sabato 7 ottobre 2017

La Furia Umana (1949)




Regia: Raoul Walsh
Anno: 1949
Titolo originale: White Heat
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.2)
Pagina di I Check Movies
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La Furia Umana è un "moderno" film noir, in cui il lato poliziesco si fonde in maniera maggiore con elementi di realismo ed introspezione psicologica. Se il primo, oggi ad oltre sessant'anni, può sembrare scarno e superato, l'altro è sicuramente un saldo punto di partenza per opere successive. Infatti il "cattivo" della storia (James Cagney) è un vero malvagio, uno psicopatico senza cuore, crudele e ben delineato in ogni sua forma. Il "buono" (Edmond O'Brien) porta con sè sofisticati ed intelligenti metodi d'indagine (facile oggi con GPS e smartphone eh?) all'avanguardia per l'epoca. Un delinquente pazzo il cui unico legame affettivo è nei confronti della madre, che viene avvicinato in prigione da un infiltrato che si dedica alla causa, con ritmi serrati, un dinamismo che non lascia un attimo di respiro, suspense dietro ogni scena. Resta comunque proverbiale e di interesse sacrosanto la figura da gangster del protagonista negativo: sbalzi di umore, progetti di grandezza, cinismo esasperato ed una crudeltà inaudita. Un lavoro incredibile quello di portare sul grande schermo una figura così pesante a mio avviso, incarnazione futura di molti altri "cattivi" del cinema. Un personaggio complesso che rende memorabile un film che fa parte dei migliori esempi della rinascita del noir, come prima difficilmente li si vedeva.

L'Incredibile Vita Di Norman (2016)




Regia: Joseph Cedar
Anno: 2016
Titolo originale:Norman: The Moderate Rise And Tragic Fall Of A New York Fixer
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies

Vado raramente al cinema. Non mi appassiona. Lo so, bla bla bla è meglio perchè bla bla e bla bla. Ma anche con la sala vuota, c'è sempre qualcuno che ride o si soffia il naso. E c'è l'intervallo, e se ti scappa la pipì non puoi andarci quando ti pare. Ma questi sono problemi miei. Il film di Norman è brutto, non è colpa del cinema. E' che si presenta come una commedia ironica su di un faccendiere ebreo a New York. Commedia ironica. Ebreo. New York. No, non è Woody Allen, ma c'è Richard Gere (sempre piacente comunque) nei panni del protagonista che si muove e smuove favori tra bugie ed esagerazioni, neanche fosse il mo' nonno.Se si scava più a fondo è la triste storia di un uomo solo che non ha niente: nè famiglia, nè casa, nè tanto meno amici, se non quelli a cui fa o promette favori. Triste sì, e sconfitto, ma la pellicola si concentra su altro, quindi neanche hai il modo di pensare "ohh poverino però". Una storia diversa che non racconta di grandi uomini che fanno soldi con la finanza o idee geniali, neanche una storia di grandi truffatori, ma qualcosa di semplice che potrebbe essere commovente eppur risulta solo noioso.

venerdì 6 ottobre 2017

Cenerentola A Parigi (1957)


Regia: Stanley Donen
Anno: 1957
Titolo originale: Funny Face
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Audrey Hepburn Collection)

Film:
Metteteci che è una storiella romantica, semplice e per giunta anche un musical e viene fuori da sè che non riesco a digerirla. Audrey Hepburn è un’intelligente e colta bibliotecaria, che viene presentata come non bellissima e con poco fascino, per poi divenire una foto modella per una rivista di moda. E già qui iniziano i punti interrogativi. Poi c’è pure Fred Astaire, il fotografo un po’ ballerino di cui si innamora. E i cuori femminili negli anni cinquanta si sciolsero. Adesso non molto mi sa. Si rischia un concentrato così alto di zucchero a velo e miele candito che bisogna stare attenti alla propria salute. A livello di trama ha poco da dire, forse le coreografie e le parti danzanti e cantate possono avere un loro perchè, per chi ne fosse interessato. E’ comunque la trasposizione cinematografica di un musical di teatrale, che magari era già di grande successo nelle decadi precedenti. In quegli anni andava un po’ così del resto. Una fiaba con la musichetta di sottofondo.

Edizione: cofanetto bluray
Si tratta del secondo disco contenuto nell’Audrey Hepburn Collection, dopo Sabrina. Bluray con nome originale stampato sopra, video più che passabile, anzi di buona fattura. Per le tracce, se si usa l’italiana (Dolby Digital stereo) non sono previsti i sottotitoli per le parti cantate, quindi vanno attivati e comprendono anche i dialoghi. Non ci sono extra.

giovedì 5 ottobre 2017

Il video trash di Intesa San Paolo



Anche io voglio cavalcare l'onda e usare la notorietà (suo malgrado) altrui per scrivere due righe. Il video qui sopra (spero non venga cancellato o rimosso) è divenuto virale in questi giorni e tutti ne parlano. Prima tutti a ridere, ora tutti a gridare allo scandalo. Forse il giusto sta nel mezzo, o meglio internet è internet i social media sono social media. Se da una parte me ne frega ben poco del "sistema meme" che si è creato intorno (come tutte le mode è un qualcosa di passeggero) e mi ritrovo a condannare alcuni commenti, anche se goliardici, sopra le righe, dall'altra trovo quanto mai esagerato etichettare "la ggente del web" come un gruppo idiota di bulletti e fenomeni da testiera. Il video fa ridere, anzi è imbarazzante, anzi trash ai limiti del grottesco. E' un dato di fatto. Ma è esagerato adesso etichettare tutto il casino che c'è attorno come un qualcosa di pericoloso. Non so chi sia (nel senso non la conosco e non me ne frega) la direttrice della filiale, personaggio principale dello spot, quindi dare un giudizio sulla sua persona non è fatto nelle mie corde. Dico solo che, secondo me, impersona la figura del direttore filoaziendalista. Lo scassa palle. Quello che tutti dobbiamo seguire le direttive eddaiiii, divertiamoci, siamo una famiglia, qui si sta beneeeee. E quando sei a lavoro, e sei un sottoposto, difficilmente tuo malgrado ti puoi rifiutare di fare certe cose, anche se non sei d'accordo ed anche se secondo te sono una pagliacciata. Magari Fabio era malato davvero, magari ha aperto il certificato proprio per evitare questa tortura imposta. Già, perchè secondo me, se il "capo" ora si trova nella situazione di essere oggetto di scherno, diciamo che un po' se l'è cercata. Se lo merita? Boh, onestamente non ci vedo minacce di morte o rischio di crolli psicologici... Per cosa? Per un video voluto probabilmente (vista la dedizione e l'enfasi) anche se si tratta di un contest interno? Quindi, #iocisto a farmi due risate, video o foto ridicoli li ho fatti anche io, notoriamente timido e poco socievole. C'è di diverso che magari non li ho fatti imponendo di fare altrettanto ad altri, e ripeto, la signora in questione magari è il migliore boss del mondo, ma ai miei occhi rappresenta altro. E trovo normale (che è diverso da giusto o sbagliato) che nel 2017, se esce fuori un video del genere, la gggente possa scherzarci sopra. Un po' meno che in tanti adesso alzino la voce perchè indignati!1!1!! e dicano Amen. E' una tra tanti, e saprà sicuramente scherzarci sopra anche lei, avendoci messo la faccia, la testa ed il suo cuore. Se non saprà farlo, forse un po' di culo sudicio (sarebbe coda di paglia) magari ce l'ha, e la prossima volta ci pensa due volte. Ed a mio avviso, in ambito lavorativo, è bene pensarci due volte, specie perchè non tutti possono o sono in grado di dire di no.

mercoledì 4 ottobre 2017

Split (2016)



Regia: M. Night Shymalan
Anno: 2016
Titolo originale: Split
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Film:
Sicuramente particolare come soggetto, girato egregiamente e con un James McAvoy che riesce a stupire. Grandioso nel mostrarsi in numerose sfaccettature e personalità, sebbene siano tutte un po’ oltre i limiti (il bambino, l’artista, la signora, i meticoloso) il che facilita la cosa avendo caratterizzazioni molto differenti tra loro in modo che il pubblico possa assimilare. Un thriller ben fatto, che apre le finestre della curiosità su di un mondo ancora tutto da scoprire. Ricordo in casa di avere il libro “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes che è la biografia di un criminale con il disturbo della personalità multipla, quindi almeno da parte mia, l’interesse era già alto fin dall’inizio. E diciamolo chiaramente, il tema non è affatto nuovo e nonostante tutte le buone premesse non raggiunge nè PsycoFight Club, giusto per infilare due titoli che in un certo modo sviluppano lo stesso tema. Split è leggermente lento in alcune parti, sappiamo dove arriverà, e lo attendiamo con suspense e tensione, ma manca il balzo rivelatore che avrebbe dovuto esserci. Non c’è un colpo di scena e siamo già traghettati a vedere in anticipo ciò che accadrà. Per fortuna una delle coprotagoniste ha una storia da raccontare, forse più macabra e violenta della trama stessa del film. Il collegamento finale con Bruce Willis e Unbreakable secondo me era evitabilissimo.

Edizione: BD
Cusstodia semplice amaray, disco singolo, video impeccabile, traccia italiana in DTS 5.1 ed i seguenti extra:
  • Finale alternativo con introduzione (2 minuti)
  • Scene eliminate con commento (27 minuti)
  • Il making of (10 minuti)
  • I tanti volti di Kames McAvoy (6 minuti)
  • L'occhio del regista (4 minuti)

martedì 3 ottobre 2017

Il Postino (1994)



Regia: Michael Radford, Massimo Troisi
Anno: 1994
Titolo originale: Il Postino
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Film:
 Appena uscito, è divenuto subito cult, giocoforza in quanto Massimo Troiso è morto poche ore dopo averlo terminato. Ed un personaggio del genere riesce ad attirare i pareri positivi del pubblico e della critica. Personalmente non lo adoro troppo, per quel suo accento, il modo di parlare che relega un po' il personaggio ad una sorta di macchietta ignorante e semplice, ma a tratti comica. Il film però è uno spaccato biografico e storico di un certo interesse, che non si limita a concentrarsi sulla figura del poeta Pablo Neruda, ma ci permette di affacciarci su vicende di periferia estrema con tutto ciò che essa comporta, che si tratti di religione, politica o pensieri tendenzialmente più profondi. L'opera diretta da Radford e Troisi è matura, al tempo steso drammatica e romantica, ma soprattutto commovente e sincera. Anche in maniera esagerata nel riproporre dialoghi non propriamente cinematografici.

Edizione: bluray autografato
Certe volte si trovano fortunosamente alcune edizioni davvero particolari. CG Entertainment ultimamente mi sta deliziando: certamente alcune cose devono migliorare, i prezzi non sempre sono adeguati al prodotto, ma ci si avvicina sempre di più al gusto del collezionista. Con Il Postino c’è stata poi una gradita sorpresa, non pubblicizzata e venuta fuori in maniera improvvisa. Sono state messe in vendita infatti, direttamente dal loro sito, alcune copie autografate dal regista Michael Radford, andate letteralmente a ruba in circa tre ore. Si tratta di 21 copie per la versione bluray (quella che sono riuscito ad acquistare) e 30 per la versione DVD. Non c’è numerazione e non c’è stato neanche il tempo di girare un video promozionale: credo che la genuinità della cosa si sia tradotta in un semplice regalo (il prezzo è rimasto invariato dalla versione semplice) per gli appassionati e gli utenti più veloci. L’autografo è posizionato sulla parte frontale della custodia Scanavo, racchiusa a sua volta in una slipcase orizzontale. Artwork originale ad opera di Simone Del Vecchio ed è compreso nell’edizione un booklet a colori di 20 pagine con bozzetti di Lorenzo Baraldi e Gianna Gissi. Per quanto riguarda il disco la parte video utilizza un nuovo master e per le tracce audio è inserita anche quella DTS HD MA in stereo. Gli extra invece sono:
  • Trailer
  • Making of (24 minuti)
  • Scene alternative (3 minuti)
  • Intervista a Gianna Gissi (6 minuti)
  • Intervista a Lorenzo Baraldi (6 minuti)
  • Io faccio film (1 minuto)