sabato 3 novembre 2012
Trovata, finalmente! #3
Questa volta non era difficilissima, ma ogni volta che mi veniva in mente di cercarla ero fuori o non potevo. Finalmente ieri l'illuminazione giusta al momento giusto. Erano i primi anni novanta, facevo le scuole medie ed un tormentone televisivo ci colpì irrefrenabilmente. Ricordate la vecchia pubblicità in cui cantavano "l'arbitro è morto è morto..."? Oggi sarebbe stato troppo politicamente scorretto ed anche quello spot non andò in onda per più di un anno. Ma le cose restano impresse nella nostra memoria e difficilmente se ne vanno o ci abbandonano. I tempi pre internet però sono quelli più sottoposti alla ruggine, basta una sventagliata e cadono giù. Ad ogni modo le difficoltà nel trovare il giusto spot di riferimento erano molteplici. La mia convinzione stava nel fatto che l'azienda pubblicizzata fosse la Reebok ed orrore degli orrori che si parlasse di calcio (mi veniva in mente Erik Cantonà). Google is your friend, così la nebbia si è diradata: Nike che presenta le Air Max ed il campo da gioco è di basket, con Charles Barkley che uccide erroneamente l'arbitro. Il titolo completo è The Barkley of Sevilla" ed il fantastico video incriminato è il seguente:
Dune - Il Destino Dell'Universo (2000)
Regia: John Harrison
Anno: 2000
Titolo originale: Frank Herbert's Dune
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies
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Già nella recensione relativa al Dune di David Lynch avevo spiegato che sono un fan sfegatato (fanboy ai giorni d'oggi) del romanzo di Herbert. Così mi son deciso a spararmi tutta in una volta la mini serie tv del 2000 diretta da John Harrison. La durata complessiva è di quattro ore e mezzo quindi per forza di cosa possiamo dire che è molto più fedele al libro rispetto alla versione del 1984. I 270 minuti a disposizione fanno sì che quasi tutti i personaggi ricevano il giusto spazio e che all'interno della storia vengano risaltati quei valori mistici e religiosi che hanno reso Dune un successo planetario. Nonostante questo e nonostante l'operazione sia stata effettuata nel nuovo millennio, manca ancora una certa affidabilità per poterla considerare un'opera completa. Vive all'ombra del romanzo e non riesce ad arrivare là dove le parole scritte colpiscono e restano impresse. Sarà colpa delle innumerevoli voci fuori campo che vengono a mancare? O del fatto che anche con le tecnologie cinematografiche più moderne a disposizione il budget non era elevato? Già perchè se possiamo apprezzare gli interni o alcuni miserrimi effetti speciali su astronavi e combattimenti, risulta pietoso, abominevole ed imbarazzante ogni aspetto della scenografia sugli esterni. Gli sfondi sono chiaramente e vergognosamente realizzati grazie a gigantografie e tutto sommato anche gli effetti di computer grafica mal si amalgamano con essi, se non appunto in ambienti chiusi. Da questo punto di vista quindi abbiamo un fiasco totale, che possiamo scusare visto che si tratta di una mini serie per la televisione e non di un prodotto cinematografico vero e proprio. La fotografia, invece pur non eccelsa, è interessante per quanto riguarda i colori ed i filtri utilizzati: rosso per i malvagi Harkonnen, azzurro per i buoni Atreides e verde per gli inarrestabili fremen. Tinte che sono quelle tipiche di ogni gruppo. Altre considerazioni da fare non ci sono, se non che il film risulta gradevole soprattutto grazie alla trama ed al fatto che sia abbastanza fedele al libro. La versione segnalata è quella composta da due DVD: in uno vi è la prima parte (160 minuti), nell'altro la seconda (110 minuti) e gli extra. Questi si compongono di "la visione dei cineasti (30 minuti)", "storia della produzione (31 minuti)", una galleria fotografica ed il trailer cinematografico.
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Jack O. Lyroid
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venerdì 2 novembre 2012
Cory Doctorow - Infoguerra
Autore: Cory Doctorow
Editore: Delos Books
Titolo originale: After The Siege
Pagine: 112
Voto: 1/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Si dice che già oggi copiare illegalmente un’opera protetta da copyright
possa costare una condanna più severa di una rapina a mano armata. Nel
futuro, la tecnologia permetterà di usare “stampanti” per creare oggetti
fisici e far “crescere” dal nulla interi edifici. Apparentemente
progressi che dovrebbero essere patrimonio dell’umanità, ma nei fatti
patrimonio intellettuale che non può essere usato senza autorizzazione.
Quando la Città, fiera della sua indipendenza e trasformata dai suoi
abitanti in paradiso tecnologico, oserà sfidare questo stato di cose, i
“poteri forti” decideranno di mettere in atto la protezione dei propri
copyright nel modo più duro. Sarà guerra. Sarà assedio, spietato,
brutale.E la vita spensierata di Valentine, innocente ragazzina di
tredici anni abituata a una vita di frivolezze, si trasformerà giorno
dopo giorno, pezzo per pezzo, in un inferno sempre più disumano.
Commento personale e recensione:
Avete letto la quarta di coperta? Ebbene, è tutta una mossa commerciale. Di solito evito di leggere le puttanate scritte in fondo perchè so che possono anche spoilerare. Questa volta però leggo anche in prima pagina: "La guerra del copyright alle estreme conseguenze. Una drammatica discesa dal paradiso della tecnologia all'inferno dell'assedio". Ok che molte cose devono essere sottintese, ma in questo brutto romanzo breve, scritto male e poco avvincente, di copyright si sente parlare solo per sbaglio. Poi che palle con questa esaltazione del comunismo, dei compagni, della rivoluzione. Ma non andavano bene cinquanta anni fa e si vuole proporre una lotta di classe nel futuro con stampanti che riproducono ogni bene materiale? Si fatica nella lettura di qualcosa che in mezza giornata dovrebbe essere concluso. Che noia, che strazio in alcune parti.
L'Uomo Senza Sonno (2004)
Regia: Brad Anderson
Anno: 2004
Titolo originale: El Maquinista
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
Sì, è lui. Fin dalle prime immagini il volto che viene in quadrato sembra appartenere a qualcuno che ben conosciamo. Cerchiamo di mettere a fuoco per un po', guardiamo meglio ed è veramente lui. Parlo di Christian Bale, fisicamente irriconoscibile. Non so se grazie ad effetti speciali o per merito di una spettacolare dieta del fantino o grazie ad una controfigura presa in prestito da qualche lager, fatto sta che è lui. A parte questa cosa sensazionale, l'uomo senza sonno è colui che non riesce a dormire perchè qualcosa nel suo subconscio lo turba enormemente. Psicosi? Paranoia? Droghe? Brad Anderson sviluppa un thriller psicologico dai grigi risvolti mentali, in cui lentamente e con cadenze regolari lo spettatore riesce a muoversi ed a riempire il tavolo con il puzzle. Che qualcosa non torni e non quadri è fuori di dubbio, ma fino alla fine si fatica a capire cosa ci verrà svelato. Purtroppo per alcuni minuti le scene risultano acerbe e prive di dinamismo. Se questo rende alla perfezione l'idea (la fabbrica, la vita solitaria e senza obiettivi, la prostituta in cerca di amore) di sconforto che pregna la pellicola, fa però sì che si attenda qualcosa di nuovo che stenta a decollare. Resta ad ogni mod un buon film con una recitazione straordinaria di Bale non solo per quanto riguarda il sistema del metodo Stanislavskij. Da guardare con attenzione senza farsi intimorire dalle lunghe pause di assestamento.
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Jack O. Lyroid
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Amici Miei Atto II (1982)
Regia: Mario Monicelli
Anno: 1982
Titolo originale: Amici Miei Atto II
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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La commedia all'italiana di Mario Monicelli è qualcosa di inarrivabile concettualmente per tutto il resto del cinema mondiale. Purtroppo localizzata e circoscritta pur creando elementi cult, resta per forza di cose di nicchia. Il secondo atto di Amici Miei ricalca fedelmente il successo del primo con la storia che inizia sette anni dopo, in un cimitero per rendere omaggio allo scomparso Perozzi. Nulla però è cambiato, gli amici restano ad ogni modo indissolubilmente legati alla goliardia, talvolta anche troppo sfrontata e pesante. La struttura della pellicola è composta da lunghi flashback in cui si ricorda il compianto compagno di scherzi e lo stile malinconico e drammatico aleggia fin dal primo minuto. Se nel precedente film l'amarezza e la nostalgia per i tempi ormai danti, venivano in parte sostituite dall'allegria del momento, qui hanno un ruolo ancora più centrale e determinante. I personaggi sono sempre più consapevoli della loro età, dei loro acciacchi e del loro stato mentale, e forzatamente cercano di abbattere l'inevitabile. Al di là della trama, che vede anche alcuni errori per incongruenze temporali, è il film in sè che va messo su piedistallo. Anche il solo riguardarlo ti porta consapevolezza e nostalgia: gli amici miei, sono quelli di tutti, più giovani e più anziani. Chi spera di rivivere la prorpia terza età in quel modo e chi invece guarda indietro e sa che un tempo ci avrebbe sperato. Qui si va oltre però il genere comico e da commedia, creando un patchwork con la drammaticità e la battuta immediata, anche irriverente e volgare. Triste, ma definitivamente da conservare gelosamente nel proprio cuore.
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Jack O. Lyroid
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giovedì 1 novembre 2012
Lee Child - Trappola Mortale
Autore: Lee Child
Editore: TEA
Titolo originale: Tripwire
Pagine: 456
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Scavare fosse per piscine a Key West, in Florida: un lavoro senza troppi
problemi per un uomo che, di problemi, ne ha già avuti fin troppi. Così
ha deciso di vivere Jack Reacher, anzi il maggiore Reacher, perché alle
sue spalle ci sono West Point, tredici anni di servizio nella polizia
militare, una serie interminabile di medaglie e riconoscimenti... Ma
quando Costello, un detective privato di New York, arriva a Key West e
si mette a cercare proprio Reacher, finendo poi brutalmente ucciso prima
ancora di potergli parlare, Jack capisce all’istante che è arrivato,
per lui, il momento di rimettersi in moto. E di farlo in fretta, se
vuole salvare la pelle. Due domande lo perseguitano: chi è la
misteriosa signora Jacob che aveva assoldato Costello? E perché stava
cercando proprio lui?Reacher però ignora che il suo cammino verso la
soluzione dell’enigma sarà segnato da una terza – più inquietante –
domanda: chi è davvero Hook Hobie, il mostruoso individuo coperto di
cicatrici e con un uncino al posto della mano destra? Di certo è uno
strozzino che, dal suo lussuoso ufficio newyorchese, si arricchisce alle
spalle delle aziende in difficoltà. Ma probabilmente è anche un
assassino spietato, con molto, moltissimo da nascondere, a cominciare
dal suo passato in Vietnam.La posta in gioco è altissima, questo è
sicuro. E, per vincere la partita, anche Reacher dovrà scavare nel
proprio passato, ripercorrendo vicende che sperava di aver chiuso per
sempre e ritrovando, in modo del tutto inatteso, una donna bellissima
che potrebbe avere un peso determinante sul suo futuro...
Commento personale e recensione:
Siamo già arrivati al terzo romanzo in cui abbiamo come protagonista il mastodontico Jack Reacher e purtroppo perde un po' di colpi. Non tanto il personaggio in sè quanto la trama vera e propria. Se nei capitoli precedenti potevo anche chiudere un occhio su alcuni avvenimenti poco realistici, qui mi aspettavo una maturità che non è venuta fuori dalla penna di Child. Certo, Reacher (come sappiamo tutti lo chiamano per cognome e l'autore ha speso alcune pagine per spiegarlo accuratamente, così da "sorprenderci" per un suo lampo di genio) questa volta è più ragionato, più detective e meno sbandato del solito. Ma il non mostrare muscoli (che bloccano proiettili) non significa avere una trama più intelligente. Il cattivo di turno è un criminale da strapazzo che non si capisce come pretende di diventare milionario rubando azioni ad un ricco industriale. Il bello è che lo fa in maniera non solo illegale (li ruba), ma anche esageratamente violenta, picchiando, massacrando ed uccidendo così tanto per fare... Non è che sia una mente criminale di quelle tanto furbe. Piuttosto psicopatica. Al di là di questo si legge bene in maniera scorrevole, tanto da essere veramente leggero nonostante le quasi cinquecento pagine, che potevano essere duecento, tolte le parti inutili.
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