venerdì 7 ottobre 2016

La Moglie Di Frankenstein (1935)




Regia: James Whale
Anno: 1935
Titolo originale: Bride Of Frankenstein
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies

Eh sì, i Mostri della Universal negli anni trenta erano proprio tra le massime espressioni di intrattenimento cinematografico. E dopo lo strepitoso successo, in quello che era l'ambito horror dell'epoca, di Frankenstein ecco che viene proposto al pubblico, affamato come non mai, un sequel sicuramente di eguale se non superiore fattura. I cinque minuti iniziali introduttivi ci anticipano quanto le due storie siano collegate ed unite rendendo questo come il continuo naturale del primo. Nei panni del Mostro abbiamo ancora il mitico Boris Karloff, questa volta più al passo con i tempi e dotato anche di parola. Una parola che muove i suoi primi passi dai mugugni e dalle urla spaventose che la creatura rivolge agli esseri viventi. Degno di nota, anche per gli annali, lo sguardo perso ed allucinato, la capigliatura elettrizzante della sua sposa, Elsa Lanchester. Anche in questa occasione James Whale e la Universal lavorano maniacalmente sugli aspetti tecnici e sul trucco. Se con L'Uomo Invisibile avevano dato sfogo ad effetti speciali ancora oggi portati come esempio, con questo secondo capitolo dedicato a Frankenstein sono i costumi e  le ambientazioni gotiche, spettrali, orrorifiche a fare da padrone. La trama inoltre non soffre della debolezza intrinseca che colpisce inevitabilmente alcuni sequel: continua la profondità del dibattito etico e filosofico, andando ad esplorare zone di fantascienza che incontrano il fantastico, senza rinunciare alla drammaticità dell'opera. Un altro cult forse troppo sottovalutato se confrontato con altri titoli dell'epoca, ma di sicuro impatto.
Anche questo bluray fa parte della strepitosa  Monsters - The Essential Collection (Limited Ed) con i lavori rimasterizzati che ci donano una visione senza prcedenti. Audio italiano DTS stereo ed extra sempre interessanti:

  • Commento di Scott MacQueen
  • E' Viva! La realizzazione di Bride Of Frankenstein (39 minuti)
  • Archivio fotografico
  • 4 trailer

giovedì 6 ottobre 2016

Sojux 111 - Terrore Su Venere (1960)



Regia: Kurt Maetzig
Anno: 1960
Titolo originale:  Der Schweigende Stern
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.3)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (edizione limitata numerata)
 
Avete mai letto gli Urania? Alcuni sono titoli molto conosciuti e di un certo impatto. Altri invece sono di scarso spessore, storielle un po’ povere, non originalissime, ma che mi hanno sempre affascinato per il loro essere alla portata di tutti. La tipica fantascienza anni cinquanta tuttavia non è mai rientrata tra le mie preferite ed il film in oggetto si basa sul romanzo Il Pianeta Morto del 1951 scritto dal polacco Stanislaw Lem. Cinema della Germania Est e letteratura polacca: un connubio mitico ed esaltante, una rarità quasi impensabile e dimenticata.  In un futuro che ormai è passato (1985) una missione internazionale si prodiga per raggiungere Venere e venire a contatto con i suoi abitanti. Elementi sparsi come la Guerra Fredda, il pericolo nucleare, il contatto con forme di vita aliena, l’umanità unita ed internazionalizzata... Gli effetti sono quello che sono, anche i dialoghi non paiono un esempio di profondità assoluta e le situazioni riescono a dare solo una parvenza di ritmo e pathos.  Oggi. Pensiamo però al 1960, allo sforzo (non propagandistico tra l’altro) per tirare su una pellicola del genere, che possiamo anche definire ambiziosa e ben riuscita. Fantascienza ed un pizzico di horror per pure intrattenimento. Un messaggio ai limiti del pacifismo che ci mette in guardia sugli orrori del disastro nucleare. Niente polpettoni noiosi con sottotitoli in cecoslovacco, ma una (tentata) prova visiva di alleggerimento. Al di là della trama in sè e del girato che ovviamente non possono competere con i film attuali, sono molto soddisfatto dell’edizione della Mosaico Media. La versione è restaurata e senza tagli: le parti senza doppiaggio sono in lingua originale tedesca con i sottotitoli (purtroppo presentano alcuni errori di battitura) in italiano, la visione è piacevole non si notano particolari rumori di fondo nonostante il materiale sia datato, è presente audio in Dolby Digital 3.0 e la custodia è numerata (nel mio caso 152/999). Gli extra sono una galleria fotografica

mercoledì 5 ottobre 2016

Il Miglio Verde (1999)




Regia: Frank Darabont
Anno: 1999
Titolo originale: The Green Mile
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Trovare elogi per Il Miglio Verde è anche fin troppo semplice. Da qualsiasi parti si voglia iniziare, siamo sicuri di fare centro. Così facciamolo nel più canonico dei metodi: il soggetto. Il Miglior Verde è prima di tutto un romanzo di Stephen King. E già questo nome spalanca le porte. Ora, parlando un po' qua un po' là, con la gente, tutti lo conoscono, tutti più o meno riescono ad associarlo ad un grande scrittore. La sua fama, come si suol dire lo precede. Una parte di questa "gente" lo riconosce subito come uno dei maestri dell'horror, ed in effetti è anche così. Chi ha letto qualche libro in più, sa che questa etichetta può essere molto riduttiva se affibbiata a King. Ed è facile smontarla anche per chi si "limita" (tra virgolette) a guardare i film tratti dai suoi romanzi. Primi tre titoli che mi vengono in mente: Cuori In Atlantide, Stand By Me e Le Ali Della Libertà. E con quest'ultimo terzo titolo mi ricollego velocemente e furbamente allo sceneggiatore e regista Frank Darabont: una prigione, i suoi inquilini e gli intrecci umani che si creano al suo interno. Ecco, di nuovo un connubio indissolubile ed elementi che si ripresentano anche ne Il Miglio Verde. Una storia atipica, in crescendo, che è anche impreziosita da attori sensazionali. Non mi limito a tirar fuori solo Tom Hanks, che diavolo d'un cane è perfetto, ma vanno assolutamente ricordati anche gli altri, da Michael Jeter a Doug Hutchison, da David Morse a Sam Rockwell o James Cromwell o ancora Barry Pepper. Alcuni nomi non vi diranno nulla, ma vederli tutti insieme a comporre il quadro espressivo è un colpo d'occhio di eleganza. Michael Clarke Duncan, questa eleganza la trasmette attraverso l'assioma del Gigante Buono. Ed è proprio così. Ed è proprio l'inusuale braccio della morte con i secondini che non sono delle merde (a parte uno) ed i carcerati che non sono dei malvagi a tutto tondo (a parte uno) che ci ricorda l'abilità di King, di Darabont e del cast nel mettere sul piatto della bilancia i valori umani che impregnano la storia. Un trionfo di buoni valori in un ambiente ostile, in cui la giustizia è malata, ma non è il mulino a vento contro cui combattere, in cui il cattivo di turno è riconosciuto come tale e messo in disparte, in cui la magia è un miracolo da usare per le buone intenzioni. Il film ha un ritmo sostenuto eppure sono pari a zero le scene di azione, i dialoghi non risulta pesanti anche se corposi e di un certo impatto, la fotografia è ben studiata in una location abbastanza ristretta e molto particolareggiata. 
Il bluray si presenta molto bene per il lato video, ed ormai siamo abituati a non aspettarci un'edizione con audio lossless quindi va più che bene per un film datato 1999 anche un "normale" Dolby Digital 5.1, mentre gli extra, assai corposi sono i seguenti:

  • Commento interattivo del regista
  • Making of (25 minuti)
  • Miracoli e misteri (1 ora e 43 minuti)
  • Scene inedite con commento (4 minuti)
  • Provino di Michael Clarke Duncan (8 minuti)
  • Prove trucco di Tom Hanks (5 minuti)
  • 3 trailer

martedì 4 ottobre 2016

Gomorra (2008)




Regia: Matteo Garrone
Anno: 2008
Titolo originale: Gomorra
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.0)
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Acquista su Amazon

Mi sono "affezionato" a Gomorra guardando la serie TV (prima e seconda stagione), ma ancora non avevo visto il film, tratto dall'omonimo libro di Saviano. O meglio, lo avevo iniziato anni e anni fa, ma non disponendo dei sottotitoli era incomprensibile. Ne ho approfittato adesso ed ho apprezzato molto il lavoro fatto: una denuncia messa su grande schermo, senza precedenti. Al di là del film in sè, di cui non sono sicuramente il primo a parlarne, ciò che mi ha colpito maggiormente è il suo essere diverso dalla serie. Questa infatti è molto più spettacolare, tecnicamente migliore anche e sicuramente ha quella capacità da gangster movie di attirare il pubblico. Come scritto però nella recensione della seconda stagione, il pubblico deve stare attento alla mitizzazione dei personaggi. Questo non accade e non può accadere nel film per un fatto ovvio: i protagonisti sono le vittime. E le vittime sono tutti quanti, quasi senza possibilità di scampo o di uscita. Non si raccontano le vicende del clan dall'alto, con il rischio appunto di avere un certo fascino in stile Il Padrino. Si parte dal basso e lì si resta. E si capisce ancora di più quanto sia difficile, in alcuni casi proprio impossibile, uscirne. Uscire da una situazione in cui la camorra è talmente radicata che fa parte del contesto, del pensiero, del modo di agire di tutti. Siano essi ragazzini del rione o adulti che da sempre svolgono una professione legata, in un modo o nell'altro alla criminalità. Non ci sono vincitori, se non coloro che provano a deviare la propria rotta. Non è un film pessimista o arrendevole, ma è chiaro quanto le decisioni da prendere siano il più delle volte obbligate, in un mondo in cui violenza ed illegalità vanno a bracciato con qualsiasi situazione. Una pagina aperta della nostra storia, con radici profonde ormai così radicate da risultare non estirpabili. Un film può anche non servire a molto, ti apre comunque gli occhi, serve a ricordare, ad avere una prospettiva, un punto di vista diverso.

lunedì 3 ottobre 2016

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate (2014)




Regia: Peter Jackson
Anno: 2014
Titolo originale: The Hobbit: The Battle Of The Five Armies
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies

Evvai!!! L'ho finito!!! Anzi, le ho finite. Con questo si chiude definitivamente (o quasi, visto che farò la recensione al cofanetto) la mia avventura con quella roba di Tolkien. Mi spaice per gli appassionati, ma davvero non se ne poteva più. Quanto in totale? Più di 12 ore? Come andare a lavoro di primo e non avere il cambio insomma. Questo, da una parte è piacevole e veloce (si fa per dire) da seguire perchè neanche devi stare troppo attento: è tutto una battaglia, un combattimento uno scontro. Non c'è mi una sosta. Belle immagini, bel ritmo, spettacolari gli effetti speciali e di scena. Ma basta inserire tutte queste lotte per renderlo piacevole? No. La risposta è certa. Tanto che anche Peter Jackson cerca di allungare penosa il brodo con scene come quella del tipo mellifluo di cui neanche ricordo il nome. E' sempre presente, stucca all'inverosimile e non serve a nulla se non a staccare un po' dai combattimenti. L'unica cosa che poteva essere interessante era lo stato psicologico del nano re, ma con un niente, passa da pazzo perso a nuovo eroe ritrovato. Così, come se nulla fosse. Peccato perchè poteva essere qualcosa di epico da aggiungersi allo scontro tra lame, ai corpo a corpo, alle frecce scagliate... Nel complesso buono visivamente, anche se ancora secondo me alcune scene sono troppo artefatte, con colori non naturali e pare di essere in un videogame. Bluray come sempre di ottima fattura video, audio italiano in Dolby Digital 5.1 ed il seguente extra:

  • Nuova Zelanda: casa della Terra di Mezzo terza parte (6 minuti)

domenica 2 ottobre 2016

Ghost In The Shell Arise: Border 2 - Ghost Whispers (2013)


Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2013
Titolo originale: Kōkaku Kidōtai Araizu -Gōsuto In Za Sheru (攻殻機動隊ARISE -GHOST IN THE SHELL)
Voto e recensione: 6/10 
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Allora per i nuovi arrivati: Ghost In The Shell è tra i miei.. Anime? Film? Prodotti è brutto, ma è più generico, insomma dicevo, tra i miei preferiti in ambito cyberpunk e fantascienza. Questo è il secondo OAV (dopo Border 1 - Ghost Pain) ed ha vita all'interno di Stand Alone Complex che a sua volta è alternativo a quello originale. E si tratta di prequel rispetto alla serie sopra citata. Ok, questa premessa serve in qualche modo a dargli una collocazione specifica prima di poterne parlare. In questo capitolo vediamo proprio le basi della nascita della Sessione 9: gli ingredienti erano stati preparati con Ghost Pains, ma qui finalmente il Maggiore Kusanagi inizia a scegliere gli altri componenti proprio mentre sta svolgendo una delle sue prime missioni speciali. Come anche il primo, permane il difetto più caratterizzante: la durata. In un'ora circa c'è tanta carne al fuoco, la trama risulta difficile da seguire in armonia perchè ogni poco succede qualcosa. Se questo è bene perchè non ti annoi mai e resti incollato alla tv, avere una storia così intricata ti costringe già ad immaginarti il colpo di scena successivo, perchè tanto sai che c'è e quindi te lo aspetti. Ottima ancora una volta la parte visiva che ci delizia nei combattimenti a fuoco come all'interno del cyberspazio. L'azione come dicevo non è poca e si aggiungono anche inseguimenti mozzafiato in autostrada con il traffico gestito dalle IA addirittura hackerato. Un buonissimo secondo capitolo che mi lascia ben sperare anche per i prossimi.