domenica 3 gennaio 2016

Skins [Stagione 1]




Anno: 2007
Titolo originale: Skins
Numero episodi: 9
Stagione: 1

Serie televisiva britannica senza peli sulla lingua che tratta di giovani adolescenti attorno ai diciassette anni e le loro avventure con sesso, droga ed altre cose politicamente scorrette. Gli inglesi sono sudici. Questo lo sapevamo già, ma con la serie, che vorrebbe proporci una fetta di generazione nuova in maniera abbastanza realistica, viene fuori in maniera eclatante. Sono abbastanza precoci, ma neanche troppo, perchè questa serie mette a nudo diversi aspetti della vita di questi ragazzi, ma a conti fatti e con l'onestà strinta tra le mani, c'è di peggio. Sebbene ogni puntata si focalizzi su un specifico personaggio del gruppo di delinquentelli di buona famiglia è indubbio che quelli principali siano due: Tony e Sid. Fanno a gara per finire al primo posto della mia lista di odiati ed è difficile scegliere. Il primo è uno tutto perfettino, di quei troi che l'hanno sempre vinta, carino, pieno di ragazze, intelligente... Ma appunto odioso, cattivo, sadico. Il tipo da cui stare alla larga. Simpatico i primi cinque minuti poi ti accorgi che ti vuole fregare. Il secondo è il classico clichè del fallito nerd timido, abbastanza sciocco, anti sportivo, goffo, con personalità debole, ma talmente sfigato che o lo fa apposta o è un emerito imbecille. Se è impossibile immedesimarsi in uno dei due, lo è altrettanto prenderli in simpatia. Il resto è un contorno. Ma il bello della serie per ora è proprio qui: sono odiosi.

Bronson (2008)




Regia: Nicola Winding Refn
Anno: 2008
Titolo originale: Bronson
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Bronson è un gran bel film. Se non lo guardi con sufficienza riesci a vederne la drammatica poesia che ci gira intorno e che lo rende triste, grottesco, ben eseguito. Tom Hardy, l'uomo che sospettavo sapesse solo grugnire, si rivela una gradita sorpresa mentre si racconta. Anzi, mentre racconta sul palco, la vita del proprio personaggio, Bronson: il carcerato più famoso d'Inghilterra. E su quel palco, o con la camera che lo riprende in primo piano, pare si assistere ad uno spettacolo cabarettista in cui si mettono a nudo i pensieri di una celebrità malata. A tratti mi ha ricordato, nuovamente con tristezza, lo spettacolo di Mike Tyson in cui si racconta. Ma quella è un'altra storia. Winding Refn riesce a proporci la violenza rendendola artistica ed il soggetto qui usato si presta d'incanto: violenza pura senza che ci sia un obiettivo alto prefissato e da raggiungere. Non la violenza di Arancia Meccanica e neanche quella da picchiaduro o da pellicola carceraria, un tipo piuttosto di forma d'arte, malata e ricercata. La storia è raccontata in maniera grottesca, visionaria, senza che si abbia un linea temporale ben delimitata e precisa, intermezzando le scene di azione o di prigionia a monologhi, mutamenti facciali degni di un mimo, umorismo nero che capita quasi casualmente. La star è lui, un triste ragazzo in cerca di una notorietà che gli può causare soltanto guai e anni da aggiungere al proprio curriculum di carcerato. Triste perchè non è un prodotto dell'emarginazione, della società ingiusta o di cause di forza maggiore: Bronson si mette nei pasticci giorno dopo giorno grazie alla propria scelta scellerata di usare la forza e la violenza come trampolino di lancio per un successo ch solo lui riesce a percepire. Tra le decine di pellicole sul mondo del crimine e sui carcerati questa è senza dubbio tra le più originali. E credo che sia la migliore prova artistica di un Tom Hardy forse troppo sottovalutato.

sabato 2 gennaio 2016

I libri letti nel 2015

Eh sì, questa volta si fa davvero presto. Statistiche e grandi studi prenderanno davvero poco tempo, ma c'è anche da dire una cosa fondamentale. Arrivato a giugno e vedendo l'andazzo ho deciso spontaneamente di tirare il freno a mano, per poi potermi vantare il prossimo anno di avere una striscia positiva. Non so quanto questo trucchetto possa continuare perchè il trend negativo è ormai un cardine degli ultimi anni: 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014. Anche questa volta troverete la lista in ordine cronologico con il link alla recensione fatta qui sul blog e tra parentesi il voto anobiiano che va da 1 a 5. A seguire alcune statistiche di paragone con l'anno passato e la speranza rinnovata che questo 2015 sia migliore almeno dal punto di vista della qualità se proprio non della quantità.
  1. Stephen King - Disperation (2)
  2. Jo Nesbo - Il Pipistrello (2)
  3. Charles Stross - Giungla Di Cemento (3)
  4. Paul Auster - L'Invenzione Della Solitudine (4)
  5. J. D. Salinger - Il Giovane Holden (4)
  6. Charles Coleman Finlay - Prigioniero Politico (2)
  7. Allen Steele - Ieri E Domani (3)
  8. Catherine Asaro - Un Ponte Sull'Abisso (1)
  9. Stephen King - Duma Key (3)
  10. Frederik Pohl - L'Insidia Del Glotch (2)
Meno di un libro al mese, spero che alle elementari abbiano fatto meglio. La media voti è stabile ed ha alti e bassi, nessuno raggiunge le 5 stelle e soltanto uno è risultato sgradito. I generi sono vari con una predisposizione per la fantascienza specie nell'ultimo periodo. Su 10 libri solo 3 li ho letti con il Kindle, mentre il 70% è di carta. 10 libri letti significa il 54,54% in meno rispetto al 2014 per un totale di 2883 pagine (61,05% in meno rispetto al 2014) con una media di 288 pagine per libro.  La classifica di tutti i tempi degli autori che vede King scalzare Asimov:
  1. Stephen King (29)
  2. Isaac Asimov (27)
  3. Jeffery Deaver (26)
  4. Wilbur Smith (23)
  5. Philip K. Dick (20)
  6. Ken Follet (19)
  7. Valerio Massimo Manfredi (14)
  8. John Grisham (12)
  9. Michael Crichton (12)
  10. Michael Connelly (10)
  11. Tom Clancy (10)

eXistenZ (1999)


Regia: David Cronenberg
Anno: 1999
Titolo originale: eXistenZ
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
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Può piacere o meno, ma di certo eXistenZ non lascia indifferenti. Io faccio di quella schiera che non ama particolarmente Cronenberg, ma ne riconosce la perversa genialità e qui ne viene fuori a dosi belle forti. Tanto per cominciare, il film come altri che generalmente mi piacciono è costruito su diversi piani (un po' come Inception per intenderci ed anche un altro po' come per il vecchio Videodrome) e questo è stuzzicante in quanto la meticolosa ed disordinata confusione nella sceneggiatura riesce a disturbarti, facendoti perdere i punti fermi con la realtà. Reale e fantastico (o virtuale) si fondono e torna fuori il suo spiccato feticismo per la carne, gli orifizi, il contatto tramite accoppiamento.  Aggiungiamoci poi il prestito preso a mani basse da Philip K. Dick ed al suo Le Tre Stimmate Di Palmer Eldritch (abbiamo pure un omaggio diretto e visivo per Parky Pat, spero che i lettori sappiano di cosa sto parlando) ed ecco un qualcosa di ammaliante in cui la realtà ha smesso di esistere dal momento in cui è stata sostituita dal gioco. Folle ed allucinante a tratti è la vera essenza del cinema di Cronenberg, un regista che non si è piegato molto ed ha continuato a mostrarci le sue visioni. Existenz pecca un po' di eccessiva confusione ed una vera e propria linea da seguire: il gioco non ha regole, o comunque nessuno pare conoscerle, e soprattutto non si sa quale sia realmente il gioco e quale la realtà.

venerdì 1 gennaio 2016

Resident Evil: Afterlife (2010)




Regia: Paul W. S. Anderson
Anno: 2010
Titolo originale: Resident Evil: Afterlife
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies
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Quarto capitolo della saga Resident Evil e passi da gigante in avanti rispetto ad Extinction di tre anni prima. Torna il regista originale Paul Anderson e si riconfermano le due eroine Milla Jovovich ed Ali Larter quindi pollice alzato. La storia è la solita con mordi, scappa e scazzotta. Abbiamo una bellissima sequenza iniziale con le tantissime Alice che combattono come non mai, giusto per darci la giusta dimensione di azione gustosa. Poi le lotte e le fughe nell'ambientazione di un carcere di Los Angeles. Zombie che si sono evoluti in mostri e nuovi personaggi sopravvissuti. Difficile aspettarsi qualcosa di più dal quarto capitolo di una saga di questo livello che prende spunto da un videogioco. Mitica ed indistruttibile la Umbrella Corporation, una piovra tentacolare che raggiunge qualsiasi posto e persona. Il nemico da battere non è così semplice e riuscire a trovare una sceneggiatura che si ricolleghi ai capitoli precedenti è altrettanto difficoltoso. Ma in qualche modo non siamo di fronte all'ennesimo livello del gioco da superare, sebbene l'evolversi della storia sia proprio così, alcuni elementi aggiunti qua e là rendono abbastanza longeva questa lotta della disperazione. A me Resident Evil continua a piacere, anche se da ultimo, il mostro finale dura poco e le scene migliori si presentano a metà pellicola, dentro le docce del carcere. Lì sì, è presente ciò che cercavo in un film del genere.

Nuova Versione Anno: 2016

Bella raga, VER rulla abbestia
Eccoci, ci siamo, è esattamente mezzanotte ed un minuto (fuso di Fucecchio) e la New Yearz Inc. come di consueto ha rilasciato la nuova versione di Anno. Siamo giunti alla 2016, il download OTA è partito in automatico raggiungendo pure l'Italia. Vi ricordo che non è possibile eseguire un downgrade in quanto il sistema non lo permette, nonostante sia confermato l'accesso (solo in lettura) alle varie copie di backup. La società quest'anno, ha scelto come testimonial Axl Rose che, come potete vedere dalla foto, vi augura una felice permanenza su Pianeta Terra. Questo a ricordare che gli Anni passano per tutti, stelle del rock comprese ed incomprese. Non starò qui a farvi il sermone morale (ci pensa già Ciampi Mattarella) o filosofico, ma è il momento di quello un po' nostalgico. Ci pensate ad Axl? Era uno dei miei idoli adolescenziali, ed ora così su due piedi, parrebbe finito. Senza lasciarci la seconda parte di Chinese Democracy però è sempre lì con la boccia in una mano, mentre l'altra starà palpando il fondo schiena di quella lì. Mi ha messo un po' di tristezza lo ammetto, come da piccolo quando guardavo la serie animata de L'Isola Del Tesoro e nelle ultime puntate mi accorsi che Silver (altro idolo) era diventato vecchio. Lacrimuccia. Concludo sommariamente ricordandovi  di non fare scoppiare i cani, altrimenti i botti si spaventano Un saluto speciale quindi da parte di VER a tutti quelli che sono invecchiati, hanno perso i capelli, hanno aggiunto chili alla propria stazza, mostrano tatuaggi scoloriti, sono rimasti soli, sono diventati poveri o non hanno più obiettivi e progetti ed a tutte le Vecchie Glorie. La versione Anno 2016, vi darà la possibilità di continuare nonostante l'obsolescenza, o addirittura di stare al passo con i tempi mettendovi d'impegno per eseguire un upgrade. . Buona Nuova Versione, Old_Glory