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sabato 24 febbraio 2018

La via del serverless... L'unica possibile?

Momento nostalgia pesa. Ieri casualmente stavo guardando tra le mie email quelle che occupano maggiore spazio. E trovo uno scambio dell'estate del 2007 con Shinji, un amico di una vita passata fa. Quando il nickname erano la propria carta d'identità ed i nomi veri su internet un abominio. Erano i tempi dei pirati, del filesharing e di tante altre belle cose che oggi esistono ancora, ma che non sono più come una volta. Stavamo parlando dell'uscita "02" (ovvero la terza, dopo la "00 e la "01") di un giornalino in pdf da distribuire online per p2pforum.it (e qui è d'obbligo la lacrimuccia). Negli anni ho contribuito ad alcuni magazine (ricordo con piacere anche La Gazzetta Del Pirata) ed era davvero una cosa bella. Nella email in questione c'era una bozza provvisoria, ma quasi definitiva che curava appunto Shinji. Riporto qui l'articolo che scrissi per quell'estate: purtroppo è impossibile riproporre l'impaginazione, le immagini ed i link, essendo molti riferimenti spariti.

 “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Non è la prima volta che apro un articolo con questa frase del celebre Ungaretti. E forse ciò è anche abbastanza preoccupante, in quanto significa che è proprio vero. La situazione del p2p è paragonabile alle foglie degli alberi autunnali: solo quelle dei sempreverdi resteranno attaccate ai rami. Purtroppo la situazione generale a mio avviso è veramente critica:
  • - Lo sviluppo dei software P2P sembra essersi fermato (1)
  • - Varie board chiudono i battenti sotto le pressioni delle major 
  • - Le board esistenti seguono sempre più un modello monopolistico che rallenta la concorrenza 
  • - I vari casi Logistep stanno dando duri colpi all’utenza, cogliendo nel mucchio 
Il panorama italiano subisce tutti i punti sopra elencati. Infatti facendo un’analisi molto approssimativa possiamo vedere che i software maggiormente utilizzati sono sempre gli stessi, e questo comporta sì dei lati positivi, ma anche aspetti negativi che riguardano la rintracciabilità della massa. E’ sempre più facile quindi colpire nel mucchio, e gli utenti che usano regolarmente p2p di tipo anonimo come ants non sono un numero consistente dell’insieme. Non riporto statistiche o sondaggi, che mostrano una fotografia temporale di questo aspetto, ma mi limito ad esporre le mie sensazioni di utente che frequenta diversi canali di informazione sul p2p. Sempre in Italia abbiamo poche grandi board che trattano la diffusione di opere per mezzo p2p. E queste non sono certo immuni da denunce o attacchi da parte di terzi. Proprio mentre sto scrivendo l’articolo PhoenixItalia ha avuto problemi con il proprio fornitore di servizi in Malesia e il famoso DrunkenDonkey è stato momentaneamente costretto a togliere i riferimenti ai link ed2k, sempre per problemi legati al proprio ISP.Ogni board del genere è attaccabile e rappresenta un faro che ad un certo punto della sua esistenza emanerà troppa luce. Una luce che oltre ad attirare l’attenzione, abbaglierà anche gli occhi dei detentori del diritto d’autore che non ci penseranno due volte prima di cercare di abbattere tale faro. Recentemente proprio su DrunkenDonkey è stata aperta anche una sezione volta a sensibilizzare l’utenza sul tema della sicurezza informatica. Già, la sicurezza e l’anonimato, sono gli unici stracci con cui l’utente odierno del p2p può vestirsi per poter camminare tra la folla diminuendo i rischi di essere aggredito. Ma l’utente italiano spesso non si preoccupa di ciò, vive alla carlona, vuole la pappa pronta e non si sogna minimamente di rinunciare alla semplicità in cambio di uno stile più certo e sicuro. Certe volte però il giochino termina, e come una massa di pecore belanti, gli utenti italiani si muovono alla rinfusa. Come drogati dalla celebre “spezia link ” cercano le soluzioni più strampalate pur di non vedersi togliere la possibilità di scaricare attraverso un forum. Non è la prima volta che accade una cosa del genere, e sicuramente non sarà l’ultima. Questi anni non sono mai stati facili per gli utenti p2p, ed ecco perché chi ha visto la cosa nascere fin dall’inizio, in un certo senso mette determinati avvenimenti in preventivo. Ecco perché è semplice dire “prima o poi chiuderà” : perché è sempre stato così, e perché siamo abituati a vivere in questo modo. Come le foglie sugli alberi nella stagione autunnale. Non è possibile pensare alle board come ai diamanti deBeers: “per sempre” non esiste in questo mondo. Ed ecco che, come in passato spunta una nuova possibilità… La strada del serverless. Strada che diciamocelo, non è semplice soprattutto fino a quando i “grandi” del p2p non vorranno adottarla. Per board con oltre 400mila iscritti, o con un numero assai elevato di frequentatori, è forse impensabile spostare il tutto di punto in bianco su questa nuova tecnologia. Ma sarebbe a mio avviso auspicabile che venisse presa lentamente in considerazione e si cercasse anche il modo di educare certa utenza al loro utilizzo. Il primo passo quindi dovrebbe essere fatto dagli staff di alcune grandi board che potrebbero indirizzare una parte dell’utenza maggiormente curiosa nei confronti dell’anonimato, verso alternative comunque gestite grazie all’esperienza acquisita da tali staff. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cosa sono e come potrebbero essere utilizzate queste alternative serverless? Come premessa tengo a precisare con un pizzico di orgoglio che ad oggi esistono due sistemi per creare board anonime e senza l’ausilio di server, ed entrambi i progetti sono italiani. Si tratta di KeyForum ed Osiris. Le differenze tra i due non sono molte se non che il primo è open source ed il secondo è a sorgente chiuso, ma più stabile ed attualmente più sviluppato. Attraverso software del genere è possibile creare board indistruttibili in quanto non si appoggiano a servers, ma sfruttano la tecnologia p2p. Dal punto di vista economico quindi riesce ad abbattere uno scalone importante: forum con centinaia di migliaia di utenti, possono essere aperti e gestiti praticamente da chiunque, senza la necessità di spendere ingenti somme di denaro, cercare sponsor o essere in bilico tra esistenza e non grazie alle donazioni dei propri utenti. Inoltre agendo come uno software p2p, più utenti sono connessi e più il tutto funziona nel migliore dei modi. Non c’è la possibilità di vedersi chiudere il sito da un momento all’altro, perché non c’è un server da chiudere. Il database è distribuito sui pc degli utenti connessi, ed è cifrato. Ma la cosa più importante relativa a questo progetto è il suo anonimato. Ovvero non è possibile risalire ad un IP collegandolo al nick di un utente. Per questo pur avendo il database condiviso su migliaia di computer sarà impossibile stabilire chi è il releaser che ha rilasciato l’ultima copia di un determinato file. O almeno non è possibile agendo sul forum. La board serverless è basata sulle chiavi pubbliche/private RSA per garantire l'univocità di utenti e messaggi. Dal momento che ogni client rispedisce senza modifiche ogni messaggio che riceve, non è possibile sapere se un messaggio è stato generato da chi me lo ha effettivamente inviato. Questa è una delle tante caratteristiche presenti in KeyForum ed utilizzate anche su Osiris in maniera simile. L'efficacia sta proprio qui. Se poi pensiamo alle potenzialità di abbinare una board serverless all’utilizzo di un programma p2p anonimo come ants, si possono ben capire i risvolti pratici del tutto. Si tratterebbe di una rivoluzione non di poco conto, che dovrebbe viaggiare sempre con i seguenti principi: - Educazione dell’utente nei confronti di sicurezza ed anonimato - Utilizzo di software p2p anonimi - Utilizzo di board serverless anonime Tutto questo sarà l’unica via possibile per metterci al riparo? Non possiamo dirlo con certezza, ma si tratterebbe di buoni passi in avanti e neanche di rinunciare a diritti acquisiti.

mercoledì 26 settembre 2012

uTorrent (beta) per Android

Diversi mesi fa scrissi un articolo riguardante l'utilizzo di Android come gestore remoto per i nostri programmi p2p preferiti attraverso webserver. Se la dotazione tipica di chi fa file sharing è costituita da un pc (o da una download station) non è detto che coloro che possiedono soltanto uno smartphone non possano avere la voglia o la necessità di sfruttare programmi p2p. Il primo software funzionante che ho potuto provare è stato FrostWire, anche se la sua rete oggigiorno non è tra le più famose ed utilizzate. Soprattutto se si parla di velocità e leggerezza è impossibile non conoscere uTorrent, che da qualche giorno ha rilasciato su Google Play una versione beta adatta a dispositivi Android. E' un'applicazione gratuita (almeno per adesso) e pesa soltanto 1,58 mega. Una volta lanciata è possibile eseguire la ricerca dei contenuti che vogliamo. Ho provato subito con qualcosa di cui servirebbero normalmente i diritti d'autore. Ammetto che non lo ho fatto solo per puro spirito giornalistico, ma perché su due piedi non mi venivano in mente nomi di prodotti legali al di fuori di distribuzioni Linux, magari pesantissime da tirar giù. Ecco quindi una traccia vecchiotta, ma non troppo: Special K dei Placebo. I risultati vengono aperti in una nuova finestra del browser. Si scarica quindi il torrent sulla propria scheda e partirà il download dl file attraverso il software p2p. Partirà? Non ho molta voglia di attendere, proviamone un altro. Vada per I soliti sospetti. Qui trovo subito un tracker che mi dà la possibilità di aprire il torrent tramite l'applicazione predefinita. Neanche cinque secondi e si parte, a buone velocità tra l'altro. Dopo una mezzora buona invece la traccia mp3 non è ancora partita. Nel complesso, quando si aggancia (lo ho prvato sotto rete 3G non wifi) lo fa egregiamente, ma resto dell'idea che usare uno smartphone (magari un tablet o un dispositivo con un sistema di archiviazione capiente) per fare dle p2p non è molto user friendly. Tanto più che sebbene mi aspettassi una cosa più drastica, il consumo della batteria va tenuto di conto, così come il traffico internet del nostro piano. Al di là di queste considerazioni l'applicazione è scarna e leggera, a prova di chiunque. Attendo un porting di bitche che potrebbe semplificare di molto le cose. Per adesso uso solo il controllo remoto.

mercoledì 27 giugno 2012

I torrent su Dropbox, con Boxopus

Il mio spazio a disposizione su Dropbox in questi anni è cresciuto molto e sinceramente ne utilizzo solo una parte, anche se si sa che lo spazio non è mai abbastanza. Così, mentre navigavo nella mia raccolta di blog preferiti cercando nuovamente sistemi per perfezionare il mio account ecco che trovo un articolo di Jessica Lambiase scritto per Chimerarevo. Lei non usa un webserver come faccio io con eMule o con uTorrent, ma il sistema ha una sua comodità anche per me o per chi vuole dirottare determinati file in un'apposita cartella di Dropbox, magari condivisa con un gruppo di amici. Il servizio offerto da Boxoupus permette di caricarci i .torrent prelevati dal web, scaricarne i contenuti su una cartella di Dropbox ed il tutto senza la necessità di avere un client installato. Una volta che sarete riusciti a registrarvi (al momento serve un codice invito e l'accesso tramite Dropbox non funziona, quindi mi sono iscritto tramite Twitter). Delusione: il servizio di download è al momento sospeso, quindi dovremo attendere per fare ulteriori prove. Essendo ancora in fase beta questi disguidi possono capitare, l'importante è sapere che qualcosa si muove in una direzione che ci sembra sempre più globale ed user friendly.

domenica 26 febbraio 2012

Synology Download Station

Il Synology USB Station 2 non è in grado di fare il caffè, ma tutto il resto praticamente sì. Una sua peculiarità sta nel fatto di poter essere utilizzato anche come una download station, senza dover tenere acceso il pc. Il SO di cui è dotato prevede infatti diversi sistemi per fare download di file utilizzando le più comuni reti. Una volta attivata dal pannello di controllo ed avviata, verrà permesso di scegliere una cartella di destinazione. Successivamente da "impostazioni" possiamo navigare nelle varie categorie; in
-  "dati generali" ci verrà chiesto di scegliere tra un download simultaneo o pianificato (in base ai giorni della settimana, con gestione della banda da utilizzare), se impostare un ordine relativo alle varie utenze o sulla data di creazione del file (completo) ed impostare le notifiche (su desktop o via email) una volta terminato il download
- "hosting di file" abbiamo una lista (modificabile ed incrementabile) con una serie di servizi hosting supportati, sia in versione premium che free. Abbiamo ad esempio 4shared , MediaFire , RapidShare e così via (ci sono anche MegaUpload, Fiserve etc) fino ad arrivare anche a YouTube. E' infatti possibile scaricare tutti i video che ci interessano ed archiviarli comodamente sui nostri hard disk. Per gli account free la Disk Station provvederà automaticamente al download una volta terminato il countdown (se previsto) sul sito. Per i premium invece basta inserire il nome utente e password ed p tutto pronto.
- "BT" dove, come si evince dal nome, imposteremo i valori ideali relativi alla piattaforma BitTorrent: la porta (di default 6881 TCP e UDP), le velocità massime in upload e download, l'attivazione della crittografia, il numero massimo di peer e l'arresto in base alla percentuale inviata o al tempo trascorso.
- "Ricerca BT" abbiamo i vari tracker o motori di ricerca impostati. Una sorta di BitChe che ci permette di aggiungerli o modificarli.
- "FTP / HTTP" dove sarà possibile inserire i valori massimi per il download e per le connessioni simultanee dei server.
- "NZB" c'è una sorta di aggregatore per le news che utilizza come porta di default la 119. Abbiamo la possibilità di stabilire il tipo di connessione (SSL/TLS) ed impostare l'autenticazione con nome utente e password.
- "RSS" un feed RSS in cui sceglieremo l'intervallo di aggiornamento
Discorso totalmente a parte per quanto riguarda l'utilizzo di eMule: la DiskStation prevede un vero e proprio client che va impostato come quello ufficiale. Cambia poco. Ovviamente tutte le porte che si utilizzano devono essere poi gestite sul router o sul firewall se non vogliamo un ID basso.

mercoledì 28 dicembre 2011

Android ed il p2p

I device mobili fanno sempre più parte delle nostre vite, e possiamo farci veramente di tutto. Ovviamente non vanno considerati come computer o notebook in miniatura, pur avendo caratteristiche notevoli; secondo me il topo lo raggiungono come estensioni degli impianti che già possediamo ed integrati con questi. Un esempio concreto è dato anche dalla gestione dei nostri sistemi p2p preferiti e dell'integrazione che possiamo avere con questi. Personalmente utilizzo eMule (ed aMule), uTorrent e FrostWire : ognuno ha le sue belle caratteristiche e peculiarità ed ognuno di questi, ha suo modo è gestibile o ha funzionalità utilizzabili anche nel mondo del mobile. Partendo da eMule, questo già da anni aveva previsto una funzionalità chiamata MobileMule che permette di gestire il software da un qualsiasi telefono cellulare dotato di Java e collegamento ad internet. Con il progressivo miglioramento delle linee wireless disponibili e dei processori adottati sempre più potenti, però possiamo farne a meno ed utilizzare il semplice WebServer, collegandoci direttamente via browser. Le funzionalità sono praticamente tutte quella della versione desktop ed è possibile creare anche livelli di accesso con funzionalità ridotte. Con l'applicazione per Android GetEd2k è possibile accedere velocemente al webserver ed aggiungere i link ed2k trovati durante la navigazione, sia ad eMule che ad aMule. Per quanto riguarda uTorrent, nelle ultime versioni è prevista un'integrazione con varie device tra cui appunti i dispositivi con Android, che una volta collegati al pc possono essere visti facilmente come periferiche in cui archiviare e convertire i file scaricati. Oltre a ciò uTorrent è provvisto di una sorta di webserver decisamente più immediato da utilizzare rispetto a quello di eMule, non dovendo far altro che impostare un nome utente ed una password. Scaricando l'applicazione uTorrent Remote gestiremo vari processi del client p2p. E' da sottolineare che l'accesso in questo modo non avviene nei confronti del nostro pc, ma di un server terzo che gestisce alcuni dati. Per ultimo abbiamo FrostWire, attualmente uno dei più evoluti software p2p, che permette un'integrazione dei dispositivi simile a quella di uTorrent, con la creazione di librerie e playlist. In più il team sta sviluppando parallelamente anche una versione totalmente dedicata ad Android che permette di fare vero e proprio p2p con lo smartphone, e scambiando file tra più dispositivi.
Insomma, per adesso ce ne è per tutti i gusti.

lunedì 26 dicembre 2011

Il bello dei torrent grazie a Bit Che

Nella perpetua lotta tra il bene e il male eMule e torrent, come un vero fanboy che si rispetti sono sempre stato dalla parte del ciuchino. E sia chiaro, lo sono anche oggi, sia da un punto di vista filosofico del file sharing sia per le comodità e le operazioni fattibili che ti permettono di vivere alla grande. E c'è chi ancora pensa alla salute, le donne ed il denaro. Per vivere bene basta settare bene il proprio programma p2p preferito. O comunque aiuta. Recentemente però ho iniziato ad utilizzare in maniera sempre più massiccia la potenza e la velocità dei torrenti. Il p2p predefinito adesso è uTorrent a discapito del pesante FrostWire (ancora comodo per altri tipi di operazioni relative alla longevità dello sharing). Una delle cose che mi ha da sempre sdubbiato nell'utilizzo dei torrent è la mancanza di un motore centrale per la ricerca dei files. Non che con eMule ne faccia uso, anzi, ma attraverso lo scambio fonti, l'accesso a Kad ed eventualmente a ed2k, un file è teoricamente disponibile per tutti. Con il DHT torrentiano non è proprio la stessa cosa. Però vabbeh, pace dai, ogni tanto bisogna adeguarsi. Intento attraverso il software Bit Che abbiamo un potente sistema per cercare ogni tipo di file su diversi tracker o torrent finder. Interagisce e si integra perfettamente con il software p2p utilizzato (provato sia con FrostWire che con uTorrent). Farlo funzionare è semplice: basta inserire le parole chiave nell'apposito spazio e via. Nelle colonne visualizzeremo il nome, la dimensione, i seeders, i leechers, la ratio e soprattutto al sorgente da cui andremo a scaricare. Cliccando sul file scelto potremo scegliere quindi se scaricare direttamente il torrent (e far partire il download su uTorrent) oppure se aprire la pagina del tracker su cui è ospitato. In certe occasioni è inevitabile questa operazione.

lunedì 7 novembre 2011

Aggiungere file ad emule con Android

Scannerizza per scaricare GetEd2k
Nonostante l'avvento di torrent, dei servizi di streaming e di quelli di storage, eMule resta un client p2p molto utilizzato. Io continuo a trovarmici bene ed a non vederlo come un programma obsoleto. Anzi, molte funzioni di cui è dotato, lo rendo molto utile. Una di queste è il webserver che ne consente il controllo da remoto.Con alcuni accorgimenti è ossibile controllare anche aMule, il fratellino per sistemi operativi non MS. Una volta configurato il webserver sarà possibile controllare il muletto, aggiungendo o togliendo file, cambiando le categorie, modificando le impostazioni e così via. Tutte queste operazioni via browser sono comode ed immediate se fatte tramite un pc.Non serve nessun software da scaricare e nessun tipo di conoscenza tecnica: soltanto una connessione ad internet. Alcune operazioni però, se si utilizza un tablet o uno smartphone possono risultare impegnative e noiose: aggiungere file da scaricare non è il massimo del divertimento. Se siamo soliti utilizzare il servizio di webserver allora possiamo scaricare l'app GetEd2k. Cosa fa? Ogni volta che navighiamo ed incontriamo un link ed2k, magari casualmente su DDUniverse, se ci clicchiamo sopra, il file verrà automaticamente messo in downlaod sul proprio di pc di casa. L'applicazione è compatibile con Mldonkey, eMule ed aMule e la configurazione è semplice: chiede la nostra URL per accedere (indirizzo IP del pc + porta, oppure dominio del DNS dinamico- io uso DynDNS - e la porta) , la password e se usiamo diversi tipi di account anche il nome utente per l'autenticazione. Un'altra cosa interessante è che riesce a riconoscere quando usiamo la wifi casalinga e quindi si utilizza la medesima rete. Veramente un'applicazione semplice, ben fatta e senza troppi fronzoli.

domenica 24 aprile 2011

FrostWire per Android supporta 3G e 4G

Già dai primi di del mese è uscita la nuova versione di FrostWire per Android (siamo alla 0.5.4) ma solo da pochi giorni ho avuto modo di poterlo provare. Se già prima non sembrava acerba, adesso lo è ancora meno, e si nota una maturità degna dei grandi software. Non capisco però il motivo per cui sia così poco utilizzato e pubblicizzato. Dalla 0.5.1 infatti oltre a poter usare l'applicazione con una rete wi-fi disponibile, è possibile farlo attraverso le nostre amate 3G (ed anche 4G). Il supporto a tutto questo è stato dato anche grazie alle numerose richieste fatte nel forum della community. Ricordo che il progetto è ad ogni modo slegato da quello relativo al software (con il medesimo nome) per p2p su rete Gnutella e client torrent. In questo caso abbiamo invece sì un sistema per condividere files, ma attraverso i nostri devices mobili, in ogni occasione. Per una spiegazione più approfondita rimando all'articolo che scrissi qualche tempo fa, proprio quando nacque l'applicazione che ancora non era presente nel market. Oltre a notare alcuni cambiamenti nell'interfaccia grafica, abbiamo a disposizione uno strumento interessante come quello che ci permette di inviare uno o più file direttamente ad un altro contatto aprendo un collegamento di chat. Chiunque voglia provare l'applicazione può farlo tranquillamente cercando Frostwire nel Market di Android o scannerizzando il codice a barre a termine dell'articolo. Gli sviluppatori ricordano che sono contrari ad un uso illegale del loro prodotto, che è nato con l'idea di poter scambiare e condividere files personali o materiale legalmente distribuibile.

venerdì 18 marzo 2011

Nuovo FrostWire 4.21.4

Come già ampiamente ripetuto non sono un assiduo utilizzatore dei torrent in quanto dal punto di vista filosofico, se parliamo di file sharing prediligo altre reti: ed2k, kad e Gnutella. Proprio per questo con FrostWire mi trovo alla perfezione quando ho la necessità di scaricare qualche torrent. Il motivo principale è la longevità (o almeno quella parvenza) maggiore di questi file gestibili in una rete serverless (la Gnutella appunto). Come alternativa ad eMule non lo vedo all'altezza, almeno in base alle mi esigenze. Lo trovo però un bel compagno di viaggio da poterlo affiancare a mio piacimento quando mi serve. La community inoltre è sempre attiva con idee anche stravaganti (vedi il client per Android) ed in pieno stile open source. E' uscita oggi la nuova versione del software per desktop, e vediamo insieme le novità.

sabato 12 febbraio 2011

Calcolo distribuito: World Community Grid

Il calcolo distribuito è una delle applicazioni p2p di cui vado più fiero. Da anni ho partecipato ai progetti del World Community Grid anche se era diverso tempo che non contribuivo. Ho sempre fatto parte del team di p2pforum.it (secondo nella classifica italiana), ma da ieri ho abbandonato quel gruppo (poichè il sito non esiste più da un anno) e ne ho creato uno relativo a Vomito Ergo Rum. Ok, ma cosa è il calcolo distribuito e cosa fa nello specifico World Community Grid? In pratica consiste nel distribuire su vari computer dei pacchetti di dati, affinchè vengano fatte delle operazioni più o meno complesse. In questo modo operazioni che richiedono grandissime prestazioni e moltissimo tempo per essere svolte, saranno risolte in tempistiche più brevi grazie all'ausilio di molti computer. World Community Grid ha costituito una vastissima rete pubblica per progetti di ricerca scientifica, da cui può beneficiarne chiunque. I nostri computer spesso vengono lasciati accesi anche quando sono inoperosi. Questo accade sempre più spesso, sia da chi si è fatto un serverino in casa o un muletto per il p2p. I tempi morti quindi sono anche di diverse ore. Perchè non sfruttare i pc proprio mettendoli al servizio di un progetto del genere? La lotta contro il cancro, le cure per molte malattie pericolose, i sistemi per immagazzinare meglio l'energia nei pannelli solari... Tutte queste cose possono essere svolte in silenzio dai nostri computer. Senza nessun sacrificio.

martedì 1 febbraio 2011

AudioGalaxy: il presente dal passato

Ho voluto aspettare qualche giorno prima di scrivere questo articolo. Già da questo autunno avevo letto che il buon vecchio AudioGalaxy era tornato a nostra disposizione. Per noi nativi digitali è stato un punto di riferimento nel mondo p2p, è stato il più importante software per file sharing musicali quando Napster è venuto a mancare. In molti, anche i più giovani netizens avranno sentito parlare della creatura Fanning pur non avendolo mai utilizzato, mentre un numero minore di nostalgici può ricordare bene AG. Io c'ero molto affezionato in quanto Napster lo ho utilizzato essenzialmente con il 56k, e solo nella sua parte finale con una adsl (256/128 ora fa ridere). AudioGalaxy invece mi ha avvicinato maggiormente allo sharing, con i suoi gruppi di condivisione ha fatto parte della mia iniziazione mediatica.

lunedì 4 ottobre 2010

Lorenzo Monni - Grey Swans of Extremistan





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Autore: Lorenzo Monni
Titolo: Grey Swans of Extremistan.
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Lorenzo Monni: Chitarre, Basso, Loops, Produzione;  
Luca Visentin: Batteria, Produzione Mixaggio e Mastering;
Fabio Ricci: Batteria;             
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Etichetta: Lizard Records;
Distribuzione: BTF;
Numero di Catalogo: ZEIT CD 004
Studio Registrazione: Artisound;
Artwork: Bridget Farmer.
Layout di copertina: Marika Tamiazzo.

giovedì 23 settembre 2010

FrostWire per Android: il futuro del file sharing mobile


Il progetto FrostWire è tra i miei preferiti per quanto riguarda il file sharing. Tanto più che utlizzo tale software p2p come preferito per i torrent. E' un open source basato su LimeWire ma con alcune differenze come il codice sorgente libero. Sebbene la sua rete nativa sia la serverless Gnutella è possibile utilizzarlo anche per scaricare i torrent. Ed attualmente secondo me il suo punto di forza sta nel consentire longevitù a questo tipo di files, condividendoli sulla rete principale e permettendo anche la ricerca degli stessi, grazie ad un accorto sistema legato ai metadati. Il client è multi piattaforma, essendo scritto in Java e non ha nè adware nè spyware.

sabato 11 settembre 2010

Ciao ciao Logistep

Poverini. Quanto mi dispiace. Quasi quasi mi metto a piangere. I miei vecchi amici della Logistep AG sono stati messi fuorilegge in Svizzera, nazione dove avevano la propria sede. Ma chi sono questi, direte voi? Facciamo un salto indietro di qualche anno, quando questa fantomatica società rastrellava in giro per la rete (o meglio per le reti) indirizzi IP di utenti che utilizzavano software p2p. Come funzionava il giochino? Ai tempi c'ero abbastanza dentro e posso dire di avere una buona memoria, tale da poter narrare a grandi linee le porcherie che venivano fatte. In pratica avevano una versione modificata di Shareaza (client p2p multi rete), iniziavano a scaricare (o magari immettevano loro stessi) un file coperto da diritti d'autore, e raccoglievano e registravano tutti gli indirizzi IP che si collegavano alla loro macchina per effettuare il download o l'upload. Poi i loro legali spedivano una lettera al detentore dei diritti dell'opera, e gli dicevano che loro avevano una lista di nomi "interessanti". Se il detentore voleva procedere giudiziariamente contro questi nomi, loro gli avrebbero fornito tutto l'aiuto necessario.

giovedì 2 settembre 2010

L'offuscamento di eMule & Co. un po' meno sicuro

Visto il fiasco quasi completo di software o reti che consentono di fare p2p in maniera anonima, spesso sviluppatori ed utenti dei programmi più noti e diffusi si sono orientati verso piccoli aggiustamenti più o meno utili. Uno strumento tra i più utilizzati è il così detto offuscamento che impedirebbe agli ISP di riconoscere e monitorare il tipo di traffico che viene effettuato su di una macchina. Questo, oltre che sul famoso eMule viene utilizzato anche da uTorrent (tra gli altri) e da programmi come Skype. Il traffico p2p può venire filtrato dagli ISP non tanto per un discorso legato alla legalità (del resto lo scambio di files illegali può avvenire in altri modi e la tecnologia p2p serve anche per altri scopi) quanto per lo sfruttamento della banda e delle risorse disponibili in una rete. Filtrando questo tipo di traffico infatti gli ISP avrebbere un minore "spreco" di risorse. Secondo quanto riporta Ars Technica due ricercatori svedesi, Erik Hjelmvik and Wolfgang John sono riusciti a dimostrare che è facile e soprattuto possibile eludere l'offuscamento. Questo può servire da spinta per trovare nuovi sistemi di difesa da parte degli sviluppatori di software p2p e orientarsi sempre di più verso una forma di anonimato, anche se impossibile da raggiungere continuando ad usare le classiche reti "in chiaro". Chissà se nelle prossime release vedremo qualche novità su questo fronte.

giovedì 29 luglio 2010

eMule Netiquette

Sebbene il mondo torrent abbia preso il sopravvento per chi fa p2p, in molti continuano ad utilizzare e preferire eMule che è più propriamente un programam di file sharing. Seono convinto, oggi come in passato, che perchè tutto funzioni nel migliore dei modi anche l'ultimo degli utenti debba seguire, o almeno esserne a conoscenza, delle linee guida. Queste non sono obblighi, ma soltanto consigli per il quieto vivere nelle rete (ed2k e kad). Partecipai alla stesura di questi semplici punti diversi anni fa, assieme ad un gruppo di altri netizens, per lo più utenti di p2pforum.

sabato 3 luglio 2010

La lapide di p2pforum.it

Non so bene cosa scrivere, non so bene che parole utilizzare, non so bene se sono in grado di mettere giù due righe nel modo giusto. Questo articolo non vuole essere una sorta di necrologio, ma dal 30 giugno 2010 (ho aspettato qualche giorno per sicurezza) sulla home page di p2pforum.it è presente un'immagine che non lascia spazio a tante interpretazioni. Spero di essere presto smentito, ma la precedente immagine in cui si annunciava una rinascita del forum a giugno è stata sostituita da questa. Non sto a spiegare cosa fosse quel forum, dico solo che per me erano una seconda casa. In sette anni circa era il mio fondo virtuale, dove bazzicavano anche altri amici del Fondo, altri amici toscani, altri amici di tutta Italia e non solo. Era il fondo senza frontiere era il forum a cui sono rimasto più legato. Indissolubilmente. E lo sarò sempre. La mia speranza maggiore consiste nel poter rivivere determinate esperienze con gli utenti che ne erano l'endoscheletro, e soprattutto che Vedova_Nera stia bene e che lo possa rileggere nel prossimo futuro, anche sotto altre vesti.
Un raingrazimento a tutti coloro (da tutto lo stivale e oltre) che hanno reso grande il forum, il p2p e ciò che era la sua filosofia: lo scambio del sapere è potere.

giovedì 20 maggio 2010

Amule Vs Morphxt

Prime operazioni con Ubuntu volte all'installazione di alcuni programmi utili per la mia sopravvivenza in rete. L'atto fondamentale per eccellenza riguarda l'installazione di un software p2p con la parvenza seria. E quello che vi si avvicina di più (di Frostwire parlerò in un altro articolo) è aMule. Purtroppo però mi ero abituato fin troppo bene (pesantezza esclusa) con la mitica mod MorphXT e devo dire che di primo acchito amule risulta fin da subito sconfitto se paragonato al muletto ninja.

sabato 15 maggio 2010

Vigasiosexploitation: film diffuso via p2p

Ecco un'altra opera scaricabile gratuitamente via p2p e da internet. Oltre che gratuitamente, anche legalmente ovvio. Ho trovato le informazioni sul Forum Lounge di Isle of Tortuga da cui riprendo quanto scritto da Yanfry per introdurre il film che poi andrete (se volete) a scaricare.
Il film e relativo Ost che di cui vi parlo di seguito rappresenta un'altro esempio di come il p2p/file-sharing non sia solo il miglior sistema di distribuzione e storaggio dati mai creato (tant'è che anche le aziende cominciano a utilizzarlo normalmente e a volte esclusivamente per distribuire i loro prodotti commerciali) e nemmeno solo un enormemente potente sistema di promozione dei propri lavori (bypassando come in questo caso gli editori che decidono da monopolisti COSA deve essere prodotto e promosso, QUANTO devono essere pagati gli autori, CHI deve aver successo ed il COSTO all'utente finale del prodotto) ma anche un sistema di business moderno ed adeguato all'era digitale che offre opportunità nuove e migliori per gli autori e per gli acquirenti (come dimostra ad esempio l'ultima iniziativa della Wolfire) e che mette in evidenza come il sistema del copyright così com'è oggi non sia adatto a tutelare gli autori nell'era digitalizzata (e le sempre più frequenti iniziative che utilizzano le creative commons o altre licenze libere ne sono la riprova).

lunedì 19 aprile 2010

BookCat: database ebook via p2p

Foto di donD73
Nell'era del web 2.0 per un lettore accanito è quasi impossibile fare a meno di Anobii (che tralascio perchè non ha bisogno di presentazioni). Ma a mio avviso è altrettanto difficile rinunciare a BookCat , un software molto potente per la catalogazione dei vostri libri. Il suo uso canonico, per chi è iscritto su Anobii è un po' macchinoso, in quanto non si tratta di un servizio web, sebbene le sue potenzialità siano maggiori rispetto al Tarlo.
Questo articolo riguarda un suo utilizzo un po' particolare, che ne viene fatto in rete soprattutto dagli utilizzatori di emule per avere copie in pdf (ma non solo) dei libri che hanno in casa (ma non solo).