martedì 11 ottobre 2016

Collezionismo e passione

Foto di Filippo Imbrighi
Ultimamente su VER appaiono in maniera quasi monopolista, articoli riguardanti film. Non nascondo che è sempre stata una mia passione guardarli, e magari anche giocare a fare il critico e scrivere recensioni. E se consideriamo che da alcune settimane mi sono lasciato prendere un pochino la mano con l’acquisto di bluray e DVD, ecco che la mole di articoli cinematografici cresce per forza di cose. La mia non è una vera e propria mania da collezionismo, quanto piuttosto la voglia di scegliere con maggiore accuratezza i supporti fisici che posseggo. Il collezionare è sempre stata una cosa simpatica, ganza, che ti dà in un certo senso anche maggiori conoscenze e riesce ad appagarti purchè non diventi un’ossessione. E’ per questo che forse, come il buon Tarabusino insegna, mi sento più un appassionato che un collezionista: prendo solo alcuni titoli, quelli che almeno a pelle mi ispirano o che non ho ancora visto e che soprattutto non ho già recensito su VER. Ricordo con nostalgia la mia prima collezione: non andavo ancora a scuola e tenevo in un barattolo le carte delle cingomme [chewingum NDT] Brooklyn con i vari gusti che assaggiavo. Una cosa semplice, colorata, divertente. La stessa cosa, deve essere anche per i bluray ed i DVD: un sistema abbastanza nuovo e che può risultare divertente ed interessante. Ultimamente faccio caso alle edizioni limitate, alla versioni steelbook, quelle numerate, quelle con autografo e così via. Acquisto sui vari store internazionali, dalla Repubblica Ceca, dalla Francia, dagli Stati Uniti... Devo ringraziare essenzialmente un gruppo chiuso a cui partecipo su FB, in cui i gestori ed i partecipanti sono un pozzo di scienza sull’argomento e sulle nuove uscite. Intanto vedo crescere giorno dopo giorno, mese dopo mese, la mia collezione e sono orgoglioso delle scatoline una affianco all’altra. Per un po’ quindi sopportatemi e leggete articoli sui film.

V/H/S (2012)




Regia: AA. VV. (vedi lista tag)
Anno: 2012
Titolo originale: V/H/S
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
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V/H/S è un insieme di racconti cortometraggi girati secondo la tecnica del mockumentary o found footage, non conosco bene la differenza. Per capirsi una sorta di Cannibal Holocaust o meglio ancora The Blair Witch Project. In pratica degli horror mostrati in soggettiva attraverso l'uso di videocamere (qui di ogni genere) "guidate" da uno dei protagonisti. L'idea non è nuova, ma tecnicamente interessante e ben studiata. Qualcosa di originale, come l'utilizzo di più device differenti, in base alle storie raccontate, per mostrare il punto di vista è stato fatto, ed il risultato sebbene non sia esaltante è in parte piacevole. Onestamente non amo molto i POV caserecci, e qui si è fatto di tutto per "sporcare" il video e renderlo realistico, così come non amo leggere romanzi in prima persona. Sono gusti: e all'inizio soffro anche l'effetto mal di mare dovuto alle immagini frettolose, traballanti, che cambiano costantemente inquadratura e delle volte non sono a fuoco. Tutto voluto sia chiaro, un espediente furbo per fare qualcosa a basso budget, anche se in questa occasione gli effetti speciali ed il trucco non mancano. Come collegamento ai vari cortometraggi abbiamo una storia di base che li collega tutti quanti. Quello che mi ha coinvolto maggiormente e che ho preferito è stato quello della videochat (The Sick Thing That Happened To Emily When She Was Younger). Gli altri titoli sono: Tape 56, Amateur Night, Second Honeymoon, Tuesday The 17th e 10/31/98. Per quanto riguarda la descrizione tecnica del bluray e degli extra farò un articolo generico sul cofanetto al termine delle recensioni dei tre film.

domenica 9 ottobre 2016

La Congiura Degli Innocenti (1955)




Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1955
Titolo originale: The Trouble With Harry
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Si apre il sipario con gli splendenti colori autunnali del Vermont ed un bambino che giocando trova un cadavere nella campagna: inizia così una commedia gotica, divertente, spensierata e dai dialoghi che prendono forma come migliori protagonisti. Humor nero ed una serie quasi interminabili di intrecci, casualità, coincidenze che trasformano un thriller drammatico in una commedia spiritosa ed acuta. La trama è dinamica e si sviluppa grazie ad una serie di incomprensioni, presunte o pratiche, che prendono spunto dalla morte e dell'omicidio, ma che dopo un'attenta analisi investigativa risultano effimere. I quattro personaggi principali si muovono ai limiti degli stereotipi che rappresentano e danno vita ad un intreccio moderno, in alcuni casi abbondantemente cinico e piccante. Veramente una prova ben riuscita, forse tra i lavori minori di Hitchcock, in cui il morto non suscita alcuna pena o pietà, qualsiasi sia la causa del suo decesso. Pur essendo centrale all'interno della trama, sono le preoccupazioni degli "innocenti" a muovere le fila del gioco delle apparenze: nessuno vuole essere coinvolto, ma al tempo stesso cerca di sistemare la faccenda affinchè anche gli altri appartenenti alla congiura non ne soffrano. Sentirsi colpevoli scagiona gli altri, ma senza alcuna morale poco importa chi sia il vero artefice se veramente ce ne è uno.Il cadavere è ora scomodo e va seppellito, ora comodo e va mostrato. 
Il bluray rende perfettamente dal punto di vista visivo con colori nitidi ed accesi, l'audio italiano è un DTS stereo e gli extra sono i seguenti:

  • The Trouble With Harry non è ancora finito (32 minuti)
  • Foto di produzione
  • Trailer

Cofanetto Lo Hobbit - La Trilogia Cinematografica

Il Cofanetto Lo Hobbit - La trilogia cinematografica come suggerisce il nome contiene i film, in formato bluray, della trilogia Lo Hobbit, precedentemente recensiti (Un Viaggio Inaspettato, La Desolazione Di Smaug e La Battaglia Delle Cinque Armate) nella loro versione cinematografica, quindi non estesa. E' formato da un semplice contenitore di cartoncino che racchiude tre custodie in plastica, una per ogni film più i contenuti extra. Tutto quanto è localizzato nella lingua italiana, da come possiamo vedere con i titoli tradotti sia per il cofanetto, che per le copertine delle custodie e per i dischi al loro interno. I dischi in totale sono sei: due per ogni capitolo, contenuti uno sul lato sinistro ed uno sul destro. Si nota come la costolina del primo film differisca dalle altre non essendo colorata di blu nella sua parte superiore, ed anche la disposizione degli extra al suo interno è differente: menù in orizzontale scorrevole invece che a pagina singola. Per quanto riguarda la qualità video ed audio dei capitoli vi rimando alle precedenti recensioni, mentre sui dischi con i contenuti speciali abbiamo sempre il full HD e l'audio in lingua inglese Dolby Digital stereo con la possibilità dei sottotitoli in italiano. Ecco nello specifico gli extra presenti nei secondi dischi dei rispettivi film:

Un viaggio Inaspettato:
  • New Zeland: home of Middle-Earth (6 minuti) [già presente nel disco contenente il film]
  • 10 video blogs (2 ore e 7 minuti)
  • 6 trailer
  • 3 game trailer
La Desolazione Di Smaug:
  •  Backstage in compagnia di Lo Hobbit (18 minuti)
  • Backstage tutto in un giorno di lavoro (22 minuti)
  • Video musicale I See Fire
  • Evento dal vivo: nella sala montaggio (38 minuti)
  • 4 video della produzione (37 minuti)
  • 6 trailer
La Battaglia Delle Cinque Armate:
  •  Il reclutamento delle 5 armate (12 minuti)
  • Alla scoperta della Terra di Mezzo (18 minuti)
  • L'ultimo addio (18 minuti)
  • 2 trailer

Orange Is The New Black [Stagione 4]




Anno: 2016
Titolo originale: Orange Is The New Black
Numero episodi: 13
Stagione: 4

Forse la quarta stagione che vede come protagonista Piper Chapman non è la migliore: per aumentare il tiro hanno dovuto evidenziare le inefficienze del sistema carcerario, e pare che non ci sia un direttore, un secondino, un responsabile, insomma chiunque non condannato, che sia migliore delle detenute. Diritti civili ed ingiustizie, alcune pesanti altre più leggere, iniziano a farsi sempre più costanti con la nuova gestione private che nel finale ha anche qualcosa di quasi assurdo.I nuovi agenti, provenienti dalla massima sicurezza, non solo non riescono a gestire queste donne poco pericolose, ma usano incondizionatamente sia la forza sia la stupidità tipica di chi abusa del potere conferitogli. La produzione evidenzia non solo le ingiustizie carcerarie, ma anche quelle del sistema giuridico: le molte storie raccontate attraverso flashback mettono in mostra malintesi, pene esagerate, crimini di bassissimo profilo. Quando invece chi in Afghanistan uccide a caso contadini si ritrova ad essere una guardia, di quelle gentili peraltro. Il finale si interrompe bruscamente con una rivolta in atto, dopo la morte all'interno delle mura penitenziarie, di uno dei personaggi principali... Chissà che succederà nella quinta?


sabato 8 ottobre 2016

Non Violentate Jennifer (1978)




Regia: Meir Zarchi
Anno: 1978
Titolo originale: Day Of The Woman
Voto e recensione: 2/10
Pagina di IMDB (5.7)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Boh. Non è che sono all'antica e capisco che magari sia l'emblema di un genere, rape & revenge, ma lo ho trovato vergognosamente brutto. E se dite che visto che mi ha turbato (no, tranquilli non mi ha bloccato la crescita) ha raggiunto il suo obiettivo, non è neanche vero. Oggi sia chiaro è diverso: siamo molto più sensibili nei confronti degli stupri, o almeno mi piace pensarla così. Se una ragazza va alla polizia spero venga messo a suo agio, curata e che poi venga fatta giustizia. In alternativa, approvo anche quella homemade, la parte bifolca che è in me accetta la legge del taglione tanto per intendersi. E ok, queste sono le mie idee. Magari domani la penso diversamente. Era giusto per fare un corollario al film, che in maniera esplicita racconta le diverse sevizie subite da Jennifer, la protagonista. Di estremo impatto visivo non c'è dubbio, realistiche, penose, forti, cruente e così via. Non devastanti però emotivamente e psicologicamente. La vendetta si consuma con tranquillità (se paragonata alla storia) e non coinvolge lo spettatore. Mi viene da fare un paragone con Hard Candy: un centesimo della violenza espressa, ma cento volte più efficace come messaggio. Non trovo neanche alcun tipo di solidarietà con la protagonista, non perchè non ritenga giusta la vendetta (è un film, che faccia quel che vuole) ma perchè manca del tutto il feeling tra spettatore e personaggio. Riporto il pensiero di Roger Ebert (che lui è un critico, non uno che guarda i film a caso come me): Un disgustoso sacco di spazzatura...senza uno straccio di distinzione artistica [...] vederlo è stata una delle esperienze più deprimenti della mia vita [...]La storia di I Spit on Your Grave [titolo originale con cui è maggiormente conosciuta la pellicola] è raccontata con una semplicità da idiota. Questi orribili eventi sono mostrati con un minimo assoluto di dialogo, che è così scarsamente registrato che spesso non può essere udito. Non vi è alcun tentativo di sviluppare le personalità dei personaggi - essi sono, semplicemente, una ragazza e quattro uomini, uno di loro mentalmente ritardato. Il film è né più né meno di una serie di attacchi sulla ragazza e successivamente i suoi attacchi sugli uomini, interrotti solamente da una scena incredibilmente grottesca e inappropriata in cui lei entra in una chiesa e chiede perdono per gli omicidi che è intenzionata a commettere.