domenica 11 settembre 2016
MotoGP 2016: Misano (San Marino)
In quel di Misano, nel circuito dedicato a Marco Simoncelli, arriva per l'ottava volta consecutiva la vittoria di un pilota differente. E' la volta di Pedrosa, che in sordina, escluso da tutti i pronostici e con le gomme morbide (quelle che avrebbero dovuto perdere aderenza nella seconda parte della gara), fa una magia e supera tutti quanti: Dovizioso, il compagno di squadra Marquez, Lorenzo e poi anche Valentino. Ottimo risultato comunque per l'italiano, che ci ha provato fino alla fine a tenere il ritmo forsennato dello spagnolo, e che riesce a conquistare un secondo posto esaltante. Forse non sarà stata la gara più spettacolare di sempre, i sorpassi non sono stati molti e per buona parte del tracciato le posizioni sono rimaste invariate, ma sono sempre belle emozioni e soprattutto il 46 è un mostro sacro, l'uomo da battere, quello che continua a collezionare posti nel podio. Grande Vale.
sabato 10 settembre 2016
Juventus 3 - Sassuolo 1
E si ritorna in campo dopo l'odiata fermata per la Nazionale. E lo si fa con una formazione un po' differente dal solito: il turn over va fatto per molti motivi. I giocatori nuovi vanno inseriti, altri possono riposarsi per la Champions e così via. C'è quindi spazio per tutti, ma a fianco a Dybala inseriscono quel ciccione di trenta anni fatti pagato uno sproposito. Insomma una disgrazia, ma per gli avversari. Apre le danze Higuain con una doppietta alla sua prima da titolare. E' dominio assoluto bianconero: la Juventus potrebbe dilagare ed ha altre occasioni. Arriva così, dopo una traversa da lui stesso colpita, il momento di Pjanic, l'acquisto migliore di tutti secondo me. La pedina che ci mancava. Per un'uscita sbagliata di Buffon accorciano le distanze, ma il primo tempo è sempre governato da noi. Non c'è storia. E il Sassuolo non è una squadra da buttare, ma il secondo tempo è la fotocopia esatta del primo senza alcuna rete. Avanti così, #finoallafine.
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Jack O. Lyroid
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Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato (2012)
Regia: Peter Jackson
Anno: 2012
Titolo originale: The Hobbit: An Unexpected Journey
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
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Dopo aver rischiato la morte per sbadiglio con il libro de Il Signore Degli Anelli, decisi che per il genere fantasy avrei fatto il possibile per dedicarmi solo ai film. Così mi sono guardato le mille ore della trilogia e, inconsciamente, per far prima ho deciso che per Lo Hobbit sarei passato direttamente ai bluray, senza passare dal romanzo. Fonti anonime però mi hanno detto che il romanzo di Tolkien non è poi così lungo: o almeno, non è lungo quanto i film che ne sono stati tratti. Il regista è sempre Peter Jackson, che ha creato un incredibile polpettone da spavento. Nonostante questo però c'è da dire, che pur partendo prevenuto e non conoscendo affatto la storia (se non a grandi linee grazie al Signore Degli Anelli o vari rumors), non mi è dispiaciuto. Ovviamente l'ambientazione, la fotografia, i paesaggi ed i costumi sono bellissimi e ti prendono: visivamente un lavoro eccezionale, sebbene in determinati casi, la computer grafica mi risulta stucchevole e troppo artefatta. Il mondo fiabesco però, mastodontico nella sceneggiatura come nelle scenografie, necessita di essere ben pompato, e qui come immagino anche nel resto della trilogia, non si sono certo trattenuti. A livello di trama ho trovato abbastanza piacevole la figura di Bilbo, un solitario ed abitudinario, che affronta la grande sfida della vita, partendo per pericolose e sconosciute lande ed iniziando così un percorso di formazione tipico dell'eroe che non nasce tale. Anche il gruppo dei nani ha un certo fascino e ci rivedo pure la condizione ebraica di secoli (o millenni) fa. Altra cosa che mi piace è l'antecedenza rispetto a Frodo e Compagnia Bella: adoro quasi sempre i prequel visto che ti aprono la strada per ciò che è già successo., vedi i personaggi giovani (o quasi), fai collegamenti con fatti accaduti e così via. Tirando le somme è un film piacevole, con alcune parti visivamente esaltanti, che però ha anche il sapore di eterna introduzione. La versione bluray del cofanetto (che recensirò a parte alla fine) è quella cinematografica: l'estesa non sarei riuscito a sopportarla, non era ancora uscita quando lo comprai e comunque sarebbe costata di più. L'audio italiano è un Dolby Digital 5.1 mentre un 7.1 DTS Master HD è nella lingua originale. Gli extra sono contenuti nel secondo disco, ma abbiamo:
- New Zeland: home of Middle-Earth (6 minuti)
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Jack O. Lyroid
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giovedì 8 settembre 2016
Brivido Nella Notte (1971)
Regia: Clint Eastwood
Anno: 1971
Titolo originale: Play Misty For Me
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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1971: primo film diretto da Clint Eastwood che comunque non era nuovo nel mondo del cinema e non necessitava, allora come oggi, di presentazioni. Cimentarsi nella regia era forse anche un passo obbligato ed abbiamo visto poi come la sua carriera sia stata in effetti apprezzata anche da questo punto di vista. Le riprese partono subito mostrandoci la bellissima costa della California del Nord, quella nei dintorni di Monterey e Carmel in cui si abbattono le onde del Pacifico. Chiusa questa parentesi fotografica (che ho avuto la fortuna di apprezzare dal vivo) ecco un’altra sorpresa: sentiamo la voce inconfondibile di Ferruccio Amendola, prestata ad un personaggio secondario. Poi è subito la volta dell’altrettanto mitico Clint, l’uomo dagli occhi di ghiaccio. Un playboy, un DJ di un certo successo, un uomo che non deve chiedere mai, ma che si ritrova a dover fare i conti con quella che risulterà essere una stalker (Jessica Walter) abbastanza pericolosa. Eastwood, riesce a calcare la mano sulla difficoltà di un uomo deciso, forte e carismatico, di fronte alle attenzioni via via troppo asfissianti di un donna follemente (propriamente) innamorata. Insomma l’attrice è riuscita nell’intento di rendere il personaggio odioso grazie anche ad improvvisi cambi espressivi nel volto e quindi nell’atteggiamento. Il resto non è noia, ma neanche qualcosa di miracoloso: buona la colonna sonora, abbastanza suggestiva ed in linea con l’epoca, un po’ troppo discontinua la trama, che certe volte si perde in inutili scene che potevano essere più corte. Il finale è scontato, ma la mancanza di ambizione non è sempre un male. Qualcosa di semplice, non eccessivo, e sopratutto il primo Eastwood regista. Il bluray non presenta nessun extra e audio italiano stereo.
Paura In Palcoscenico (1950)
Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1950
Titolo originale: Stage Fright
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Non è cosa per me ordinaria (sono un genio ad utilizzare questo gioco di parole) guardare film del solito regista a
dista di così poco tempo: Rebecca – La Prima Moglie è di appena due
giorni fa. Però per Hitchcock si può sempre fare un’eccezione. D’altra
parte i suoi thriller sono così ben studiati
e messi in piedi che non ti annoiano mai. E risultano pure originali e
differenti dalle tante altre produzioni che esistono. Paura In
Palcoscenico è inoltre un film un po’ particolare nel senso che rientra
nel periodo americano del regista, ma è ambientato
a Londra e del cast soltanto le due protagoniste (Jane Wyman e Marlene
Dietrich) non sono inglesi. La giocata di astuzia sta comunque
nell’inizio, in cui all’interno dell’automobile assistiamo al racconto
di Richard Todd e.... Sì, ci facciamo ingannare. Ancora
una volta Hitchcock utilizza una soggettiva estremamente di parte,
facendoci credere che il flashback di un racconto corrisponda alla
realtà. Lo sviluppo della trama è un’incalzante e divertente messa in
opera investigativa, che non vede tanto la polizia (Michael
Wilding) coinvolta, quanto la giovane ed inesperta Eve. Il lato da commedia
della storia, può far sembrare quasi un gioco questo volersi mettere i
panni dell’investigatore, ma vedremo che la situazione è sia seria che
pericolosa, non manca certo la tensione. Magnifica,
tra le scene finali, quella in cui Eve e Cooper parlano tra di loro e
la luce proveniente da una fessura illumina solo la parte superiore dei
volti, lasciando in ombra le labbra: ci concentriamo così sugli occhi e sugli sguardi. Fantastico. Il
DVD ha audio italiano in mono, che non sfrutta
a dovere il canale centrale, specie durante alcuni dialoghi. Gli extra
sono:
- Hitchcock e Paura da Palcoscenico (19 minuti)
- Trailer
mercoledì 7 settembre 2016
Freaks (1932)
Regia: Tod Browning
Anno: 1932
Titolo originale: Freaks
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Spettacolare. Come del resto lo è il mondo del circo, misterioso,
particolare, enigmatico. E lo era, molto più che oggi, negli anni trenta
quando i freaks, i mostri, se volevi vederli non potevi accendere a
piacimento la TV. Il film di
Tod Browning è un cult controverso, macabro e drammaticamente triste,
ma che se vogliamo ci mostra un finale che rende giustizia. All’interno
del cast ci sono veri fenomeni da baraccone che ne impreziosiscono il
realismo e la portata. Se pensiamo agli anni
in cui è stato girato, ed alle innumerevoli scene forti, capiamo anche
la sua non facile vita all’interno dei cinema di tutto il mondo. Tanto
per cominciare circa un terzo della pellicola è stato tagliato: circa
trenta minuti di scene eliminati sono andate
perdute. Queste erano ancora più macabre ed atroci, rappresentavano la
mutilazione di Cleopatra e la castrazione di Hercules che si sarebbe
presentato nelle scene finali cantando in falsetto. Nonostante questi
pesanti tagli il film fu vietato per moltissimi
anni sia nell’Italia fascista che nella Germania nazista, ma
addirittura anche in Gran Bretagna fino al 1964. Browning non si limita
comunque a presentare le deformità fisiche (o mentali) di un gruppo di
persone che lavorano nel circo, ma è attento a mostrarci
tutto il dietro alle quinte, la vera, reale, tragica, drammatica e
pensierosa vita dei suoi componenti. E per la maggior parte non c’è
divertimento: quello è soltanto per lo spettatore, affascinato dalle
gag, dalla performance o semplicemente dal difetto strambo
che gli si presenta davanti. E’ interessante inoltre vedere che tutta
la trama si basa su di un flashback derivante dal racconto di un
imbonitore: “una delle storie più terrificanti mai raccontate”. Il
monito che precede l’intera vicenda ci ragguaglia sulle
diversità tra i “normali” e gli “anormali” e durante la visione questa
barriera che divide i due mondi non viene neanche scalpita al grido “E’
una di noi!” che i commensali rivolgono a Cleopatra. Il mondo è lo
stesso, il diverso riesce ad accettare l’altro,
ma è tutta una farsa. Un film imperdibile, indimenticabile. La versione
DVD della Ermitage si presenta con il menù del disco esclusivamente in
lingua italiana, ma l’audio è originale e sono presenti i sottotitoli.
Non tutto viene però tradotto. Gli extra sono
in nove capitoli sotto forma di documenti scritti, abbastanza
interessanti, ma da un DVD con solo audio inglese e con un video di
circa 60 minuti, ci si poteva aspettare molto di più.
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