla malvagità: è Ponyo stessa, tra l'altro maldestramente che causa un evento catastrofico, a mio avviso decisamente sottostimato dal regista. Eppure pochi anni prima uno tsunami ha abbattuto la Thailandia e parte dell'Asia sud orientale... Che il terremoto marino si limiti a qualche onda che accarezza strade ed automobili? Ok, che la storia deve (ma chi l'ha detto?) ad un pubblico giovane e non si deve (ma chi l'ha detto?) traumatizzarlo, però così si perde molta della verve che avrebbe potuto avere. E la "morale" quale è? Se sei un pesce e vuoi diventare un bambino stai attento che potresti creare uno squilibrio marino? Passiamo quindi all'animazione in sè: certo, è ben fatta ed in pieno stile Studio Ghibli con migliaia di disegni a matita, ma anche qui siamo al solito niente di nuovo con materiale già visto. Non è per forza una pecca, visto che squadra che vince non si cambia ed anzi lo Studio Ghibli è rimasto tra i pochi (nonostante la distribuzione di mamma Disney) a non usare la computer grafica in animazione. Complimenti a loro, anche se ad esempio non è paragonabile ai risultati visti con Toy Story 3. La versione bluray è molto ricca e ben curata con un reparto video ottimo (come praticamente sempre accade con i film d'animazione) ed un reparto audio prestante grazie alla traccia lossless. I contenuti extra sono molti e corposi. Tra parentesi al durata in minuti:

- VideoStoryBoard (dura quanto tutto il film ovvero 1 ora e 40)
- Karaoke (con trailer)
- Conferenza stampa di presentazione del tema canoro (11)
- Sessioni di registrazione del doppiaggio (25)
- Presentazione ufficiale di debutto pubblico (10)
- Intervista al regista Hayao Miyazaki (15)
- Dialogo: Suzuki Toshio - Tsuchiya Toschio (30)
- NEWS ZERO Spin-off: "Ponyo sulla scogliera" in dettaglio! Cinque artigiani geniali (49)
- Video documento: raccolta delle perle di saggezza del regista (40)
- Videoclip del tema canoro (3)

sabato 27 ottobre 2012

Toy Story 3 - La Grande Fuga (2010)


Regia: Lee Unkrich
Anno: 2010
Titolo originale: Toy Story 3
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.5)
Pagina di I Check Movies
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Si può rimanere di stucco guardando un cartone animato (anche se non è corretto chiamarlo così)? Ed è possibile farlo nonostante sia il terzo capitolo di una saga ormai nota? Con Toy Story 3 - La Grande Fuga riusciamo a capire che i limiti imposti dalla computer grafica solo pochi anni prima, possono essere bellamente scavalcati e messi da parte. Nonostante Il Mondo Dei Giocattoli (1995) e Woody e Buzz Alla Riscossa (1999) fossero degli ottimi esempi di animazione da prendere come punti di riferimento, la Pixar è riuscita a migliorarsi ancora. E non lo ha fatto con una storia autocelebrativa per farci ammirare quanto siano bravi, ma ha creato una trama ancora più forte e profonda riutilizzando personaggi ormai amati, ma non invecchiati. Se vogliamo possiamo osare dicendo che Toy Story 3 è un tripudio di successo, buon senso e arte moderna che sfociano in un lungometraggio d'animazione che piacerà a tutti: grandi e piccoli. Le prospettive già apprezzate nei capitoli precedenti, cambiano ancora una volta: adesso i giocattoli di Andy sono consapevoli che il loro padrone è cresciuto e prossimo ad andare al college. Per loro quindi le alternative sono due: finire in soffitta o essere donati all'asilo e quindi ricominciare una vita di giochi con altri bambini... Tutto parte in questo modo, ma senza superficialità o futilità di sorta. Anzi la storia procede in maniera molto elaborata e ragionata, studiata ad hoc per non lasciare niente al caso. Per un cartoon, la regia di Ukrich riesce a far stare insieme più ingredienti e più generi, inserendo qualche buona battuta spiritosa ed alcuni interminabili attimi di tensione. Ad avere sette e guardarsi Woody, Buzz e soci percorrere le milel avventure qui presenti, verrà sicuramente il batticuore. Poi geniale l'entrata in scena di Ken che con Barbie fa davvero scintille. Un colpo di maestosa intelligenza quello di portare sullo schermo anche personaggi minori che sono stati cult del passato (e non solo). Il cattivo (l'orsacchiotto peloso che puzza di fragola) poi è cattivo e non si redime. Cosa curiosa per un prodotto Disney che lo vede come interagire in maniera decisamente insana all'interno della pellicola. Se escludiamo i vari film di animazione a cui uno può rimanere legato per motivi nostalgici o soggettivi, quindi è senza dubbio il migliore creato fino ad oggi.

giovedì 6 settembre 2012

Toy Story - Il Mondo Dei Giocattoli (1995)


Regia: John Lasseter
Anno: 1995
Titolo originale: Toy Story
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
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Diffidate da chi crede che un film di animazione per bambini, con una trama puerile, non possa essere un grande prodotto cinematografico. Toy Story, nella versione italiana con la dicitura "Il Mondo Dei Giocattoli, è il primo cartone animato creato interamente con la grafica computerizzata. E' stato prodotto dalla oramai famosa Pixar e distribuito dal colosso dell'intrattenimento Disney. Due nomi che messi oggi uno di seguito all'altro sono sinonimo di successo, ma che nel 1995 hanno veramente osato e creato un film di animazione sorprendete e sensazionale. Non lo avevo ancora visto fino a ieri, ed a tanti anni di distanza dalla sua uscita resta una magnifica visione: un continuo effetto speciale. La trama semplice ed onesta, di quelle che possono colpire un pubblico giovane, ma farsi anche rispettare da genitori o persone mature. Tutto un mondo confinato nella stanza di un bambino ed i giocattoli che prendono vita quando non ci sono esseri umani nei paraggi. La loro più grande preoccupazione è quella di venire sostituiti con nuovi regali, per questo temono feste di compleanno ed il Natale. Oltre questo plot, la storia prosegue con brevi interludi morali, ma senza fare la lezioncina, scavando realisticamente nei comportamenti dei personaggi. E' uno scontro tra il nuovo ed il vecchio. Non solo in ambito di giocattoli. Però il prodotto della Pixar è davvero qualcosa di più che un semplice cartone animato dedicato a bambini e famiglie. Anche gli appassionati di computer grafica possono applaudire gli sforzi fatti ed i risultati ottenuti. Se vogliamo trovare alcuni punti deboli li abbiamo nell'inserimento di musiche e canzoncine, ma anche nel doppiaggio italiano (Frizzi davvero non sembra all'altezza).

giovedì 1 settembre 2011

Nausicaa della Valle del Vento (1984)


Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 1984
Titolo originale: Kaze no tani no Naushika (風の谷のナウシカ)
Voto: 7/10 
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

C'è molto da dire, ma si rischia di cadere nel mellifluo, nello scontato, nel già letto. Poi su questo genere di anime vi è il pericolo, anche di fare le figuracce. Esiste una cerchia, neppure troppo ristretta, di affezionatissimi fan di Miyazaki che sicuramente conoscono parola per parola ogni dialogo del cartoon (si può dire cartone animato giusto?) ed hanno spulciato ogni frame della pellicola. Dubito che potranno essere clementi con me, qualora mi spingessi in qualcosa di più ardito. Io non sono un intenditore di questo materiale pur essendomi innamorato follemente di Conan, il ragazzo del futuro. Devo dire però che il mio giudizio è estremamente positivo. Parliamo di qualcosa uscito nel 1984 e ci proiettiamo in una storia di fantascienza post apocalittica che è quanto mai attuale sia sul tema dell'ecologia che su quello del pacifismo. Direi che Avatar debba ringraziare Nausicaa no? Il pianeta Terra in cui è ambientata la storia è martoriato dall'abuso che l'uomo ha fatto della tecnologia e della guerra, in epoche ormai lontane, ma continua anche adesso a vivere senza alcun tipo di armonia con al natura e con i popoli che lo abitano. L'insegnamento morale che sta alla base di tutto è talmente semplice che sembra puerile, fine a se stesso, addirittura stupido e stucchevole. Il personaggio di Nausicaa è però talmente positivo che possiamo sorvolare sulla pochezza dei dialoghi e su alcune scene violente, e farlo vedere anche ad un bambino piccolo, che riuscirà a cogliere il messaggio senza problemi. L'adulto invece proverà ad osservare le scene con un certo distacco, ma quasi in maniera subliminale noterà l'utilizzo di energie rinnovabili (quella eolica), la paura del diverso (gli insetti e le piante velenose non sono esseri malvagi sebbene temibili), la fiducia nel chi compie buone azioni (la principessa è amata e rispettata da tutti, non temuta) e così via. Il mondo creato, è un mix di post moderno con civiltà di stampo medievali (principesse, castelli) con una spruzzatina di steampunk. I personaggi sono ben definiti, ed oltre Nausicaa che incarna la bontà della fanciullezza, abbiamo la Regina di Tolmekia che tra alti e bassi è decisamente negativa , e Lord Yupa molti simile al concetto di Grillo Parlante influenzato da Yoda. Abbiamo quindi molti ingredienti di notevole importanza che formano un'opera degna di molti complimenti.

sabato 19 febbraio 2011

Cattivissimo Me (2010)






Come avrete già capito dal titolo e dall'immagine della copertina, non sto parlando di me (che di cattivo non ho nulla) ma del film di animazione della giovanissima Illumnation Entertainment . Spassoso e divertente, sebbene non sia esilarante. Ricalca i passi del successo visti recentemente in altri cartoons del genere, con una sana ironia ed una trama che sembra genuina ed originale. La durata non è eccessiva e non abbiamo scene noiose. I personaggi sono ben costruiti con una personalità decisa. Spiccano, tra tutti, le tre orfanelle. Il punto forza del film sono loro, piuttosto che Gru. Forse perchè magari tanto cattivo non è, a dispetto del titolo. Uno Stewe Griffin, pur non scadendo in nessun tipo di violenza è decisamente più malefico. Il target del pubblico magari per questo Cattivissimo me è un po' diverso, essendo indicato anche a bambini di giovane età. Simpatica anche la figura di Vector, quello che dovrebbe essere il vero cattivo della storia, il quale assomiglia non poco alla giovane versione nerd di Bill Gates.
Secondo, me è un prodotto che si fa vedere bene. In promozione ho preso il inutile  family pack con oltre al bluray anche la versione in dvd ed il codice per scaricare la versione digitale...