mercoledì 30 dicembre 2015

Black Mirror [Stagione 1 + Speciale di Natale]

 Anno: 2011 (+ 2014)
Titolo originale: Black Mirror
Numero episodi: 3 (+1)
Stagione: 1 (+ speciale)

Qualche tempo fa Mamma123 abbastanza sconvolta mi raccontò che casualmente era capitata a fare zapping (non si ricordava se sul DDT o su Sky) e si era fermata su un "film" molto pesante. Prese così a narrarmi la trama di un Primo Ministro che veniva ricattato e si trovava costretto a fare del sesso completo con un maiale in mondovisione. Robaccia insomma. In questi giorni io stesso capito su di una serie suggeritami da Netflix che Clio Von Pippen durante il pranzo di Natale mi dice essere ganza: eccomi quindi a visionare Messaggio Al Primo Ministro (The National Anthem) e mi accorgo subito di cosa si tratta. Mosso più dalla curiosità che da un reale interesse vado avanti. Abbastanza agitato, non ci sto benissimo. Però penso che la puntata sia conclusa, le altre devono trattare altri temi. Ed infatti è così: sono solo tre in tutto per ogni stagione. E Netflix ha la prima e la terza che sarebbe uno speciale su Natale. Le altre sono meno destabilizzanti all'apparenza, ma il tema di fondo è quello della tecnologia che in un certo senso ci abbraccia e ci sfugge di mano, controllando gran parte delle nostre azioni. Una sorta di mondo distopico in 15 Milioni Di Celebrità (15 Millions Of Merits) in cui la popolazione non fa altro che raccogliere punti per migliorare i propri avatar di gioco o per partecipare ai più famosi realitiy show. In Ricordi Pericolosi (The Entire History Of You) siamo invece soppressi dai nostri ricordi potendo registrare e rivedere quando più ci fa comodo tutta la nostra vita. Bianco Natale (White Christmas) dalla durata maggiore, ci mostra il controllo delle Intelligenze Artificiali, copie volute di noi stessi. Ogni puntata, sebbene esasperata non si discosta troppo dalla linea temporale che stiamo seguendo, lanciando una sorta di messaggio alla Crichton in cui dobbiamo stare attenti dall'uso che facciamo della tecnologia. Nel complesso sembra poi di rileggere le raccolte di fantascienza di Philip K. Dick e adesso con molta ingordigia sto aspettando che mettano in streaming anche la seconda stagione, anch'essa di tre episodi. Basta comunque guardare l'odiosa prima puntata per dire subito "Ma che cazzo!" e poi andare avanti.

martedì 29 dicembre 2015

Thank You For Smoking (2005)

Regia: Jason Reitman
Anno: 2005
Titolo originale: Thank You For Smoking
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
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Due anni prima dello strepitoso Juno, Reitman aveva diretto questa scomoda, ma divertente commedia che si concentra sull'amore per la discussione dialettica. Se pensate che l'arte oratoria sia destinata a bagnare soltanto le capacità di avvocati o politici, non avete fatto i conti con il lobbista Nick Nylor (Aaron Ekhart). Un lavoro difficile il suo, se ne avesse voluto uno semplice avrebbe lavorato per la Croce Rossa (sic.); ed antipatico. Gestire i pubbliche relazioni per le multinazionali di tabacco. Un'idea stravagante e geniale quella di trasformare tutto questo in una cinica, realista commedia che non è niente affatto leggera. Il dialogo è il filo conduttore di tutta la pellicola insieme ad un montaggio mai superfluo e lasciato al caso. Fermi immagine, simboli che appaiono, voce fuori campo e tante di quelle scene frizzanti ed accattivanti che difficilmente possono non piacere. Assolutamente un prodotto sui generis, diverso dal solito che diverte, ma che fa riflettere e che si guarda in maniera pulita ed allegra. Questo è il Reitman che mi piace assaporare, una forma dialettica che fine a se stessa può tramutare in bene ciò che è male, o può distogliere l'attenzione dal male stesso. Un film sulle sigarette in cui nessuno ne fuma una.

Halloween - La Resurrezione (2002)




Regia: Rick Rosenthal
Anno: 2002
Titolo originale: Halloween: Resurrection
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (4.1)
Pagina di I Check Movies
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Il primo Halloween del millennio è sicuramente il peggiore di tutta la saga. La lunga introduzione si ricollega ad Halloween - 20 Anni Dopo e con una iperbolica forzatura in stile Misery fa resuscitare Michael Myers: cattivo e forte come al solito. Un po' meno visto che Busta Rhymes deve fare il grosso e quindi nei vari corpo a corpo riesce a tenergli testa. L'ambientazione è la casa "stregata" in cui abitava il serial killer da bambino, dove tutto ha avuto inizio, ed un gruppo di studenti si presta per un reality online, in cui i ragazzi, dotati di telecamerina (un po' alla The Blair Witch Project) , dovranno passare la notte. Lì si nasconde Lui ed indovinate un po'? Li fa fuori più o meno tutti. Un inutile capitolo che cerca di dare spolvero ad un cattivo della storia del cinema, ma senza successo. C'era da immaginarselo. Niente pathos, niente horror, niente scene violente. Tutto da dimenticare, da abbandonare. Poi oh se uno è morto è morto, non c'è tanto da girarci intorno. Fate cacà.

domenica 27 dicembre 2015

Frederik Pohl - L'Insidia Del Glotch




Autore: Frederik Pohl
Anno: 1956
Titolo originale: Slave Ship
Voto: 2/5
Pagine: 155
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

La chiamavano Guerra Fredda, ma quattordici milioni di uomini la stavano scaldando in Europa, anche se le perdite di vite umane erano relativamente basse: solo pochi milioni. E non c'era Stato di Guerra. Dai Pirenei al Mar Bianco gli scontri continuavano a essere definiti dalle parti come semplici "azioni di polizia". Comunque non si trattava di una guerra, non nel vecchio senso della parola, almeno. Per prima cosa, non c'era una nazione contro un'altra nazione come si usava quando tutto era più semplice. C'era una confederazione, le Nazioni Unite, contro una Chiesa Militante: i Caodai. Questa era una religione, non uno Stato. Si dava il caso che fosse una religione con esercito, marina e bombe nucleari. Ma nello stesso tempo una religione. Come si può dichiarare guerra a una religione? 

Commento personale e recensione:

 Tipica fantascienza anni cinquanta, di quella cioè che a me non piace poi molto. Pohl va oltre la Guerra Fredda e trova un nemico comunque che oggi potrebbe risultare molto simile a quell'ISIS che non conosce Stati o frontiere. Il pericolo para religioso quindi come un qualcosa di comune da abbattere. Il romanzo è tranquillo, decisamente nostalgico con Pavlov e tutto il resto. Si legge bene, è scorrevole, ma la storia non brilla molto di originalità: guerra e poteri mentali. Personaggi abbastanza piatti.

sabato 26 dicembre 2015

Mission: Impossible - Rogue Nation (2015)




Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2015
Titolo originale: Mission: Impossible - Rogue Nation
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Sono passati quasi venti anni dalla prima vlta di Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt, ma non sembra sentire la vecchiaia o la fatica, visto che in ordine si aggrappa ad un aereo mentre decolla, sta circa dieci minuti senza respirare e cade sullo sterro da una moto lanciata in corsa e la sua camicia non viene sbrindellata. Di sicuro niente per il buon vecchio Tom è impossibile e le sue missioni sono una più elaborata dell'altra. La trama qui però è un po' troppo ingarbugliata con un non_si_sa_bene_che_ nemico e numerosi cambi di strategia dettati essenzialmente da "lui sa che io so che lui sa" oppure "io faccio quello che lui si aspetterebbe che facessi così lo frego perchè pensa che faccia il contrario". Insomma, già che i dialoghi sono poveri in questi film di azione, se poi si impegnano pure a creare una falsa suspense ne risente la logicità della sceneggiatura. C'è da dire però che è quasi una missione impossibile annoiarsi: nell'arco della durata di tutto il film le scene di azione, gli inseguimenti, i combattimenti e le fughe sono molte e ben distribuite. Purtroppo concluse e fine a se stesse, perchè tra doppi giochi, intrighi e #nonsosepossofidarmidite si azzera il pathos creato inizialmente per poi ripartire alla grande.Di originalità però neanche l'ombra, neanche quando va a cambiare una scheda in super computer raffreddato a liquido (cioè immerso nell'acqua, vabbeh lasciamo perdere). Ok per l'intrattenimento, ma di sicuro non memorabile, domani lo ho già scordato.
Il bluray ha questi extra:

  • Commenti
  • Accendere la miccia (6minuti)
  • Controllo di crociera (7 minuti)
  • Eroi... (8 minuti)
  • Altitudine di crociera (8 minuti)
  • Missione: immergibile (7 minuti)
  • Furto d'auto nella sabbia (6 minuti)
  • Le missioni continuano (7 minuti)

giovedì 24 dicembre 2015

Star Wars: Il Risveglio Della Forza (2015)


Regia: J. J. Abrams
Anno: 2015
Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.7)
Pagina di I Check Movies

Faccio il furbo: non scrivo una VERa e propria recensione. Troppo incasinato. Penso che sarà più che altro una serie di premesse, quella definitiva la farò con l'uscita del bluray. e non così a caldo. Era una vita intera che non andavo al cinema, ho scelto uno di quei giorni in cui secondo me l'afflusso di bimbetti e fidanzate  sarebbe stato quasi scongiurato. Su questo ho avuto mezza fortuna, ma non mi aspettavo certo la sala vuota a mia completa disposizione. Poi a Piombino lo fanno solo in 3D: ero tentatissimo quindi dall'andare a vederlo altrove, aspettare l'uscita per home video era troppo rischiosa. Già che nei mesi precedenti sono stato abbastanza alla larga dai milioni di trailer e teaser che giravano, ma in questi giorni era qualcosa di improponibile: anche il cane sotto casa abbaiando mi parlava di Star Wars. Il rischio spoiler era assai elevato. Così, vado all'Odeon e mi danno gli occhialini cacca scuri e plasticosi, di quelli che se li dai ad un cinese ti dice "no glazie". Avrete capito quindi che c'è già qualcosa di negativo e che stona: i colori non erano per niente vivaci, non che debbano esserlo per forza (e che la forza sia con me), ma di film ne ho visti, e cromaticamente qui c'era qualcosa che davvero non andava. In ogni situazione, dall'ambientazione scura a quella più luminosa. Non per fare il ganzo di turno, ma ad home 2.0 la visione è decisamente di un altro livello. Ovviamente dopo un po' se si fa finta di niente, ci si abitua e si riesce a vedere "oltre" e soprattutto ad apprezzare ciò che sarà in altre condizioni. Spero proprio di non essere smentito, quando si presenterà l'occasione. Nel complesso (tralascio quasi tutto ciò che è effetti speciali e fotografia) ed a caldo, direi che è un buon, buonissimo film. Abbiamo un ritorno alle origini, nel senso che è molto più simile alla trilogia originale (IV, V e VI) che alla seconda ( I, II e III). Quello che in cuor mio speravo in fin dei conti. E sono stato accontentato perchè Abrams non crea niente di così nuovo, alcuni storcendo il naso potrebbero pensare addirittura ad etichettarlo se non come remake come reboot, ma ci delizia con una serie di omaggi e richiami a quei primi lavori che Lucas ideò per noi. L'altra faccia di questa medaglia è che il rischio di ricalcare un po' troppo ciò che già abbiamo amato lo rende ridondante ed in pratica, a mente tiepida, potrebbe già anticipare la scaletta del VIII e del IX. Però qui la Forza ha un ruolo determinante: il cattivo (prenderò pratica a dire Kylo Ren) è tentato da essa ed ha paura. Ciò che prima accadeva con il Lato Oscuro insomma, ma anche qui peccato che la pellicola riduca in pochissimi attimi il fatto che Rey riesca a padroneggiarla abbastanza bene senza allenamento. Poi ci sta pure che Finn abbia qualche asso nella manica che vedremo nei prossimi episodi, altrimenti non si spiega il suo destreggiarsi in modo impeccabile con la spada laser blu.  Comunque, prima di trarre troppe conclusioni consiglio di ricordare tutti e sei i film precedenti: spero che nessuno di voi li abbia visti e giudicati singolarmente, ma all'interno (almeno) della propria trilogia di riferimento, o meglio ancora nel totale. E soprattutto, non credo che li abbiate visti solo e soltanto una volta. Ecco quindi che mi riprometto di scriverne una più incentrata sul film quando avrò già assorbito questo capitolo, come avveniva prima, quando VER e gli altri blog, altro non erano che diari improvvisati su quaderni a quadretti.